Dioon sonorense è una piccola cicadea del Messico nord-occidentale, che vive nel sud dello Stato di Sonora e nel nord del Sinaloa, nelle foreste tropicali secche, nei querceti e nelle boscaglie xerofile ai piedi della Sierra Madre Occidentale. Specie del genere Dioon, a lungo nota come Dioon tomasellii var. sonorense, è stata per vent’anni il Dioon più settentrionale: dal 2018 le sue popolazioni più a nord formano una specie distinta, Dioon vovidesii. Ha un tronco corto, spesso appena emergente dal suolo, e foglie erette con foglioline strettissime, leggermente falcate. Classificata in pericolo dalla IUCN, è rarissima in coltivazione, e la sua fama di rusticità non poggia su alcuna misura pubblicata.
In sintesi: Dioon sonorense
- Nome accettato: Dioon sonorense (De Luca, Sabato & Vázq.Torres) Chemnick, T.J.Greg. & Salas-Mor., pubblicato su Phytologia 83(1), con data 1997 ma uscito nel 1998; accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15), GBIF e Species+; accettato anche dalla World Checklist of Vascular Plants di Kew, base di POWO (versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF)
- Nomi antichi e sinonimi: Dioon tomasellii var. sonorense De Luca, Sabato & Vázq.Torres (1984), basionimo; Dioon edule var. sonorense (De Luca, Sabato & Vázq.Torres) McVaugh & Pérez de la Rosa (1992)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; palma de la virgen, peine e peyote in Messico
- Distribuzione naturale: Messico, sud della Sonora e nord del Sinaloa; la revisione del 2020 indica 1000-1800 m, con raccolte anche più in basso
- Stato IUCN: in pericolo (EN A2cd+4cd), valutazione di J.D. Bösenberg del giugno 2019, pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES; Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; «in pericolo di estinzione» (categoria P) in Messico secondo la norma NOM-059-SEMARNAT-2010
- Rusticità documentata: nessuna misura pubblicata né testimonianza datata; un vivaio europeo la colloca in zona 9b, con possibili danni sotto 0 °C (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: non documentati in coltivazione al di fuori dei vivai; in natura, pendii secchi e rocciosi
- Portamento e dimensioni da adulta: pianta di 30-60 cm di altezza; tronco di 22-25 cm di diametro; foglie di 80-120 cm (revisione del 2020)
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Dioon sonorense?
Dioon sonorense si riconosce dalla taglia ridotta, dalle foglie erette e numerose e dalle foglioline strettissime, larghe meno di 7 mm, glauche, un po’ arcuate e ben distanziate lungo il rachide. La descrizione del 1984 lo distingueva dalla forma tipo di Dioon tomasellii per le foglioline glauche e più strette, larghe 4,5-6,5 mm, e per il picciolo e il rachide quasi cilindrici.
La revisione del genere pubblicata nel 2020 da Hernández-Tapia, Jiménez-Ramírez e Vovides ne dà questa descrizione:
- Portamento: pianta di 30-60 cm di altezza; tronco di 22-25 cm di diametro;
- Catafilli: triangolari e terminati da una lunga punta (aristati), lanosi, di 8-16 cm;
- Foglie: 8-20 per corona, 80-120 × 20-25 cm, tomentose, talvolta glabrescenti, con peli bruno chiaro; picciolo di 8-16,5 cm, lanoso alla base; rachide da diritto a ritorto verso l’apice;
- Foglioline: 70-90 paia, falcate, acuminate, da reclinate a ricadenti, non embricate; le mediane lunghe 7,6-14,6 cm; margine intero, talvolta con 1-3 piccole spine; 8-14 nervature;
- Coni maschili: cilindrici, 25-26,5 × 7-8 cm, quasi sessili;
- Coni femminili: cilindrici, circa 21 × 15 cm, quasi sessili; squame piatte, oblunghe, a forma di cazzuola, lanose sulla faccia esterna;
- Semi: globosi, di circa 2 cm, con involucro carnoso da giallo a giallo-arancio.
Chemnick, Gregory e Salas-Morales (1997, uscito nel 1998) aggiungono caratteri visibili su una pianta coltivata: una corona di foglie numerose, corte, erette, talvolta ritorte a spirale; rachide e picciolo sottili, coperti da una fitta pubescenza all’emissione e poi verdi; foglioline spesso armate di una-tre piccole spine verso l’apice, distanziate all’incirca della loro stessa larghezza; foglie giovani verde chiaro, appena tomentose, con il rachide coperto da una peluria argentea. Questi autori descrivevano però la specie nel senso antico, che includeva ancora le popolazioni oggi attribuite a Dioon vovidesii.
Ibridi
Nessun ibrido naturale od orticolo di Dioon sonorense è descritto. Nello studio genomico di Gutiérrez-Ortega e colleghi (2021), il modello migliore non comprende alcun flusso genico tra Dioon sonorense e Dioon vovidesii, benché tra le due specie non esista una barriera geografica netta.
Possibili confusioni
Con Dioon vovidesii
È la confusione più probabile, perché le due specie erano una sola fino al 2018 e molte piante vendute come Dioon sonorense non hanno una provenienza precisa. Dioon vovidesii vive più a nord, nella Sonora centrale. Secondo la revisione del 2020 è più grande (fino a 1,5 m), con foglioline più corte e più larghe, squame femminili deltoidi e semi ovoidi; Dioon sonorense ha foglioline più lunghe e sottili, catafilli aristati, squame femminili a cazzuola e semi globosi. Le due specie differiscono anche per l’anatomia dell’epidermide delle foglioline e per la genetica (Gutiérrez-Ortega et al., 2018a). Senza etichetta di provenienza, una pianta giovane resta difficile da attribuire.
Con Dioon tomasellii
Dioon tomasellii, più a sud (Durango, Jalisco, Nayarit, Sinaloa), è la specie da cui Dioon sonorense è stato separato. Secondo Chemnick e colleghi ha foglie meno numerose, più lunghe e arcuate, un rachide più spesso e molto tomentoso, e foglioline più larghe, verde scuro, ricadenti, falcate, quasi senza spine, con una peluria persistente sulla pagina inferiore e molto ravvicinate tra loro; le sue foglie giovani escono coperte da una fitta peluria bruno-dorata. Le foglioline di Dioon sonorense sono più strette, glauche, spesso spinose e distanziate, e le foglie giovani sono verde chiaro. La descrizione del 1984 indicava 7-12 mm di larghezza per le foglioline della varietà tipo, contro 4,5-6,5 mm per la varietà sonorense. Le due specie sono strettamente imparentate: uno studio del DNA cloroplastico ha trovato in Dioon sonorense un aplotipo condiviso con Dioon tomasellii (Gutiérrez-Ortega et al., 2014). Dioon stevensonii, del Guerrero e del Michoacán, un tempo incluso in Dioon tomasellii, se ne distingue allo stesso modo per le foglioline più larghe.
Con Dioon edule e Dioon angustifolium
La specie è stata attribuita per un periodo a Dioon edule (McVaugh e Pérez de la Rosa, 1992), che però vive nel Messico orientale e ha foglioline piatte, a margine intero, inserite ad angolo retto. Gli autori del 1984 osservavano che le popolazioni più settentrionali sia di Dioon edule sia di Dioon tomasellii hanno foglioline strette e glauche: una pianta di Dioon angustifolium, del Messico nord-orientale, può quindi somigliare in coltivazione a Dioon sonorense, anche se le due specie appartengono a linee diverse del genere. Le foglioline un po’ arcuate e spinose di Dioon sonorense e la provenienza permettono di separarle.
Tassonomia
Il nome attuale è il risultato di tre tappe. Nel 1984 Paolo De Luca, Sergio Sabato e Mario Vázquez Torres descrivono su Brittonia (36(3): 223-227) una nuova specie del Messico occidentale, Dion tomasellii (grafia che usavano allora), con due varietà: la varietà tipo, dal Guerrero al Durango, e la varietà sonorense, dalla Sonora centrale al nord del Sinaloa, con foglioline più strette e glauche. Secondo la revisione del 2020, il tipo della varietà è stato raccolto ad Álamos (Sonora), verso 950 m (Vázquez Torres 2308). Nel 1992 McVaugh e Pérez de la Rosa la attribuiscono a Dioon edule nella Flora Novo-Galiciana. Infine Jeffrey Chemnick, Timothy Gregory e Silvia Salas-Morales la elevano al rango di specie su Phytologia (83(1): 1-6), in un fascicolo datato luglio 1997 ma uscito nel 1998 secondo The World List of Cycads. Si basano su caratteri morfologici che si mantengono in coltivazione, sull’assenza di forme intermedie con Dioon tomasellii, su ambienti diversi e su un’analisi del DNA cloroplastico di Moretti e colleghi (1993), che contava dieci differenze tra i due taxa, più che tra diverse coppie di specie riconosciute.
Il contenuto della specie è cambiato nel 2018. Gutiérrez-Ortega e colleghi hanno mostrato, con la morfologia delle foglie, l’anatomia della cuticola e dell’epidermide e la genetica di popolazione, che Dioon sonorense riuniva due unità biologiche: le popolazioni del sud della Sonora e del nord del Sinaloa, che conservano il nome, e le popolazioni più settentrionali, descritte come Dioon vovidesii (Phytotaxa, 2018a). Uno studio genetico dello stesso anno le aveva riconosciute come unità evolutive distinte (Conservation Genetics, 2018b). Nel 2021 uno studio su 809 marcatori del genoma ha confermato la separazione, ha collocato il limite vicino al 28° parallelo nord, che corrisponde all’incirca al limite settentrionale delle foreste tropicali del Messico occidentale, e ha stimato la divergenza a circa 829 000 anni fa (Gutiérrez-Ortega et al., 2021). Per il lettore, ciò significa che i dati pubblicati prima del 2018 su «Dioon sonorense», comprese le esperienze di coltivazione e le quote, possono riguardare l’una o l’altra specie.
Nella revisione del 2020, che riprende la filogenesi di Dorsey e colleghi (2018), Dioon sonorense appartiene al clade occidentale del genere, con Dioon vovidesii, Dioon tomasellii e Dioon stevensonii. La revisione considera non valido il nome Dioon edule var. gentryi, citato come sinonimo, perché mai pubblicato.
Etimologia e storia
L’epiteto sonorense significa «della Sonora», lo Stato messicano in cui la specie è stata descritta (The World List of Cycads, da Haynes, 2022). Il nome del genere deriva dal greco dis, «due», e ōon, «uovo», per i due semi portati da ogni squama del cono femminile.
I Dioon della Sonora erano noti molto prima del 1984: la descrizione originale cita raccolte di Howard Scott Gentry negli anni Trenta e Quaranta, e ricorda che piante della regione erano state attribuite per errore a Dioon purpusii da Paul C. Standley (1920) o classificate da Joseph N. Rose sotto un nome mai pubblicato. La storia della specie in coltivazione passa da Napoli: gli autori del 1984 illustrano semenzali di un anno, nati da semi raccolti in Sonora e coltivati nell’Orto Botanico di Napoli. Una foto del 1998 di Geoff Stein, ripresa dalla Virtual Cycad Encyclopedia delle società di palme e cicadee della Florida, mostra una pianta coltivata in un giardino privato di Los Angeles.
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano attestato. La descrizione del 1984 riporta «palma de la virgen» per il sud della Sonora e «peine» (pettine) per la Sonora centrale. La revisione del 2020, da Bonta e Osborne (2007), cita palma de la virgen, peine e peyote, e la norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010 palma de la virgen (Sonora, Sinaloa) e peyote (Sonora); Species+ riporta palma de la virgen. Questi nomi sono ambigui: palma de la virgen indica anche Dioon tomasellii e altri Dioon, e i nomi raccolti prima del 2018 nella Sonora centrale possono riferirsi a Dioon vovidesii.
In natura
Dioon sonorense vive nel sud della Sonora e nel nord del Sinaloa, sul versante pacifico della Sierra Madre Occidentale. Lo studio del 2021 ha campionato le sue popolazioni di Álamos e Choquincahui, e la revisione del 2020 cita raccolte di Álamos e di Choix (Sinaloa); le coordinate precise non sono pubblicate, per scoraggiare i prelievi. La revisione colloca la specie nelle boscaglie xerofile, nei querceti e nella foresta tropicale decidua, e nelle zone di transizione tra questi ambienti, tra 1000 e 1800 m, in climi semiaridi; diversi esemplari che cita sono però stati raccolti più in basso, fino a circa 300 m. Le piante raccolte nel Chihuahua sono coltivate.
Gutiérrez-Ortega e colleghi (2021) precisano che Dioon sonorense vive in foreste secche stagionali di origine tropicale, mentre Dioon vovidesii occupa più a nord boscaglie xerofile e querceti. Il clima delle sue stazioni è più caldo, meno stagionale e più piovoso di quello di Dioon vovidesii, che ha inverni più freddi. I dati spesso citati per «la specie più settentrionale», 615-1200 m di quota e 250-500 mm di pioggia all’anno su pendii ripidi e molto aridi (Chemnick et al., 1997), descrivevano la specie nel senso antico, soprattutto nella Sonora centrale: valgono in buona parte per quello che oggi è Dioon vovidesii.
Stato di conservazione e normativa
Dioon sonorense è classificato in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN secondo i criteri A2cd+4cd: riduzione della popolazione di almeno il 50 % in tre generazioni, passata e in corso, dovuta al degrado dell’habitat e allo sfruttamento. La valutazione, di J.D. Bösenberg, è datata 28 giugno 2019 ed è stata pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads; Crossref); la valutazione precedente, del 2010, era firmata da J. Chemnick e T. Gregory. Secondo la revisione del 2020, la produzione di alcol dal tronco (sotol, bacanora) ha fortemente ridotto le popolazioni, fino al limite dell’estinzione; Bonta e colleghi (2019) scrivono che in Sonora l’estrazione dell’amido dai tronchi di Dioon per il sotol ha cancellato intere popolazioni. Nel 2014 Gutiérrez-Ortega e colleghi osservavano che solo le popolazioni meridionali erano protette in un’area di conservazione.
La specie rientra nell’Appendice II della CITES, come tutto il genere dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli in particolare i semi e il polline; il commercio internazionale delle piante vive richiede un permesso. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. In Messico la norma NOM-059-SEMARNAT-2010, anteriore alla separazione di Dioon vovidesii, la classifica «in pericolo di estinzione» (categoria P), secondo il testo del Diario Oficial de la Federación consultato il 19 ottobre 2026.
Banche dati consultate il 19 ottobre 2026 (Species+, GBIF, The World List of Cycads, Crossref). Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Dioon sonorense è rarissimo in coltivazione e sulle sue esigenze non è stato pubblicato quasi nulla; le sole indicazioni vengono da un vivaio. Il vivaio specializzato Cycadales.eu, che ne propone polloni radicati, la presenta come una piccola specie di ambienti molto secchi, con fogliame azzurrognolo da giovane e poi più verde, di coltivazione facile «a condizione di fornirle calore e acqua in estate», con un concime preferibilmente a lenta cessione, purché la si protegga dal freddo; aggiunge che cresce molto bene su terreno calcareo, che è sensibile agli eccessi d’acqua quando fa freddo e che è una pianta di ambienti caldi.
La rarità della specie in coltivazione e la sua recente separazione da Dioon vovidesii impongono di verificare la provenienza delle piante vendute con questo nome. Le ricette di substrato e i calendari di irrigazione che circolano per questa specie non si basano su alcuna fonte specifica; per i principi generali si veda la pagina del genere.
Per il Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var) non sono pubblicate osservazioni su Dioon sonorense.
In Italia
L’unica traccia documentata della specie in Italia è storica: nel 1984 gli autori della descrizione illustrano semenzali di un anno, nati da semi raccolti in Sonora, coltivati all’Orto Botanico di Napoli. La specie non compare negli inventari più recenti degli orti botanici italiani consultati.
Moltiplicazione
Dioon sonorense si moltiplica per seme, e il vivaio Cycadales.eu ne vende anche polloni radicati, il che indica che la specie può emettere polloni alla base. Come tutte le cicadee è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Gli autori del 1984 hanno fatto germinare a Napoli semi raccolti in Sonora e notano che i suoi semenzali sono più piccoli di quelli delle popolazioni più meridionali, con foglioline molto glauche e strette. Poiché i semi sono esclusi dai controlli CITES, sono il modo più semplice per ottenere piante di provenienza nota. Nessuna pubblicazione specifica riguarda la germinazione.
Malattie e parassiti
Nessuna malattia né parassita specifico è documentato. Il vivaio Cycadales.eu segnala la sensibilità agli eccessi d’acqua con il freddo: come negli altri Dioon, il marciume delle radici e del tronco in terreno freddo e zuppo è il rischio principale in coltivazione.
Rusticità
Non si sa quale freddo sopporti Dioon sonorense. La specie è spesso presentata come uno dei Dioon più rustici o più resistenti alla siccità, perché è stata a lungo il Dioon più settentrionale; ma non è stata pubblicata alcuna temperatura minima per le sue stazioni, non è documentata alcuna prova di coltivazione al freddo, e dal 2018 le popolazioni settentrionali, con inverni più freddi, appartengono a Dioon vovidesii. I valori che circolano (da −3 a −6 °C, zone USDA 9b-11) sono stime senza fonte.
In Italia e nel sud della Francia
Non è documentata alcuna testimonianza, nemmeno nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. In mancanza di dati, una pianta di questa specie rara e minacciata si coltiva preferibilmente in vaso, al riparo dal gelo e dalla pioggia d’inverno.
Riferimenti internazionali
- Europa: il vivaio Cycadales.eu la colloca in zona 9b, con possibili danni appena la temperatura scende sotto 0 °C.
- Stati Uniti: la specie è coltivata in California (foto del 1998 in un giardino di Los Angeles); nessuna fonte datata è stata trovata.
Tossicità e precauzioni
Non è documentato alcuno studio di tossicità su Dioon sonorense, ma va considerato tossico come tutte le cicadee. Le cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo, una tossina del fegato e del sistema nervoso; i semi sono la parte più pericolosa. Bonta e colleghi (2019) segnalano inoltre, nel Messico occidentale, effetti allucinogeni attribuiti localmente alle cicadee chiamate «peyote», tra cui Dioon sonorense.
Usate i guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi lontano da bambini e animali. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Secondo la revisione del 2020, la specie è usata come pianta ornamentale, il tronco serve a produrre alcol (sotol e bacanora) e la pianta è impiegata nella medicina tradizionale contro le punture di insetti, i morsi di serpente e i dolori articolari. Bonta et al. (2019) citano l’uso della mucillagine contro i disturbi articolari. Questi usi sono stati registrati prima o durante la separazione di Dioon vovidesii, e le fonti non sempre precisano di quali popolazioni si tratti. Non tentate mai di consumare o utilizzare parti della pianta.
Domande frequenti
Dioon sonorense è il Dioon più rustico?
Nulla permette di affermarlo. È stato a lungo il Dioon più settentrionale, da cui la sua fama, ma non è stata pubblicata alcuna misura di freddo e le popolazioni settentrionali, con inverni più freddi, sono diventate Dioon vovidesii nel 2018. Un vivaio europeo lo colloca in zona 9b, con danni possibili sotto 0 °C.
È ancora il Dioon più settentrionale?
No. Dal 2018 questo primato spetta a Dioon vovidesii, che raggiunge la Sierra de Mazatán, vicino al 29° parallelo. Dioon sonorense nel senso attuale vive solo nel sud della Sonora e nel nord del Sinaloa, all’incirca a sud del 28° parallelo.
Come distinguerlo da Dioon tomasellii?
Dalle foglioline e dalle foglie giovani. Dioon sonorense ha foglioline strette (meno di 7 mm), glauche, spesso spinose e distanziate, e foglie giovani verde chiaro; Dioon tomasellii ha foglioline più larghe, verde scuro, ricadenti e ravvicinate, e foglie giovani coperte da una peluria bruno-dorata.
Sopporta la siccità?
Probabilmente bene, ma non è misurato in coltivazione. Vive in foreste secche stagionali e boscaglie su pendii rocciosi, con una lunga stagione secca. I 250-500 mm di pioggia spesso citati riguardavano il vecchio concetto della specie, soprattutto la Sonora centrale.
Si può coltivare in piena terra in Italia?
Non si sa. Non è stato pubblicato alcun tentativo in Italia né nel sud della Francia. Per prudenza coltivatelo in vaso, in un substrato molto drenante, al riparo dal gelo e dalla pioggia d’inverno.
È tossico?
Sì, va considerato tossico come tutte le cicadee, soprattutto nei semi. Teneteli lontano da bambini e animali e chiamate un centro antiveleni in caso di ingestione.
È minacciato?
Sì. È classificato in pericolo dalla IUCN (valutazione pubblicata nel 2022) e in pericolo di estinzione in Messico. La produzione di alcol dai tronchi e la perdita di habitat hanno distrutto intere popolazioni.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Dioon sonorense: https://cycadlist.org/scientific_name/261 — pubblicazione (Phytologia 83(1), 1997 uscito nel 1998), basionimo, sinonimo, distribuzione (Sinaloa, Sonora), stato IUCN (EN A2cd+4cd), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata il 19 ottobre 2026.
- The Cycad Society, descrizione originale di Dion tomasellii e della varietà sonorense (copia PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Dioon/Dioon-tomasellii.pdf — descrizione, larghezza delle foglioline, nomi locali, habitat, semenzali coltivati a Napoli. Fonte primaria; testo letto.
- Internet Archive, Phytologia 83(1): https://archive.org/details/phytologia831glea — articolo di Chemnick, Gregory e Salas-Morales che eleva la varietà a specie: differenze con Dioon tomasellii, habitat, analisi del DNA cloroplastico. Fonte primaria; testo letto.
- Plazi TreatmentBank, trattamento di Dioon sonorense nella revisione del genere (Hernández-Tapia et al. 2020): https://tb.plazi.org/GgServer/summary/2107B426C9087E1190FCFC49FB6E4BA0 — descrizione, distribuzione, quote, habitat, usi, nomi comuni, differenze con Dioon vovidesii. Revisione pubblicata su Phytotaxa; testo letto.
- Europe PMC, Gutiérrez-Ortega et al. (2021): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8207156/ — delimitazione rispetto a Dioon vovidesii, popolazioni campionate, habitat, clima, divergenza. Articolo con revisione paritaria ad accesso libero; testo integrale letto.
- Botanical Sciences, Gutiérrez-Ortega et al. (2014): https://www.botanicalsciences.com.mx/index.php/botanicalSciences/article/view/112 — aplotipi cloroplastici, unità evolutive, area protetta delle popolazioni meridionali. Articolo con revisione paritaria; riassunto letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Dioon sonorense: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/22377/legal — Appendice II CITES, Allegato B UE, nome spagnolo. Banca dati ufficiale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Diario Oficial de la Federación, NOM-059-SEMARNAT-2010: https://dof.gob.mx/normasOficiales/4254/semarnat/semarnat.htm — categoria P, sinonimi, nomi comuni. Testo ufficiale; consultato il 19 ottobre 2026.
- Cycadales.eu, scheda Dioon sonorense: https://cycadales.eu/produit/dioon-sonorense-5cm-rejet-racine-soa/ — coltivazione, suolo calcareo, sensibilità all’umidità con il freddo, zona 9b e danni sotto 0 °C. Vivaio specializzato: parere d’esperienza.
- Virtual Cycad Encyclopedia (PACSOF), Dioon sonorense (archivio dell’Università di Amburgo): https://www-archiv.fdm.uni-hamburg.de/b-online/library/cycads/dioon_sonorense.htm — foto del 1998 di una pianta coltivata a Los Angeles. Società specializzata; pagina datata.
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