Cycas micronesica è la cicadea delle isole della Micronesia occidentale: Guam, Rota e altre isole delle Marianne, Yap e Palau. Descritta nel 1994, questa specie del genere Cycas era fino ad allora confusa con Cycas circinalis o con Cycas rumphii, i nomi con cui compare in tutta la letteratura medica su Guam. Nel 2002 era l’albero più abbondante dell’isola; vi è crollata dopo l’arrivo, nel 2003, di una cocciniglia asiatica, Aulacaspis yasumatsui, e nel 2020 il 96 % delle piante seguite era morto. La IUCN la classifica in pericolo e la legge statunitense la protegge come specie minacciata dal 2015. I suoi semi sono inoltre al centro dell’ipotesi che lega le cicadee alla malattia neurologica dei Chamorro di Guam.
In sintesi: Cycas micronesica
- Nome accettato: Cycas micronesica K.D.Hill (1994), secondo The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo formale registrato da The World List of Cycads; prima del 1994 le furono applicati per errore i nomi Cycas circinalis e Cycas rumphii; de Laubenfels e Adema (1998) la includevano in Cycas celebica
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sottosezione Rumphiae (Hill 1994)
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «fadang» in chamorro, «faadang» in caroliniano; «Federico Nut» in inglese, sulle etichette del Royal Botanic Garden di Sydney
- Distribuzione naturale: Guam, isole Marianne Settentrionali (Rota; anche Tinian, e in modo incerto Pagan), Stati Federati di Micronesia (Yap), Palau
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criterio A4ace), valutazione del 2022 (Bösenberg), secondo The World List of Cycads
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea; specie «minacciata» (threatened) ai sensi della legge statunitense sulle specie in pericolo dal 2 novembre 2015
- Rusticità documentata: nessun dato; specie di isole tropicali senza gelo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foreste di Guam (litorale ai piedi delle falesie calcaree, altopiano, burroni del sud); esigenze di coltivazione non documentate
- Portamento e dimensioni adulte: albero a fusto unico; a Guam, Tinian e Yap sono state misurate piante di oltre 6 m (Marler e colleghi 2020); coni maschili di circa 58 cm prima dell’invasione della cocciniglia
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: semi tossici; ruolo discusso nella malattia neurologica di Guam (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas micronesica?
Nel suo areale è l’unica Cycas indigena: un albero dal portamento di palma, a fusto unico, che nel 2002 formava la popolazione arborea più numerosa di Guam. La descrizione dettagliata si trova nel protologo di Ken Hill (1994), che non è stato possibile consultare per questa scheda. I dati misurati disponibili vengono dagli studi condotti a Guam:
- Altezza: Marler, Griffith e Krishnapillai (2020) hanno seguito la crescita di piante alte da 1 m a oltre 6 m a Guam, Tinian e Yap;
- Crescita: l’allungamento del fusto è più o meno costante qualunque sia la taglia della pianta; nelle piante femminili è pari ad appena il 68 % di quello delle piante maschili;
- Coni maschili: prima dell’attacco diretto della cocciniglia misuravano in media 58 cm di altezza per 13 cm di diametro (Marler e Terry 2021);
- Ricacci: quando la gemma apicale muore o il fusto viene spezzato da un ciclone, sul tronco si formano gemme avventizie, e i pezzi di fusto caduti a terra possono radicare (Deloso e colleghi 2020).
Hill (1994) la collocò nel complesso di Cycas rumphii, che stava rivedendo per la Nuova Guinea e il Pacifico occidentale. Un coltivatore francese osservava nel 2009, sul forum Fous de palmiers, che i suoi semi erano i più grossi mai visti in una Cycas e che la prima foglia delle sue piantine era anche la più grande.
Ibridi
Non è noto alcun ibrido di Cycas micronesica. Essendo l’unica Cycas indigena del suo areale, incontra altre specie soltanto nei giardini, in particolare Cycas revoluta, molto piantata a Guam e a Rota (Deloso e colleghi 2020).
Possibili confusioni
La confusione principale è storica. Fino al 1994 le cicadee di Guam erano chiamate Cycas circinalis, una specie dell’India meridionale: così nella flora di Guam di Stone (1970) e in Fosberg e Sachet (1975) (Lindström e Hill 2007). Tutte le vecchie pubblicazioni mediche sulla «cicadea di Guam» e sulla malattia neurologica dei Chamorro riguardano quindi Cycas micronesica. È stata anche ricondotta a Cycas rumphii, specie dell’Indonesia a cui è vicina. Il registro federale statunitense del 2015 segnala che alcune cicadee osservate sull’isola di Pagan erano state pubblicate come Cycas circinalis e sono probabilmente Cycas micronesica, senza conferma.
Tassonomia
Cycas micronesica fu descritta da Ken Hill nel 1994 sulla rivista Australian Systematic Botany (7(6): 554-556, figura 10), in una revisione del complesso di Cycas rumphii in Nuova Guinea e nel Pacifico occidentale. Lo stesso articolo istituiva la sottosezione Rumphiae per questo complesso, descriveva tre nuove specie (Cycas bougainvilleana, Cycas apoa e Cycas micronesica) e discuteva l’uso errato del nome Cycas circinalis nel Pacifico occidentale. Il tipo è conservato nell’erbario di Sydney (NSW).
De Laubenfels e Adema (1998), nella loro revisione del genere, misero queste piante in sinonimia con Cycas celebica, nome che The World List of Cycads riconduce oggi a Cycas rumphii. The World List of Cycads e gli studi recenti seguono Hill e accettano Cycas micronesica; POWO non ha potuto essere consultato. Per il lettore questo significa che gli studi sulla malattia di Guam pubblicati con i nomi Cycas circinalis o Cycas rumphii riguardano in realtà questa specie.
Etimologia e storia
L’epiteto micronesica richiama la regione di cui la specie è endemica, la Micronesia (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads).
Prima del 2003 la pianta era onnipresente a Guam: un inventario forestale del 2002 ne faceva l’albero più abbondante dell’isola (Donnegan e colleghi 2004, citati da Marler e Terry 2021). La cocciniglia Aulacaspis yasumatsui vi fu identificata nel 2003 in un solo giardino urbano, poi a Rota nel 2007; in pochi anni ha invaso tutta l’isola, trasportata dalle popolazioni selvatiche e dalle numerose Cycas revoluta piantate in città (Deloso e colleghi 2020). La specie fu classificata in pericolo dalla IUCN già nel 2006, poi iscritta come specie minacciata dall’amministrazione statunitense (U.S. Fish and Wildlife Service) il 1° ottobre 2015, con effetto dal 2 novembre 2015.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano attestato. Il registro federale statunitense del 2015 riporta «fadang» in chamorro, la lingua autoctona di Guam e delle Marianne, e «faadang» in caroliniano. In inglese, il Royal Botanic Garden di Sydney etichetta le sue piante «Federico Nut»: il nome, assente dalle altre fonti di riferimento consultate, va considerato un nome da giardino o d’uso locale.
In natura
The World List of Cycads colloca Cycas micronesica a Guam, a Rota (isole Marianne Settentrionali), a Yap (Stati Federati di Micronesia) e a Palau. Il registro federale statunitense del 2015 aggiunge, in modo incerto, l’isola di Pagan e cita recinti di protezione installati nel 2013 sull’isola di Tinian, dove alcune piante sono seguite anche da Marler e colleghi (2020).
A Guam il registro del 2015 descrive quattro gruppi di popolazioni, tutti in ambiente forestale: sul litorale settentrionale fino ai piedi delle falesie calcaree, al margine del bosco lungo queste falesie, sull’altopiano del nord e nei burroni e affioramenti rocciosi del sud, con qualche individuo nella savana. Nel 2015 stimava l’effettivo totale tra 900.000 e 950.000 individui, di cui meno di 630.000 a Guam e Rota, circa 288.450 a Yap e meno di 2.500 a Palau, senza distinguere tra piante giovani e adulti riproduttivi.
La pianta è esposta ai cicloni tropicali. In buona salute vi resiste bene grazie al fusto spesso, ma la cocciniglia indebolisce i tronchi: Marler (2013) prevedeva un aumento delle rotture, confermato dal tifone Dolphin nel maggio 2015 (Deloso e colleghi 2020). Marler e Niklas (2011) hanno dimostrato che le piante esposte al vento e alla salsedine producono meno ovuli e meno semi di quelle dei siti riparati. A Guam uno studio genetico (Cibrián-Jaramillo e colleghi 2010) ha rivelato un mosaico di popolazioni, con pochi scambi tra il nord e il sud dell’isola.
Stato di conservazione e normativa
Cycas micronesica è classificata in pericolo (EN, criterio A4ace) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads; una prima valutazione l’aveva già classificata in pericolo nel 2006 (Deloso e colleghi 2020), prima di quella di Marler, Haynes e Lindström (2010). La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Negli Stati Uniti lo U.S. Fish and Wildlife Service l’ha iscritta come specie «minacciata» (threatened) ai sensi della legge sulle specie in pericolo, con una decisione pubblicata nel registro federale il 1° ottobre 2015 e applicabile dal 2 novembre 2015, che riguarda 23 specie delle Marianne e della Micronesia. Il testo indica come minacce la cocciniglia e altri animali introdotti, i cicloni, l’urbanizzazione e i danni delle esercitazioni militari a fuoco. Nel 2021 non era ancora stato redatto alcun piano di recupero (Marler e Terry 2021).
Come tutte le specie della famiglia delle Cycadaceae, Cycas micronesica rientra nell’appendice II della CITES; Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, la indica come un’iscrizione a livello di famiglia, con l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026). L’annotazione esenta in particolare semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili; le piante vive restano soggette ai permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie figura nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione del 22 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 2 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione.
Coltivazione
Cycas micronesica non è quasi coltivata fuori dal suo areale, e al di fuori degli studi condotti a Guam non è stato pubblicato alcun dato di coltivazione. Quegli studi mostrano che le piante crescono più in fretta nei giardini curati che in natura (Marler e colleghi 2020). In Europa solo una serra calda è adatta, perché la specie viene da isole tropicali senza gelo. Non è documentata alcuna esigenza di substrato, luce o annaffiatura propria della specie.
Coltivate soltanto piante di provenienza legale e documentata: la specie è protetta, e una pianta infestata può introdurre la cocciniglia in una collezione.
In Italia
Cycas micronesica non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). I nomi che le furono applicati per errore, Cycas circinalis e Cycas rumphii, figurano invece negli elenchi di alcuni orti italiani, ad esempio quello di Messina del 2009, ma nessuna fonte permette di collegare quelle piante a Cycas micronesica. Sul forum Tropicamente la ricerca «micronesica» non restituisce alcun risultato (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme. Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione. Un coltivatore ha fatto germinare dei semi in Francia nel 2009 (forum Fous de palmiers), senza dettagli sulle condizioni. In natura i pezzi di fusto spezzati dai cicloni possono radicare e ripartire (Deloso e colleghi 2020), ma non esiste alcun dato sulla moltiplicazione per talea in coltivazione.
Malattie e parassiti
Il nemico principale di Cycas micronesica è la cocciniglia asiatica delle cicadee, che ha decimato la specie a Guam; diversi altri animali ne aggravano i danni. Deloso e colleghi (2020) segnalano anche un’altra cocciniglia, Pseudaulacaspis cockerelli, che si insedia soprattutto sulla pagina superiore delle foglioline ma non forma infestazioni altrettanto dense.
La cocciniglia Aulacaspis yasumatsui a Guam
Sì, questa cocciniglia ha quasi cancellato Cycas micronesica da Guam, e il suo declino è uno dei meglio documentati per una pianta invasa da un insetto. Le tappe principali sono state pubblicate da Thomas Marler e dai suoi colleghi dell’università di Guam:
- nel 2003 la cocciniglia viene identificata a Guam; fino ad allora gli alberi non mostravano alcun danno da insetti sulle foglie (Deloso e colleghi 2020);
- nell’ovest dell’isola, alcuni transetti seguiti dall’ottobre 2004 al gennaio 2011 vengono invasi quattro mesi dopo il primo rilievo: tutte le plantule muoiono in 9 mesi, tutte le piante giovani in circa 40 mesi, e sei anni dopo l’infestazione è morto il 92 % delle piante (Marler e Lawrence 2012);
- su 120 parcelle distribuite in tutta l’isola dal 2005, che contavano all’inizio circa 1.600 plantule, 1.160 piante giovani e 1.240 adulti per ettaro, tutte le plantule sono morte già nel 2006, tutte le giovani nel 2014, e la mortalità raggiunge il 96 % nel 2020; due località isolate dell’ovest sono scomparse del tutto (Marler e Krishnapillai 2020);
- a Yap, dove la cocciniglia non era arrivata, le piante giovani e adulte seguite dal 2010 al 2018 sono rimaste stabili (Marler e Krishnapillai 2020); il registro federale del 2015 segnalava la cocciniglia a Palau già nel 2008;
- sotto l’attacco degli insetti la crescita in altezza è calata del 44 %, e la scomparsa selettiva delle piante giovani corrisponde a circa 70 anni di rinnovazione perduta (Marler e colleghi 2020);
- dopo l’infestazione i coni maschili si sono ridotti (24 % del volume iniziale nel 2007, 57 % nel 2021) e ospitano meno larve della piccola falena impollinatrice, che a sua volta è minacciata (Marler e Terry 2021).
Secondo Deloso e colleghi (2020) la cocciniglia è l’unico parassita capace di uccidere l’albero da sola: colonizza tutti gli organi, dalle radici ai semi, ed esaurisce le riserve della pianta. La sua gravità a Guam si spiega con l’assenza di nemici naturali efficaci. La coccinella Rhyzobius lophanthae, liberata nel 2005, non controlla la cocciniglia negli interstizi degli organi né vicino al suolo; i parassitoidi introdotti non si sono insediati, e un piccolo parassitoide arrivato spontaneamente nel 2013 attacca soltanto i maschi. Altri parassiti aggravano i danni: la licenide delle cicadee, Luthrodes pandava (chiamata anche Chilades pandava), arrivata a Guam nel 2005, un bruco minatore delle foglie (Erechthias), un cerambicide indigeno che scava i fusti indeboliti, i maiali inselvatichiti che ormai rosicchiano i tronchi in piedi e, dal 2020, lo scarabeo rinoceronte della palma da cocco, Oryctes rhinoceros.
Per i giardini europei la lezione è diretta: la cocciniglia viaggia con le piante coltivate. La banca dati dell’EPPO (OEPP), aggiornata al 16 ottobre 2026, non la segnala in Italia; la indica presente con pochi focolai in diversi paesi europei (Bulgaria, Croazia, Cipro, Ungheria, Polonia, Slovenia, Turchia, Regno Unito) e soltanto intercettata in Francia. Controllate la base delle foglie e il fusto di ogni cicadea acquistata.
Rusticità
Per Cycas micronesica non esiste alcun dato di resistenza al freddo. La specie vive su isole tropicali senza gelo, e gli studi disponibili riguardano il caldo, i cicloni e gli insetti, non il freddo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie, e nessuna regione italiana può essere consigliata per la piena terra.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato all’aperto: sul forum Fous de palmiers i tre messaggi trovati su questa specie riguardano solo la semina del 2009, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su di essa.
Riferimenti internazionali
Nessun valore di resistenza al freddo è stato pubblicato.
Tossicità e precauzioni
Sì, i semi di Cycas micronesica sono tossici, come quelli di tutte le Cycas. Contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. A Guam la farina ricavata dai semi è stata a lungo sospettata di spiegare una malattia neurologica molto frequente tra i Chamorro, che associa sclerosi laterale amiotrofica e sindrome parkinsoniana con demenza (chiamata localmente lytico-bodig). Cox e Sacks (2002) hanno proposto che le tossine si accumulino nelle volpi volanti, pipistrelli frugivori consumati sul posto; Steele e McGeer (2008) ritengono che l’ipotesi delle cicadee non soddisfi i criteri necessari e che si debbano considerare altre cause. Il legame resta discusso. Marler e colleghi hanno studiato i glucosidi steroli dei semi, composti sospettati, e le condizioni della loro misura (Marler e colleghi 2005).
Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
I dati generali sulle cicadee valgono anche per gli animali: per cani, gatti e cavalli l’ASPCA segnala disturbi digestivi, lesioni al fegato e casi mortali.
Usi tradizionali
A Guam i semi sono serviti da alimento dopo un lungo lavoro di detossificazione, ed è proprio questo consumo a essere al centro dell’ipotesi sulla malattia di Guam. Le date e le tecniche di preparazione non sono state verificate in una fonte primaria per questa scheda e non vengono quindi descritte. Queste preparazioni non vanno riprodotte.
Domande frequenti
Perché Cycas micronesica è quasi scomparsa da Guam?
A causa della cocciniglia Aulacaspis yasumatsui, arrivata nel 2003. Senza nemici naturali efficaci ha ucciso tutte le plantule e tutte le piante giovani, poi la maggior parte degli adulti: nel 2020 la mortalità nelle parcelle seguite era del 96 %.
Cycas micronesica e Cycas circinalis sono la stessa pianta?
No. Cycas circinalis viene dall’India meridionale. Il nome è stato applicato per errore alle cicadee di Guam fino alla descrizione di Cycas micronesica nel 1994.
La cicadea di Guam causa la SLA?
Non è dimostrato. L’ipotesi di un legame tra i semi e la malattia neurologica dei Chamorro, che comprende una forma di sclerosi laterale amiotrofica, è stata proposta e resta discussa; si considerano anche altre cause.
È protetta?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo, è iscritta nell’appendice II della CITES (allegato B nell’Unione europea) ed è protetta come specie minacciata dalla legge statunitense dal 2015.
Si può coltivare in Italia?
Solo in serra calda. È una specie di isole tropicali senza gelo, quasi assente dalle collezioni, e non esiste alcun dato di coltivazione pubblicato, né in Italia né altrove in Europa.
La cocciniglia di Guam è presente in Italia?
Secondo l’EPPO no: la sua banca dati non la segnala in Italia e in Francia l’ha soltanto intercettata. È però presente in diversi paesi europei, quindi conviene controllare ogni cicadea acquistata.
Che cosa significa «fadang»?
È il nome della pianta in chamorro, la lingua autoctona di Guam e delle Marianne; in caroliniano si dice «faadang». Non esiste un nome italiano.
Leggi anche su Succulentes
- Come combattere efficacemente le cocciniglie sulle cycas
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas micronesica: https://cycadlist.org/scientific_name/165 — autore, protologo (Australian Systematic Botany 7(6): 554-556), distribuzione, statuto IUCN EN A4ace (Bösenberg 2022), etimologia, riferimenti bibliografici. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas micronesica: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/29097/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4, versione CoP20 del 5 marzo 2026) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 2 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- U.S. Federal Register, 80 FR 59424 (1° ottobre 2015): https://www.govinfo.gov/content/pkg/FR-2015-10-01/html/2015-24443.htm — statuto di specie minacciata, nomi chamorro e caroliniano, distribuzione, effettivi, minacce. Testo normativo ufficiale, affidabile; consultato direttamente.
- Banca dati mondiale dell’EPPO, Aulacaspis yasumatsui: https://gd.eppo.int/taxon/AULSYA/distribution — distribuzione della cocciniglia in Europa (assente in Italia, solo intercettata in Francia; aggiornamento del 16 ottobre 2026). Organizzazione intergovernativa, affidabile; consultata il 21 ottobre 2026.
- Royal Botanic Garden Sydney, Garden Explorer, Cycas micronesica: https://rbgsydney.gardenexplorer.org/taxon-8042.aspx — tre piante di origine selvatica (accessione S1992-0530) etichettate «Federico Nut». Catalogo del giardino, affidabile per la presenza e l’etichetta; consultato il 21 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «C’est maintenant qu’on se réveille?» (t=6236) e «Cycas petrea» (t=6250): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=72300#p72300 — semina in Francia nel 2009, dimensioni dei semi e delle prime foglie. Forum francese di coltivatori, osservazione amatoriale di valore indicativo; messaggi letti il 2 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli, cicasina, sintomi. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — presenza di cicasina in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Trattamento in Cycas celebica; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, autori, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]