Cycas apoa

Cycas apoa è una cicadea delle foreste umide di pianura della Nuova Guinea settentrionale: la si conosce dalla penisola di Huon, in Papua Nuova Guinea, fino ai dintorni del lago Sentani, nella Papua indonesiana. Descritta nel 1994 da Ken Hill, questa specie del genere Cycas porta il nome che le danno i parlanti della lingua kaka, alla foce del fiume Sepik. Per decenni, in questa regione, è stata chiamata erroneamente Cycas circinalis; si riconosce dalle foglie lunghissime e lucide, con foglioline ondulate, e dai megasporofilli quasi privi di denti.

In sintesi: Cycas apoa

  • Nome accettato: Cycas apoa K.D.Hill (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; in passato riferita a Cycas circinalis nel nord della Nuova Guinea, poi inclusa in Cycas scratchleyana da de Laubenfels e Adema (1998)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «apoa» in kaka e «handambo» in sentani (Nuova Guinea)
  • Distribuzione naturale: Nuova Guinea settentrionale, dalla penisola di Huon (Papua Nuova Guinea) alla reggenza di Jayapura (Indonesia); The World List of Cycads cita anche le Molucche settentrionali e le Piccole Isole della Sonda orientali (vedi In natura)
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC, nuova valutazione di John Donald Bösenberg, Lista rossa 2023-1, categoria ripresa da GBIF)
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foresta mesofila più o meno chiusa delle pianure umide, spesso su piccole creste, talvolta su terreni allagati per parte dell’anno
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 2,5 m; foglie di 1,8-2,5 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum di coltivatori
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas apoa?

Si riconosce soprattutto da due caratteri, secondo Anders Lindström, Ken Hill e Leonie Stanberg (2009): le foglioline sottili, molto ristrette alla base e con i margini fortemente ondulati, e la piccola parte sterile dei megasporofilli, priva di veri denti laterali. Ecco la loro descrizione:

  • Fusto: eretto, fino a 2,5 m.
  • Foglie: 180-250 cm, di un verde vivo molto lucido, piatte; allo spuntare sono coperte da una peluria bianca e arancione che poi cade; terminano con una spina o con una coppia di foglioline. Picciolo glabro di 35-60 cm, spinoso sull’80-100 % della lunghezza.
  • Foglioline mediane: 22-32 cm per 11-15 mm, inserite sul rachide a 70-80°, distanziate di circa 13 mm, ristrette a 2,5 mm alla base, nettamente più chiare sulla pagina inferiore; margini leggermente ricurvi, spesso ondulati; apice flessuosamente acuminato.
  • Catafilli: lineari, morbidi, pelosi.
  • Coni maschili: strettamente ovoidi, arancioni; spina terminale dei microsporofilli poco marcata.
  • Megasporofilli: 20-26 cm, con peluria arancione e grigia, portano 2-8 ovuli; parte sterile lanceolata di circa 35 mm per 16 mm, senza denti laterali sviluppati, con una spina terminale di 15-30 mm.
  • Semi: ovoidi appiattiti, di 45-50 mm per 40 mm, con involucro carnoso bruno-arancione non pruinoso e privi di strato spugnoso interno.

Gli autori segnalano che alcune piante coltivate portano piccoli denti ai lati della spina terminale dei megasporofilli, ma mai sul resto della lamina.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né in natura né in coltivazione.

Possibili confusioni

Tre nomi ricorrono accanto a Cycas apoa, per ragioni diverse:

  • Cycas scratchleyana, della Nuova Guinea meridionale, nella quale de Laubenfels e Adema l’avevano inclusa: stesse foglioline sottili e ondulate, ma parte sterile dei megasporofilli molto più grande e più larga (45-80 mm per 38-50 mm), con 28-40 denti laterali ben visibili;
  • Cycas rumphii, che occupa all’incirca la stessa regione ma vive sul litorale: semi con uno strato spugnoso che li fa galleggiare, foglioline larghe, coriacee e arcuate;
  • Cycas circinalis, nome attribuito a lungo e a torto a questa pianta in Nuova Guinea: si tratta in realtà di una specie endemica dell’India sud-occidentale.

Tassonomia

The World List of Cycads accetta Cycas apoa; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Ken Hill la descrisse nel 1994 in Australian Systematic Botany (volume 7, pagine 553-554), nella sua revisione del complesso di Cycas rumphii in Nuova Guinea e nel Pacifico occidentale, lo stesso lavoro in cui furono battezzate anche Cycas bougainvilleana e Cycas micronesica. Fino ad allora le piante della Nuova Guinea settentrionale erano chiamate Cycas circinalis, un nome che, come hanno dimostrato Lindström e Hill (2007), era stato applicato senza distinzione a popolazioni di molte regioni diverse.

In un primo tempo Hill aveva collocato la specie nella sottosezione Rumphiae, definita dai semi con strato spugnoso, sulla base di poche raccolte di semi, a quanto pare mescolate. Raccolte più recenti hanno mostrato che i semi di Cycas apoa ne sono privi: per questo Lindström, Hill e Stanberg (Telopea, 2009) l’hanno trasferita nella sottosezione Cycas, insieme a Cycas scratchleyana e Cycas javana, estendendo così sensibilmente verso est l’areale noto di questo gruppo. Nel frattempo de Laubenfels e Adema (Blumea, 1998) l’avevano inclusa in Cycas scratchleyana, un’opinione che non è stata seguita.

Etimologia e storia

L’epiteto riprende il nome della pianta in kaka, la lingua parlata intorno all’estuario del Sepik, nel nord-ovest della Nuova Guinea. Si pronuncia «AP-wah», con l’accento sulla prima sillaba, breve (Lindström e colleghi, 2009, da Hill, 1994).

Il tipo fu raccolto il 4 aprile 1957 da G. Iwanggin a Babrongko, sulla riva meridionale del lago Sentani, in Papua (numero BW 5245). L’olotipo è conservato a Canberra (CANB), con isotipi a Harvard (A), Brisbane (BRI), Lae (LAE) e Leida (L).

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome comune italiano. Ken Hill ha raccolto in Nuova Guinea due nomi vernacoli: «apoa» in kaka, nel villaggio di Kasmin (regione del Sepik), e «handambo» in sentani, intorno al lago Sentani (Hill, 1994, citato da Lindström e colleghi, 2009).

In natura

Cycas apoa vive nella Nuova Guinea settentrionale, dalla penisola di Huon (provincia di Morobe) fino alla reggenza di Jayapura, a ovest, secondo Lindström, Hill e Stanberg (2009). Condivide la regione con Cycas rumphii, ma quest’ultima cresce sulla costa, mentre Cycas apoa si tiene lontana dal mare. È una pianta sparsa della foresta mesofila più o meno chiusa delle pianure umide: si trova talvolta su terreni allagati per parte dell’anno, ma più spesso su piccole creste.

The World List of Cycads indica un areale più ampio, che comprende in Indonesia anche le Molucche settentrionali e la provincia delle Piccole Isole della Sonda orientali (Nusa Tenggara Timur), oltre alle due province della Papua. Le fonti consultate non spiegano questa estensione, che la carta del 2009 non mostra. L’impollinatore e gli animali che disperdono i semi non sono documentati.

Stato di conservazione e normativa

Cycas apoa è classificata a minor preoccupazione (LC) dalla IUCN: The World List of Cycads cita la valutazione di Ken Hill del 2010, e una nuova valutazione di John Donald Bösenberg, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), la mantiene nella stessa categoria secondo i dati della IUCN ripresi da GBIF (consultazione del 21 ottobre 2026). Già nel 2009 Lindström e colleghi raccomandavano questa classificazione, mentre Donaldson (2003) la considerava quasi minacciata; stimavano la popolazione in oltre 10.000 individui. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas apoa rientra nell’appendice II della CITES, in cui la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, sono esclusi dai controlli CITES. Per le piante vere e proprie serve invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie figura nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono stabiliti dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultazione del 3 ottobre 2026).

Si tratta di informazioni generali, che non sostituiscono i testi ufficiali: prima di qualsiasi acquisto o scambio verificate la normativa in vigore, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione specifica per Cycas apoa. La specie è però presente in collezione: Lindström e colleghi descrivono infatti alcune piante coltivate. Il suo ambiente, la foresta umida equatoriale di bassa quota, indica una pianta da serra calda e umida, più tollerante all’ombra e all’umidità del suolo delle Cycas di savana.

In Italia

Cycas apoa non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e sul forum italiano Tropicamente non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. La storia del suo nome invita però a una cautela: in Italia il nome Cycas circinalis compare sulle etichette di diversi orti botanici, ma è spesso applicato in modo approssimativo ad altre grandi Cycas tropicali. Nessuna fonte riferisce a Cycas apoa una di queste piante; in caso di dubbio, i caratteri dei megasporofilli e dei semi descritti sopra permettono di escluderla.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas apoa è dioica: per ottenere semi fertili servono una pianta maschile e una femminile. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione specifico. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie.

Rusticità

Per Cycas apoa non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una pianta della foresta umida equatoriale di pianura; nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. La ricerca sul forum italiano Tropicamente e su quello francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo; anche dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non arriva alcun dato. La pianta va quindi tenuta in serra calda.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato in altri paesi.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas apoa. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate tossica anche questa specie: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie. I nomi vernacoli raccolti in kaka e in sentani mostrano soltanto che la pianta è conosciuta dagli abitanti.

Domande frequenti

Che cosa significa il nome apoa?

È il nome della pianta in kaka, la lingua dell’estuario del Sepik, in Nuova Guinea; si pronuncia «AP-wah».

Dove cresce?

Nella Nuova Guinea settentrionale, dalla penisola di Huon alla regione del lago Sentani, nella foresta umida di pianura, lontano dalla costa.

È una Cycas circinalis?

No. Questo nome le veniva attribuito per errore; la vera Cycas circinalis è endemica dell’India sud-occidentale.

Come distinguerla da Cycas rumphii?

Dai megasporofilli con una piccola parte sterile senza denti laterali evidenti, dalle foglioline sottili e ondulate e dai semi privi di strato spugnoso. Cycas rumphii, inoltre, vive sul litorale.

È minacciata?

No. La IUCN la classifica a minor preoccupazione; nel 2009 la popolazione era stimata in oltre 10.000 individui.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo e si tratta di una pianta della foresta equatoriale: richiede una serra calda.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi specifiche, ma le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hill, K.D. (1994). The Cycas rumphii complex (Cycadaceae) in New Guinea and the western Pacific. Australian Systematic Botany 7(6): 543-567. doi:10.1071/SB9940543 [Protologo; consultato soltanto il riassunto (accesso a pagamento).]
  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. doi:10.7751/telopea20095826 [Testo integrale consultato.]
  • Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [Applicazioni errate del nome Cycas circinalis; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; non consultato direttamente, citato da The World List of Cycads e dalla Flora of Australia.]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas apoa. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42068A10642573. [Valutazione della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas apoa. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42068A67334966. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42068A67334966.en [Valutazione attuale; riferimento verificato su Crossref, categoria LC ripresa da GBIF; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]