Cycas taitungensis è la cicadea di Taiwan: allo stato selvatico cresce soltanto sui pendii ripidi di due massicci del distretto di Taitung, nel sud-est dell’isola. Molto vicina a Cycas revoluta, questa specie del genere Cycas se ne distingue per le foglie più lunghe e piatte e per il portamento più massiccio. Il suo rango divide i botanici: descritta come specie nel 1994 e accettata da The World List of Cycads, è inclusa in Cycas revoluta da POWO dopo uno studio genetico del 2022; il sito la tratta come specie distinta. A lungo venduta con il nome errato di Cycas taiwaniana, è classificata in pericolo in natura. Al Jardin zoologique tropical, nel Var, ha sopportato −6 °C senza danni nel febbraio 2012.


In sintesi: Cycas taitungensis
- Nome accettato: Cycas taitungensis C.F.Shen, K.D.Hill, C.H.Tsou & C.J.Chen (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO, che segue la World Checklist of Vascular Plants, lo pone in sinonimia di Cycas revoluta (vedi Tassonomia)
- Nomi precedenti: a lungo chiamata erroneamente Cycas taiwaniana; Cycas revoluta var. taiwaniana nel senso di Schuster (1932), per le piante coltivate
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Asiorientales, con la sola Cycas revoluta (Hill 2008)
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese tai-dong su-tie («cicadea di Taitung»); «emperor sago» nell’inglese orticolo (Hill 2008)
- Distribuzione naturale: Taiwan, distretto di Taitung: due popolazioni, ai due lati della valle del Rift orientale, tra circa 300 e 900 m
- Stato IUCN: in pericolo (EN A3e; B1ab(v)), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES; Allegato B nell’Unione europea; le due popolazioni si trovano in aree protette a Taiwan
- Rusticità documentata: −6 °C senza danni al Jardin zoologique tropical (Var, Francia) nel febbraio 2012, con disgelo di giorno; fogliame danneggiato già a −5/−6 °C nel Béarn; defogliata ma sopravvissuta a −12 °C nella regione di Parigi; piena terra (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura pendii ripidi ed esposti, suoli sassosi ben drenati; in coltivazione sole e terreno drenante
- Portamento e dimensioni: fusto di 3-5 m (fino a 6 m) e 25-45 cm di diametro, talvolta ramificato; foglie di 1-2 m
- In Italia: Orto Botanico di Napoli (Index Seminum 2012-13 e 2014-15) e Orto Botanico di Messina (elenco del 2009)
- Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas taitungensis?
Cycas taitungensis somiglia molto a Cycas revoluta. Secondo Ken Hill (2008) se ne distingue per le foglie più lunghe e piatte, con foglioline più lunghe e piatte, a margini solo ricurvi e non arrotolati; i «coni» femminili sono più serrati, a forma di cavolo, e i semi più scuri. De Laubenfels e Adema (1998) aggiungono costolature longitudinali sul guscio del seme.
Hill (2008) descrive un fusto di 3 m, talvolta 6 m, spesso 25-30 cm e lanoso all’apice. Le foglie, verde scuro e semilucide, misurano 100-180 cm e portano 150-170 foglioline; sono moderatamente carenate, con le due file di foglioline a formare un angolo di 120-150°. Il picciolo misura 15-20 cm. Le foglioline mediane misurano 12-17 cm per 6-8 mm. I coni maschili, fusiformi e gialli, misurano 35-50 cm. I megasporofilli, di 21-26 cm, portano 2-6 ovuli pubescenti e una lamina arrotondata divisa in 28-36 lacinie. I semi, rossi, misurano 40-45 per 25-30 mm. La Flora of China (1999) indica un fusto fino a 5 m per 45 cm, talvolta ramificato, e foglie di 1,1-2 m.
Queste differenze non sono sempre nette. Misurando 21 caratteri su piante delle due specie, Chang e colleghi (2022) hanno trovato in Cycas taitungensis foglioline in media più larghe, più lunghe e più distanziate, megasporofilli più corti e semi più grandi, ma con valori che si sovrappongono; il colore dei semi e le costolature del guscio non permettevano di separare le due specie.
Ibridi
Cycas taitungensis si ibrida facilmente con Cycas revoluta. Nell’est di Taiwan, dove le due specie sono piantate fianco a fianco, Chiang e colleghi (2013) hanno rilevato una mescolanza genetica più forte nelle piante coltivate che nelle popolazioni selvatiche, con scambi nei due sensi. In coltivazione l’ibrido Cycas revoluta × taitungensis è presente nel giardino della RHS a Wisley, nel Regno Unito (banca dati PlantSearch del BGCI), e un coltivatore francese lo consiglia, come la stessa Cycas taitungensis, perché può fare due emissioni di foglie per stagione, pur avendo la stessa sensibilità del fogliame al gelo (forum Fous de palmiers, 2020).
Negli Stati Uniti il Juniper Level Botanic Garden (Carolina del Nord) elenca tra le cicadee sopravvissute senza protezione all’inverno 2013-2014 gli ibridi Cycas taitungensis × Cycas guizhouensis, Cycas taitungensis × Cycas panzhihuaensis e Cycas panzhihuaensis × (revoluta × taitungensis).
Possibili confusioni
La vecchia «Cycas taiwaniana»
Prima della descrizione del 1994 la specie era conosciuta come Cycas taiwaniana, un nome applicato per errore (Hill 2008). Quel nome indica in realtà una cicadea della Cina continentale sud-orientale, con ovuli glabri e semi gialli, di un’altra sezione. Secondo de Laubenfels e Adema (1998), Schuster (1932) aveva perfino fatto di taiwaniana una varietà di Cycas revoluta sulla base di piante coltivate che erano in realtà Cycas taitungensis. Le piante vendute con quel nome possono quindi appartenere all’una o all’altra specie.
Come distinguerla dalle specie vicine
- Cycas revoluta, del Giappone meridionale: foglie più corte (50-150 cm), foglioline più strette a margini nettamente arrotolati verso il basso, picciolo corto (Hill 2008). Al Jardin zoologique tropical Cycas taitungensis si distingue per le foglie più lunghe e il portamento un po’ più massiccio.
- Cycas taiwaniana: foglioline larghe (9-16 mm), piatte, ovuli glabri e semi gialli (Hill 2008).
- Cycas panzhihuaensis, del Sichuan: foglie bluastre e piatte, non carenate, ovuli glabri e semi arancioni (Hill 2008).
Tassonomia
Cycas taitungensis fu descritta nel 1994 da C.F. Shen, K.D. Hill, C.H. Tsou e C.J. Chen nel Botanical Bulletin of Academia Sinica 35. Il tipo fu raccolto il 28 giugno 1993 da C.H. Tsou (n. 825) nella riserva delle cicadee di Yenping, distretto di Taitung, a circa 500 m; l’olotipo è conservato nell’erbario dell’Academia Sinica (HAST) (The World List of Cycads; Hill 2008).
Con Cycas revoluta forma la piccola sezione Asiorientales, definita da ovuli pubescenti, coni maschili sodi e cerosi e semi rossi (Hill 2008). Il suo rango divide oggi le fonti:
- la accettano come specie: Hill (2008), de Laubenfels e Adema (1998), la Flora of China (1999), Species+ e The World List of Cycads (versione 2026.08.15), seguita dal sito;
- la includono in Cycas revoluta: Chang e colleghi (2022), in uno studio che unisce misure morfologiche e sequenziamento genomico (RAD-seq) di 26 popolazioni di Cycas revoluta e delle due popolazioni di Cycas taitungensis, e poi la World Checklist of Vascular Plants di Kew, su cui si basa POWO.
Gli studi genetici concordano su una separazione recente. Chang, Huang e Liao (2019) concludono che Cycas taitungensis deriva da popolazioni ancestrali di Cycas revoluta che hanno colonizzato il sud-est di Taiwan a partire dal Pleistocene medio, seguendo l’arco delle Ryūkyū. Chang e colleghi (2022) mostrano poi che le due linee hanno continuato a scambiarsi geni, tramite il polline e i bulbilli trasportati dalla corrente marina Kuroshio, e che i loro caratteri si sovrappongono: ne concludono che si tratta di una sola specie. Sottolineano essi stessi lo svantaggio di questa scelta per la conservazione, perché le piante di Taiwan, molto più minacciate, non verrebbero più valutate a parte.
Il sito mantiene Cycas taitungensis come specie distinta, in accordo con The World List of Cycads e con l’uso orticolo: è una scelta editoriale, mentre POWO resta il riferimento botanico. La scheda di Cycas revoluta presenta la stessa divergenza.
Etimologia e storia
L’epiteto deriva dal distretto di Taitung, regione montuosa del sud-est di Taiwan, con il suffisso latino -ensis, «originario di» (Hill 2008; Haynes 2022, tramite The World List of Cycads).
Le piante di Taiwan furono descritte e illustrate già negli anni Venti con il nome di Cycas taiwaniana, in particolare da Yamamoto (1928), e poi nelle flore di Taiwan (de Laubenfels e Adema 1998). Chang e colleghi (2022) ritengono che questa confusione abbia falsato i confronti con Cycas revoluta, perfino nel protologo. Una riserva è stata creata appositamente per la specie nel distretto di Taitung (Hill 2008). In Francia e in Italia è coltivata da appassionati almeno dagli anni Duemila (forum Fous de palmiers e Tropicamente).
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano attestato. In cinese la Flora of China indica tai-dong su-tie (台东苏铁, «cicadea di Taitung»), e Hill (2008) cita anche feng-wei-jiao, «palma coda di fenice». Species+ riporta Taiwan-feng-wei-jiao. In inglese Hill (2008), secondo Chen e colleghi (1995) e Bonta e Osborne (2007), registra il nome orticolo «emperor sago».
In natura
Cycas taitungensis è endemica del distretto di Taitung, nel sud-est di Taiwan. Ne restano solo due popolazioni, ai due lati della valle del Rift orientale: una nella riserva naturale delle cicadee del villaggio di Hongye, lungo la valle del Luye, l’altra nella riserva forestale delle cicadee della catena costiera (Chang e colleghi 2022; Huang e colleghi 2001). Le piante crescono su pendii ripidi ed esposti, talvolta in boschi radi, tra circa 300 e 900 m (Chang e colleghi 2022); la Flora of China indica (300-)400-800(-1000) m, su pendii rocciosi o ghiaie ben drenate. De Laubenfels e Adema (1998) citavano anche il Fujian settentrionale, in Cina, dato non ripreso da Hill (2008) né da The World List of Cycads.
Secondo la Flora of China l’impollinazione avviene da aprile a giugno e i semi maturano tra settembre e ottobre. Huang e colleghi (2001) hanno trovato una diversità genetica elevata e poche differenze tra le due popolazioni.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas taitungensis come in pericolo (EN A3e; B1ab(v)) nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022: il criterio A3e indica un declino atteso dovuto a organismi introdotti, e B1ab(v) un areale ristretto e frammentato con un declino continuo del numero di piante adulte (categoria verificata tramite GBIF e The World List of Cycads). La valutazione precedente, di J. Haynes (2010), l’aveva già portata da vulnerabile a in pericolo (Chang e colleghi 2022).
Le minacce citate sono il disturbo dell’habitat, il prelievo illegale, la chiusura dei boschi di bassa quota e soprattutto due parassiti, la cocciniglia asiatica delle cycas, Aulacaspis yasumatsui, e la farfalla Chilades pandava, più gravi per questa specie che per Cycas revoluta (Chang e colleghi 2022). Hill (2008) notava già che la riserva creata per la specie è piccola e soggetta a frane ed erosione.
Come tutta la famiglia delle Cycadaceae, la specie è iscritta nell’Appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline e plantule in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (allegati fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Banche dati consultate il 19 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Cycas taitungensis si coltiva come Cycas revoluta, di cui condivide le esigenze: sole, terreno ben drenato, annaffiature d’estate e terreno più asciutto d’inverno. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, diversi esemplari sono coltivati in piena terra: uno è stato piantato giovane, con un caudice di una decina di centimetri di diametro, altri due con un fusto già sviluppato. La loro crescita è sempre stata abbastanza rapida, e l’articolo pubblicato su questo sito li considera probabilmente tra le cicadee più facili per il sud-est della Francia, da provare ovunque Cycas revoluta riesce bene.
I coltivatori francesi ne confermano il vigore. Nel Rossiglione un coltivatore nota sul forum Fous de palmiers (2009 e 2011) che cresce prima e più in fretta di Cycas revoluta, con foglie più lunghe e piatte; nel Béarn un altro osserva ogni primavera una ripresa vegetativa più precoce di quella di Cycas revoluta (2009 e 2012). Lo stesso coltivatore ha constatato che le foglie di una crescita tardiva, a settembre, non facevano in tempo a indurirsi e bruciavano l’inverno seguente, mentre quelle primaverili resistevano (2009 e 2011): meglio non stimolare la crescita a fine estate, una precauzione tratta da questa sola testimonianza.
In Italia
Cycas taitungensis compare nell’Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli del 2012-13 e del 2014-15, con indicazione di origine australiana, e nell’elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina del 2009. Un appassionato italiano la descriveva nel 2009, sul forum Tropicamente, come altrettanto resistente di Cycas revoluta ma molto più veloce, senza indicare la località.
Il clima del Jardin zoologique tropical e del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia: le esperienze francesi riportate qui sono quindi utili anche in Italia, pur restando esperienze francesi.
Moltiplicazione
Cycas taitungensis si moltiplica per seme; servono una pianta maschile e una femminile, e i semi maturano in autunno. Appassionati dei forum Fous de palmiers e Tropicamente segnalano una crescita rapida delle piantine (2009). Come Cycas revoluta, la pianta può formare bulbilli: Chang e colleghi (2022) attribuiscono loro un ruolo nella dispersione naturale via mare. Non è pubblicato alcun protocollo specifico.
Malattie e parassiti
In natura la cocciniglia asiatica delle cycas, Aulacaspis yasumatsui, e la farfalla Chilades pandava indeboliscono le popolazioni di Taiwan (Chang e colleghi 2022); un articolo del 2010 descrive il ciclo di questa cocciniglia allevata su cicadee a Taiwan. In coltivazione i rischi sono quelli del genere: cocciniglie e marciumi in terreno fradicio. Al Jardin zoologique tropical è stata fotografata una foglia anomala su un esemplare, senza causa precisata.
Rusticità
Cycas taitungensis sopporta bene le gelate del litorale mediterraneo francese, fino a −6 °C senza danni al Jardin zoologique tropical nel febbraio 2012. Diversi coltivatori trovano però il suo fogliame più sensibile di quello di Cycas revoluta, mentre la pianta riparte dopo freddi più intensi.
In Italia e nel sud della Francia
- Francia, costa del Var: al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, esemplari in piena terra hanno resistito senza danni a −6 °C nel febbraio 2012, con disgelo durante il giorno (osservazioni pubblicate sul sito).
- Francia, Rossiglione: un coltivatore riferisce sul forum Fous de palmiers (marzo 2010) che la sua pianta in piena terra è rimasta intatta dopo un inverno con 27 notti di gelo, una minima di −6/−7 °C e 40 cm di neve, mentre la neve aveva un po’ bruciato alcune Cycas revoluta; nel febbraio 2012 precisa che ha incassato due volte −7 °C senza danni, «ma che è il limite».
Non sono documentati riscontri datati e localizzati dall’Italia (coste liguri e tirreniche, Sicilia, Sardegna, Puglia, pianura padana o laghi prealpini). Le esperienze del Var e del Rossiglione, dal clima vicino a quello di molte coste italiane, sono le più utili per i coltivatori italiani.
Riferimenti internazionali
- Francia, Béarn: un coltivatore riferisce sul forum Fous de palmiers che il fogliame del suo esemplare in piena terra è stato molto danneggiato a −5/−6 °C nel gennaio 2009, mentre la sua Cycas revoluta era intatta; osserva danni a partire da −6 °C (aprile 2010) e una defogliazione completa a −10 °C nel febbraio 2012, senza temere per la sopravvivenza della pianta.
- Francia, regione di Parigi: un coltivatore della periferia parigina riferisce (aprile 2010) che il suo esemplare, in piena terra da più di due anni, è stato defogliato da −12 °C nell’inverno 2008-2009; il caudice, di 8-10 cm, è rimasto sano, ma la pianta ha impiegato due anni a rifare le foglie (febbraio 2012).
- Stati Uniti: il Juniper Level Botanic Garden, vicino a Raleigh (Carolina del Nord), riferisce che dopo l’inverno 2013-2014, con minime di 4-9 °F (da −16 a −13 °C) a seconda delle zone, le sue Cycas taitungensis in piena terra, senza protezione né pacciamatura, sono sopravvissute perdendo quasi tutte le foglie, mentre Cycas revoluta figura tra le specie che non sono sopravvissute ai suoi inverni. Nel 2022 tutte le sue Cycas hanno perso le foglie a 16 °F (−9 °C) e poi sono ripartite, sempre senza protezione.
Tossicità e precauzioni
Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas taitungensis, ma tutte le specie di Cycas studiate contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA, soprattutto nei semi. L’ASPCA classifica Cycas revoluta, la sua parente più stretta, tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Considerate la pianta tossica: semi fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per maneggiarli e, in caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Le fonti pubblicate non documentano usi tradizionali propri di Cycas taitungensis. Chiang e colleghi (2013) riferiscono soltanto che la specie e Cycas revoluta sono piantate come ornamentali nell’est di Taiwan.
Domande frequenti
Cycas taitungensis è una vera specie?
Dipende dalle fonti. The World List of Cycads, la Flora of China e Hill (2008) la accettano; POWO la include in Cycas revoluta dopo lo studio di Chang e colleghi (2022). Il sito la tratta come specie distinta.
Come distinguerla da Cycas revoluta?
Dalle foglie più lunghe (100-180 cm) e più piatte, dalle foglioline più lunghe a margini solo ricurvi e dal portamento più massiccio. Le differenze però si sovrappongono in alcune piante.
È più rustica di Cycas revoluta?
Non per il fogliame, spesso danneggiato prima. Il fusto sembra invece altrettanto resistente, se non di più: al Juniper Level Botanic Garden è sopravvissuta senza protezione a −13/−16 °C, mentre Cycas revoluta non ha resistito agli inverni del giardino.
Si può coltivare in piena terra in Italia?
Sì, nelle zone costiere miti, a giudicare dalle esperienze del Var e del Rossiglione, dal clima vicino a quello di molte coste italiane. Più a nord sopravvive a geli forti ma perde le foglie.
Cresce più in fretta di Cycas revoluta?
Sì, secondo i coltivatori francesi e italiani e l’esperienza del Jardin zoologique tropical: la crescita è più rapida e la ripresa vegetativa più precoce.
È minacciata?
Sì, è classificata in pericolo (2022): restano solo due popolazioni a Taiwan, indebolite in particolare dalla cocciniglia asiatica delle cycas.
È velenosa?
Bisogna supporlo. Non esistono analisi proprie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Aulacaspis yasumatsui — La cocciniglia asiatica delle cycas: identificazione, trattamento e prevenzione
- Cycas gelata: cosa fare per salvarla
- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas taitungensis: https://cycadlist.org/scientific_name/223 — protologo (Bot. Bull. Acad. Sin. 35(2): 135-138, 1994), tipo (Tsou 825, Yenping, circa 500 m, 1993; HT HAST), distribuzione (Taiwan), EN A3e; B1ab(v), etimologia secondo Haynes (2022). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 19 ottobre 2026.
- Flora of China (eFloras), Cycas taitungensis: http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=2&taxon_id=210000347 — descrizione, quote, habitat, fenologia, nome cinese, vecchia confusione con C. taiwaniana. Flora di riferimento, affidabile.
- GBIF, WCVP (Cycas taitungensis): https://api.gbif.org/v1/species?name=Cycas%20taitungensis&datasetKey=f382f0ce-323a-4091-bb9f-add557f3a9a2 — sinonimia con Cycas revoluta nella World Checklist of Vascular Plants (base di POWO). Dati di Kew diffusi da GBIF; consultati il 19 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas taitungensis: https://api.gbif.org/v1/species/2683225/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (EN). Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 19 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas taitungensis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/28347/legal — Appendice II della CITES, Allegato B dell’UE, Taiwan, nomi cinesi. Banca dati ufficiale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Orto Botanico di Napoli, Index Seminum: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/index-seminum.html — Cycas taitungensis nelle edizioni 2012-13 e 2014-15 (origine Australia). Fonte istituzionale.
- Orto Botanico di Messina, Cicadee: https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — Cycas taitungensis nell’elenco del 2009. Fonte istituzionale.
- Juniper Level Botanic Garden, Winter Hardy Cycads (7 agosto 2014, e risposte fino al 2022): https://www.juniperlevelbotanicgarden.org/winter-hardy-cycads/ — sopravvivenza senza protezione a 4-9 °F, perdita del fogliame a 16 °F, elenco degli ibridi. Giardino botanico, prove all’aperto; affidabile per quel sito.
- BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — ibrido Cycas revoluta × taitungensis a Wisley (consultato nell’ottobre 2026). Banca dati mondiale delle collezioni.
- Forum Tropicamente: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-taitungensis/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-panzihuaensis/ (2009). Riscontri datati, citati senza nome.
- Forum Fous de palmiers (Francia): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=87103, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=171526 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=55148 (Rossiglione, 2009-2012); https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=48337, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=87942, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=171425 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=145727 (Béarn, 2009-2012); https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=87931 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=171494 (regione di Parigi, 2010-2012); https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=487157 (ibrido, 2020). Riscontri datati, citati senza nome.
- Succulentes, Culture de Cycas taitungensis à La Londe-les-Maures (articolo in francese): https://succulentes.net/culture-de-cycas-taitungensis/ — −6 °C senza danni (febbraio 2012), crescita rapida, confronto con Cycas revoluta. Osservazione di prima mano del sito.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità di Cycas revoluta per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario americano, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- Bailey, R., Chang, N.T., Lai, P.Y. & Hsu, T.C. (2010). Life table of cycad scale, Aulacaspis yasumatsui (Hemiptera: Diaspididae), reared on Cycas in Taiwan. Journal of Asia-Pacific Entomology 13(3): 183-187. doi:10.1016/j.aspen.2010.03.008 [Cocciniglia allevata su cicadee a Taiwan; titolo e riferimento verificati su Crossref.]
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- Haynes, J. (2010). Cycas taitungensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42067A10642224. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42067A10642224.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]