Macrozamia fraseri è una grande cicadea endemica del sud-ovest dell’Australia Occidentale, dove cresce nelle brughiere e nelle boscaglie su sabbia profonda, da Eneabba a nord fino a Perth e a Mandurah, compresi i parchi urbani di Kings Park e di Bold Park. Questa specie del genere Macrozamia forma una corona di 30-100 foglie grigio-verdi e carenate, su un fusto sotterraneo o aereo che può raggiungere 3 m. Descritta nel 1842 dal botanico olandese Miquel, è il primo Macrozamia dell’Australia Occidentale ad aver ricevuto un nome; lo stesso Miquel la trasferì poi in Encephalartos, con il nome di Encephalartos fraseri. I Noongar ne consumavano la polpa dei semi dopo un lungo trattamento.
In sintesi: Macrozamia fraseri
- Nome accettato: Macrozamia fraseri Miq. (1842), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e da Florabase; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Encephalartos fraseri (Miq.) Miq. (1863); Species+ aggiunge nomi che The World List of Cycads attribuisce a Macrozamia riedlei (vedi Tassonomia)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «sandplain zamia» e «zamia» in inglese; «djiridji» o «jeeriji», nome noongar
- Distribuzione naturale: Australia Occidentale, sud-ovest: da Eneabba e Jurien Bay fino a Perth e Mandurah (pianura costiera dello Swan, pianure sabbiose di Geraldton, margine della foresta di jarrah)
- Stato IUCN: a minor preoccupazione (LC), valutazione pubblicata nel 2022; «non minacciato» in Australia Occidentale (Florabase)
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (tutto il genere); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun riscontro di coltivazione datato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura brughiere e boscaglie aperte su sabbia profonda; in coltivazione pieno sole e suolo sabbioso ben drenato secondo la PACSOA
- Portamento e dimensioni adulte: fusto di 0-3 m di altezza e 40-70 cm di diametro; 30-100 foglie di 1,4-2,7 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; un cono femminile fotografato nel 2009 nella collezione di un amatore italiano (vedi In Italia)
- Tossicità: semi tossici per il bestiame secondo un’analisi ufficiale del 1938 (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia fraseri?
Lo si riconosce dal portamento robusto, spesso con un fusto visibile, dalle lunghe foglie carenate con numerose foglioline, dalla corona molto lanosa e dai grossi coni. Sono i caratteri che, secondo la Flora of Australia (Hill, 1998), lo separano dalle altre due specie dell’Australia Occidentale. Le misure della flora sono queste:
- Fusto: sotterraneo o aereo, alto 0-3 m e largo 40-70 cm;
- Foglie: da 30 a 100 per corona, lunghe 137-270 cm, moderatamente carenate, grigio-verdi, da opache a un po’ lucide; picciolo di 18-55 cm;
- Foglioline: da 112 a 174 per foglia, semplici, di 18,5-34 cm per 7,5-14 mm, dello stesso colore o appena più chiare di sotto, con i margini piani e l’apice pungente; le foglioline basali sono ridotte a spine;
- Coni maschili: fusiformi, di 30-48 cm per 10-14 cm, con spine terminali di 15-90 mm;
- Coni femminili: ovoidi, di 35-45 cm per 15-17 cm;
- Semi: ovoidi, di 40-50 mm per 25-30 mm, con sarcotesta rossa.
Florabase lo descrive come una cicadea arborescente dal fusto variabile, con foglie opache fortemente carenate, foglioline da strette a medie e grandi coni larghi. La scheda dell’associazione australiana PACSOA precisa che le foglioline opposte si inseriscono sul rachide con un angolo di 90-150°, il che dà alla foglia il suo profilo a V. Secondo Macintyre e Dobson, che citano Barrett e Tay (2005), un cono femminile può contenere fino a 160 semi.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è segnalato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.
Possibili confusioni
La confusione principale riguarda Macrozamia riedlei, l’altro Macrozamia della regione di Perth. Secondo la Flora of Australia, le tre specie dell’Australia Occidentale formano un gruppo di specie affini, con piccioli quasi cilindrici che portano alcune foglioline ridotte a spine; Macrozamia fraseri si distingue per il portamento robusto, spesso arborescente, le foglie carenate, la corona densamente lanosa e i grandi coni. Florabase ne precisa l’ambiente: Macrozamia fraseri cresce nelle brughiere basse senza jarrah (Eucalyptus marginata). Il carattere più semplice da osservare sul campo è quindi la forma della foglia, a V in Macrozamia fraseri.
Con Macrozamia dyeri, della costa meridionale attorno a Esperance, la confusione è rara, perché gli areali sono lontani. La Flora of Australia attribuisce a Macrozamia dyeri foglioline più larghe (12,5-17 mm) e meno numerose (70-100), e Florabase coni «lunghi e stretti», contro quelli «grandi e larghi» di Macrozamia fraseri.
Tassonomia
Macrozamia fraseri Miq. fu pubblicato nel 1842 da Friedrich Anton Wilhelm Miquel nella sua Monographia Cycadearum (p. 37), l’opera in cui creava il genere Macrozamia. Miquel lo trasferì nel 1863 nel genere Encephalartos, con il nome di Encephalartos fraseri, oggi un sinonimo. The World List of Cycads accetta la specie e segnala un probabile olotipo a Melbourne (MEL). Appartiene alla famiglia delle Zamiaceae.
Le banche dati non concordano sui sinonimi. Species+ vi collega Macrozamia preissii, Encephalartos preissii, Macrozamia oldfieldii, Encephalartos oldfieldii, Encephalartos douglasii e Zamia cycadifolia, mentre The World List of Cycads colloca Macrozamia preissii, Encephalartos preissii e Macrozamia oldfieldii nella sinonimia di Macrozamia riedlei. Seguiamo qui The World List of Cycads, lista di riferimento degli specialisti. Per il lettore questo significa che una vecchia pianta etichettata «Macrozamia preissii» può corrispondere all’una o all’altra specie.
Secondo Macintyre e Dobson, Barrett e Tay (2005, 2016) hanno confermato che la cicadea di Kings Park e di Bold Park è Macrozamia fraseri.
Etimologia e storia
L’epiteto onora un certo Fraser, ma la sua identità è discussa. The World List of Cycads, secondo Haynes (2022), la Flora of Australia online e un dizionario dei nomi di piante dell’Australia Occidentale (Sharr, 1996, citato dall’associazione degli amici di Queens Park) indicano Charles Fitzgerald Fraser (1883-1951), agrimensore e allevatore dell’Australia Occidentale, raccoglitore dell’esemplare tipo. È impossibile: il nome risale al 1842, quarant’anni prima della sua nascita. The World List of Cycads lo presenta del resto anche come «primo direttore del giardino botanico di Sydney», incarico ricoperto da un altro Charles Fraser. Per Macintyre e Dobson, Miquel onorava Charles Fraser (1788-1831), botanico coloniale del Nuovo Galles del Sud, che nel 1827 accompagnò il capitano James Stirling nella spedizione sul fiume Swan, incaricata di valutare la regione in vista di una colonia. Questa spiegazione è coerente con la data, ma non abbiamo potuto leggere la descrizione di Miquel per confermarla.
Il nome del genere, Macrozamia, unisce il greco makros, «grande», al nome del genere Zamia.
Tra i campioni di riferimento della Flora of Australia figurano raccolte di Ken Hill a Melaleuca Park, a nord di Gingin, al guado del fiume Hill e a Coomalloo Creek.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. In inglese Florabase riporta «sandplain zamia», cioè «zamia delle pianure sabbiose», e la Flora of Australia «zamia», nome generico dei Macrozamia in Australia Occidentale. Il nome noongar è trascritto «djiridji» dalla Flora of Australia e «jeeriji» dall’associazione degli amici di Queens Park, a Perth. I primi coloni annotarono anche il nome noongar del frutto, cioè del seme con la sua polpa: «by-yu» in Grey (1840), «baio» in Moore (1835), «bayoo» in Bunbury (1836), secondo Macintyre e Dobson; questi nomi indicano in generale il frutto dei Macrozamia della regione.
In natura
Macrozamia fraseri è localmente abbondante, ma distribuito in modo irregolare. Secondo la Flora of Australia, va da Eneabba, a nord, fino a Perth, in boscaglie e brughiere, per lo più su sabbia profonda; Barrett e Tay, citati da Macintyre e Dobson, lo indicano da Jurien Bay a Mandurah. Florabase lo colloca in tre regioni biogeografiche (pianure sabbiose di Geraldton, pianura costiera dello Swan e foresta di jarrah) e in diciannove comuni, da Irwin a nord fino a Harvey a sud, e verso l’interno fino a York e Brookton.
La PACSOA descrive un clima strettamente mediterraneo, con 650-750 mm di pioggia concentrati nei mesi invernali. La pianta è comune nei boschi di Kings Park e di Bold Park, a Perth. Un membro del forum francese Fous de palmiers ha pubblicato nel marzo 2016 foto di numerosi esemplari in un parco regionale del sud-ovest dell’Australia, accanto a Xanthorrhoea.
La specie resiste agli incendi: Macintyre e Dobson mostrano piante e coni maschili dopo un incendio estivo a Toodyay, nel 2010. Secondo l’associazione degli amici di Queens Park, gli emù ne mangiano i semi e li disperdono. Macintyre e Dobson notavano nel 2009 che i coni femminili a Bold Park erano molto meno numerosi dell’anno precedente, senza conoscerne la causa.
Stato di conservazione e normativa
Macrozamia fraseri non è minacciato: la Lista Rossa della IUCN lo classifica a minor preoccupazione (LC), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, così come la riporta The World List of Cycads (Lista Rossa non consultata direttamente), e Florabase lo indica come «non minacciato» in Australia Occidentale (dati fermi all’ottobre 2025).
Come tutte le cicadee del genere, è iscritto all’appendice II della CITES e, nell’Unione europea, e quindi in Italia, all’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 sul commercio delle specie selvatiche (Species+, consultato il 2 ottobre 2026). Il commercio internazionale di piante e semi richiede permessi. La specie circola talvolta in Europa: nel 2014 un venditore belga proponeva sul forum Fous de palmiers giovani piante con foglie di 50 cm. Acquistate soltanto piante coltivate, accompagnate dai loro documenti, e verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o importazione.
Coltivazione
Macrozamia fraseri si coltiva in pieno sole, in suolo sabbioso ben drenato, con annaffiature concentrate soprattutto nella stagione fresca, come nel suo clima d’origine. La PACSOA lo dice molto poco coltivato e dà gli unici consigli trovati:
- Esposizione: pieno sole, di preferenza;
- Suolo: sabbioso, fresco ma ben drenato;
- Acqua: la pianta viene da un clima mediterraneo con piogge invernali (650-750 mm); in coltivazione questo suggerisce di annaffiare soprattutto nella stagione fresca e di moderare in estate, senza lasciare che la zolla si secchi del tutto;
- Freddo: la PACSOA lo giudica «abbastanza tollerante al freddo», senza indicare valori;
- Spazio: con foglie di 1,4-2,7 m e un fusto che può superare 50 cm di diametro, è una pianta da grande giardino o da grande contenitore.
Non è stato trovato alcun dato sulla crescita. Questo regime di annaffiatura, modellato su un clima con estate secca, è una deduzione dal clima d’origine, non un risultato di coltivazione pubblicato.
In Italia
Negli orti botanici. Nessuna presenza di Macrozamia fraseri è documentata negli orti botanici italiani: la specie non figura tra le nove specie di Macrozamia coltivate in serra all’Orto Botanico di Napoli secondo un articolo della rivista del giardino, Delpinoa, uscito nel 1984, né negli altri elenchi pubblicati consultati nell’ottobre 2026.
Riscontri di coltivazione. Sul forum italiano Tropicamente, riletto nell’ottobre 2026, la specie compare una sola volta: nell’ottobre 2009 un collezionista italiano di cicadee, di cui non è indicata la località, pubblica tra le «emozioni» della sua estate la foto di un cono femminile del suo Macrozamia fraseri. Non precisa né se la pianta sia in vaso o in piena terra, né come sverni; l’identificazione è quella del coltivatore e non ha potuto essere verificata. Il riscontro mostra soltanto che la specie è arrivata in collezioni private italiane e vi ha prodotto coni. Non esiste alcun dato di freddo per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico, la Sicilia o la Sardegna.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme. Poiché le piante sono maschili o femminili, servono entrambi i sessi e, in coltivazione, un’impollinazione manuale per ottenere semi fertili. I semi maturano verso marzo, nell’autunno australe: è il periodo in cui le donne noongar li raccoglievano, secondo Grey (1841). Non è stato trovato alcun dato di germinazione proprio della specie, e nessuna fonte segnala polloni.
Malattie e parassiti
Nelle fonti affidabili non è documentato alcun problema proprio della specie. Per i Macrozamia coltivati in Europa, i forum citano soprattutto le cocciniglie e il marciume in suolo freddo e bagnato (vedi la pagina del genere).
Rusticità
Per Macrozamia fraseri non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione datato con temperature, né in Italia né altrove.
In Italia e nel sud della Francia
In Italia l’unico riscontro trovato, un cono femminile fotografato nel 2009, non dice nulla sulla resistenza al freddo (vedi In Italia). Il clima del sud-est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Linguadoca, Corsica) è vicino a quello di molte regioni italiane, come le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano; ma anche in Francia non è stata trovata alcuna coltivazione in piena terra né alcun episodio di freddo che riguardi la specie. I messaggi del forum Fous de palmiers che la citano sono foto scattate in Australia, un’offerta di vendita e domande rimaste senza risposta.
Riferimenti internazionali
La PACSOA lo dice «abbastanza tollerante al freddo», senza valori né osservazioni datate. Non è stato trovato nessun altro risultato di coltivazione. Qualsiasi valore di rusticità sarebbe una stima: preferiamo non darne. In mancanza di dati, la coltivazione in un grande vaso, ricoverato al riparo dal gelo, resta la scelta prudente nelle regioni dove l’inverno è freddo.
Tossicità e precauzioni
Sì, i semi di Macrozamia fraseri sono tossici. Secondo Macintyre e Dobson, il laboratorio di chimica del servizio minerario dell’Australia Occidentale analizzò nel 1938 i semi e la polpa della «zamia» locale, Macrozamia fraseri: concluse che i semi provocano nei bovini un’irritazione gastrointestinale, che soltanto i semi (la mandorla) erano tossici, e che la polpa conteneva il 14 % di un olio arancione.
La questione della polpa resta discussa: secondo Ladd et al. (1993), citati da Asmussen (2011), la polpa di Macrozamia riedlei, specie affine, contiene al contrario molta macrozamina. Macintyre e Dobson riferiscono che ratti nutriti con polpa cruda di Macrozamia fraseri non hanno mostrato alcun disturbo, ma si tratta di una prova amatoriale, non pubblicata in una rivista scientifica.
Nei Macrozamia la macrozamina dei semi libera nell’intestino una tossina del fegato, e le foglie giovani provocano nei bovini una paralisi irreversibile del treno posteriore (vedi la pagina del genere). Non mangiate mai semi di cicadee, usate guanti per maneggiarli, teneteli fuori dalla portata di bambini, cani e bestiame e, in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
I Noongar della regione di Perth consumavano la polpa dei semi dei Macrozamia, dopo un trattamento descritto fin dagli anni 1830 dai coloni. George Grey (1841), citato da Macintyre e Dobson, racconta che le donne raccoglievano i semi in marzo, li lasciavano a bagno per diversi giorni in una pozza poco profonda, poi li seppellivano in buche scavate nel suolo sabbioso, chiamate «mor-dak», profonde quanto la lunghezza di un braccio e foderate di giunchi. Altri testimoni, come Bunbury (1836) e Drummond, parlano di un interramento di circa una luna. Secondo Drummond (1842), la mandorla, liberata dalla polpa rossa, non veniva mangiata.
Dal 2008 al 2010 Ken Macintyre e Barb Dobson hanno riprodotto questi metodi con semi di Macrozamia fraseri raccolti a Bold Park, con l’autorizzazione dell’autorità dei parchi, e a Toodyay. Dopo l’ammollo o l’interramento la polpa diventava molle, oleosa e facile da staccare. Ne concludono che il trattamento serviva soprattutto a migliorare il gusto, la digeribilità e la conservazione della polpa, più che a disintossicarla, il che contraddice l’interpretazione di Grey e i dati di Ladd et al. (1993) su Macrozamia riedlei. Questa conclusione non è stata pubblicata in una rivista con revisione paritaria. La stagione di consumo, aprile e maggio, corrispondeva alla stagione noongar che Moore chiamava «geran».
Questi saperi non sono ricette: una preparazione incompleta può provocare un’intossicazione grave.
Domande frequenti
Come distinguerlo da Macrozamia riedlei?
Dalla foglia e dal portamento. Macrozamia fraseri ha foglie carenate, a V, una corona molto lanosa, grandi coni e spesso un fusto aereo; cresce nelle brughiere su sabbia, senza jarrah.
È la cicadea di Kings Park, a Perth?
Sì. Secondo Barrett e Tay, citati da Macintyre e Dobson, la cicadea comune nei boschi di Kings Park e di Bold Park è Macrozamia fraseri.
Chi era Fraser?
Probabilmente Charles Fraser (1788-1831), botanico coloniale del Nuovo Galles del Sud, giunto sul fiume Swan nel 1827. Diverse banche dati citano un altro Fraser, nato nel 1883, il che è impossibile per un nome pubblicato nel 1842.
I suoi semi sono commestibili?
No, non mangiateli mai. I Noongar consumavano la polpa dei semi dopo settimane di ammollo e di interramento, ma i semi sono tossici e una preparazione incompleta è pericolosa.
Sopporta il freddo?
Non si sa con precisione. La PACSOA lo dice abbastanza tollerante al freddo, ma nessun coltivatore ha pubblicato risultati in cifre.
Va annaffiato d’estate?
Con moderazione. Viene da un clima con estate secca e piogge invernali; nessun risultato di coltivazione fissa un ritmo di annaffiatura per questa specie.
Si trova in Italia?
Raramente. Nessun orto botanico italiano lo elenca nelle fonti pubblicate consultate, ma un collezionista italiano ne ha mostrato un cono femminile nel 2009 sul forum Tropicamente: la specie esiste quindi in qualche collezione privata.
È minacciato?
No. La IUCN lo classifica a minor preoccupazione (2022) e l’Australia Occidentale lo considera non minacciato. Resta tutelato dalla CITES (appendice II).
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia fraseri: https://cycadlist.org/scientific_name/391 — autore, protologo, tipo, sinonimo, distribuzione, stato IUCN 2022; etimologia errata (vedi la pagina). Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia fraseri: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20fraseri — descrizione, nota tassonomica, distribuzione, habitat, nomi comuni, campioni di riferimento (testo di K.D. Hill, dal volume 48 del 1998); stesso errore di etimologia. Flora nazionale, affidabile per la descrizione; consultata direttamente.
- Florabase (Western Australian Herbarium), Macrozamia fraseri: https://florabase.dbca.wa.gov.au/browse/profile/18119 — nome inglese, stato «non minacciato», breve descrizione, regioni biogeografiche, comuni. Flora ufficiale dell’Australia Occidentale (dati fermi al 1° ottobre 2025); consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- PACSOA Wiki, Macrozamia fraseri: https://www.pacsoa.org.au/wiki/index.php/Macrozamia_fraseri — distribuzione, descrizione, angolo delle foglioline, coltivazione, clima (foto di P.I. Forster). Associazione specializzata; scheda breve, consultata direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia fraseri: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/28807/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea, sinonimi. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- EUR-Lex, regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R0338 — quadro giuridico dell’allegato B nell’Unione europea. Testo ufficiale.
- Anthropology from the Shed (K. Macintyre e B. Dobson), «Macrozamia: the fermented oil fruit of southwestern Australia»: https://anthropologyfromtheshed.com/macrozamia-the-fermented-oil-fruit-of-southwestern-australia — testimonianze storiche sulla preparazione dei semi, esperimenti 2008-2010 con Macrozamia fraseri, analisi del 1938, etimologia, Kings Park e Bold Park. Sito di ricercatori indipendenti, serio e documentato ma non pubblicato in una rivista con revisione paritaria; consultato direttamente.
- Friends of Queens Park Bushland, Macrozamia fraseri: https://www.friendsofqueensparkbushland.org.au/wildlife/macrozamia-fraseri/ — nome noongar «jeeriji», dispersione da parte degli emù, etimologia secondo Sharr (1996). Associazione locale; fonte secondaria, consultata direttamente.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «Macrozamia Fraseri dans la nature…», «[AUS] Yellagonga Regional Park» e «Cycadales : le coin des bons plans et espèces rares»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=20722, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=20721 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=15119 — foto di piante in natura (marzo 2016, #p396548, #p396560), offerta di vendita in Europa (2014, #p323090). Forum francese di coltivatori, a valore indicativo; messaggi letti.
- Tropicamente, discussione «Le foglie nuove delle Cycadacee»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/ — foto di un cono femminile di Macrozamia fraseri in una collezione privata italiana (ottobre 2009, #post-40909). Forum italiano di coltivatori, a valore indicativo; discussione letta l’11 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Napoli, Moretti A., «Quinacrine fluorescence analysis of the chromosomes of Macrozamia», Delpinoa 23-24: 129-136 (vol. 1981-82, uscito nel 1984): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_23-24_1981-82_%5B1984%5D/Delpinoa_23-24_1981-82_%5B1984%5D_129-136.pdf — elenco delle nove specie di Macrozamia coltivate in serra a Napoli nel 1984, senza Macrozamia fraseri. Pubblicazione scientifica del giardino, affidabile per quella data.
Bibliografia
- Miquel, F.A.W. (1842). Monographia Cycadearum. Utrecht. p. 37. [Protologo; riferimento rilevato su The World List of Cycads, testo non consultato (biblioteca online protetta).]
- Hill, K.D. (1998). Zamiaceae. In: Flora of Australia 48. ABRS/CSIRO, Melbourne. [Descrizione, nota tassonomica e distribuzione; consultate nella versione online della flora.]
- Barrett, R.L. & Tay, E.P. (2005; 2ª ed. 2016). Perth Plants. Perth. [Distribuzione e presenza a Kings Park e Bold Park; citato da Macintyre e Dobson (p. 28 dell’edizione del 2005), non consultato.]
- Grey, G. (1841). Journals of two expeditions of discovery in north-west and western Australia, vol. 2, p. 296. Londra. [Raccolta, ammollo e interramento dei semi; citato da Macintyre e Dobson, non consultato.]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» a comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. doi:10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Sintesi etnobotanica; testo integrale consultato per la pagina del genere.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia fraseri. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42005A48778957. [Categoria LC; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, Lista Rossa non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia adottata da The World List of Cycads, cronologicamente impossibile; non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]