Cycas calcicola

Cycas calcicola è una cicadea endemica del Top End, la parte settentrionale del Territorio del Nord australiano, dove cresce sulle alture rocciose dei boschi radi tra Katherine, il bacino del fiume Daly e il parco nazionale di Litchfield. Descritta nel 1978 da John Maconochie, questa specie del genere Cycas si riconosce dalle foglie piatte, con un numero altissimo di foglioline strettissime, sempre pelose sulla pagina inferiore, e dai getti giovani argentati che spuntano tra le ceneri dopo gli incendi della stagione secca. Il nome ricorda gli affioramenti calcarei dove fu raccolta per la prima volta, ma la specie cresce anche su arenarie e scisti. La IUCN la classifica vulnerabile, e uno studio genomico del 2022 ha mostrato che le collezioni dei giardini botanici ne conservano solo una parte della diversità genetica.

In sintesi: Cycas calcicola

  • Nome accettato: Cycas calcicola Maconochie (1978), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; nessuna sottospecie
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in inglese «fire fern», nome locale del Territorio del Nord per le fronde nuove che spuntano dopo gli incendi (PACSOA, 1990); nomi in quattro lingue aborigene (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: Australia, Territorio del Nord: bacino del Daly, catena del Finniss, da Katherine al nord del parco nazionale di Litchfield
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri A4cd; B2ab(i,ii,iii,iv,v)) secondo The World List of Cycads; ultima valutazione di Nagalingum e Clugston, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: alture rocciose esposte in boschi radi; calcare, arenarie, alluvioni sabbiose e scisti
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di solito fino a 2 m, raramente 4-5 m, di 16-22 cm di diametro; foglie piatte di 60-130 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né riscontri di coltivazione
  • Tossicità: non studiata per la specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas calcicola?

Secondo Ken Hill (1996), la specie si distingue dalle altre Cycas australiane per le foglie piatte, con un numero molto elevato di foglioline strettissime, persistentemente pelose sulla pagina inferiore, e per i coni maschili sottili, fusiformi. Nel dettaglio, secondo la revisione di Hill e la Flora of Australia:

  • Fusto: alto fino a 2 m, raramente 4 m secondo Hill (5 m secondo la Flora of Australia), di 16-22 cm di diametro.
  • Foglie: lunghe 60-130 cm, piatte in sezione (le due file di foglioline opposte formano un angolo di 180°), con 210-410 foglioline; picciolo di 18-30 cm, densamente tomentoso, grigio-biancastro, spinoso sul 10-50 % della lunghezza.
  • Foglioline mediane: di 5-12 cm per 2,5-4 mm (raramente 5 mm), molto ravvicinate (4-6 mm l’una dall’altra), con margini arrotolati e apice bruscamente assottigliato; sopra prima pelose, poi glabre, lucide, verde scuro appena bluastro (non glauche), sotto densamente coperte di peli bruno-biancastri.
  • Getti giovani e catafilli: nuova vegetazione densamente tomentosa, con peli grigio-biancastri e qualche pelo arancione; catafilli morbidi, non pungenti, di 3-6 cm.
  • Coni maschili: fusiformi, di 25-30 cm per 5-7 cm, da arancioni a bruno-arancioni; microsporofilli con una spina apicale sottile, nettamente rivolta verso l’alto.
  • Megasporofilli: di 12-18 cm, con tomento grigio e arancione, portano 4-6 ovuli; lembo di 20-25 mm, regolarmente dentato (26-36 denti laterali), con spina apicale di 6-10 mm.
  • Semi: ovoidi appiattiti, verdi poi arancioni, fortemente pruinosi, di 28-31 mm per 27-30 mm.

Le foglioline hanno un’anatomia da ambiente secco: uno strato continuo di cellule sotto l’epidermide, stomi in cripte profonde e chiuse, cuticola molto spessa (Hill 1996). La Palm and Cycad Society of Australia (PACSOA) descrive i getti nuovi, eretti, di un argento intenso.

Ibridi

Sono note popolazioni naturali di probabile origine ibrida, ma nessun ibrido di coltivazione. Hill (1996) cita esemplari di erbario intermedi tra Cycas calcicola e Cycas conferta, raccolti a Blackfellows Creek nel 1993, e segnala che nell’area di Cycas conferta sono noti apparenti ibridi con Cycas calcicola. Un articolo pubblicato nel 1990 dalla rivista della PACSOA, ripreso sul sito della società, riferisce inoltre che un naturalista di Darwin era convinto dell’esistenza di ibridi con Cycas armstrongii nelle zone dove le due specie si incontrano (Florence Falls, nord di Katherine, alto corso del Daly); questa ipotesi non è ripresa nella revisione di Hill.

Possibili confusioni

In natura la si può confondere soprattutto con le altre Cycas del Top End; in commercio, con piante vendute sotto un nome sbagliato:

  • Cycas arenicola, l’unica altra specie australiana con foglioline adulte densamente pelose sotto: ha meno foglioline (180-270), più larghe (4,5-6,5 mm), più distanziate (9-14 mm) e gradualmente assottigliate all’apice (Hill 1996).
  • Cycas armstrongii e le specie vicine (Cycas conferta, Cycas canalis), che hanno catafilli pungenti, margini delle foglioline non arrotolati e foglioline più larghe di 4 mm.
  • Cycas arnhemica, della stessa serie, le cui foglioline adulte non restano densamente pelose, e Cycas maconochiei, anch’essa della serie, con foglioline più larghe di 4 mm e non arrotolate (Hill 1996).
  • In commercio: nel febbraio 2010 un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) metteva in guardia, sul forum francese Fous de palmiers, contro un venditore che offriva piante di Cycas siamensis, una specie asiatica, con i nomi di Cycas pruinosa e di Cycas calcicola; conviene acquistare semi o piante di provenienza documentata.

Tassonomia

Cycas calcicola è un nome accettato da The World List of Cycads, senza sinonimi; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. John R. Maconochie la descrisse nel 1978 nel Journal of the Adelaide Botanic Gardens (volume 1, pagina 175, figura 1), nello stesso articolo in cui descrisse Cycas pruinosa. Il tipo (Maconochie 1314) fu raccolto il 10 giugno 1971 a 16 km a nord di Katherine; l’olotipo è conservato nell’erbario del Territorio del Nord a Darwin (DNA), gli isotipi negli erbari di Brisbane (BRI), Canberra (CANB), Kew (K), Leida (L) e Perth (PERTH) (Hill 1996).

Nella revisione delle Cycas australiane, Ken Hill (1996) ne ha fatto la specie tipo della serie Calcicolosae, all’interno della sottosezione Endemicae della sezione Cycas. La serie riunisce quattro specie del nord del Territorio del Nord, dalle foglie piatte, foglioline a margini più o meno arrotolati e catafilli morbidi: Cycas calcicola, Cycas arenicola, Cycas arnhemica e Cycas maconochiei. Hill sottolineava però che alcuni caratteri, come il tomento arancione, avvicinano Cycas maconochiei ad altre specie, e che queste somiglianze non permettono sempre raggruppamenti netti.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino calci-, «calce», e si riferisce agli affioramenti calcarei dove la specie fu trovata (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads); il suffisso -cola significa «che abita». Il nome si è rivelato in parte fuorviante: Hill (1996) e la Flora of Australia precisano che la specie, pur descritta su calcare e chiamata di conseguenza, cresce anche su substrati non calcarei come arenarie, alluvioni sabbiose e scisti alluminosi.

Secondo l’articolo di Len Butt ripreso dalla PACSOA (1990), da tempo nel Top End si segnalava una Cycas dal fusto sottile e dai getti argentati, che formava vasti popolamenti tra le rocce calcaree; Maconochie, botanico dell’erbario del Territorio del Nord, la descrisse indicando come habitat gli affioramenti calcarei e i boschi aperti a nord di Katherine, oltre a due popolazioni a Bamboo Creek, sulla Mandora Road a sud di Darwin, e sull’East Alligator River.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. In inglese è invece attestato il nome «fire fern»: l’articolo di Len Butt pubblicato nella rivista Palms & Cycads (n. 27, 1990), ripreso sul wiki della PACSOA, riferisce che le fronde nuove emesse da Cycas armstrongii e da Cycas calcicola dopo gli incendi della stagione secca sono chiamate localmente «fire-fern». È un nome inglese, senza equivalente italiano attestato. Il compendio dei nomi vernacoli delle cicadee di Mark Bonta e Roy Osborne riporta invece nomi in quattro lingue aborigene del Territorio del Nord: walangkirrik in malakmalak, turtur in matngala, yerrsya per la pianta e misya per i semi in ngan’gikurunggurr e ngan’giwumirri, ngewerrin in wardaman. I primi due nomi sono indicati anche per Cycas canalis: probabilmente designano le cicadee in generale più che una sola specie.

In natura

Cycas calcicola è endemica del Territorio del Nord. Secondo Hill (1996) e la Flora of Australia è abbondante intorno al bacino del Daly e verso nord lungo la catena del Finniss, da Katherine, a sud-est, fino al nord del parco nazionale di Litchfield, e a sud fino ai dintorni della stazione di polizia di Daly River. Cresce soprattutto sulle cime rocciose, su calcare, arenarie, alluvioni sabbiose e scisti. Lo studio genomico di Clugston e colleghi (2022) ha campionato popolazioni selvatiche di Litchfield e della regione di Katherine, oltre a piante di giardini botanici provenienti da Katherine, da Daly River e dalle Spirit Hills.

Secondo la PACSOA, nelle zone bruciate ogni anno dagli aborigeni i popolamenti di Cycas calcicola sono i primi a ritrovare colore, con i loro getti argentati. La Flora of Australia indica una fruttificazione da ottobre a maggio. Un membro del forum Fous de palmiers residente in Thailandia ha pubblicato nel settembre 2016 fotografie di piante a Bamboo Creek, nel parco di Litchfield, e nel giardino botanico di Darwin.

Stato di conservazione e normativa

Cycas calcicola è classificata vulnerabile (VU) dalla IUCN, secondo i criteri A4cd e B2ab(i,ii,iii,iv,v), come riporta The World List of Cycads. L’ultima valutazione, firmata da N.S. Nagalingum e J. Clugston e datata 20 ottobre 2021 nei metadati Crossref, è pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa; i dati della Lista rossa ripresi da GBIF confermano la categoria VU (consultazione del 18 ottobre 2026). La precedente, di Ken Hill, risale al 2010. La pagina della Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Nel 1996 Hill considerava invece la specie diffusa e non a rischio.

Lo studio di Clugston e colleghi (2022), basato su 2 271 marcatori genetici (SNP), ha trovato una diversità genetica da bassa a moderata, un flusso genico molto ridotto tra le popolazioni e una forte consanguineità (FIS medio di 0,491). Le popolazioni si dividono in due gruppi genetici, Katherine da una parte, Litchfield, Daly River e Spirit Hills dall’altra. Le collezioni dei giardini botanici studiate avevano una diversità genetica significativamente più bassa di quella delle popolazioni selvatiche e non rappresentavano le popolazioni del parco di Litchfield; gli autori raccomandano di ampliarle e di gestire separatamente le popolazioni di Katherine e di Litchfield.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas calcicola rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questi statuti (consultazione del 12 ottobre 2026). Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione: queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni di coltivazione per Cycas calcicola, e non è stato trovato alcun riscontro datato di coltivazione prolungata in Europa. La specie è coltivata nel suo paese d’origine: la PACSOA mostra una pianta coltivata a Katherine, e nel 2016 un membro del forum Fous de palmiers ne ha fotografato esemplari nel giardino botanico di Darwin. Il suo habitat, alture rocciose molto drenanti sotto un clima tropicale con una lunga stagione secca, indica una pianta da pieno sole, da coltivare in un substrato minerale e da annaffiare con moderazione, al caldo; sono deduzioni dall’habitat, non risultati di coltivazione.

Una nota del vivaista francese Simon Lavaud (Cycadales.eu, 2021) sulle basi della coltivazione delle Cycas australiane in clima europeo dà qualche indicazione in più. Lavaud vi classifica come «molto difficili» tutte le specie del Territorio del Nord tranne Cycas angulata: Cycas calcicola non vi è nominata, ma rientra in questo gruppo per la sua origine. Pubblica una fotografia di Cycas calcicola coltivata al Nong Nooch Tropical Garden, in Thailandia (2019), dove secondo lui le Cycas australiane, comprese quelle del Territorio del Nord, prosperano grazie a un clima quasi costante tra 25 e 30 °C. Scrive inoltre che la specie cresce tanto su calcare quanto su rocce basaltiche: Hill (1996) e la Flora of Australia citano invece calcare, arenarie, alluvioni sabbiose e scisti, senza il basalto. I suoi consigli generali per le Cycas australiane (substrato minerale molto drenante, serra anche non riscaldata per allungare la stagione di crescita, pieno sole, annaffiature abbondanti solo quando fa caldo, da ridurre sotto i 20 °C e che si possono sospendere quando le minime notturne scendono sotto i 10 °C, per evitare il marciume delle radici) non sono stati sperimentati specificamente su questa specie.

In Francia, un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) riferiva nel dicembre 2010 sul forum Fous de palmiers di aver fatto germinare in casa, in inverno, semi di Cycas calcicola; non è stato trovato alcun seguito sulla crescita delle piantine.

In Italia

Cycas calcicola non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente è soltanto citata: nel settembre 2012 un coltivatore di Ravenna, dopo molte perdite di Cycas cairnsiana, la nominava tra le cicadee blu australiane interessanti, temendo però che non sopportasse l’umidità della sua zona; nel gennaio 2015 un altro partecipante cercava semi di questa specie. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas calcicola è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. La moltiplicazione avviene per seme; l’unico riscontro trovato è la germinazione in casa, in inverno, riferita nel 2010 sul forum Fous de palmiers. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione specifico per la specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate, con provenienza documentata.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le Cycas coltivate, e il marciume delle radici in un substrato freddo e umido è la causa di insuccesso più spesso riferita per le Cycas australiane in Europa: Lavaud (2021) segnala un rischio molto elevato quando le piante vengono annaffiate con il fresco.

Rusticità

Per Cycas calcicola non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale si trova interamente nella zona tropicale del nord dell’Australia, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo. Secondo i dati climatici di Katherine commentati da Lavaud (2021), le minime notturne possono scendere intorno ai 15 °C, ma le massime restano molto alte tutto l’anno, raramente sotto i 30 °C; i mesi più freschi sono anche i più secchi, e le precipitazioni annue superano i 1000 mm. In Europa, osserva, i mesi più freddi sono invece i più umidi.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers la specie compare solo come semenzale in casa, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. In mancanza di dati, la prudenza suggerisce la coltivazione in vaso, al riparo dal gelo e all’asciutto in inverno.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato al di fuori dell’Australia, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas calcicola, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale di Cycas calcicola, anche se l’esistenza di nomi aborigeni distinti per la pianta e per i semi mostra che la specie è conosciuta dalle popolazioni locali. Gli usi alimentari dei semi di altre Cycas australiane, dopo una lunga detossificazione, non possono essere attribuiti a questa specie senza fonti.

Domande frequenti

Cycas calcicola cresce solo su calcare?

No. Fu descritta su affioramenti calcarei, da cui il nome, ma cresce anche su arenarie, alluvioni sabbiose e scisti, soprattutto sulle cime rocciose.

Come si riconosce?

Dalle foglie piatte, con 210-410 foglioline strettissime e ravvicinate, sempre pelose sotto, e dai coni maschili sottili e fusiformi. Cycas arenicola, l’unica altra specie australiana a foglioline pelose sotto, ne ha meno, più larghe e più distanziate.

Perché i getti nuovi sono argentati?

Perché sono coperti da un fitto tomento grigio-biancastro. Spuntano numerosi dopo gli incendi della stagione secca, e la PACSOA li descrive come il primo ritorno di colore nelle zone bruciate; localmente sono chiamati in inglese «fire-fern».

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica vulnerabile, e uno studio genomico del 2022 ha rilevato poca diversità genetica, poco scambio tra popolazioni e una forte consanguineità.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Nessun dato lo permette. Non esiste alcuna misura di freddo e nessun riscontro di coltivazione in Italia: è una pianta di clima tropicale, da tenere in vaso al riparo dal gelo.

Le piante vendute con questo nome sono affidabili?

Non sempre. Sul forum Fous de palmiers è stato segnalato nel 2010 un venditore che offriva piante di Cycas siamensis con i nomi di Cycas pruinosa e di Cycas calcicola: meglio rivolgersi a fornitori che documentano la provenienza dei semi.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Maconochie, J.R. (1978). Two new species of Cycas from northern Australia. Journal of the Adelaide Botanic Gardens 1(3): 175-178. [Protologo; riferimento ripreso da The World List of Cycads e dalla Flora of Australia, testo non consultato.]
  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Descrizione, tipo e isotipi, serie Calcicolosae, chiave, anatomia, distribuzione, ibridi; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultato nella versione in linea aggiornata (profiles.ala.org.au).]
  • Clugston, J.A.R., Ruhsam, M., Kenicer, G.J., Henwood, M., Milne, R.I. & Nagalingum, N.S. (2022). Conservation genomics of an Australian cycad Cycas calcicola, and the absence of key genotypes in botanic gardens. Conservation Genetics 23(3): 449-465. doi:10.1007/s10592-022-01428-8 [Diversità genetica, struttura delle popolazioni, collezioni ex situ; riassunto consultato (Europe PMC).]
  • Nagalingum, N.S. & Clugston, J. Cycas calcicola. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T41989A67338115. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41989A67338115.en [Valutazione attuale, datata 20 ottobre 2021 nei metadati Crossref e pubblicata nella versione 2023-1; riferimento verificato su Crossref, categoria VU ripresa da GBIF, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas calcicola. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T41989A10595908. [Valutazione precedente; citata da The World List of Cycads.]
  • Bonta, M. & Osborne, R. Cycads in the Vernacular: A Compendium of Local Names. The Cycad Society. http://www.cycad.org/documents/Bonta-Osborne-Cycads-Vernacular.pdf [Nomi aborigeni della specie, da Lindsay e colleghi 2001, Marrfurra e colleghi 1995, Raymond e colleghi 1999; consultato direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]