Zamia fairchildiana è una cicadea delle foreste umide del versante pacifico meridionale del Costa Rica e dell’estremo ovest di Panama, dalla penisola di Osa a Punta Burica. Questa specie del genere Zamia forma un fusto che può raggiungere 2,5 m, coronato da foglie lunghe da 1 a 2 m con foglioline asimmetriche e lucide. È stata descritta nel 1982 ed è classificata quasi minacciata dalla IUCN.
L’essenziale su Zamia fairchildiana
- Nome accettato: Zamia fairchildiana L.D.Gómez (1982), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; Zamia pseudomonticola, talvolta considerata sinonimo in passato, è oggi accettata come specie distinta
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato
- Distribuzione naturale: Costa Rica (province di Puntarenas e di San José) e Panama (Chiriquí)
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT), valutazione del 2022, criterio C1
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato sul freddo; coltivata in serra o in veranda riscaldata in Francia (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: sottobosco di foreste da umide a pluviali, dal livello del mare a 1 000 m, su suoli da calcarei ad argillosi, spesso in pendio (ambiente naturale)
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto da semi-emergente a emergente, fino a 250 cm di altezza e 20 cm di diametro; da 5 a 15 foglie di 80-205 cm
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia fairchildiana?
Sono soprattutto le foglioline a distinguerla. Secondo la revisione di Acuña-Castillo (2010), sono fortemente asimmetriche e sigmoidi, falciformi, lisce e lucide, lunghe da 20 a 40 cm e larghe da 2 a 5,5 cm, a margine intero tranne sul lato inferiore vicino alla punta, finemente dentato. La punta è corta (meno di un quinto della fogliolina) e un po’ piegata verso l’estremità della foglia.
Il fusto, da semi-emergente a emergente, raggiunge 2,5 m di altezza e 20 cm di diametro, con una corteccia da bianco giallastra a bruna. Ogni pianta porta da 5 a 15 foglie di 80-205 cm, con 10-27 paia di foglioline; picciolo e rachide sono armati di aculei. I coni maschili, quasi cilindrici, misurano 10-29 cm per 2-2,8 cm, bruni e finemente pubescenti; il cono femminile, di solito solitario, a forma di botte, misura 10-20 cm, con una punta sterile conica di oltre 1 cm. I semi sono da arancioni a rosati.
Ibridi
Non è dimostrato alcun ibrido. La revisione del 2010 segnala possibili forme intermedie con Zamia pseudomonticola tra 800 e 1 200 m nella Fila Costeña Sur, dove le due specie si avvicinano; l’autore precisa che soltanto un’analisi genetica potrebbe confermarlo.
Possibili confusioni
- Zamia pseudomonticola, delle cordigliere del Costa Rica meridionale e di Panama occidentale, soprattutto sopra i 1 000 m: fogliame molto simile, a lungo messo in sinonimia; i coni, verdastri, permettono di separarle;
- Zamia gomeziana, del versante caraibico della cordigliera di Talamanca: foglioline quasi diritte, a margine intero e a punta molto lunga;
- Zamia elegantissima, di Panama centrale, descritta nel 1998: dal 1982 al 1998 le sue piante sono state chiamate Zamia fairchildiana; le sue foglioline sono più simmetriche e più nettamente dentate su entrambi i margini;
- Zamia acuminata, del Pacifico centrale costaricano, alcune raccolte della quale sono state attribuite per errore a Zamia fairchildiana: punta delle foglioline molto più lunga.
Negli erbari come nelle collezioni il nome Zamia fairchildiana è stato spesso applicato ad altre specie: la provenienza è l’indizio migliore.
Tassonomia
La specie è stata descritta nel 1982 dal botanico costaricano Luis Diego Gómez nella rivista Phytologia. L’olotipo (L.D. Gómez 7948, raccolto vicino a Sirena, sul río Claro, nella penisola di Osa, a 50 m) è scomparso dall’erbario nazionale del Costa Rica (CR). Nel 2009 Rafael Acuña-Castillo e Luis Diego Gómez hanno quindi designato un lectotipo nella rivista Brenesia: una raccolta di J. Gómez-Laurito e M. Bermúdez (n. 2665) fatta il 10 maggio 1977 sull’isola Violín, a Sierpe (Osa), a 10 m, conservata nell’erbario USJ.
Il nome non è cambiato, ma il suo significato si è ristretto: la descrizione di Zamia elegantissima (1998) ha tolto le popolazioni di Panama centrale, e quella di Zamia gomeziana (2010) un esemplare del versante caraibico. Il rapporto con Zamia pseudomonticola resta discusso: The World List of Cycads accetta le due specie, ma un coltivatore specializzato riteneva nel 2014, sul forum Fous de palmiers, che le differenze dipendano forse dalle condizioni dell’ambiente.
Etimologia e storia
La specie è dedicata a David Grandison Fairchild (1869-1954), botanico e grande esploratore di piante statunitense, il cui nome è portato dall’orto botanico tropicale Fairchild in Florida (etimologia data da The World List of Cycads, secondo una comunicazione di L.D. Gómez).
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome volgare proprio della specie, né in spagnolo né in italiano.
In natura
Secondo la revisione di Acuña-Castillo (2010), la specie occupa le basse terre del versante pacifico meridionale del Costa Rica, a sud del bacino del río Térraba, e l’estremo ovest di Panama, a Punta Burica (Chiriquí). Cresce nelle foreste tropicali e premontane umide, molto umide e pluviali, dal livello del mare a 1 000 m, sia in terreno pianeggiante sia su pendii ripidi, su suoli da calcarei ad argillosi. Si osserva nei parchi nazionali del Corcovado e di Piedras Blancas, nel rifugio di fauna di Golfito e nella riserva forestale del Golfo Dulce, soprattutto nel sottobosco della foresta primaria, ma anche nelle foreste secondarie mature.
È una delle due Zamia del Costa Rica meglio studiate. A Rincón de Osa, Catalina López-Gallego e Patricia O’Neil (2010) hanno confrontato popolazioni di foresta primaria e di ambienti degradati: la crescita e lo sforzo riproduttivo dipendono molto dalla luce, e le popolazioni degli ambienti aperti sono geneticamente più omogenee. I coni compaiono soprattutto nella stagione delle piogge, e soltanto pochi individui ne producono ogni anno. Sono stati visti coleotteri erotilidi coperti di polline entrare e uscire dai coni maturi, il che suggerisce il loro ruolo di impollinatori; sui pendii i semi rotolano verso il basso. Uno studio di L.D. Gómez (1993), condotto nel giardino Wilson di San Vito, attribuisce a uccelli (tangare, saltatori, tordi) una dispersione dei semi su poche decine di metri; la revisione del 2010 riferisce però quelle piante a Zamia pseudomonticola.
Stato di conservazione e normativa
Zamia fairchildiana è classificata quasi minacciata (NT) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 di J.D. Bösenberg, per il criterio C1, che riguarda una popolazione limitata in declino. Buona parte del suo areale si trova in aree protette del Costa Rica sud-occidentale.
Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia fairchildiana rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4, che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.
Species+ non ha una scheda propria per questa specie, coperta dall’iscrizione «Zamia spp.». Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads (consultata l’11 ottobre 2026), perché la Lista rossa non è stata consultabile direttamente. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e chiedete al venditore i documenti di provenienza.
Coltivazione
Nel 2009 un membro del forum francese Fous de palmiers in visita al giardino botanico Wilson, vicino a San Vito (Costa Rica), vi ha visto «molte Zamia fairchildiana» piantate in tutto il giardino, presentate come la specie endemica della regione, mentre alcuni Encephalartos africani soffrivano visibilmente del clima molto umido. L’identificazione di quelle piante è però incerta: la revisione di Acuña-Castillo (2010) riferisce le Zamia del giardino Wilson, studiate da L.D. Gómez nel 1993, a Zamia pseudomonticola, la specie delle cordigliere.
In Francia la specie è presente in alcune collezioni al riparo. Un coltivatore il cui profilo indica Belley (Ain) e Montpellier (Hérault) segnalava sullo stesso forum nel novembre 2009 che le sue piante, in serra, producevano tutte le foglie nuove in novembre, e nel dicembre 2012 che un esemplare in veranda riscaldata aveva fatto una foglia in pieno inverno; nel 2009 offriva anche semi germinati. Quei messaggi non danno né temperatura minima né condizioni precise.
Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione propria della specie. Il vivaio specializzato francese Cycadales.eu la colloca (2023) tra le Zamia «difficili» delle foreste di bassa quota dell’America centrale, da coltivare in serra, veranda o interno luminoso e riscaldato: notti intorno a 22 °C (brevi cali verso 15 °C sono tollerati), giornate tra 28 e 30 °C, umidità dell’aria tra 70 e 90 %, substrato drenante da neutro ad acido. Il suo ambiente fa pensare a un sottobosco caldo, umido e ombreggiato; la sensibilità della crescita alla luce è stata misurata in natura (López-Gallego e O’Neil, 2010), non in coltivazione.
Moltiplicazione
Come tutte le Zamia, la specie è dioica e si moltiplica per seme. Semi germinati circolavano tra amatori francesi già nel 2009. Non sono pubblicati dati numerici di germinazione per la specie.
Malattie e parassiti
In natura i bruchi della farfalla Eumaeus godartii attaccano le foglie giovani e adulte, talvolta i coni e i fusti, in Costa Rica come a Panama (Jones, 2002, citato da Acuña-Castillo, 2010). Coleotteri crisomelidi (Aulacoscelis) ed erotilidi (Nomotus) mangiano le foglie giovani, e sono state osservate larve minatrici non identificate. Non è documentato alcun problema proprio della coltivazione.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia fairchildiana al freddo. Il suo areale va dal livello del mare a 1 000 m nelle foreste umide del Pacifico meridionale, dove non gela.
In Italia
Non è stata segnalata alcuna coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona climatica. La specie compare però nell’elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina pubblicato sul sito dell’orto il 23 febbraio 2009 («Zamia fairchildiana»); l’elenco non indica se la pianta sia in serra o all’aperto, e la sua presenza attuale non è verificata. Viste le confusioni frequenti su questo nome, l’identità della pianta non è nemmeno confermata. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026).
Esperienze francesi
In Francia nessuna coltivazione in piena terra è segnalata e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. I rari coltivatori che ne parlano sul forum Fous de palmiers la tengono in serra o in veranda riscaldata (2009-2012), senza indicare temperature minime. Il clima del Sud-Est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, ma per questa specie tropicale l’esperienza francese indica soltanto che resta una pianta da riparo riscaldato.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun riscontro sul freddo con le ricerche sul web.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia fairchildiana. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: nelle Zamia sono stati trovati glicosidi tossici (cicasina, macrozamina, metilazossimetanolo), e l’ASPCA, il centro antiveleni veterinario statunitense, cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso.
Domande frequenti
Dove cresce Zamia fairchildiana?
Nel sud del versante pacifico del Costa Rica (penisola di Osa, Golfito, valle del Diquís) e all’estremo ovest di Panama (Punta Burica), dal livello del mare a 1 000 m.
Quanto diventa grande?
Il fusto può raggiungere 2,5 m di altezza e 20 cm di diametro, con foglie di 0,8-2 m. Le piante di sottobosco restano spesso più piccole.
Come si distingue da Zamia pseudomonticola?
Difficilmente dal solo fogliame. Zamia pseudomonticola vive soprattutto sopra i 1 000 m e ha coni verdastri; quelli di Zamia fairchildiana sono bruni. La provenienza aiuta molto.
Perché «fairchildiana»?
In onore di David Fairchild (1869-1954), botanico ed esploratore di piante statunitense.
È minacciata?
Moderatamente. È classificata quasi minacciata (NT) dalla IUCN dal 2022, ma buona parte delle popolazioni si trova in aree protette.
Si trova in un orto botanico italiano?
Un elenco del 2009 dell’Orto Botanico di Messina la cita; la sua presenza attuale e l’identità della pianta non sono verificate.
Si può coltivare in Italia?
Sì, ma al riparo riscaldato: i coltivatori francesi la tengono in serra o in veranda, e non esiste alcun dato di resistenza al freddo.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia fairchildiana: https://cycadlist.org/scientific_name/465 — autore, pubblicazione, tipo, distribuzione, stato IUCN (NT, valutazione del 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- Repositorio Kérwá (Università del Costa Rica), Acuña-Castillo 2010, Revisión taxonómica y morfológica y distribución de Zamia (Zamiaceae) en Costa Rica: https://kerwa.ucr.ac.cr/handle/10669/84075 — descrizioni, habitat, quote, località, storia naturale delle Zamia del Costa Rica. Tesi di laurea magistrale ad accesso libero, non pubblicata in rivista; testo integrale consultato per la scheda francese.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — Appendice II della CITES per il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Orto Botanico di Messina, pagina «Cicadee» (23 febbraio 2009): https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — elenco delle cicadee coltivate, con Zamia fairchildiana. Fonte istituzionale; letta l’11 ottobre 2026.
- Cycadales.eu, «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — gruppi di coltivazione delle Zamia, temperature e substrati consigliati. Vivaio specializzato francese (Montpellier): consigli d’esperienza per gruppo di specie, non dati misurati sulla singola specie.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Costa Rica»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=6176 — visita del giardino botanico Wilson a San Vito (2009). Testimonianza di viaggiatore; identificazione incerta.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «C’est maintenant qu’on se réveille ?», «Flush d’hiver» e «Se méfier des spécialistes»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=6236 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14187 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17399&start=15 — coltivazione al riparo in Francia (2009-2012) e discussione su Zamia pseudomonticola (2014). Testimonianze di amatori.
- Tropicamente, ricerca «fairchildiana»: https://www.tropicamente.it/forums/search/fairchildiana/ — nessun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026). Principale forum italiano di piante tropicali.
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea per cani, gatti e cavalli (cicasina, BMAA), citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
- Gómez, L.D. (1982). Plantae Mesoamericanae Novae II. Phytologia 50(6): 401-404. [Descrizione originale; non consultata (Biodiversity Heritage Library inaccessibile).]
- Gómez, L.D. (1993). Birds as short-range seed dispersers of Zamia fairchildiana in SW Costa Rica. Revista de Biología Tropical 41: 905-906. [Citato secondo Acuña-Castillo (2010), non consultato.]
- Acuña-Castillo, R.H. & Gómez, L.D. (2009). Selección de un lectotipo para Zamia fairchildiana L.D.Gómez (Zamiaceae). Brenesia 71-72: 65-66. [Lectotipificazione; riferimento ripreso da The World List of Cycads, non consultato.]
- Acuña-Castillo, R.H. (2010). Revisión taxonómica y morfológica y distribución de Zamia (Zamiaceae) en Costa Rica. Tesi di laurea magistrale, Universidad de Costa Rica, San José. hdl:10669/84075 [Revisione non pubblicata in rivista; testo integrale consultato.]
- López-Gallego, C. & O’Neil, P. (2010). Life-history variation following habitat degradation associated with differing fine-scale spatial genetic structure in a rainforest cycad. Population Ecology 52: 191-201. [Citato secondo Acuña-Castillo (2010), non consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Zamia fairchildiana. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42163A69842848. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]