Ceratozamia reesii

Ceratozamia reesii è una cicadea del San Luis Potosí sud-orientale, in Messico, nota nei dintorni di Xilitla, nella Sierra Madre Orientale, dove cresce sulle rocce tra 580 e 1.300 m di quota. Descritta nel 2022, questa specie del genere Ceratozamia corrisponde a popolazioni attribuite dagli anni Ottanta a Ceratozamia latifolia: piante coltivate con quel nome possono quindi essere in realtà Ceratozamia reesii. Le foglie giovani sono verde chiaro e il cono femminile diventa bruno a maturità. Porta il nome del botanico americano John David Rees e non è ancora stata valutata dalla IUCN.

L’essenziale su Ceratozamia reesii

  • Nome accettato: Ceratozamia reesii Vovides, Pérez-Farr. & Gut.Ortega (2022), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni identificate a lungo come Ceratozamia latifolia
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Messico, San Luis Potosí (comune di Xilitla), da 580 a 1.300 m secondo le raccolte pubblicate
  • Stato IUCN: non valutata
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: pianta rupicola; habitat dettagliato non consultato; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto corto, da 12 a 33 cm, non ramificato; da 4 a 12 foglie lunghe da 0,7 a 2 m
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia reesii?

Secondo la descrizione originale (Vovides e collaboratori, 2022), Ceratozamia reesii si riconosce da quattro caratteri: da 4 a 12 foglie verde chiaro quando spuntano, un picciolo armato di aculei sottili, da 11 a 23 paia di foglioline coriacee, da ellittiche a lanceolate o oblanceolate, e un cono femminile solitario, eretto, bruno a maturità, portato da un peduncolo di 4,2-6 cm. Descrizione secondo il trattamento pubblicato dalla banca dati Plazi:

  • Fusto: rupicolo, non ramificato, corto, cilindrico, eretto, alto da 12 a 33 cm e largo da 10,5 a 17 cm, coperto dalle basi delle foglie vecchie;
  • Foglie: da 4 a 12 per corona, in una corona semiaperta, erette, lunghe da 69,5 a 201 cm e larghe da 40 a 71 cm; verde chiaro quando spuntano, poi verde oliva. Il picciolo, lungo da 34 a 68 cm, porta aculei sottili; il rachide, verde, lungo da 34,5 a 138 cm, porta aculei sparsi;
  • Foglioline: da 11 a 23 paia, da lineari a oblanceolate, coriacee, un po’ falciformi verso l’apice, con la punta da acuta ad affilata e asimmetrica; articolazione gialla sopra; da 28 a 37 nervature poco visibili. Quelle mediane misurano da 19,8 a 35,5 cm per 1,5-5,1 cm e sono distanziate da 1,2 a 7,2 cm;
  • Coni maschili: solitari, conici, eretti, bruno chiari a maturità, da 33 a 35 cm per 4,8-5 cm; peduncolo bruno chiaro, molto peloso, di 14-15 cm;
  • Coni femminili: solitari, cilindrici, eretti, di 16 cm per 6,5-8 cm, con la punta corta, coperti di una peluria bruna a maturità; peduncolo bruno di 4,2-6 cm;
  • Semi: ovoidali, lunghi circa 2-2,3 cm, con la polpa color crema prima della maturità, beige a maturità (la diagnosi arriva a 2,8 cm).

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

La confusione principale è storica: dagli anni Ottanta le popolazioni di Xilitla sono state prese per Ceratozamia latifolia. La chiave del complesso latifolia pubblicata con la descrizione permette di separarle dalle specie vicine:

  • Ceratozamia latifolia, del San Luis Potosí (Ciudad del Maíz, Rayón, Tamasopo): foglie giovani bruno rossastre, foglioline papiracee, picciolo senza aculei o quasi; fusto molto corto, da 2 a 6 foglie, cono femminile più piccolo (8-13,5 cm) con peduncolo più lungo (6,5-10 cm);
  • Ceratozamia huastecorum, del Veracruz settentrionale: anch’essa con foglie giovani verde chiaro e foglioline oblanceolate, ma cono femminile verde oliva a maturità;
  • Ceratozamia morettii, del Veracruz: foglie giovani verde chiaro, ma foglioline oblunghe;
  • Ceratozamia chamberlainii e Ceratozamia fuscoviridis, vicine più a sud: foglie giovani brune o rossastre; gli autori hanno verificato che le piante di Xilitla non corrispondono nemmeno a queste due specie.

Tassonomia

Ceratozamia reesii è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta nel 2022 sulla rivista Phytotaxa (575(3): 224-252, nome pubblicato a pagina 241), in un articolo di Andrew Vovides, Miguel Ángel Pérez-Farrera, María Magdalena Salinas-Rodríguez, Sonia Galicia, Pedro Díaz-Jiménez, Michael Calonje e José Said Gutiérrez-Ortega. L’articolo completo è a pagamento; questa scheda si basa sul riassunto e sul trattamento tassonomico e la chiave pubblicati dalla banca dati Plazi.

Sbrogliare Ceratozamia latifolia

Il riassunto dell’articolo ricostruisce l’origine del problema. Ceratozamia latifolia fu descritta da Miquel nel 1847 sulla base di una giovane pianta di origine ignota, coltivata nell’orto botanico di Amsterdam e arrivata dal Belgio, senza esemplare tipo né illustrazione. Il nome è rimasto a lungo dubbio, applicato per lo più a una pianta probabilmente del Veracruz. Nel 1986 la designazione di un neotipo lo ha legato a una popolazione del San Luis Potosí che apparteneva a Ceratozamia microstrobila, descritta poco prima: questo nome è quindi caduto in sinonimia. Ma la designazione, fatta in un articolo di nomenclatura, non era accompagnata da alcuna descrizione. Tassonomi e orticoltori hanno allora chiamato latifolia piante di diverse popolazioni del San Luis Potosí, in realtà molto diverse tra loro.

Gli autori hanno confrontato la morfologia e l’anatomia delle piante selvatiche di Ceratozamia latifolia e di quelle di Xilitla, considerate latifolia dagli anni Ottanta. Differiscono per numerosi caratteri delle foglie e dei coni, e non corrispondono nemmeno a Ceratozamia chamberlainii né a Ceratozamia fuscoviridis: da qui la descrizione di una specie nuova.

Il tipo

L’olotipo è una pianta femminile raccolta il 31 luglio 2021 sul sentiero di San Pedro Huiztquilico, a Xilitla, verso 790 m, da Pérez-Farrera, P. Díaz e M.M. Salinas (n. 4017). È conservato nell’erbario Eizi Matuda (HEM), a Tuxtla Gutiérrez, con un isotipo nell’erbario XAL di Xalapa.

Etimologia e storia

L’epiteto onora la memoria di John David Rees (1932-2021), botanico americano, mentore dell’autore principale nello studio delle cicadee. Secondo la descrizione, i suoi consigli e la sua conoscenza delle cicadee messicane sono stati preziosi per la creazione della collezione nazionale messicana di cicadee dell’orto botanico Francisco Javier Clavijero dell’INECOL, a Xalapa (Veracruz).

La specie è coltivata in questo giardino: la descrizione cita una pianta della collezione (accessione 2001-110A), proveniente da una raccolta di S. Avendaño sul Cerro del Muerto, a Xilitla. Uno degli esemplari studiati viene da Las Pozas, il giardino di sculture di Edward James a Xilitla, a 665 m.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per la specie, né in italiano né in un’altra lingua.

In natura

Ceratozamia reesii è nota soltanto nel comune di Xilitla, nel San Luis Potosí (The World List of Cycads). È una pianta rupicola. Le raccolte pubblicate vanno da 580 m (El Cañón) a 1.300 m (Cerro de la Silleta), passando per Las Pozas (665 m) e il sentiero di San Pedro Huiztquilico (790 m). La descrizione dell’habitat e l’eventuale stato proposto dagli autori si trovano nell’articolo completo, che non ha potuto essere letto.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia reesii non è ancora stata valutata nella Lista rossa IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). Negli estratti consultati non è stata trovata alcuna stima delle popolazioni.

Come tutte le specie del genere, Ceratozamia reesii rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.

Species+ non riporta ancora questa specie con il suo nome, perché è stata descritta dopo la lista di riferimento della CITES per le cicadee (2013); l’iscrizione riguarda però l’intero genere («Ceratozamia spp.») e quindi la comprende. Stato verificato su Species+ il 3 ottobre 2026. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio.

Coltivazione

Con questo nome non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione per Ceratozamia reesii. La specie è presente nell’orto botanico Francisco Javier Clavijero di Xalapa. Poiché i coltivatori hanno chiamato Ceratozamia latifolia le sue popolazioni, piante di Xilitla coltivate con questo nome possono appartenerle; nessuna fonte permette però di sapere quali.

Pianta rupicola di media montagna, richiede con ogni probabilità un substrato molto drenante; esposizione e annaffiature non sono documentate. Sono indicazioni dedotte dalla descrizione, non verificate da prove pubblicate.

Moltiplicazione

Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Maneggiate i semi con i guanti.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. I rischi abituali delle Ceratozamia in coltivazione sono il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le cocciniglie.

Rusticità

Con il nome di Ceratozamia reesii non esiste alcun dato di resistenza al freddo. I riscontri pubblicati per «Ceratozamia latifolia» non possono esserle attribuiti, perché l’origine delle piante non vi è precisata.

In Italia

Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia con questo nome, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su Ceratozamia reesii (ricerca dell’11 ottobre 2026); i messaggi che vi parlano di «latifolia» non indicano l’origine delle piante e non possono quindi esserle attribuiti. Nessuna presenza della specie è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione. In attesa di prove su piante di origine nota, proteggetela dal gelo.

Riferimenti internazionali

Con il nome di Ceratozamia reesii non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove, né nelle ricerche sui forum anglofoni.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia reesii, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è riportato alcun uso per questa specie.

Domande frequenti

Ceratozamia reesii è una specie riconosciuta?

Sì. The World List of Cycads la accetta dalla sua descrizione nel 2022; non è un sinonimo di Ceratozamia latifolia.

La mia «Ceratozamia latifolia» è una reesii?

È possibile, se viene da Xilitla. Dagli anni Ottanta le popolazioni di Xilitla erano chiamate latifolia; una pianta con foglie giovani verde chiaro e foglioline coriacee merita una verifica.

Come distinguere Ceratozamia reesii da Ceratozamia latifolia?

Dalle foglie giovani e dalle foglioline. Ceratozamia reesii ha foglie giovani verde chiaro e foglioline coriacee; Ceratozamia latifolia ha foglie giovani bruno rossastre, foglioline papiracee e un picciolo quasi privo di aculei.

Chi era Rees?

John David Rees (1932-2021), botanico americano, specialista delle cicadee messicane e mentore dell’autore principale della descrizione.

Dove cresce?

Nel comune di Xilitla, nel San Luis Potosí, in Messico. Le raccolte pubblicate vanno da 580 a 1.300 m di quota.

È minacciata?

Non si sa ancora. La IUCN non l’ha valutata; come tutto il genere, è iscritta all’Appendice I della CITES.

Sopporta il gelo?

Non si sa. Con questo nome non è stata pubblicata alcuna prova, né in Italia né altrove; proteggetela dal gelo.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia reesii: https://cycadlist.org/scientific_name/1018 — autori, protologo, tipo, distribuzione (San Luis Potosí), stato IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
  • Phytotaxa, Morphological and anatomical analyses clarify the species definition of Ceratozamia latifolia Miq. (Zamiaceae) and lead to the description of a new species: Ceratozamia reesii (2022): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.575.3.2 — riassunto: storia del nome latifolia, popolazioni di Xilitla. Articolo sottoposto a revisione paritaria; riassunto letto sul sito della rivista.
  • Plazi TreatmentBank, trattamenti di Ceratozamia reesii e di Ceratozamia latifolia, chiave del complesso latifolia: https://tb.plazi.org/GgServer/search?fullText.ftQuery=Ceratozamia+reesii — diagnosi, descrizione, tipo, esemplari, etimologia, chiave. Estrazione strutturata del testo dell’articolo; letta per intero.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — iscrizione dell’intero genere all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 e all’Allegato A dell’Unione europea; la specie, descritta dopo la lista di riferimento del 2013, non vi compare con il suo nome. Banca dati ufficiale; consultata il 3 ottobre 2026.
  • Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.

Bibliografia

  • Vovides, A.P., Pérez-Farrera, M.A., Salinas-Rodríguez, M.M., Galicia, S., Díaz-Jiménez, P., Calonje, M. & Gutiérrez-Ortega, J.S. (2022). Morphological and anatomical analyses clarify the species definition of Ceratozamia latifolia Miq. (Zamiaceae) and lead to the description of a new species: Ceratozamia reesii. Phytotaxa 575(3): 224-252. DOI: 10.11646/phytotaxa.575.3.2. [Protologo; riassunto, trattamenti e chiave letti (Plazi).]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere; consultata per Ceratozamia latifolia e le specie vicine.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]