Cycas arnhemica è una cicadea delle savane della Terra di Arnhem, nel nord del Territorio del Nord australiano: sotto gli eucalipti forma in alcuni punti popolamenti molto fitti, intorno al fiume Goyder, sulla costa settentrionale e sull’isola di Groote Eylandt. Descritta nel 1994 da Ken Hill, questa specie del genere Cycas fu divisa nel 1996 in tre sottospecie, Cycas arnhemica subsp. muninga, subsp. natja e subsp. arnhemica, nomi oggi considerati sinonimi. È anche una delle poche Cycas per cui la raccolta in natura è stata oggetto di uno studio sperimentale.
In sintesi: Cycas arnhemica
- Nome accettato: Cycas arnhemica K.D.Hill (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dall’Australian Plant Census (secondo la Flora of Australia); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas arnhemica subsp. arnhemica, subsp. muninga Chirgwin & K.D.Hill e subsp. natja K.D.Hill (1996); piante di Groote Eylandt chiamate un tempo Cycas sp. «Groote»; riunita a Cycas angulata da de Laubenfels e Adema (1998)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nomi aborigeni all’origine degli epiteti muninga e natja (vedi Nomi comuni)
- Distribuzione naturale: Australia, Territorio del Nord: Terra di Arnhem centrale (fiume Goyder), costa settentrionale (corso inferiore del Blyth, isola Elcho) e isola di Groote Eylandt
- Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione del 2022
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: sottobosco luminoso di savane a Eucalyptus tetrodonta ed Eucalyptus miniata, su sabbie profonde da bianche a gialle sopra lateriti; antiche dune costiere a Groote Eylandt
- Portamento e dimensioni adulte: fusto di 4 m, raramente 7 m, per 12-20 cm di diametro; piante di Groote Eylandt e della costa nord più basse (1,5 m, raramente 2,5 m)
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum di coltivatori
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas arnhemica?
La si riconosce dalle foglie piatte a picciolo corto, con foglioline verde scuro carenate e dai margini ricurvi, e dalla peluria bruno scura che le basi delle foglie e il fusto conservano a lungo, assente nelle altre Cycas della Terra di Arnhem. Secondo Hill (1994, 1996) e la Flora of Australia:
- Fusto: fino a 4 m, raramente 7 m, di 12-20 cm di diametro.
- Foglie: 65-110 cm (fino a 160 cm secondo la Flora of Australia), piatte (file di foglioline a 150-180°), con 120-270 foglioline, di solito terminate da una spina; picciolo di 9-36 cm, inerme o spinoso al massimo su metà della lunghezza.
- Foglioline mediane: 5-19 cm per 3-7,5 mm, inserite a 45-85°, glabre o con una peluria lassa da bianca a grigio-bruna sotto, verde medio o scuro, carenate, con i margini ricurvi o arrotolati.
- Getti giovani: peluria fitta, bianca o bruno-arancione; catafilli corti (3-6 cm), morbidi e carnosi.
- Coni maschili: strettamente ovoidi, di 18-36 cm per 6,5-12 cm; spina terminale dei microsporofilli sottile, affusolata, rivolta verso l’alto.
- Megasporofilli: 15-24 cm, con peluria grigia e arancione, portano 1-6 ovuli; parte sterile di 40-70 mm, regolarmente dentata (10-18 denti di 2-5 mm), spina terminale di 7-25 mm.
- Semi: ovoidi appiattiti, verdi poi arancioni, non pruinosi, di 28-37 mm per 26-32 mm.
Le tre popolazioni conosciute non sono identiche. Quella del fiume Goyder ha foglioline più lunghe, più larghe (5-7,5 mm) e più distanziate, rivolte verso l’apice della foglia; quelle di Groote Eylandt e della costa nord hanno foglioline più corte, più strette e più fitte, quasi perpendicolari al rachide, e le piante di Groote Eylandt hanno coni maschili e semi più grandi di quelle della costa nord (Hill, 1996).
Ibridi
Ken Hill (1996) cita popolazioni ibride naturali tra Cycas arnhemica e Cycas orientis nel Territorio del Nord. A nord-est del fiume Goyder, verso Badalngarrmirri Creek, le piante hanno foglie più chiare e più lucide e un portamento più esile, che Hill interpreta come un passaggio graduale verso Cycas orientis. Non è documentato alcun ibrido di coltivazione.
Possibili confusioni
Nel nord dell’Australia diverse Cycas possono esserle scambiate:
- Cycas maconochiei, la parente più stretta, anch’essa del Territorio del Nord: catafilli e corona coperti da una spessa lana arancione, assente in Cycas arnhemica;
- Cycas orientis, della Terra di Arnhem orientale: foglie verde medio con il picciolo più lungo, foglioline piatte senza margini ricurvi, catafilli duri e pungenti;
- Cycas calcicola e Cycas arenicola: foglioline coperte sotto da una peluria bruna fitta e persistente;
- Cycas armstrongii, anch’essa del Territorio del Nord: nervatura delle foglioline sporgente sopra quanto sotto, margini piatti, catafilli pungenti.
Tassonomia
The World List of Cycads accetta Cycas arnhemica; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Ken Hill la descrisse nel 1994 in Telopea (volume 5, pagine 693-696), insieme a Cycas orientis e Cycas canalis. Spiegava che questi nomi circolavano già tra gli orticoltori e che le autorità responsabili della conservazione avevano bisogno di nomi validi per rilasciare le autorizzazioni. Accennava allora a una specie affine, non ancora descritta, di Groote Eylandt e della costa nord della Terra di Arnhem.
Nella revisione del 1996 riunì infine queste piante a Cycas arnhemica sotto forma di due nuove sottospecie, subsp. muninga (Groote Eylandt, descritta con Sharon Chirgwin) e subsp. natja (costa nord), mentre la popolazione del Goyder diventava subsp. arnhemica. Collocò la specie nella serie Calcicolosae, con Cycas calcicola, Cycas arenicola e Cycas maconochiei. La Flora of Australia (1998) seguì questa suddivisione.
Oggi queste sottospecie sono trattate come semplici sinonimi della specie dall’Australian Plant Census (secondo l’aggiornamento della Flora of Australia del novembre 2025) e da The World List of Cycads. Nessuna delle fonti consultate indica quale studio abbia motivato il cambiamento. Da parte loro, de Laubenfels e Adema (Blumea, 1998) avevano riunito la specie a Cycas angulata, un’opinione non seguita.
Etimologia e storia
L’epiteto arnhemica ricorda che la specie cresce più o meno al centro della Terra di Arnhem (protologo). I vecchi nomi delle sottospecie vengono da lingue aborigene: muninga trascrive il nome della pianta nella lingua degli abitanti di Groote Eylandt, natja il suo nome nella lingua degli aborigeni della costa nord, che Hill scrive «Bureia» (Hill, 1996).
Il tipo fu raccolto il 16 giugno 1977 da John Maconochie al guado del fiume Goyder; l’olotipo si trova a Sydney (NSW), un isotipo a Darwin (DNA). Ken Hill e Leonie Stanberg studiarono la specie sul campo nell’agosto e nel settembre 1991.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune italiano, francese o inglese. Gli unici nomi documentati sono aborigeni: la pianta di Groote Eylandt porta un nome trascritto «muninga», quella della costa nord un nome trascritto «natja» (Hill, 1996). Le fonti consultate non ne danno la grafia nelle lingue d’origine.
In natura
Cycas arnhemica è un arbusto del sottobosco delle savane a Eucalyptus tetrodonta ed Eucalyptus miniata della Terra di Arnhem. Intorno al fiume Goyder è localmente abbondante su sabbie profonde da bianche a gialle che ricoprono lateriti. Sulla costa nord è nota sul corso inferiore del Blyth e sull’isola Elcho; a Groote Eylandt cresce soprattutto su antiche dune vicino alla costa.
Uno studio condotto nella Terra di Arnhem centrale da Anthony Griffiths e colleghi (Australian Journal of Botany, 2005) ha misurato una densità media di 1.630 fusti per ettaro, da 550 a 2.250 secondo i siti. Le giovani piante erano poche, e del tutto assenti nelle parcelle bruciate due volte nei due anni di osservazione. Già nel 1994 Ken Hill segnalava che incendi troppo frequenti frenano la riproduzione della specie.
Stato di conservazione e normativa
Cycas arnhemica è classificata a minor preoccupazione (LC) dalla IUCN nella valutazione di John Donald Bösenberg pubblicata nel 2022; nel 2010 la specie e le sue tre sottospecie erano state valutate separatamente. Nel 1994 Ken Hill la riteneva abbondante e abbastanza diffusa, quindi non minacciata, pur osservando che non era protetta e che quasi tutte le popolazioni si trovano su terre aborigene. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Lo studio di Griffiths e colleghi (2005) ha verificato l’effetto di un prelievo di piante in natura, dal 10 al 32 % dei fusti secondo le parcelle. Dopo due anni non si osservava alcun effetto netto sulla sopravvivenza, sulle giovani piante o sulla crescita delle piante rimaste. Gli autori concludono che una raccolta limitata ai fusti giovani, ripetuta sullo stesso sito solo ogni 15-40 anni, avrebbe un impatto minimo su questa specie abbondante, ma invitano alla prudenza per le Cycas con popolazioni più piccole.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas arnhemica rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultazione del 3 ottobre 2026).
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni di coltivazione specifiche per Cycas arnhemica. La specie è coltivata all’orto botanico di Darwin, dove un membro del forum francese Fous de palmiers l’ha fotografata nel settembre 2016. Il suo ambiente (sabbie profonde e drenanti, savana tropicale con una lunga stagione secca, incendi frequenti) indica una pianta da pieno sole o da leggera mezz’ombra, in substrato sabbioso.
In Italia
Cycas arnhemica non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca sul forum Tropicamente non ha dato alcun risultato per questa specie. Non è documentata alcuna pianta coltivata in Italia.
Moltiplicazione
Come tutte le Cycas, Cycas arnhemica è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione specifico. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate, e non da prelievi in natura.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. In natura, Griffiths e colleghi hanno studiato l’effetto degli incendi e dei disturbi causati dagli animali selvatici introdotti sulla sopravvivenza delle piante.
Rusticità
Per Cycas arnhemica non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale è interamente tropicale; nulla permette di affermare che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. La ricerca sul forum Tropicamente e sul forum francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo; anche dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non arriva alcun dato. In mancanza di informazioni, la pianta va tenuta al caldo durante l’inverno.
Riferimenti internazionali
Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato in altri paesi; le sole piante coltivate individuate crescono a Darwin, in clima tropicale.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas arnhemica. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate tossica anche questa specie: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nessuna delle fonti consultate descrive un uso specifico di questa specie. Nel nord dell’Australia gli aborigeni consumavano i semi di diverse Cycas dopo averli detossificati con un lavaggio in acqua o lasciandoli invecchiare (sintesi di Asmussen, 2011); l’esistenza di nomi aborigeni propri di questa pianta, a Groote Eylandt e sulla costa nord, mostra che era ben conosciuta dagli abitanti. Queste preparazioni non vanno in alcun caso riprodotte.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas arnhemica?
Nel nord del Territorio del Nord australiano: nella Terra di Arnhem centrale intorno al fiume Goyder, sulla costa nord (Blyth, isola Elcho) e a Groote Eylandt.
Le sottospecie muninga e natja esistono ancora?
No, non più come taxa accettati. Descritte nel 1996, sono oggi considerate sinonimi della specie dall’Australian Plant Census e da The World List of Cycads.
Come distinguerla da Cycas maconochiei?
Dall’assenza della spessa lana arancione che copre la corona e i catafilli di Cycas maconochiei.
La raccolta in natura minaccia la specie?
No, nelle condizioni sperimentate. Uno studio del 2005 non ha misurato alcun effetto netto dopo due anni, a condizione di prelevare solo fusti giovani e di distanziare molto le raccolte.
Il fuoco le è favorevole?
No, se troppo frequente. Le giovani piante mancavano nelle parcelle bruciate due volte in due anni, e Ken Hill osservava che gli incendi troppo frequenti ne frenano la riproduzione.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo e si tratta di una pianta di savana tropicale; va protetta al caldo d’inverno.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esistono analisi specifiche, ma le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas arnhemica: https://cycadlist.org/scientific_name/60 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (LC, valutazione del 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- Flora of Australia in linea (ABRS, da Hill 1998, Flora of Australia vol. 48), Cycas arnhemica: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Cycas%20arnhemica — descrizione, distribuzione, habitat, statuti, sinonimia delle sottospecie. Flora nazionale di riferimento; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- Australian Journal of Botany, Wild harvest of Cycas arnhemica (Griffiths, Schult & Gorman, 2005): https://doi.org/10.1071/BT04123 — densità, effetto della raccolta e del fuoco. Articolo con revisione paritaria; consultato il riassunto.
- Forum Fous de palmiers, «[AUS] Cycas / Darwin Botanical Garden – Australie (NT)» (settembre 2016): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=21346 — fotografie di piante coltivate all’orto botanico di Darwin. Forum di collezionisti; informazione di contesto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas arnhemica: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/29123/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Hill, K.D. (1994). Three new species of Cycas (Cycadaceae) from the Northern Territory, Australia. Telopea 5(4): 693-701. doi:10.7751/telopea19944995 [Protologo; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Revisione di riferimento per l’Australia; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultato nella versione in linea aggiornata (profiles.ala.org.au).]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; non consultato direttamente, citato da The World List of Cycads e dalla Flora of Australia.]
- Griffiths, A.D., Schult, H.J. & Gorman, J. (2005). Wild harvest of Cycas arnhemica (Cycadaceae): impact on survival, recruitment and growth in Arnhem Land, northern Australia. Australian Journal of Botany 53: 771-779. doi:10.1071/BT04123 [Riassunto consultato.]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» A comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Lepidozamia and Macrozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. doi:10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Prima pagina consultata.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Cycas arnhemica. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42031A67335549. [Valutazione della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]