Cycas desolata è una cicadea blu del Queensland nord-orientale, in Australia, nota soltanto per pochi popolamenti sparsi a nord-ovest di Charters Towers, in boschi radi di eucalipti su suoli scheletrici. Descritta nel 1995 da Paul Forster, questa specie del genere Cycas si distingue per il fogliame azzurro pallido, le foglie con poche foglioline e il picciolo privo di spine. Può superare i 7 m di altezza. La IUCN la classifica quasi minacciata, categoria mantenuta da una rivalutazione pubblicata nel 2023 (la Flora of Australia indica invece «vulnerabile»), e lo Stato del Queensland la protegge come specie vulnerabile.
In sintesi: Cycas desolata
- Nome accettato: Cycas desolata P.I.Forst. (1995), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; ricondotta a Cycas angulata da de Laubenfels e Adema (1998), trattamento non seguito (vedi Tassonomia)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland nord-orientale, a nord-ovest di Charters Towers (distretto di North Kennedy)
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT); rivalutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, dopo la valutazione di Paul Forster (2010, criterio D2); la Flora of Australia indica «vulnerabile» (2022), senza una valutazione corrispondente ritrovata (vedi Stato di conservazione)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; specie vulnerabile nel Queensland (Nature Conservation (Plants) Regulation 2020)
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: boschi radi di eucalipti, su suoli scheletrici poco profondi o piccoli affioramenti rocciosi
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 4 m, raramente 7 m, di 15-25 cm di diametro; foglie di 75-120 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas desolata?
Secondo Paul Forster (1995) e Ken Hill (1996), la riconosce la combinazione di tre caratteri: fogliame di un azzurro pallido e opaco, foglie con relativamente poche foglioline (90-136) e picciolo del tutto privo di spine. I catafilli, lunghi, stretti e pungenti, la separano da Cycas cairnsiana, di cui ha il colore. Nel dettaglio, secondo il protologo e la Flora of Australia:
- Fusto: fino a 4 m, raramente 7 m, di 15-25 cm di diametro.
- Foglie: di 75-120 cm, fortemente carenate (le due file di foglioline formano un angolo di 30-50°), con 90-136 foglioline; rachide terminato per lo più da una coppia di foglioline; picciolo glabro, di 10-23 cm, senza spine.
- Foglioline mediane: di 18-21 cm per 3,5-5 mm, glabre, glauche, blu, inserite a 40-50°, ristrette alla base (70-80% della larghezza massima), distanziate di 1-5 mm, con i margini ripiegati; nervatura mediana piatta sopra, sporgente sotto.
- Getti giovani: densamente coperti di peli rossicci, che poi cadono.
- Catafilli: lineari-lanceolati, pungenti, di 3-4,5 cm, tomentosi bruno-arancioni alla base.
- Coni maschili: ovoidi allungati, arancioni o bruni, di 24-40 cm per 8-9,5 cm; spina apicale dei microsporofilli corta (3-4 mm).
- Megasporofilli: di 13-24 cm, tomentosi rossicci solo alla base, altrove blu glauco, con 2-6 ovuli (spesso 4); lamina largamente triangolare di 28-32 mm per 20-25 mm, appena dentata; spina apicale di 5-15 mm.
- Semi: ovoidi, di 35-39 mm per 32-35 mm, verdi e poi giallo-porpora a maturità, fortemente pruinosi.
Paul Forster sottolineava anche la lunghezza insolita dei coni maschili (fino a 40 cm) rispetto alle altre Cycas del Queensland, e la statura di alcuni esemplari: sul sito del tipo misurò una pianta di oltre 7 m, un’altezza rara tra le cicadee di questo Stato.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione. Né la revisione di Hill (1996) né la Flora of Australia ne citano per questa specie.
Possibili confusioni
Le specie con cui può essere confusa appartengono tutte al gruppo delle cicadee blu del Queensland:
- Cycas cairnsiana, la più simile per il colore blu del fogliame: catafilli morbidi, base del picciolo con brevi denti, foglioline più numerose (180-280), più corte e più strette (8-18 cm per 2-3 mm), lamina dei megasporofilli più lunga (40-70 mm); areali distinti;
- Cycas platyphylla, dello stesso gruppo: fogliame blu che vira al grigio-verde, 120-260 foglioline piatte e più larghe (4-6 mm), megasporofilli nettamente dentati;
- Cycas cupida, descritta nel 2001 a più di 200 km a sud: 174-240 foglioline, non ristrette alla base, catafilli molto più lunghi (70-95 mm) e tomentosi per intero, coni maschili più grossi;
- Cycas couttsiana, altra cicadea blu del Queensland settentrionale, con catafilli morbidi e getti giovani coperti di peluria bianco-grigiastra.
Tassonomia
Cycas desolata è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Paul Forster la descrisse nel 1995 su Austrobaileya (volume 4, pagine 345-352), a partire da piante che la chiave di Hill (1992) collocava sotto Cycas cairnsiana. Nel 1996 Ken Hill la inserì nella serie Cairnsianosae della sottosezione Endemicae (sezione Cycas), che riunisce le cicadee australiane dal fogliame fortemente glauco, con ipoderma continuo nelle foglioline e coni maschili piccoli o medi e ovoidi. Nel 2001 Paul Forster vi contava sei specie: Cycas cairnsiana, Cycas couttsiana, Cycas cupida, Cycas desolata, Cycas ophiolitica e Cycas platyphylla.
De Laubenfels e Adema (Blumea, 1998) misero questo nome in sinonimia di Cycas angulata, all’interno di una concezione molto ampia di quella specie (pagina 363). Questo trattamento non è stato seguito né dalla Flora of Australia né da The World List of Cycads, che lo citano solo come riferimento di sinonimia.
Etimologia e storia
L’epiteto desolata viene dal latino desolatus, «desolato, abbandonato»: secondo il protologo si riferisce al carattere «rovinato o desolato» dell’habitat in cui cresce la pianta. The World List of Cycads, riprendendo Haynes (2022), lo traduce anche con «isolato».
Alla fine del 1993 Rod Fensham, dell’erbario del Queensland (BRI), segnalò a Paul Forster una popolazione di cicadee sconosciuta a nord-ovest di Charters Towers; Forster la visitò all’inizio del 1994 e descrisse la specie l’anno seguente. Il tipo, una pianta maschile, fu raccolto il 27 gennaio 1994 (Forster 14671B, olotipo a BRI). Per limitare il bracconaggio, l’autore scelse di non pubblicare la località esatta.
Nomi comuni
Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano, né in inglese, né in una lingua aborigena.
In natura
Cycas desolata è nota solo in una piccola regione a nord-ovest di Charters Towers, nel Queensland nord-orientale. Paul Forster vi osservò almeno due popolazioni, sparse su circa 40 km², e più di mille individui; la Flora of Australia parla oggi di un solo popolamento. Le piante crescono in boschi radi su suoli scheletrici poco profondi o su piccoli affioramenti rocciosi, sotto una copertura di Eucalyptus erythrophloia e di un eucalipto dalla corteccia ferrigna (Eucalyptus crebra o Eucalyptus xanthoclada); la Flora of Australia riassume l’habitat come «terreno piano, in bosco aperto di eucalipti dalla corteccia ferrigna».
Durante la visita del 1994 una lunga siccità impediva di rilevare le altre specie associate. L’impollinatore, la fenologia e i dispersori dei semi non sono documentati per la specie.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas desolata quasi minacciata (NT): è la categoria attuale ripresa da GBIF dai dati della Lista rossa (consultazione del 18 ottobre 2026). La prima valutazione, di Paul Forster, pubblicata nel 2010, adottava il criterio D2 (pochissime località), che The World List of Cycads riporta ancora; una rivalutazione di J.D. Bösenberg è stata poi pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), e la categoria è rimasta NT. Le fonti però non concordano del tutto: la Flora of Australia, aggiornata in rete, indica «vulnerabile» nella Lista rossa della IUCN nel 2022, ma nessuna valutazione del 2022 è stata ritrovata, e la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente (accesso bloccato). Nel Queensland la specie figura come vulnerabile nell’elenco del novembre 2022 della Nature Conservation (Plants) Regulation 2020.
Nel 1995 Paul Forster riteneva la popolazione poco minacciata dal proprietario del terreno, ma esposta al bracconaggio, perché la pianta è molto decorativa; tutte le popolazioni note si trovavano allora su terreni privati di pascolo, e proponeva il codice 2V (vulnerabile) del sistema australiano delle piante rare. Ken Hill (1996) adottava lo stesso codice, segnalando piccole popolazioni su terreni pastorali.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas desolata rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.
Coltivazione
Nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni di coltivazione proprie di Cycas desolata, e sui forum non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione datato. Il suo ambiente naturale (suoli sottili e ben drenati, bosco rado molto luminoso, clima tropicale con una lunga stagione secca) indica una pianta da pieno sole, da annaffiare con moderazione; è una deduzione dall’habitat, non un dato documentato. Lontano dai tropici la si coltiva in serra; nessuna prova di coltivazione è stata pubblicata.
Una nota pubblicata nel 2021 dal vivaista francese Simon Lavaud sulle basi della coltivazione delle Cycas australiane in clima europeo colloca Cycas desolata tra le specie «difficili», insieme a Cycas angulata, Cycas cairnsiana, Cycas cupida e Cycas couttsiana, e indica che cresce su suoli sabbiosi (il protologo parla invece di suoli scheletrici poco profondi e di piccoli affioramenti rocciosi). Secondo l’autore, queste Cycas hanno bisogno di caldo per crescere e in Europa crescono lentamente; consiglia un substrato a forte componente minerale, il pieno sole o il punto più luminoso della serra (anche non riscaldata, la serra allunga la stagione di crescita), annaffiature abbondanti quando fa caldo, ridotte quando le temperature scendono sotto i 20 °C e sospese quando le minime notturne scendono sotto i 10 °C, perché annaffiare al fresco espone a un rischio molto alto di marciume delle radici. Sono consigli generali per le Cycas australiane: la nota non riporta risultati ottenuti con questa specie.
In Italia
Cycas desolata non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca di «Cycas desolata» non dà alcun risultato. Sul forum francese Fous de palmiers la specie compare solo nel 2022, in un elenco di cicadee che un coltivatore trovava belle senza conoscerne la rusticità. Non è quindi documentata alcuna pianta coltivata in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate, perché la specie è minacciata dai prelievi.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas desolata non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale si trova nella zona tropicale secca dell’Australia nord-orientale, intorno ai 20° di latitudine sud, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sul forum Fous de palmiers e sul forum Tropicamente non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. La nota di Simon Lavaud citata sopra, scritta in Francia, è però trasponibile a molte regioni italiane: in Europa i mesi più freddi sono anche i più piovosi, l’inverso del clima d’origine delle Cycas australiane, e l’autore raccomanda, nei climi abbastanza miti da tenere queste piante all’aperto, di proteggerle bene dall’eccesso d’acqua durante le piogge invernali.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun rilievo di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas desolata. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la cicade del Giappone (Cycas revoluta) tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.
Domande frequenti
Perché si chiama desolata?
Perché l’autore trovava «desolato» il suo habitat: desolatus significa «abbandonato, desolato» in latino. La parola rimanda ai boschi secchi e poveri in cui cresce la pianta, vicino a Charters Towers.
Dove cresce?
Soltanto a nord-ovest di Charters Towers, nel Queensland nord-orientale. La località esatta non è stata pubblicata, per proteggere le piante dal bracconaggio.
Come distinguerla da Cycas cairnsiana?
Dai catafilli pungenti, dal picciolo senza denti e dalle foglioline meno numerose, più lunghe e più larghe. Entrambe hanno un fogliame blu, ma i loro areali sono separati.
È minacciata?
Sì, in misura moderata. La IUCN la classifica quasi minacciata (valutazione del 2010, categoria mantenuta dalla rivalutazione pubblicata nel 2023), la Flora of Australia la indica «vulnerabile» (2022) senza una valutazione ritrovata, e il Queensland la protegge come vulnerabile.
Si può acquistare?
Solo se proviene da coltivazione. Il commercio internazionale delle piante richiede un permesso CITES, da cui i semi sono esentati. Chiedete sempre la provenienza.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo; è una pianta di clima tropicale secco, da coltivare in serra, e il vivaista Simon Lavaud la classifica tra le Cycas australiane «difficili» da coltivare in Europa.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Il metodo Simon Lavaud: innestare le cicadali su Cycas revoluta per coltivare specie impossibili: perché le Cycas australiane falliscono spesso in Europa sulle proprie radici, marcendo nel freddo umido, e come un vivaista francese le innesta su Cycas revoluta; l’articolo non cita questa specie.
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- Irrigazione delle cycas: errori comuni e come evitarli
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas desolata: https://cycadlist.org/scientific_name/117 — autore, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (NT, valutazione del 2010), etimologia. Lista di riferimento delle cicadee, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas desolata: https://api.gbif.org/v1/species/2683285/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (NT), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
- Flora of Australia in rete (ABRS, da Hill 1998, Flora of Australia vol. 48), Cycas desolata: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Cycas%20desolata — descrizione, distribuzione, habitat, statuti. Flora nazionale di riferimento; consultata il 3 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas desolata: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/28719/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Forum Fous de palmiers, «Macrozamia macdonnellii» (febbraio 2022): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=502442#p502442 — specie citata in un elenco di cicadee desiderate, di rusticità sconosciuta al coltivatore; nessun risultato di coltivazione. Forum di coltivatori francesi; semplice menzione.
- Simon Lavaud (2021), «Quelques données sur les bases de la culture des Cycas australiens en climat européen», Cycadales.eu: https://cycadales.eu/wp-content/uploads/2021/04/Bases-de-la-culture-des-Cycas-australiens.pdf — Cycas desolata classificata tra le specie «difficili» e indicata su suoli sabbiosi; consigli generali di substrato, luce e annaffiatura, piogge invernali. Nota di un vivaista specializzato, fondata sulla sua esperienza; testo integrale consultato il 18 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Forster, P.I. (1995). Cycas desolata (Cycadaceae), a new species from north Queensland. Austrobaileya 4(3): 345-352. [Protologo: descrizione, confronto con Cycas cairnsiana e Cycas platyphylla, habitat, statuto; testo integrale consultato (BioStor).]
- Forster, P.I. (2001). Cycas cupida (Cycadaceae), a new species from central Queensland. Austrobaileya 6(1): 153-160. doi:10.5962/p.299661 [Confronto con Cycas desolata e chiave della serie Cairnsianosae; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1992). A preliminary account of Cycas (Cycadaceae) in Queensland. Telopea 5(1): 177-206. doi:10.7751/telopea19924964 [Chiave in cui le piante rientravano sotto Cycas cairnsiana; citata da Forster (1995), non consultata per questa scheda.]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Revisione di riferimento per l’Australia; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultata nella versione in rete aggiornata (profiles.ala.org.au).]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; non consultato direttamente, citato da The World List of Cycads e dalla Flora of Australia.]
- Forster, P. (2010). Cycas desolata. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T41959A10584588. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas desolata. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T41959A68899597. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41959A68899597.en [Rivalutazione, NT; riferimento verificato su Crossref, categoria attuale ripresa da GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]