Dioon califanoi è una cicadea dell’Oaxaca settentrionale e del Puebla meridionale, in Messico, che cresce in montagna, tra il bosco secco e il bosco di querce e pini. Questa specie del genere Dioon si riconosce dalle foglie fortemente carenate: le due file di foglioline formano una V di circa 80°, molto scultorea. Descritta nel 1979 da due botanici napoletani e dedicata a uno scienziato italiano, è classificata in pericolo dalla IUCN e resta rara in coltivazione, dove cresce lentamente. Passa per uno dei Dioon meno freddolosi, ma le prove all’aperto sono contrastanti: a Ravenna le piante giovani non hanno superato l’inverno 2009-2010, mentre sulla costa mediterranea francese un esemplare in piena terra ha passato un inverno senza protezione.
In sintesi: Dioon califanoi
- Nome accettato: Dioon califanoi De Luca & Sabato (1979), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); accettato anche dalla World Checklist of Vascular Plants di Kew, base di POWO (versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF)
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo riconosciuto da The World List of Cycads
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; palma (Oaxaca) secondo la norma messicana NOM-059
- Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca settentrionale (tra Teotitlán e Huautla) e Puebla meridionale; tra 1500 e 3250 m secondo i descrittori, verso 1600 m per raccolte recenti (vedi In natura)
- Stato IUCN: in pericolo (EN A2cd; B1ab(i,ii,iii,v)), valutazione di J. Chemnick e T. Gregory pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES; Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; «in pericolo di estinzione» (categoria P) in Messico
- Rusticità documentata: a Ravenna −3 °C in vaso all’aperto sotto riparo (2009), poi piante perse dopo l’inverno 2009-2010 (−7 °C fuori, serra molto fredda); in Bretagna fogliame distrutto e tronco sano a −5 °C in piena terra (inverno 2011-2012) (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: pieno sole secondo un vivaio californiano; terreno molto drenante, inverno asciutto
- Portamento e dimensioni da adulta: tronco di 3 m o più e di 20-30 cm di diametro, coricato negli esemplari molto vecchi; foglie di 75-85 cm o più
- Tossicità: da considerare tossica, soprattutto i semi (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Dioon califanoi?
Dioon califanoi si riconosce dalle foglie rigide, fortemente carenate, incavate a V sopra il rachide, e dalle foglioline inserite obliquamente sopra di esso. Secondo Gregory e colleghi (2003), l’angolo tra le due file di foglioline misura in media 80° in sezione, e le foglioline, quasi senza spine, sono glauche quando la peluria delle foglie giovani è caduta. La descrizione originale di Paolo De Luca e Sergio Sabato (1979) dà queste misure:
- Tronco: cilindrico, fino a 3 m o più, di 20-30 cm di diametro, con cicatrici fogliari simili a quelle di Dioon spinulosum;
- Foglie: numerose, carenate ad angolo retto, rigide e coriacee, erette, lanose da giovani poi glabre, di 75-85 cm o più, con rachide attorcigliato a spirale vicino all’apice, su un picciolo di 10-12 cm;
- Foglioline: circa 80-100 per lato, lineari-lanceolate, pungenti, distanziate di circa 5 mm; le basali di 2,5-3 cm, intere; le mediane e superiori di 6-7 cm per 7-8 mm, intere o con una spina sul margine superiore;
- Cono femminile: ovoide-cilindrico, di circa 50 cm per 25 cm, con squame densamente lanose;
- Semi: da ovoidi a subglobosi, di 3-4 cm per 2-2,5 cm;
- Cono maschile: cilindrico allungato, ottuso, di circa 40 cm per 10 cm.
Le foglioline hanno le dimensioni di quelle di Dioon edule. Il vivaio Jungle Music descrive un fogliame da verde a grigio-verde e tronchi che, negli esemplari molto vecchi, si coricano e strisciano al suolo; un coltivatore della Côte Bleue, vicino a Marsiglia, segnala sul forum Fous de palmiers la peluria bianca molto abbondante delle foglie giovani (2011). A Ravenna un appassionato notava foglie più rigide di quelle di Dioon edule (Tropicamente, 2008).
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido naturale od orticolo di Dioon califanoi.
Possibili confusioni
Con Dioon purpusii e Dioon argenteum
Gregory e colleghi (2003) riuniscono queste tre specie dei canyon del bacino del río Santo Domingo in un «complesso Dioon purpusii». Hanno foglie, foglioline e coni di dimensioni simili e differiscono soprattutto per la carena delle foglie, la cera delle foglioline e la durata della peluria. Dioon purpusii ha foglie moderatamente carenate (122° in media) e foglioline lucide e spinose; Dioon argenteum ha foglie quasi piatte (164°) e una peluria argentata che persiste almeno un anno.
Con Dioon merolae
La revisione del 2020 considera Dioon merolae, del Chiapas, il suo parente più stretto. Dioon merolae ha foglie piatte con foglioline fittissime, embricate e ricurve verso il basso, catafilli con apice allungato a coda e squame femminili a forma di cazzuola. Le piante giovani possono somigliarsi.
Con Dioon caputoi e Dioon edule
Dioon caputoi, degli altipiani aridi a sud di Tehuacán, ha foglie più piccole e foglioline molto più strette e distanziate (Gregory et al., 2003). Dioon edule ha foglioline delle stesse dimensioni; secondo la descrizione originale, sono le foglie carenate e l’inserzione obliqua delle foglioline sopra il rachide a distinguere Dioon califanoi dalle specie già note.
Tassonomia
Paolo De Luca e Sergio Sabato, dell’Università di Napoli, descrissero Dioon califanoi nel 1979 sulla rivista Brittonia (31(1): 170-173), da una stazione dell’Oaxaca scoperta durante spedizioni organizzate dall’Accademia Nazionale dei Lincei. L’olotipo, raccolto dai due autori il 15 ottobre 1974 tra Teotitlán del Camino e la zona di Huautla, è conservato nell’erbario di Napoli (NAP), con duplicati a Città del Messico (ENCB), Chicago (F), Firenze (FI), Ginevra (G) e Ann Arbor (MICH) (The World List of Cycads). Esisteva una raccolta più antica: quella di C.E. Smith, F.A. Peterson e N. Tejeda, del 3 agosto 1961. Gli autori studiarono anche piante trapiantate nell’Orto Botanico di Napoli, la più grande delle quali aveva un tronco di 1 m.
The World List of Cycads non riconosce alcun sinonimo; la combinazione «Dioon edule var. califanoi (De Luca & Sabato) Nance» figura come sinonimo nel Catalogue of Life e in The Plant List (tramite GBIF), ma non è registrata dall’IPNI. Gregory e colleghi (2003) considerarono di trattare Dioon califanoi, Dioon purpusii e Dioon argenteum come sottospecie di un’unica specie, poi mantennero tre specie di recente divergenza. Gutiérrez-Ortega e colleghi (2021) collocano Dioon califanoi nel clade Purpusii, che riunisce la maggior parte dei Dioon dell’Oaxaca e del Chiapas.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Luigi Califano (1901-1976), dell’Accademia Nazionale dei Lincei, che aveva guidato gli autori in Messico durante le visite alle stazioni di Dioon (De Luca e Sabato, 1979; The World List of Cycads, secondo Haynes, 2022). La specie fa parte dei numerosi Dioon descritti dal gruppo napoletano di Paolo De Luca tra il 1979 e il 1981, con Dioon caputoi, Dioon rzedowskii, Dioon merolae e Dioon holmgrenii.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. La norma messicana NOM-059 indica semplicemente «palma» per l’Oaxaca. I nomi «Califano’s cycad» o «palma de Califano», talvolta proposti, non sono documentati in una fonte affidabile.
In natura
Dioon califanoi vive nell’Oaxaca settentrionale e nel Puebla meridionale (The World List of Cycads). La località tipo si trova tra Teotitlán del Camino e la zona di Huautla; Gregory e colleghi (2003) collocano la specie nella parte orientale della valle di Tehuacán e ne conoscevano allora solo due popolazioni. Come Dioon purpusii e Dioon argenteum, vive quasi esclusivamente nella zona di transizione tra la foresta tropicale decidua e il bosco di querce e pini.
Le quote pubblicate variano. Nella descrizione di Dioon holmgrenii (1981), De Luca e colleghi la collocano nel bosco di pini e querce, in ambiente secco, tra 1500 e 3250 m, rinviando alla loro descrizione del 1979; le raccolte del coleottero Pharaxonotha bicolor, pubblicate nel 2022, provengono da 1300-1900 m sull’insieme delle sue piante ospiti, tra cui Dioon califanoi verso 1600 m vicino a Teotitlán. Il valore di 3250 m non è stato ritrovato altrove.
Nei coni maschili vivono il piccolo coleottero Pharaxonotha bicolor, descritto nel 2022 e noto anche su Dioon purpusii e Dioon caputoi, e curculionidi del genere Parallocorynus, tra cui Parallocorynus gregoryi (Skelley et al., 2022; O’Brien e Tang, 2015).
Stato di conservazione e normativa
Dioon califanoi è classificato in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN, nella valutazione di J. Chemnick e T. Gregory pubblicata nel 2022, secondo i criteri A2cd e B1ab(i,ii,iii,v): un declino delle popolazioni legato alla perdita di habitat e ai prelievi, e un areale molto ristretto in cui l’habitat si degrada (The World List of Cycads). Il piano d’azione per le cicadee del 2003 la classificava vulnerabile, con 3000-5000 piante adulte, e citava il dissodamento e la raccolta tra le minacce.
La specie rientra nell’Appendice II della CITES, come tutto il genere dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli in particolare i semi e il polline. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. In Messico la norma NOM-059-SEMARNAT-2010 la classifica «in pericolo di estinzione» (categoria P).
Banche dati consultate il 19 ottobre 2026 (Species+, The World List of Cycads, Diario Oficial de la Federación). Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Dioon califanoi è ricercato dai collezionisti per il suo fogliame scultoreo, ma cresce lentamente. Le fonti disponibili danno questi riferimenti:
- Esposizione: pieno sole sulla costa e in gran parte dell’entroterra, solo qualche ora di sole in clima desertico, secondo il vivaio californiano Jungle Music;
- Suolo e irrigazione: terreno molto drenante. Gli insuccessi riferiti in Francia dipendono soprattutto dall’acqua d’inverno: a Nantes una pianta messa a dimora nel 2007 è morta durante un inverno pur mite, probabilmente per eccesso d’acqua nonostante un buon drenaggio (2011); un altro coltivatore ha perso piante di tre o quattro anni durante inverni piovosi, anche in substrato molto drenante (2011);
- Crescita: lenta. A Ravenna un coltivatore la colloca tra le sue cicadee più lente, con Dioon spinulosum (2009); ne trova però facile la germinazione.
Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures non è pubblicata alcuna osservazione su questa specie.
In Italia
L’Italia è legata alla storia di questa specie: la descrissero due botanici napoletani, porta il nome di un membro dell’Accademia dei Lincei e le prime piante studiate crescevano nell’Orto Botanico di Napoli, dove nel 1979 la più grande aveva un tronco di 1 m (De Luca e Sabato, 1979). L’articolo di Sibilio (Delpinoa, 2019) la mostra ancora nelle Serre Califano. Fuori dagli orti botanici, l’unico riscontro trovato viene da Ravenna: un appassionato ha coltivato per alcuni anni piante nate da seme, in vaso, con buoni risultati fino all’inverno 2009-2010 (forum Tropicamente).
Moltiplicazione
Dioon califanoi si moltiplica per seme; per avere semi fertili servono una pianta maschile e una femminile. I semi, esentati dalla CITES, sono la via più semplice per ottenere piante di provenienza nota. Un coltivatore di Ravenna li ha trovati facili da far germinare (forum Tropicamente, 2009). Nessuna fonte descrive una moltiplicazione per polloni.
Malattie e parassiti
Nessuna malattia propria della specie è documentata. In coltivazione il rischio principale è il marciume delle radici e del tronco in un terreno freddo e umido, causa probabile degli insuccessi riferiti nella Francia occidentale.
Rusticità
Dioon califanoi passa per uno dei Dioon meno freddolosi, e il suo tronco può sopravvivere a gelate che distruggono il fogliame. Le prove pubblicate mostrano però che l’umidità invernale e la giovane età delle piante contano quanto la temperatura.
In Italia e nel sud della Francia
- Ravenna (Emilia-Romagna): sul forum Tropicamente un coltivatore riferisce che le sue giovani piante, in vaso all’aperto al riparo da pioggia e vento, hanno sopportato −3 °C (2009). Nell’inverno 2009-2010, con −7 °C all’esterno, hanno perso quasi tutte le foglie in una serra molto fredda; secondo un messaggio dell’aprile 2012, alla fine non sono sopravvissute a quel freddo.
- Côte Bleue (Bocche del Rodano, Francia): un coltivatore riferisce sul forum Fous de palmiers di aver piantato tutta la sua collezione di Dioon, tra cui Dioon califanoi, e che tutte hanno passato un inverno senza protezione e senza danni (ottobre 2015); lo stesso coltivatore precisava nel 2018 di non aver mai registrato meno di −1/−2 °C in cinque anni.
- Roussillon (Francia, zona USDA 9b): un coltivatore ha perso un Dioon califanoi a −5 °C, durante un inverno asciutto, per averlo piantato a due anni (2009).
Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le riviere ligure e tirrenica, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia: queste esperienze valgono come riferimento, senza corrispondenze precise di temperatura. Nella pianura padana, sui laghi prealpini e sul versante adriatico, come mostra il caso di Ravenna, la coltivazione in vaso, ritirata d’inverno al riparo dal gelo e dalla pioggia, è la scelta prudente. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures non è pubblicata alcuna osservazione.
Riferimenti internazionali
- Francia occidentale: a Concarneau (Finistère), nell’inverno 2011-2012, con −5 °C di minima, il fogliame di Dioon califanoi è stato distrutto in piena terra ma il tronco è rimasto perfettamente sano (2012); a Nantes una pianta messa a dimora nel 2007 è morta durante un inverno mite (−4 °C e pochi giorni di gelo), probabilmente per eccesso d’acqua (2011).
- Stati Uniti, California meridionale: il vivaio Jungle Music annuncia una tenuta fino ai bassi 20 °F «o un po’ più freddo», cioè circa −5/−7 °C.
Valori di −10 °C circolano nei forum, senza osservazioni verificabili. Queste testimonianze suggeriscono un fogliame distrutto verso −5 °C, un tronco capace di sopravvivere nelle piante ben radicate, e perdite tra le piante giovani e nei suoli umidi; è una sintesi di riscontri isolati, non una misura.
Tossicità e precauzioni
Dioon califanoi va considerato tossico, soprattutto per i semi. Le cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo, una tossina del fegato e del sistema nervoso. Non è documentata alcuna analisi propria della specie.
Usate guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi lontano da bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Dioon califanoi.
Domande frequenti
Dioon califanoi può stare all’aperto in Italia?
Non è documentata alcuna coltivazione in piena terra in Italia. A Ravenna piante giovani in vaso hanno sopportato −3 °C al riparo, ma non hanno superato l’inverno 2009-2010. Nelle zone più miti una prova in piena terra, con piante ben radicate, in terreno molto drenante e al riparo dalla pioggia invernale, resterebbe sperimentale; altrove coltivatelo in vaso.
Dove si può vedere in Italia?
Nelle Serre Califano dell’Orto Botanico di Napoli, dove gli autori studiarono le prime piante e dove la specie è ancora documentata nel 2019. La presenza attuale va verificata presso il giardino.
È più rustico di Dioon merolae?
I dati non permettono di stabilirlo. Appassionati e vivaisti lo dicono più rustico, ma le osservazioni pubblicate sono rare: in Bretagna il suo tronco è sopravvissuto a −5 °C con il fogliame distrutto, e in Texas un Dioon merolae è ripartito dal ceppo dopo −10,6 °C. I valori di −10 °C talvolta citati per Dioon califanoi non poggiano su osservazioni verificabili.
Come si riconosce?
Dalle foglie carenate a V di circa 80° e dalle foglioline glauche, quasi senza spine. Dioon purpusii ha foglie più aperte e foglioline lucide e spinose; Dioon argenteum, foglie quasi piatte con peluria argentata persistente.
Cresce in fretta?
No. È uno dei Dioon più lenti in coltivazione, secondo un coltivatore di Ravenna. Contate molti anni prima che si formi un tronco.
È minacciato?
Sì. È classificato in pericolo dalla IUCN (valutazione pubblicata nel 2022) e «in pericolo di estinzione» in Messico. È tutelato dalla CITES (Appendice II); acquistate piante nate da seme.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Dioon califanoi: https://cycadlist.org/scientific_name/246 — autori, pubblicazione, tipo (De Luca e Sabato, 15 ottobre 1974, tra Teotitlán del Camino e Huautla), etimologia, distribuzione (Oaxaca, Puebla), stato IUCN (EN A2cd; B1ab(i,ii,iii,v)), bibliografia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata il 19 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Dioon: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13570/legal — Appendice II CITES, annotazione #4, Allegato B UE. Banca dati ufficiale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Diario Oficial de la Federación, NOM-059-SEMARNAT-2010: https://dof.gob.mx/normasOficiales/4254/semarnat/semarnat.htm — categoria P (in pericolo di estinzione), nome palma. Testo ufficiale messicano; consultato il 19 ottobre 2026.
- Plazi TreatmentBank, Pharaxonotha bicolor (Skelley et al. 2022): https://treatment.plazi.org/id/C21687D9C522FF85FF2CFF35934CFE45 — piante ospiti, habitat e quote delle raccolte, tra cui Dioon califanoi vicino a Teotitlán. Trattamento di un articolo pubblicato su Insecta Mundi; letto.
- Orto Botanico di Napoli: Sibilio G., The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Delpinoa 56-57 (2019): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D_069-103.pdf — presenza nelle Serre Califano. Fonte istituzionale.
- Jungle Music, Best Cycads to Grow: https://www.junglemusic.net/Best_Cycads_for_Coastal_Southern_California.html — foglie carenate, esposizione, resistenza al freddo dichiarata. Vivaio californiano; parere commerciale.
- Forum Tropicamente: https://www.tropicamente.it/forums/topic/dioon-edule-2/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/palme-rustiche/ (Ravenna, 2008) ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/macrozamia-miquelii-e-le-altre/ (Ravenna, 2009) ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/piante-che-ce-lhanno-fatta-non-ce-lhanno-fatta/ (Ravenna, inverno 2009-2010) ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/dioon-califanoi/ (Ravenna, 2009-2012). Riscontri datati, citati senza nomi.
- Forum Fous de palmiers (Francia): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=385117 (Côte Bleue, 2015) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=451777 (Côte Bleue, 2018) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=140666 (Côte Bleue, 2011) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=59759 (Roussillon, 2009) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=178827 (Concarneau, 2012) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=116534 (Nantes, 2011) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=133311 (inverni piovosi, 2011) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=99646, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=451564 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=498476 (pareri e valori dichiarati, 2010-2021). Riscontri datati, citati senza nomi.
Bibliografia
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- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]