Zamia integrifolia, il coontie della Florida, è una piccola cicadea a fusto quasi sempre sotterraneo, originaria della Florida e del sud-est della Georgia, delle Bahamas, delle isole Cayman e di Cuba, dove cresce soprattutto nelle pinete su suoli sabbiosi o calcarei. È l’unica cicadea indigena degli Stati Uniti continentali e la più resistente al freddo tra le specie coltivate del genere Zamia. Nei vivai è stata a lungo venduta come Zamia floridana o Zamia pumila, nomi che si incontrano ancora. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var (Francia), è sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012, con danni alle foglie.


In sintesi: Zamia integrifolia
- Nome accettato: Zamia integrifolia L.f. (1789), nome proposto per la conservazione, accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Zamia floridana A.DC., Zamia umbrosa Small, Zamia media Jacq., Zamia tenuis Willd., Zamia dentata Voigt, Palmifolium integrifolium (L.f.) Kuntze; nel commercio spesso venduta come Zamia pumila, che è un’altra specie
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in inglese coontie, Florida arrowroot, Seminole bread
- Distribuzione naturale: Stati Uniti (Florida, Georgia), Bahamas, isole Cayman, Cuba (The World List of Cycads)
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT), criteri A2ad, valutazione del 2022; due varietà, non valutate
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, annotazione #4: semi esentati); allegato B nell’Unione europea; raccolta in natura vietata in Florida
- Rusticità documentata: zone USDA da 8b a 11, sopravvivenza fino a circa −9 °C secondo l’Università della Florida; nel Var (Francia) sopravvissuta a −7 °C con danni alle foglie, nel Rossiglione defogliata a −7 °C sotto la neve e poi ripartita; in Italia morta a −7 °C in una serra fredda a Ravenna (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: dalla mezz’ombra al sole; suoli ben drenati, sabbiosi, limosi, acidi o calcarei; buona tolleranza alla siccità e al sale (Università della Florida)
- Portamento e dimensioni adulte: cespo arrotondato alto 60-120 cm e largo 90-150 cm, di solito con un solo fusto in gran parte sotterraneo; foglioline lineari di 10-20 cm (Università della Florida)
- In Italia: elencata nel 2009 dall’Orto Botanico di Messina; coltivata da appassionati, con un insuccesso documentato a Ravenna
- Tossicità: tutte le parti, soprattutto i semi, contengono cicasina (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia integrifolia?
Il coontie forma un cespo basso e arrotondato di foglie pennate, verde scuro, che escono da un fusto tozzo, di solito sotterraneo o appena affiorante. La scheda dell’Università della Florida (UF/IFAS) indica una pianta alta 60-120 cm (2-4 piedi) e larga 90-150 cm (3-5 piedi), di solito con un solo fusto, a crescita lenta e di consistenza fine.
- Foglie: pennate, disposte a spirale, sempreverdi.
- Foglioline: lineari, lunghe 10-20 cm, con nervature parallele, il margine arrotolato verso il basso e dentellato.
- Coni: la pianta è dioica; i coni, allungati, lunghi 8-15 cm (3-6 pollici) secondo la stessa scheda, liberano semi rossi e vistosi a maturità.
- Fusto e radici: il fusto sotterraneo, ricco di amido, ha protetto la pianta dagli incendi delle pinete; come tutte le cicadee forma radici coralloidi che ospitano cianobatteri fissatori di azoto.
Il nome integrifolia (dal latino integer, «intero», e folium, «foglia») si riferirebbe a foglie senza spine né denti marcati (Whitelock, 2002, ripreso da Haynes, 2022). La specie è molto variabile: alcune piante hanno foglioline strette, altre più larghe, e la varietà umbrosa è quella dei luoghi ombrosi.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido naturale riconosciuto. Il coontie fa parte del complesso Zamia pumila, un gruppo di specie molto vicine delle Antille e della Florida che condividono lo stesso numero di cromosomi (2n = 16) e la cui storia genetica è complessa.
Possibili confusioni
- Zamia pumila: è la specie tipo del genere, di Cuba, della Repubblica Dominicana e di Porto Rico. Il suo nome è stato a lungo applicato al coontie della Florida e lo è ancora spesso nei vivai; una scheda dell’Università della Florida ricorda che si tratta di un’altra specie. Una pianta etichettata «Zamia pumila» in commercio può quindi essere un coontie.
- Zamia floridana: non è un’altra specie, ma un sinonimo di Zamia integrifolia, ancora usato da vivai e coltivatori.
- Zamia angustifolia, delle Bahamas (Eleuthera) e di Cuba orientale, e Zamia lucayana, delle Bahamas: altre specie del complesso Zamia pumila, con foglioline strette nella prima; la provenienza aiuta a distinguerle.
- Zamia furfuracea, la «cardboard palm» dei vivai: foglioline larghe, spesse e coperte di una peluria farinosa, molto diverse dalle foglioline strette e lisce del coontie.
Per identificare una pianta conviene guardare il numero e la larghezza delle foglioline e, soprattutto, conoscerne l’origine.
Tassonomia
Zamia integrifolia fu pubblicata nel 1789 da Linneo figlio nell’Hortus Kewensis di William Aiton (volume 3, pagina 478); il tipo è una pianta della Florida coltivata a Kew (W. Aiton s.n., olotipo al Natural History Museum di Londra, BM). Il nome è stato proposto per la conservazione con un tipo conservato (Stevenson e Reveal, 2011), proposta raccomandata dal comitato di nomenclatura delle piante vascolari (Applequist, 2012), secondo The World List of Cycads.
Per il lettore, la conseguenza pratica è questa: Zamia floridana A.DC. (1868) e Zamia umbrosa Small (1921), nomi molto usati nel Novecento, sono sinonimi; The World List of Cycads elenca come sinonimi anche Zamia media Jacq. (1798), Zamia tenuis Willd. (1806), Zamia dentata Voigt (1828) e le loro combinazioni nel genere Palmifolium. Dal 2016 sono riconosciute due varietà: Zamia integrifolia var. integrifolia e Zamia integrifolia var. umbrosa (Small) D.B.Ward, così chiamata per i luoghi ombrosi in cui cresce.
Il coontie appartiene al complesso Zamia pumila, un insieme di Zamia delle Antille e della Florida che alcuni autori hanno trattato come una sola specie e altri hanno diviso in quattordici (Meerow e collaboratori, 2018). The World List of Cycads vi riconosce oggi otto specie, tra cui Zamia integrifolia, Zamia pumila, Zamia angustifolia e Zamia lucayana.
Etimologia e storia
L’epiteto integrifolia significa «a foglie intere» (vedi sopra). Il nome inglese coontie viene, secondo il servizio di divulgazione dell’Università della Florida, da un’espressione seminole, «conti hateka», che significa «radice bianca» o «pane bianco».
La storia del coontie è legata al suo amido. Secondo la scheda dell’Università della Florida (Culbert, 2010), testi spagnoli del Cinquecento riferiscono che i Timucua e i Calusa eliminavano la tossina del fusto frantumandolo e lavandolo, poi facevano il pane con l’amido. I Seminole ripresero la tecnica, e coloni della zona di Fort Lauderdale la impararono da loro verso il 1825. Negli anni Ottanta dell’Ottocento a Miami funzionavano dei mulini, e durante la Prima guerra mondiale uno di essi lavorava fino a 18 tonnellate di coontie al giorno per l’esercito. Questa raccolta massiccia fece regredire fortemente il coontie selvatico.
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano attestato: in Italia si usa il nome scientifico o il vecchio nome Zamia floridana. In inglese degli Stati Uniti la pianta si chiama coontie (dal seminole, vedi sopra) ed è detta anche «Seminole bread»; «Florida arrowroot» era il nome commerciale della fecola estratta dal fusto, attestato verso il 1911.
In natura
The World List of Cycads colloca la specie negli Stati Uniti (Florida e Georgia), alle Bahamas, nelle isole Cayman e a Cuba. È l’unica cicadea che raggiunge gli Stati Uniti continentali. Una scheda dell’Università della Florida del 2010 afferma invece che nessuna delle specie native della Florida è nota nelle Indie occidentali: le due fonti non concordano e qui seguiamo The World List of Cycads, riferimento per la distribuzione.
In Florida il coontie cresce in ambienti dominati dai pini, su suoli ben drenati, sabbiosi o limosi. Nutre il bruco di una piccola farfalla nera e rossa, l’Atala (Eumaeus atala), di cui è l’unica pianta ospite indigena secondo il Florida Museum of Natural History: i bruchi accumulano le tossine della pianta e diventano sgraditi ai predatori. L’Atala quasi scomparve quando il coontie fu sfruttato per l’amido; ritrovata nel 1979 su un’isola della contea di Miami-Dade, vive oggi soprattutto nei giardini e nei vivai dove si coltivano cicadee.
Stato di conservazione e normativa
Zamia integrifolia è classificata quasi minacciata (NT) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio A2ad, nella valutazione di J.D. Bösenberg del 2022 riportata da The World List of Cycads (Lista Rossa non consultata direttamente); le due varietà non sono valutate. In Florida la raccolta in natura è vietata: la specie figura nella lista statale delle piante sfruttate commercialmente, e le piante vendute per i giardini vengono da vivai (Culbert, 2010).
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, rientra nell’appendice II della CITES, dove il genere figura dal 4 febbraio 1977; l’annotazione #4 esenta in particolare semi, polline e plantule ottenute in vitro in contenitori sterili. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (elenco fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Acquistate soltanto piante nate da seme, con i documenti di provenienza, e verificate la normativa in vigore.
Coltivazione
È la Zamia più adatta alle prove all’aperto in Europa, ma non è una pianta rustica: in Italia la piena terra va riservata alle zone più miti e a terreni molto drenanti.
- Luce: secondo l’Università della Florida cresce meglio con un po’ d’ombra ma sopporta il pieno sole. Una pianta cresciuta in serra o all’ombra si brucia se passa di colpo al sole: un coltivatore della Vandea meridionale (Francia) indica sul forum Fous de palmiers che una pianta da vivaio, piantata in pieno sole nel marzo 2017, è stata «bruciata completamente» in tre settimane. Acclimatatela per alcune settimane prima di metterla a dimora.
- Substrato: sempre ben drenato; l’Università della Florida indica che tollera suoli sabbiosi, limosi, acidi o alcalini.
- Irrigazione: una volta insediata sopporta molto bene la siccità; dopo il trapianto ha invece bisogno di acqua. Gli eccessi d’acqua provocano malattie, soprattutto d’inverno.
- Mare: tolleranza al sale giudicata buona in una scheda dell’Università della Florida e media in un’altra; non sono stati trovati dati europei sugli spruzzi salini.
- Piantagione: sul forum Fous de palmiers i coltivatori consigliano di interrare a fondo il fusto, perché la gemma sopravviva nel suolo anche se le foglie gelano.
In Italia
L’Orto Botanico di Messina elencava Zamia integrifolia nella sua pagina sulle cicadee del 23 febbraio 2009 (presenza attuale non verificata). La stessa pagina, e le didascalie di una visita all’Orto Botanico di Palermo pubblicate sul forum Tropicamente nel 2009, citano anche una «Zamia pumila»: poiché questo nome è spesso dato al coontie, potrebbe trattarsi di Zamia integrifolia, ma nessuna fonte permette di dirlo e la vera Zamia pumila resta possibile. La specie non compare nelle liste dell’Orto Botanico di Napoli consultate. Tra gli appassionati, un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) indica sul forum Tropicamente, nel maggio 2009, che i semi di Zamia integrifolia gli sono germinati facilmente in casa, d’inverno, a 20 °C; nel marzo 2012 un partecipante dello stesso forum, di cui il messaggio non indica la località, la giudica «nettamente più rustica» di Zamia furfuracea e scrive che i suoi semenzali, lasciati senza cure, non mostrano segni di sofferenza né di marciume. La collezione di cicadee degli orti botanici italiani è presentata nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.
In vaso
In vaso il coontie vive a lungo grazie alla crescita lenta. Fuori dalle zone più miti va svernato al riparo dal gelo, con poca acqua: un riparo non riscaldato non basta, come mostrano i casi di Ravenna e di Chimay descritti nella sezione Rusticità.
Moltiplicazione
Si moltiplica per seme e, talvolta, per divisione dei cespi o dei polloni. La sarcotesta, l’involucro carnoso dei semi, va tolta con i guanti, perché contiene inibitori della germinazione; il coontie germina lentamente e una pianta di vivaio impiega circa cinque anni per raggiungere una taglia commerciale (Culbert, 2010). La scheda FPS-617 dell’Università della Florida giudica la moltiplicazione per seme «di solito difficile» e la crescita molto lenta. Per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile e, in coltivazione, un’impollinazione manuale. Un coltivatore il cui profilo indica Belley (Ain) e Montpellier (Hérault) segnala sul forum Fous de palmiers che, nella sua serra, temperature di 45-50 °C nell’estate 2009 hanno fatto necrotizzare gli ovuli dei coni di Zamia integrifolia.
Malattie e parassiti
Secondo l’Università della Florida, i problemi principali sono le cocciniglie, in particolare la cocciniglia rossa della Florida (Chrysomphalus aonidum), che può essere mortale se non viene controllata, le cocciniglie farinose e la fumaggine che ne deriva. In Florida i bruchi dell’Atala divorano le foglie per circa due settimane; la pianta poi rifà il fogliame. In Europa il rischio maggiore resta il marciume del fusto in un terreno freddo e fradicio durante l’inverno.
Rusticità
Zamia integrifolia è la più resistente al freddo tra le Zamia coltivate, ma non è rustica: le foglie si danneggiano già sotto −5 °C circa, e il fusto sotterraneo, se resta sano, può rifare il fogliame dopo una defogliazione.
In Italia e nel sud della Francia
Il clima del sud-est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Hérault, Rossiglione, Corsica) è vicino a quello di molte regioni italiane, dalle riviere ligure e tirrenica alla Sicilia, alla Sardegna e alla Puglia: i riscontri francesi sono quindi utili anche al lettore italiano, ma restano esperienze francesi, senza corrispondenza termica precisa con una città italiana.
- Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var), una Zamia integrifolia è sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012, con danni alle foglie.
- Un coltivatore del Rossiglione (Pirenei Orientali, Francia) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta, in piena terra da una decina d’anni, ha le foglie danneggiate sotto i −5 °C ma non le ha perse a −5 °C nell’inverno 2010-2011; in un altro inverno, non datato nei suoi messaggi, è stata completamente defogliata da −7 °C sotto la neve, poi ha rifatto le foglie alla fine della primavera seguente. Un altro esemplare, in vaso sotto la gronda, ha sopportato −4 °C (messaggio del marzo 2012).
- Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) indica sul forum Tropicamente che la sua Zamia integrifolia, riparata in una serra fredda non riscaldata, è morta subito dopo la gelata di −7 °C dell’inverno 2009-2010.
- Un coltivatore di Chimay (provincia dell’Hainaut, Belgio) indica sul forum Fous de palmiers che la sua pianta, svernata in vaso in un capanno da giardino, ha avuto il 95 % del fogliame bruciato a −6 °C dopo diversi giorni senza disgelo (febbraio 2010), poi è morta nel marzo 2010.
Non sono stati trovati riscontri per la Liguria, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole. In piena terra, il coontie è un tentativo ragionevole soltanto dove le gelate sono rare e brevi, in un terreno molto drenante e con il fusto ben interrato; altrove si coltiva in vaso con svernamento al riparo.
Riferimenti internazionali
Negli Stati Uniti l’Università della Florida colloca il coontie nelle zone USDA da 8b a 11 e indica che dovrebbe sopportare una minima invernale di 15 °F, cioè circa −9 °C; il servizio di divulgazione dell’Università statale della Carolina del Nord indica le zone da 8a a 11b. Nessuna fonte consultata confronta la rusticità delle diverse popolazioni della Florida.
Tossicità e precauzioni
Sì, il coontie è tossico, soprattutto i semi. Il fusto e i semi contengono cicasina, la stessa tossina che i popoli della Florida eliminavano con lunghi lavaggi prima di consumare l’amido; nelle cicadee sono documentati effetti gravi sul fegato e sul sistema nervoso, e l’ASPCA classifica la vicina Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. I semi rossi attirano bambini e animali: raccoglieteli, usate i guanti per pulirli e non provate mai a preparare l’amido. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Il coontie è stato un’importante fonte di amido in Florida, prima per i Timucua, i Calusa e poi i Seminole, quindi per una vera industria tra Ottocento e Novecento (vedi Etimologia e storia). Secondo la scheda dell’Università della Florida, il contenuto di amido della pianta variava dall’8 % in estate al 20 % in inverno. Oggi il coontie è una pianta ornamentale molto usata nei giardini della Florida, anche per attirare la farfalla Atala.
Domande frequenti
Zamia integrifolia, Zamia floridana e Zamia pumila sono la stessa pianta?
In parte. Zamia floridana è un sinonimo di Zamia integrifolia, il coontie della Florida. Zamia pumila è invece una specie distinta delle Grandi Antille, ma il suo nome è ancora spesso dato al coontie nel commercio.
Resiste al gelo?
Fino a un certo punto. Le foglie si danneggiano sotto −5 °C circa; nel Var, in Francia, una pianta è sopravvissuta a −7 °C con danni alle foglie, nel Rossiglione una pianta defogliata a −7 °C è ripartita, mentre a Ravenna una pianta in serra fredda è morta a −7 °C.
Si può coltivare in piena terra in Italia?
Dipende dalla zona. È ragionevole soltanto dove le gelate sono rare e brevi, in un terreno molto drenante e con il fusto interrato; non esiste però ancora un riscontro italiano documentato di piena terra. Altrove coltivatela in vaso e ritiratela d’inverno.
Perché le foglie sono diventate marroni dopo la messa a dimora?
Spesso per un colpo di sole. Una pianta cresciuta in serra si brucia se passa di colpo al pieno sole: acclimatatela gradualmente.
Il coontie è tossico?
Sì. Tutte le parti, soprattutto i semi, contengono cicasina; teneteli lontano da bambini, cani e gatti.
Che cos’è la farfalla Atala?
Una piccola farfalla della Florida il cui bruco vive sul coontie e ne accumula le tossine. Quasi scomparsa con lo sfruttamento del coontie, oggi vive soprattutto nei giardini dove la pianta è coltivata.
Si moltiplica facilmente?
Lentamente. Si semina dopo aver tolto la polpa dei semi; la germinazione è lenta e servono circa cinque anni per una pianta di taglia commerciale. A Ravenna i semi sono germinati in casa d’inverno a 20 °C.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia integrifolia: https://cycadlist.org/scientific_name/485 — pubblicazione, tipo, nome conservato, sinonimi, distribuzione, statuto IUCN (NT A2ad, 2022), etimologia. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- UF/IFAS Extension, Zamia floridana, Coontie (FPS-617): https://ask.ifas.ufl.edu/publication/FP617 — dimensioni, foglie, coni, zone USDA da 8b a 11, esposizione, suoli, siccità, sale, moltiplicazione, parassiti. Scheda universitaria, affidabile; consultata l’11 ottobre 2026.
- UF/IFAS Extension, Florida Coonties and Atala Butterflies (ENH117): https://journals.flvc.org/edis/article/download/118351/116286/173037 — storia dell’amido, nome seminole, habitat, minima di 15 °F, germinazione, divieto di raccolta, distribuzione. Scheda di divulgazione universitaria (versione del 2010), affidabile.
- NC State Extension, Zamia integrifolia: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/zamia-integrifolia/ — zone USDA da 8a a 11b. Servizio di divulgazione universitario.
- Florida Museum of Natural History, Atala butterfly: https://www.floridamuseum.ufl.edu/daniels-lab/atala-butterfly/ — coontie pianta ospite, regresso e ritrovamento della farfalla. Istituzione scientifica, affidabile.
- Orto Botanico di Messina, Cicadee (23 febbraio 2009): https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — Zamia integrifolia e «Zamia pumila» nell’elenco del giardino. Pagina istituzionale datata; presenza attuale non verificata.
- Tropicamente, discussioni «Piante che ce l’hanno fatta / non ce l’hanno fatta», «Macrozamia (miquelii e le altre)», «Zamia furfuracea e Dion spinulosum» e «Foto orto botanico Palermo»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/piante-che-ce-lhanno-fatta-non-ce-lhanno-fatta/page/3/#post-41640 ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/macrozamia-miquelii-e-le-altre/#post-37764 ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/zamia-furfuracea-e-dion-spinulosum/page/2/#post-36906 ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/foto-orto-botanico-palermo/ — Ravenna (serra fredda, −7 °C, 2009-2010; germinazione a 20 °C, 2009), parere sulla rusticità (2012), didascalie dell’Orto di Palermo (2009). Forum italiano di coltivatori; valore indicativo.
- Forum Fous de palmiers, discussioni sul coontie nel Rossiglione, a Chimay e in Vandea: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=13347 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=6571 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=22019 — riscontri di freddo, colpo di sole, consiglio di interrare il fusto. Forum francese di coltivatori; valore indicativo.
Bibliografia
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- Applequist, W.L. (2012). Report of the Nomenclature Committee for Vascular Plants: 64. Taxon 61(5): 1108-1117. [Raccomandazione favorevole alla conservazione; citata da The World List of Cycads, non consultata.]
- Culbert, D.F. (1995, rivisto nel 2010). Florida Coonties and Atala Butterflies. Fact Sheet ENH117, UF/IFAS Extension, Gainesville. [Scheda universitaria letta per intero.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Zamia integrifolia. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42164A69843040. [Valutazione NT; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata.]
- Meerow, A.W. e collaboratori (2018). [Studio filogenetico del complesso Zamia pumila; noto da un estratto, non consultato direttamente.]
- Whitelock, L.M. (2002). The Cycads. Timber Press, Portland. [Fonte dell’etimologia ripresa da Haynes (2022) e da The World List of Cycads; non consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia ripresa da The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]