Macrozamia cranei è una piccola cicadea del Queensland sud-orientale, in Australia, che cresce soltanto in un territorio accidentato vicino a Texas, sui Darling Downs, non lontano dal confine con il Nuovo Galles del Sud, in foresta rada o in boscaglia secca, spesso vicino ad affioramenti calcarei. Descritta nel 1994, questa specie del genere Macrozamia porta su un unico fusto sotterraneo poche foglie erette, fortemente attorcigliate a spirale, con foglioline verde scuro e lucide sopra, glauche sotto. È classificata in pericolo in Australia e nella Lista Rossa della IUCN.
In sintesi: Macrozamia cranei
- Nome accettato: Macrozamia cranei D.L.Jones & P.I.Forst. (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno; prima della descrizione, nome provvisorio Macrozamia sp. (Texas R. Crane 741)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «Crane’s Macrozamia» in inglese (Flora of Australia, WildNet)
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland sud-orientale: dintorni di Texas (Darling Downs), tra Limevale e Stanthorpe e fino al confine con il Nuovo Galles del Sud, tra 400 e 650 m di quota
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criterio C1), valutazione pubblicata nel 2022; in pericolo anche nel Queensland e a livello federale australiano (legge EPBC)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun riscontro di coltivazione (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura creste ripide con suolo scheletrico o alluvioni di corsi d’acqua temporanei, vicino ad affioramenti calcarei, in foresta rada o boscaglia secca; in coltivazione non documentati
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo non ramificato di 10-25 cm di diametro; da 1 a 5 foglie di 70-90 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; rischio documentato per il genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia cranei?
Si riconosce dal fusto sotterraneo sempre unico, dalle poche foglie erette il cui rachide è attorcigliato da tre a sei volte e dalle foglioline strette, verde scuro e lucide sopra ma di un grigio glauco, come incipriate, sotto. La descrizione originale di David Jones e Paul Forster (1994) riporta:
- Fusto: sotterraneo, più o meno ovoide, di 10-25 cm di diametro, non ramificato
- Foglie: da 1 a 5, erette, lunghe 70-90 cm, verde scuro e lucide; le foglie giovani sono sericee sul rachide e molto pruinose sulle foglioline; base allargata coperta da una lanugine da fulva a grigio-bruna; picciolo di 15-31 cm; rachide attorcigliato 3-6 volte
- Foglioline: 100-150 per foglia, lineari, di 7-30 cm × 2-7 mm, verde scuro e lucide sopra, opache e glauche sotto, leggermente incavate, spesso ricadenti all’apice, terminate da una piccola punta gialla; base verdastra poco visibile; le foglioline inferiori non sono ridotte a spine
- Coni maschili: più o meno cilindrici, di 8-22 cm × 2,5-5,5 cm; le squame apicali portano una spina rigida lunga fino a 1 cm
- Coni femminili: ovoidi, eretti, verdi, di 8-13 cm × 4,5-5,5 cm
- Semi: ovoidi, di 2-2,5 cm × 1,8-2,2 cm, con polpa da arancione a rossa
La Flora of Australia indica un fusto di 7-12 cm di diametro, foglie grigio-verdi lucide sopra e coni femminili lunghi fino a 14 cm.
Ibridi
Le fonti consultate non segnalano alcun ibrido.
Possibili confusioni
Jones e Forster (1994) lo collegano al complesso di Macrozamia plurinervia, specie del nord del Nuovo Galles del Sud da cui si distingue per il fusto non ramificato, le foglioline verde scuro e lucide sopra e molto glauche sotto, e i coni e i semi molto più piccoli, con coni non glauchi. La specie più vicina è Macrozamia occidua, del vicinissimo settore di Sundown: nella chiave degli stessi autori, Macrozamia cranei ha foglie più lunghe (70-90 cm contro 40-75 cm), foglioline lucide sopra e coni verdi, mai glauchi. Somiglia anche alle altre piccole specie dei Darling Downs, come Macrozamia conferta, che ha foglioline verde vivo, lucide su entrambe le facce e molto fitte. La provenienza aiuta molto nell’identificazione, perché ogni specie occupa un proprio settore.
Tassonomia
Macrozamia cranei D.L.Jones & P.I.Forst. è stato pubblicato nel 1994 sulla rivista Austrobaileya (vol. 4, n. 2, pp. 273-275), insieme ad altre sei nuove specie della sezione Parazamia del Queensland sud-orientale: piante piccole, con fusto sotterraneo, senza foglioline inferiori ridotte a spine e senza canali mucillaginosi nelle foglioline. The World List of Cycads accetta la specie, senza sinonimi, e non utilizza le sezioni.
Melinda Laidlaw e Paul Forster (2012) ricordano che le cinque specie di questo gruppo dei Darling Downs (Macrozamia cranei, Macrozamia conferta, Macrozamia machinii, Macrozamia occidua e Macrozamia viridis) potrebbero anche essere considerate metapopolazioni di un’unica specie variabile, probabilmente di origine recente; restano comunque riconosciute come specie distinte.
Il tipo fu raccolto il 25 settembre 1992 vicino a Texas da Paul Forster, Peter Machin e Ralph Crane (pianta maschile); l’olotipo è a Brisbane, un isotipo a Canberra.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Ralph Crane, che segnalò la pianta ai botanici. Jones e Forster (1994) lo presentano come un artigiano edile e un orchidologo dilettante, autore di oltre 700 esemplari di orchidee depositati negli erbari di Brisbane e di Canberra. The World List of Cycads, sulla base di Haynes (2022), ne precisa il nome, Cyril «Ralph» Crane (1939-1999), e la città, Stanthorpe. Secondo la descrizione originale, la specie fu scoperta da Ralph Crane nel maggio 1992. Il nome del genere, Macrozamia, unisce il greco makros, «grande», al nome del genere Zamia.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. La Flora of Australia e WildNet riportano il nome inglese «Crane’s Macrozamia», formato sull’epiteto.
In natura
La specie occupa una piccola regione accidentata vicino a Texas, sui Darling Downs (Jones e Forster, 1994); WildNet, la banca dati del governo del Queensland, la indica tra Limevale e Stanthorpe e fin quasi al confine con il Nuovo Galles del Sud. Cresce tra 400 e 650 m di quota, in piccole colonie, sia su creste ripide dal suolo scheletrico, tra rocce di granito e di calcare, sia sulle alluvioni di corsi d’acqua temporanei. La vegetazione è una foresta rada di eucalipti o una boscaglia secca semisempreverde frammentata. Lo scarso combustibile fa sì che il suo habitat bruci di rado (WildNet).
I coni maturano da ottobre a febbraio e i semi in febbraio e marzo. L’impollinazione incrociata è affidata a coleotteri, in un rapporto di dipendenza obbligata; nelle specie di questo gruppo si tratta di curculionidi del genere Tranes, attirati da coni che producono calore (Laidlaw e Forster, 2012).
Stato di conservazione e normativa
Macrozamia cranei è classificato in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio C1 (piccola popolazione in declino), in base alla valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, come la riporta The World List of Cycads (Lista Rossa non consultata direttamente). È classificato in pericolo anche nel Queensland e ai sensi della legge federale australiana sulla protezione dell’ambiente (EPBC). La Flora of Australia fa risalire l’iscrizione federale al 16 luglio 2000, mentre WildNet data l’iscrizione attuale al 18 novembre 2022; non abbiamo potuto verificarne la storia nella banca dati federale. La specie rientra nel piano nazionale di recupero delle cicadee preparato nel 2007 dall’erbario del Queensland.
Nel 1994 le popolazioni note si trovavano su terreni privati. Nel 2012 Laidlaw e Forster scrivevano che nessuna popolazione nota era protetta in una riserva: circa l’8 % del suo habitat potenziale si trovava in un parco nazionale o in foreste demaniali, quota che scenderebbe sotto il 5 % verso la metà del secolo con il riscaldamento climatico. Il loro modello prevede anche che l’habitat favorevole si restringa verso la parte centrale dell’attuale fascia altitudinale, in modo particolarmente marcato per questa specie.
Come tutte le cicadee del genere, rientra nell’appendice II della CITES e, nell’Unione europea, quindi anche in Italia, nell’allegato B (Species+, consultato il 2 ottobre 2026). Acquistate soltanto piante coltivate, con i relativi documenti, e verificate la normativa in vigore.
Coltivazione
Nessuna fonte consultata descrive la coltivazione di Macrozamia cranei, né in Australia né in Europa; nessun coltivatore ne parla sui forum francesi o sul forum italiano Tropicamente, e nessun orto botanico italiano ne segnala la presenza nelle fonti esaminate. L’ambiente naturale suggerisce un suolo molto drenante e sassoso, forse calcareo, e un’esposizione luminosa; sono soltanto ipotesi. È una pianta piccola, adatta alla coltivazione in vaso.
Moltiplicazione
Si moltiplica per seme. Poiché le piante sono maschili o femminili, servono entrambi i sessi e, in coltivazione, un’impollinazione manuale per ottenere semi fertili. Il fusto non si ramifica e la specie non produce polloni. Non è stato trovato alcun dato di germinazione proprio della specie.
Malattie e parassiti
Nessun problema proprio della specie è documentato. Per i Macrozamia coltivati in Europa, i forum citano soprattutto le cocciniglie e il marciume in un terreno freddo e bagnato (vedi la pagina del genere).
Rusticità
Per Macrozamia cranei non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione, né in Italia, né in Francia, né altrove. La ricerca del suo nome sul forum francese Fous de palmiers e sul forum italiano Tropicamente non dà alcun risultato, e la specie non figura nella classificazione di rusticità dei Macrozamia diffusa nel 2014 sul forum Fous de palmiers.
In Italia e nel sud della Francia
Non esiste alcun dato, in nessuna regione italiana né nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun risultato di coltivazione. La regione dei Darling Downs ha una temperatura media annua di 11,9-18,4 °C (Laidlaw e Forster, 2012), ma non abbiamo trovato dati pubblicati sulle gelate nelle stazioni della specie. Qualsiasi valore di rusticità sarebbe una stima: preferiamo non indicarne.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato di tossicità proprio di Macrozamia cranei, ma il rischio è documentato per il genere: nei Macrozamia, il consumo delle foglie provoca nei bovini una paralisi irreversibile del treno posteriore, e i semi contengono macrozamina, che nell’intestino libera una tossina per il fegato (vedi la pagina del genere). Considerate la pianta tossica, usate i guanti per maneggiare i semi, teneteli fuori dalla portata di bambini, cani e bestiame e, in caso di ingestione, rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è stato trovato alcun uso proprio di questa specie. Altri Macrozamia fornivano ai popoli aborigeni semi commestibili dopo lunghi trattamenti (vedi la pagina del genere).
Domande frequenti
Chi era Crane?
Ralph Crane, di Stanthorpe, artigiano edile e orchidologo dilettante. Segnalò la pianta ai botanici nel 1992, e David Jones e Paul Forster gliela dedicarono nel 1994.
È minacciato?
Sì, è in pericolo. La IUCN (2022), il Queensland e la legge federale australiana lo classificano in pericolo; nel 2012 nessuna delle sue popolazioni note era protetta in una riserva.
Come distinguerlo da Macrozamia occidua?
Dalle foglie e dai coni. Macrozamia cranei ha foglie più lunghe, di 70-90 cm, foglioline più lunghe e lucide sopra e coni verdi, mai glauchi.
Produce polloni?
No. Il suo fusto sotterraneo resta unico, a differenza di Macrozamia plurinervia e di diverse specie vicine che formano cespi.
Il riscaldamento climatico lo minaccia?
Sì, secondo i modelli. Laidlaw e Forster (2012) prevedono una forte riduzione del suo habitat favorevole e della parte di questo habitat che ricade in aree protette.
Si può coltivare in Italia?
Non si sa. Non è stato pubblicato alcun riscontro di coltivazione; la coltivazione in vaso, con un riparo dal gelo in inverno, resta la sola scelta prudente per una pianta così rara.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia cranei: https://cycadlist.org/scientific_name/380 — autore, protologo, tipo, distribuzione, stato e criterio IUCN del 2022, etimologia. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia cranei: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20cranei — descrizione, nome inglese, habitat, ecologia, statuti, piano di recupero (testo basato sul volume 48 del 1998, aggiornato). Flora nazionale, affidabile; consultata direttamente.
- WildNet (governo del Queensland), Macrozamia cranei: https://apps.des.qld.gov.au/species-search/details/?id=6478 — descrizione, habitat, distribuzione, incendi, statuti nel Queensland e a livello federale, nome inglese. Banca dati ufficiale; dati letti tramite il servizio dati della banca dati il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia cranei: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/21910/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
Bibliografia
- Jones, D.L. & Forster, P.I. (1994). Seven new species of Macrozamia section Parazamia (Miq.) Miq. (Zamiaceae section Parazamia) from Queensland. Austrobaileya 4(2): 269-288. [Protologo: diagnosi, descrizione, tipo, habitat, fenologia, affinità, statuto, etimologia, chiave; testo integrale consultato (PDF diffuso da The World List of Cycads).]
- Laidlaw, M.J. & Forster, P.I. (2012). Climate predictions accelerate decline for threatened Macrozamia cycads from Queensland, Australia. Biology 1(3): 880-894. doi:10.3390/biology1030880 [Statuti, protezione, effetti previsti del riscaldamento; testo integrale consultato.]
- Queensland Herbarium (2007). National Multi-species Recovery Plan for the cycads, Cycas megacarpa, Cycas ophiolitica, Macrozamia cranei, Macrozamia lomandroides, Macrozamia pauli-guilielmi and Macrozamia platyrhachis. Department of the Environment and Water Resources, Canberra. [Piano di recupero; documento non scaricabile dal nostro accesso, citato secondo la Flora of Australia.]
- Hill, K.D. (1998). Zamiaceae. In: Flora of Australia 48. ABRS/CSIRO, Melbourne. [Descrizione; consultata nella versione online della flora.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia cranei. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41961A48716125. [Categoria EN C1; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Nome completo e date di Ralph Crane, citati da The World List of Cycads; non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]