Macrozamia secunda è una piccola cicadea senza tronco visibile, endemica del centro del Nuovo Galles del Sud, in Australia, dove cresce in piante sparse nelle foreste secche di eucalipti, su suoli sabbiosi o sassosi, da Gilgandra a Grenfell e fino ai rilievi di Mudgee e di Capertee. Questa specie del genere Macrozamia si riconosce dalle foglie grigio-bluastre, arcuate e con il rachide non attorcigliato, le cui foglioline si alzano tutte dallo stesso lato, quasi in verticale, come i denti di un pettine. Descritta da Charles Moore nel 1884, fu ridotta nel 1932 a semplice varietà di Macrozamia tridentata, prima di essere di nuovo riconosciuta come specie. È classificata vulnerabile dalla IUCN.
In sintesi: Macrozamia secunda
- Nome accettato: Macrozamia secunda C.Moore (1884), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Macrozamia tridentata var. secunda (C.Moore) J.Schust. (1932)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano né inglese attestato nelle fonti consultate
- Distribuzione naturale: Australia, centro del Nuovo Galles del Sud (versanti centro-occidentali e piedi degli altipiani centrali, da Gilgandra a Grenfell, a est fino a Mudgee e Capertee)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri B2ab(iii,v)), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (tutto il genere); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun riscontro di coltivazione; in natura circa 57 giorni di gelo all’anno a Mudgee, con una minima raggiunta ogni settimana in luglio verso −3,2 °C (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura foresta sclerofilla secca su suoli sabbiosi o sassosi, sotto una copertura rada di eucalipti; in coltivazione suolo molto drenante
- Portamento e dimensioni adulte: fusto quasi interamente sotterraneo di 8-15 cm di diametro; da 1 a 12 foglie di 40-80 cm
- In Italia: coltivata in serra all’Orto Botanico di Napoli secondo un elenco pubblicato nel 1984; semi in vendita segnalati sul forum Tropicamente nel 2009 (vedi In Italia)
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; genere molto tossico per l’uomo e gli animali (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia secunda?
Si riconosce dalle foglie grigio-bluastre, nettamente carenate, poco numerose e arcuate, con il rachide non attorcigliato, le cui foglioline strette si alzano quasi in verticale sulla faccia superiore del rachide. La Flora of Australia (Hill, 1998) la distingue per le foglie a carena acuta, grigio-bluastre, poco o per nulla attorcigliate, e per i piccioli corti. Le misure sono le seguenti:
- Fusto: sotterraneo o quasi, di 8-15 cm di diametro, in genere non ramificato
- Foglie: da 1 a 8 per corona secondo la Flora of Australia (fino a 12 secondo la flora del Nuovo Galles del Sud), di 40-80 cm, grigio-verdi o bluastre, opache o un po’ lucide; picciolo di 5-15 cm, concavo sopra; rachide non attorcigliato o appena
- Foglioline: da 80 a 170 per foglia, semplici, di 8-20 cm per 3-8 mm, nettamente più chiare sotto, con apice intero o munito di 2 o 3 dentini minuscoli, con 5-11 nervature in rilievo sotto; quelle alla base non sono ridotte, o lo sono di rado
- Coni maschili: fusiformi, di 15-20 cm per 4-5 cm
- Coni femminili: ovoidi, di 15-25 cm per 7-9 cm, con spine terminali fino a 3 cm
- Semi: ovoidi, lunghi 20-35 mm, con polpa rosso scarlatto
I due osservatori sul campo che hanno scritto la scheda dell’associazione australiana PACSOA (Palm and Cycad Society of Australia) aggiungono dettagli utili:
- le piante portano di solito 3 o 4 foglie, a volte una sola, raramente fino a una decina; le foglie nuove, che spuntano molto di rado, sono di un grigio-blu marcato;
- il callo alla base di ogni fogliolina è rosa rossastro nelle foglie giovani, poi diventa bianco crema, mentre la foglia passa dal grigio-blu a un verde-bluastro sbiadito;
- il rachide, a falce o ad arco, si ripiega spesso bruscamente verso l’estremità, al punto che la punta della foglia a volte quasi tocca il suolo;
- vicino a Mudgee le foglie misurano in media 30-50 cm, ma si alzano soltanto 20-35 cm dal suolo a causa di questa curvatura;
- le foglie sono spesso danneggiate da insetti.
L.A.S. Johnson (1959) indicava già come caratteri il picciolo concavo, le foglioline rigide, spesso strette, rivolte da un solo lato e con nervature fittissime, nonché un’abbondanza di tessuti di sostegno e una pruina glauca, tipiche delle specie delle stazioni aride.
Ibridi
Sì, sono segnalati ibridi naturali dove la specie cresce accanto ad altri Macrozamia. Johnson (1959) cita ibridi apparenti con Macrozamia heteromera e, forse, con Macrozamia spiralis. La PACSOA osserva, vicino a Mudgee, piante ibride con Macrozamia reducta, di cui una piccola popolazione cresce poco lontano. Johnson riteneva inoltre che il nome Macrozamia secunda var. dichotoma C.Moore & Betche (1893), il cui tipo è andato perduto, indicasse probabilmente un ibrido con Macrozamia heteromera. Non è documentato alcun ibrido orticolo.
Possibili confusioni
La confusione è possibile soprattutto con le specie vicine del Nuovo Galles del Sud e con i loro ibridi:
- Macrozamia spiralis: specie sorella, che la sostituisce più a est; nettamente più grande, senza foglie a falce né foglioline erette ad angolo molto acuto (PACSOA);
- Macrozamia heteromera e le specie vicine dalle foglioline divise: le loro foglioline sono per lo più biforcate, mentre quelle di Macrozamia secunda sono semplici;
- Macrozamia reducta: specie più grande, con cui si ibrida vicino a Mudgee.
Tassonomia
Macrozamia secunda è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie appartiene alla sezione Parazamia, quella delle piccole specie con fusto sotterraneo, senza canali mucillaginosi nelle foglioline, come l’ha definita L.A.S. Johnson nella sua revisione delle Zamiaceae australiane (1959).
Charles Moore la descrisse nel 1884. Nel 1932 J. Schuster, nella sua monografia delle cicadee per il Pflanzenreich, la ridusse al rango di varietà di Macrozamia tridentata, con il nome di Macrozamia tridentata var. secunda. Johnson (1959) la ristabilì come specie, considerandola insieme a Macrozamia spiralis una «coppia di specie vicarianti», cioè due specie affini che si sostituiscono geograficamente, perché la distinzione gli sembrava abbastanza netta da giustificare il rango di specie. Johnson collocava Macrozamia lucida, Macrozamia spiralis e Macrozamia secunda in uno stesso piccolo gruppo, in cui le due specie estreme sono entrambe vicine a Macrozamia spiralis.
Un punto di nomenclatura divide le fonti. Bentham aveva chiamato nel 1873 una varietà dubbia «Macrozamia spiralis var. ? secunda». Johnson (1959) spiega che Moore non vi fa riferimento e che quel nome non è quindi il basionimo della specie, ma un sinonimo più antico di rango diverso. The World List of Cycads segue questa interpretazione e attribuisce la specie al solo C.Moore; la flora online del Nuovo Galles del Sud (PlantNET) scrive invece «(Benth.) C.Moore».
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino secundus, nel senso botanico di «con gli organi rivolti dallo stesso lato»: descrive le foglioline, le cui facce superiori si guardano, erette «in modo piuttosto diritto o verticale» secondo le parole di Moore, il che dà una foglia carenata (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads).
Secondo Moore, citato da Johnson (1959), la pianta fu trovata per la prima volta nel 1858 vicino a Reedy Creek, a est di Mudgee, senza frutti, poi ritrovata nel 1883 non lontano da Dubbo dal reverendo J. Milne Curran, con un solo vecchio cono femminile. Si conserva soltanto la raccolta del 1858, all’erbario di Melbourne (MEL); Johnson la scelse come lectotipo nel 1959. La descrizione originale uscì nel Journal and Proceedings of the Royal Society of New South Wales (vol. 17, p. 120). Non è stata trovata alcuna informazione sulla sua introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano: si usa il nome scientifico. Nelle fonti consultate (The World List of Cycads, Flora of Australia, PlantNET, Species+, Atlas of Living Australia) non è stato trovato alcun nome inglese proprio della specie.
In natura
La specie occupa un areale piuttosto vasto ma fatto di piante sparse: secondo la Flora of Australia cresce sui versanti centro-occidentali e ai piedi degli altipiani centrali del Nuovo Galles del Sud, da Gilgandra a Grenfell e, verso est, fino a Mudgee e Capertee. I campioni di riferimento provengono in particolare dalla strada Dubbo–Mendooran, dalla catena di Bumbery a est di Parkes, dal torrente Airlie a est di Capertee, dalla strada Mudgee–Cassilis e dal monte Weddin, a ovest di Grenfell.
Vive in foresta sclerofilla secca, su suoli sabbiosi o sassosi (Johnson, 1959; PlantNET). La PACSOA descrive piante isolate e sparse sotto una copertura di eucalipti, a volte con un sottobosco di Callitris, in terreno piano e asciutto nell’interno, e su pendii sassosi in foresta secca vicino a Mudgee, sul versante della Grande Catena Divisoria. Johnson notava che in questa specie, come in Macrozamia heteromera, la popolazione totale non è «affatto piccola», anche se le piante formano raramente popolamenti fitti.
Il clima è secco e con forti contrasti. A Mudgee (454 m di quota) la PACSOA indica 668 mm di pioggia all’anno, distribuiti in modo abbastanza uniforme tra le stagioni, una minima di −3,2 °C raggiunta almeno una volta alla settimana in luglio, una massima di 35,5 °C in gennaio e circa 57 giorni di gelo all’anno. I coni, maschili o femminili, sono di solito solitari e compaiono in modo molto irregolare. Non è stato trovato alcuno studio sull’impollinazione della specie.
Stato di conservazione e normativa
Macrozamia secunda è classificata vulnerabile (VU, criteri B2ab(iii,v)) nella Lista Rossa della IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022; questi criteri corrispondono a una piccola superficie occupata, frammentata o limitata a poche località, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di individui. La Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente (stato rilevato su The World List of Cycads). L’Atlas of Living Australia, consultato il 2 ottobre 2026, non riporta alcuna iscrizione nell’elenco nazionale australiano (legge EPBC) né in quello del Nuovo Galles del Sud.
Come tutte le specie del genere, figura nell’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 nella versione adottata dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026: le piante vive richiedono un permesso di esportazione, mentre semi, polline e plantule ottenute in vitro in contenitori sterili non sono soggetti alla convenzione. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Questi dati sono stati riletti su Species+ il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore, comprese le regole doganali e fitosanitarie, prima di qualsiasi acquisto all’estero.
In pratica acquistate piante nate da seme, di provenienza nota.
Coltivazione
Nessuna fonte affidabile descrive la coltivazione di questa specie in Europa: i consigli seguenti si basano sul suo ambiente naturale e sulle regole generali del genere.
- Suolo: molto drenante, sabbioso o ghiaioso, come i suoli sabbiosi o sassosi del suo habitat; un vaso profondo si adatta al fusto sotterraneo.
- Luce: in natura cresce sotto una copertura rada di eucalipti; un’esposizione luminosa le si addice. La tolleranza al pieno sole in Europa non è documentata.
- Acqua: in natura circa 670 mm di pioggia all’anno, distribuiti su tutto l’anno; annaffiate durante la crescita e lasciate asciugare il substrato tra due annaffiature. Evitate un terreno freddo e fradicio in inverno.
- Crescita: in natura le foglie nuove spuntano molto di rado (PACSOA); aspettatevi una pianta lentissima. La PACSOA riferisce che alcuni appassionati pensano che le piante di Mudgee, più piccole, potrebbero crescere di più in coltivazione, mentre altri ritengono che resteranno piccole.
In Italia
Un articolo pubblicato nel 1984 sulla rivista dell’Orto Botanico di Napoli, Delpinoa, elenca Macrozamia secunda tra le nove specie di Macrozamia coltivate allora nelle serre del giardino. È un dato datato, che non dice se la pianta sia ancora presente: le pubblicazioni più recenti del giardino consultate nell’ottobre 2026 citano soltanto Macrozamia moorei per il genere. Nessun altro orto botanico italiano segnala la specie nelle fonti pubblicate consultate.
La specie resta rara nelle collezioni private. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) segnalava nel novembre 2009 che un venditore specializzato proponeva semi di Macrozamia secunda, a un prezzo elevato, aggiungendo che la specie «dovrebbe» essere piuttosto resistente al caldo e al freddo; è una supposizione, non un’esperienza, e nessun seguito di coltivazione è stato trovato sul forum.
Moltiplicazione
Si moltiplica per seme. Le piante sono maschili o femminili: servono entrambi i sessi e, in coltivazione, un’impollinazione manuale per ottenere semi fertili. Non è stato trovato alcun dato di germinazione proprio della specie.
Malattie e parassiti
In natura le foglie sono spesso attaccate da insetti (PACSOA), senza precisazioni sulle specie in causa. In coltivazione non è documentato alcun problema proprio della specie; per i Macrozamia coltivati in Europa, i forum citano soprattutto le cocciniglie e il marciume in un terreno freddo e bagnato (vedi la pagina del genere).
Rusticità
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione, né in Italia né altrove. In natura la specie subisce gelate frequenti, con il fusto protetto dal suolo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stata segnalata alcuna coltivazione all’aperto, in piena terra o in vaso, in nessuna regione italiana (coste liguri e tirreniche, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia, Sardegna) né nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. Il forum francese Fous de palmiers cita la specie soltanto in una classifica di rusticità: nel marzo 2014 un coltivatore vi riferiva il parere di un vivaista australiano specializzato in cicadee, che metteva Macrozamia secunda in testa alle specie più rustiche del genere, insieme a quelle dei dintorni di Coonabarabran e del Pilliga, senza indicare temperature. Si tratta di un parere, non di una prova, come la supposizione letta su Tropicamente nel 2009.
Riferimenti internazionali
Sui forum anglofoni, italofoni e ispanofoni consultati non è stato trovato alcun riscontro datato. Il clima di Mudgee mostra soltanto che la pianta sopporta gelate ripetute, con un fusto sotterraneo protetto dal suolo; non dice nulla di ciò che sopporterebbe una pianta in vaso o in un terreno umido.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato di tossicità proprio di Macrozamia secunda, ma il rischio è documentato in altre specie del genere e la pianta va considerata molto tossica, soprattutto i semi e le foglie giovani. Nei Macrozamia i semi contengono macrozamina, che nell’intestino libera un potente tossico per il fegato, e le foglie giovani provocano nei bovini una paralisi irreversibile del treno posteriore, la «zamia staggers» (vedi la pagina del genere). Usate i guanti per maneggiare i semi, teneteli fuori dalla portata di bambini, cani e bestiame e, in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è stato trovato alcun uso proprio di Macrozamia secunda. La sintesi di Asmussen (2011) sul consumo dei semi di Macrozamia da parte degli Aborigeni non cita questa specie (vedi la pagina del genere).
Domande frequenti
Perché si chiama Macrozamia secunda?
Perché le sue foglioline sono rivolte dallo stesso lato. Il latino secundus indica in botanica organi orientati da una sola parte: qui le foglioline si alzano quasi in verticale sulla faccia superiore del rachide, il che dà una foglia carenata.
Resiste al freddo?
Non è stato provato. Non esiste alcun riscontro di coltivazione; nel suo ambiente la pianta subisce circa 57 giorni di gelo all’anno, con minime dell’ordine di −3 °C raggiunte ogni settimana in luglio. Un vivaista australiano, citato su un forum francese, la colloca tra i Macrozamia più rustici, senza cifre.
Come distinguerla da Macrozamia spiralis?
Dalla taglia e dalle foglie. Macrozamia secunda è più piccola, con foglie grigio-bluastre a falce, spesso ripiegate verso la punta, e foglioline erette ad angolo molto acuto da un solo lato. Le due specie si sostituiscono da ovest a est.
Si trova in Italia?
Poco. Era coltivata nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli secondo un elenco del 1984, senza conferma più recente, e i suoi semi sono stati segnalati in vendita su un forum italiano nel 2009. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione privata.
È minacciata?
Sì, è classificata vulnerabile dalla IUCN (valutazione pubblicata nel 2022). Il suo areale è abbastanza esteso, ma fatto di popolazioni sparse, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di piante.
Cresce in fretta?
No. In natura le foglie nuove spuntano molto di rado, e le piante portano spesso soltanto tre o quattro foglie. In coltivazione bisogna aspettarsi una crescita molto lenta.
È tossica?
Probabilmente sì, come tutti i Macrozamia. Non esistono analisi proprie della specie, ma i semi e le foglie giovani del genere sono molto tossici per l’uomo, gli animali domestici e il bestiame.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia secunda: https://cycadlist.org/scientific_name/421 — autore, protologo, tipo e lectotipificazione, sinonimo, distribuzione, stato IUCN del 2022, etimologia. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia secunda: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20secunda — descrizione, caratteri distintivi, distribuzione, campioni di riferimento (testo di K.D. Hill, dal volume 48 del 1998). Flora nazionale, affidabile; consultata direttamente.
- PlantNET (Royal Botanic Garden Sydney), Macrozamia secunda: https://plantnet.rbgsyd.nsw.gov.au/cgi-bin/NSWfl.pl?page=nswfl&lvl=sp&name=Macrozamia~secunda — descrizione, habitat e distribuzione nel Nuovo Galles del Sud, autore «(Benth.) C.Moore». Flora regionale ufficiale, affidabile; consultata direttamente.
- PACSOA Wiki, Macrozamia secunda: https://pacsoa.org.au/wiki/index.php/Macrozamia_secunda — distribuzione, habitat, clima di Mudgee, foglie, colore dei calli, coni, ibridi con Macrozamia reducta (testo di C. Thompson e P. Kennedy). Associazione specializzata; osservazioni sul campo serie, non pubblicate in una rivista con revisione paritaria.
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia secunda: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/22870/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- EUR-Lex, regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R0338 — quadro giuridico dell’allegato B nell’Unione europea. Testo ufficiale.
- Atlas of Living Australia, Macrozamia secunda: https://api.ala.org.au/species/species/Macrozamia%20secunda — assenza di iscrizione negli elenchi delle specie minacciate, nazionale e degli Stati. Aggregatore nazionale di dati; consultato tramite la sua interfaccia di programmazione.
- Orto Botanico di Napoli, Moretti A., «Quinacrine fluorescence analysis of the chromosomes of Macrozamia», Delpinoa 23-24: 129-136 (vol. 1981-82, uscito nel 1984): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_23-24_1981-82_%5B1984%5D/Delpinoa_23-24_1981-82_%5B1984%5D_129-136.pdf — Macrozamia secunda tra le nove specie di Macrozamia coltivate in serra a Napoli nel 1984. Pubblicazione scientifica del giardino, affidabile per quella data.
- Tropicamente, discussione «Macrozamia (miquelii e le altre)»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/macrozamia-miquelii-e-le-altre/ — semi proposti da un venditore specializzato, supposizione sulla rusticità (novembre 2009, #37766). Forum italiano di coltivatori; semplice menzione, senza riscontro di coltivazione; messaggio letto l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Notes concernant la rusticité des Macrozamia» (2014): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17538 — classifica di rusticità attribuita a un vivaista australiano (#p323061). Forum francese di coltivatori, a valore indicativo.
Bibliografia
- Moore, C. (1884). [Descrizione di Macrozamia secunda.] Journal and Proceedings of the Royal Society of New South Wales 17: 120. [Descrizione originale; citazione rilevata su The World List of Cycads, testo non consultato (Biodiversity Heritage Library protetta).]
- Schuster, J. (1932). Cycadaceae. In: Engler, A. (a cura di), Das Pflanzenreich IV.1 (Heft 99). Lipsia. [Combinazione Macrozamia tridentata var. secunda; riferimento rilevato su The World List of Cycads, non consultato.]
- Johnson, L.A.S. (1959). The families of cycads and the Zamiaceae of Australia. Proceedings of the Linnean Society of New South Wales, ser. 2, 84(1): 64-117 (p. 105 per questa specie). [Lectotipificazione, distribuzione, caratteri, ibridi, questione del nome di Bentham; testo integrale consultato (PDF messo a disposizione da The World List of Cycads).]
- Hill, K.D. (1998). Cycadophyta. In: Flora of Australia 48. ABRS/CSIRO, Melbourne. [Descrizione e distribuzione; consultate nella versione online della flora.]
- Moretti, A. (1984). Quinacrine fluorescence analysis of the chromosomes of Macrozamia. Delpinoa 23-24 (1981-82): 129-136. [Elenco delle specie coltivate a Napoli; PDF consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia secunda. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41967A50525773. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T41967A50525773.en [Categoria VU; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista Rossa non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto, citata da The World List of Cycads; non consultato.]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» a comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. doi:10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Usi aborigeni; la specie non vi figura; testo letto per la pagina del genere.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]