Zamia urep è una piccola cicadea dell’Amazzonia peruviana, nota soltanto sul versante occidentale della Serranía de El Sira e nella pianura vicina, nella provincia di Pachitea (dipartimento di Huánuco), tra 260 e 700 m di quota. Descritta nel 1996 dal botanico austriaco Bruno Wallnöfer, questa specie del genere Zamia ha soltanto un fusto sotterraneo e da una a quattro foglie con quattro paia di foglioline larghe e dentate, dalle nervature molto marcate. La IUCN la classifica in pericolo. Contrariamente a quanto indicavano vecchi elenchi, non cresce in Venezuela: è una specie endemica del Perù.
In sintesi: Zamia urep
- Nome accettato: Zamia urep B.Walln. (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Perù, dipartimento di Huánuco (provincia di Pachitea: Serranía de El Sira e pianura vicina), tra 260 e 700 m di quota
- Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foresta pluviale primaria, soprattutto su pendii sassosi a suolo sottile; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni adulte: pianta alta 40-50 cm; fusto sotterraneo di circa 10 cm per 2,5-3 cm; 1-2 (raramente 4) foglie lunghe 48-65 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia urep?
Si riconosce dalle piccole dimensioni, dalle foglie pochissime, con appena tre o quattro paia di grandi foglioline, e dalla superficie goffrata di queste foglioline: le nervature, profondamente incise sopra e molto sporgenti sotto, fanno gonfiare la lamina tra l’una e l’altra. Picciolo e rachide non hanno mai aculei. La descrizione che segue è tratta dal protologo (Wallnöfer, 1996):
- Portamento: pianta terrestre alta 40-50 cm, con piante maschili e femminili separate.
- Fusto: sotterraneo, diritto, oblungo, lungo circa 10 cm e largo 2,5-3 cm, che si prolunga gradualmente nella radice principale; bruno all’esterno, bruno chiaro all’interno, con un po’ di linfa trasparente e gommosa; catafilli di 1-3,5 cm, coperti di peli nastriformi da biancastri a bruni.
- Foglie: 1 o 2 (raramente fino a 4), arcuate, lunghe 48-65 cm, terminate da una piccola punta pelosa. Il picciolo, di 24-38 cm (talvolta 49 cm), e il rachide, di 9-12 cm (talvolta 15 cm), sono privi di aculei; il picciolo è da verde-brunastro a bruno.
- Foglioline: coriacee, opposte o quasi, in 4 paia (talvolta 3), da largamente lanceolate a ellittiche, spesso asimmetriche, di 11-20 cm per 3-6 cm, lungamente acuminate. Il margine porta 8-19 denti acuti di 0,5-1 mm per lato, tranne alla base. A metà della fogliolina si contano 19-23 nervature, profondamente impresse sopra e molto sporgenti sotto; la lamina, verde scura e un po’ lucida sopra, è rigonfia tra le nervature.
- Coni maschili: uno solo, raramente due per pianta, eretti, bruno chiari, cilindrici, di 3,5-4,5 cm (talvolta 6 cm) per 6-8 mm, su un peduncolo bruno di 18-22 cm.
- Coni femminili: eretti, bruno chiari, di 3,5-4,7 cm per 1,5-2,3 cm, terminati da una punta sterile conica di 0,7-1 cm, su un peduncolo di 13-16 cm. Al momento della descrizione i semi maturi non erano noti.
Una tabella comparativa pubblicata nel 2026 completa il ritratto: foglie nuove brune, 18-29 denti sulle foglioline mediane, denti presenti fin nella metà inferiore della fogliolina, nessuna piega longitudinale in rilievo sulla pagina superiore, 9-10 sacche polliniche per scaglia maschile (Calonje et al., 2026).
Ibridi
Non è noto alcun ibrido.
Possibili confusioni
Nel suo areale Zamia urep difficilmente si confonde con un’altra Zamia. Il descrittore la avvicinava a Zamia ulei, dell’Amazzonia, e, più alla lontana, a Zamia cunaria e Zamia dressleri di Panama; tutte queste specie sono più grandi, hanno piccioli armati di aculei e coni dal peduncolo corto (Wallnöfer, 1996). In seguito, per i suoi organi riproduttivi, è stata piuttosto accostata a un piccolo gruppo di specie amazzoniche a fusto sottile (Segalla et al., 2023, citato da Calonje et al., 2026), da cui si distingue facilmente per il fusto sotterraneo:
- Zamia hymenophyllidia (Colombia, Perù): fusto aereo, 3-15 foglie, foglioline membranacee con 0-11 denti, limitati alla metà terminale;
- Zamia multidentata (Brasile, Perù): fusto aereo, 8-14 foglie, foglioline di 18-22 cm con 30-49 denti, nervature poco sporgenti;
- Zamia urarinorum (Perù, Loreto): fusto aereo, 2-6 foglie, foglioline fino a 45,6 cm, foreste allagate;
- Zamia urep: fusto sotterraneo, 1-4 foglie, foglioline di 11-20 cm con nervature molto sporgenti, foglie nuove brune (Calonje et al., 2026).
Tassonomia
The World List of Cycads accetta Zamia urep; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie non ha sinonimi. Fu descritta nel 1996 da Bruno Wallnöfer, del Museo di storia naturale di Vienna, nei Linzer biologische Beiträge (volume 28, pagina 1056), in un articolo dedicato a piante nuove o notevoli del Perù.
All’epoca si conoscevano in Perù soltanto due o tre Zamia: Zamia poeppigiana e Zamia obliqua secondo Sabato (1990), Zamia poeppigiana e Zamia ulei secondo la lista mondiale di Stevenson e Hill (1995). Wallnöfer riteneva la sua pianta vicina a Zamia ulei. I lavori recenti la collocano invece accanto a Zamia hymenophyllidia, Zamia multidentata e Zamia urarinorum, sulla base di somiglianze negli organi riproduttivi. Queste specie vivono in regioni molto distanti tra loro dell’alto bacino amazzonico (Calonje et al., 2026).
Etimologia e storia
L’epiteto urep non ha un significato noto. Secondo Whitelock (2002), lo stesso Bruno Wallnöfer ha dichiarato che non voleva dire nulla; la maggior parte degli specialisti vi vede semplicemente l’anagramma di «Peru», il paese di cui la specie è endemica (Jones, 2002; Whitelock, 2002; Hill e Stevenson, 2012, citati da Haynes, 2022 e da The World List of Cycads). Il protologo non fornisce alcuna etimologia.
L’olotipo, una pianta maschile, fu raccolto il 15 luglio 1988 da Bruno Wallnöfer a 660 m di quota, sulla cresta che collega il «Campamento Oro» al «Campamento Sira», 20-24 km a sud-est di Puerto Inca, in foresta pluviale montana primaria (n. 112-15788, erbario del Museo di Vienna, W; duplicati a Linz e all’Università San Marcos di Lima). Gli altri esemplari citati provengono dalla stazione biologica di Panguana, alla confluenza del fiume Pachitea con il fiume Yuyapichis, a 260 m, in foresta di pianura primaria; le piante femminili vi furono raccolte da Christian Listabarth nel maggio 1989 e nel febbraio 1993. Anders Lindström ha di nuovo raccolto la specie nella provincia di Pachitea nel febbraio 2002, tra 275 e 335 m (Calonje et al., 2026, appendice).
Nomi comuni
Non esiste alcun nome comune attestato per questa specie, né in italiano né in spagnolo.
In natura
Zamia urep è endemica del Perù. Tutte le raccolte note provengono dalla provincia di Pachitea, nel dipartimento di Huánuco: dal versante occidentale della Serranía de El Sira e dalla pianura che la costeggia, tra 260 e 700 m di quota. La distribuzione indicata da The World List of Cycads si limita a Huánuco; la menzione del Venezuela, presente in vecchi elenchi, è errata.
Secondo il descrittore la specie è piuttosto frequente su certi pendii, spesso sassosi, coperti da uno strato di terra più o meno sottile. Dove il suolo è più profondo, come a Panguana, è più rara, ma le piante sono più robuste. Solo poche piante sono fertili nello stesso momento, e le piante femminili sono molto rare (Wallnöfer, 1996). L’impollinatore non è noto. Non è stato pubblicato alcun dato climatico proprio della specie.
Stato di conservazione e normativa
Zamia urep è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio B2ab(iii), che indica un’area occupata molto piccola e un declino della qualità dell’habitat (valutazione di C. López-Gallego, pubblicata nel 2022, secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Un appassionato francofono che contava di vedere la specie durante un viaggio in Perù nel 2012 riferisce sul forum francese Fous de palmiers, nel gennaio 2013, di non aver potuto raggiungerla, per mancanza dell’autorizzazione necessaria a entrare nella riserva in cui cresce.
Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia urep rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ cita la specie per nome, sotto l’iscrizione del genere (consultazione del 3 ottobre 2026).
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione propria di Zamia urep, e non è documentato alcun riscontro da parte di coltivatori: la specie sembra assente dalle collezioni europee. Il forum francese Fous de palmiers la definisce «molto rara» (2012-2013), senza altri dettagli.
Il suo ambiente offre qualche indizio: foresta pluviale di bassa e media quota, sottobosco, suolo sottile e sassoso, quindi molto drenante. Una serra calda e umida, un substrato minerale molto drenante e una luce filtrata sarebbero probabilmente la soluzione più coerente; è però una deduzione dall’habitat, non convalidata da prove pubblicate.
In Italia
Non è documentata alcuna pianta in Italia. La specie non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch).
Moltiplicazione
Non esistono dati propri della specie. Come tutte le Zamia, ha piante maschili e piante femminili distinte e si moltiplicherebbe per seme fresco. Poiché le piante femminili sono molto rare in natura, la produzione di semi è probabilmente scarsa; nessun prelievo in natura è giustificabile.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie.
Rusticità
Per Zamia urep non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Vive nella foresta pluviale amazzonica, senza stagione fredda; nulla fa pensare che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nessun dato nemmeno dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. L’unica possibilità resta la serra calda.
Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, l’unico dato sul genere riguarda Zamia integrifolia, della Florida, sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012 con danni alle foglie, un’esperienza francese trasferibile a molte regioni italiane dal clima simile. Nulla permette di estendere questo risultato a Zamia urep, una specie della foresta amazzonica mai provata al freddo.
Riferimenti internazionali
Non è documentata alcuna misura di freddo fuori dall’Italia e dalla Francia, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è documentato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia urep. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso di questa specie.
Domande frequenti
Che cosa significa il nome urep?
Nulla, ufficialmente. Il descrittore ha dichiarato che l’epiteto non aveva significato; la maggior parte degli specialisti vi vede l’anagramma di «Peru», il paese in cui cresce la specie.
Dove cresce?
Soltanto in Perù, nella provincia di Pachitea (Huánuco), sul versante occidentale della Serranía de El Sira e nella pianura vicina, tra 260 e 700 m. Non cresce in Venezuela, contrariamente a quanto indicavano vecchi elenchi.
Come riconoscerla?
Dalle piccole dimensioni e dalle foglioline. La pianta supera di poco i 50 cm, ha da una a quattro foglie senza aculei, e ogni foglia porta tre o quattro paia di foglioline larghe e dentate, con la lamina goffrata da nervature molto sporgenti.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo, per un areale molto ridotto e un habitat che si degrada. Le piante femminili sono rare in natura.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato di freddo e la specie vive nella foresta amazzonica, senza stagione fredda; richiederebbe una serra calda.
Si trova in commercio?
In pratica, no. La specie sembra assente dalle collezioni. Rientra nell’appendice II della CITES; qualsiasi pianta proposta deve avere un’origine documentata.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia urep: https://cycadlist.org/scientific_name/565 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN e criteri, etimologia (Haynes 2022, da Jones 2002, Whitelock 2002, Hill e Stevenson 2012). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente.
- ZOBODAT (Biologiezentrum Linz), Wallnöfer 1996, New or noteworthy species of Aegiphila, Styrax and Zamia from Peru: https://www.zobodat.at/pdf/LBB_0028_2_1053-1060.pdf — protologo: diagnosi latina, descrizione, tipo, paratipi, ecologia, affinità. Pubblicazione scientifica; testo integrale consultato.
- Phytotaxa, Zamia urarinorum (Cycadales, Zamiaceae), a new cycad species from wetland forests of Loreto, Peru (2026): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.741.1.1 — tabella di confronto con Zamia hymenophyllidia, Zamia multidentata e Zamia urarinorum, esemplari esaminati di Zamia urep. Articolo scientifico con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia urep: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/26337/legal — iscrizione alla CITES e nell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «A la recherche de Zamia lindenii» e «Germination des graines de Zamia envoyées par Sim01»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12431 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14274&start=30 — rarità della specie e accesso alla riserva soggetto ad autorizzazione (2012-2013). Forum di coltivatori francofoni, valore indicativo.
Bibliografia
- Wallnöfer, B. (1996). New or noteworthy species of Aegiphila, Styrax and Zamia from Peru. Linzer biologische Beiträge 28(2): 1053-1060. [Protologo; testo integrale consultato.]
- Calonje, M., Zárate-Gómez, R., Jones, M.A., Segalla, R., Martín Brañas, M., Hidalgo Pizango, C.G. & Roca Alcázar, F. (2026). Zamia urarinorum (Cycadales, Zamiaceae), a new cycad species from wetland forests of Loreto, Peru. Phytotaxa 741(1): 1-17. doi:10.11646/phytotaxa.741.1.1 [Confronto ed esemplari; testo integrale consultato.]
- Segalla, R., Soares-Pimenta, R. & Calonje, M. (2023). Zamia multidentata (Cycadales, Zamiaceae), a new arborescent species of Zamia from Acre, Brazil. Phytotaxa 598(1): 21-31. doi:10.11646/phytotaxa.598.1.2 [Accostamento di Zamia urep alle specie amazzoniche a fusto sottile; citato da Calonje et al. (2026), non consultato.]
- López-Gallego, C. (2022). Zamia urep. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42119A69835903. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42119A69835903.en [Valutazione IUCN; riferimento verificato su Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Whitelock, L.M. (2002). The Cycads. Timber Press, Portland. [Etimologia; citato da The World List of Cycads, non consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]