Macrozamia glaucophylla

Macrozamia glaucophylla è una piccola cicadea senza tronco visibile dell’interno del Nuovo Galles del Sud, in Australia, che cresce nei boschi secchi su sabbia profonda, dai dintorni di Gunnedah fino al nord della foresta di Pilliga, a sud di Narrabri. Appartiene al genere Macrozamia e si distingue per le foglie blu o grigie con foglioline per lo più biforcate. A lungo conosciuta come la «forma blu» di Macrozamia heteromera, con il nome di Macrozamia heteromera var. glauca, è stata riconosciuta come specie soltanto nel 1998. In coltivazione è molto rara.

In sintesi: Macrozamia glaucophylla

  • Nome accettato: Macrozamia glaucophylla D.L.Jones (1998), pubblicato nella Flora of Australia 48: 718-719 (The World List of Cycads; POWO non consultato direttamente)
  • Nomi precedenti e sinonimi: Macrozamia heteromera var. glauca C.Moore (1884); nome provvisorio Macrozamia sp. «Northern Pilliga» e «forma blu» di Macrozamia heteromera tra gli amatori (PACSOA)
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in inglese, nelle fonti consultate
  • Distribuzione naturale: Australia, interno del Nuovo Galles del Sud, dai dintorni di Gunnedah al nord della foresta di Pilliga («Pilliga Scrub»), a sud di Narrabri
  • Stato IUCN: a minor preoccupazione (LC), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads; Lista Rossa non consultata direttamente)
  • CITES e altre tutele: appendice II (annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; nessuna iscrizione trovata negli elenchi australiani delle specie minacciate
  • Rusticità documentata: nessun valore misurato né riscontro di coltivazione; classificata tra i Macrozamia più rustici da uno specialista australiano, secondo un messaggio di forum (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura boschi secchi molto radi di Callitris o di eucalipti, su sabbia profonda; in coltivazione non documentati
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo di 20-40 cm di diametro; da 2 a 8 foglie di 60-120 cm (fino a una decina, eccezionalmente 25 vicino ai torrenti, secondo la PACSOA)
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; nessun riscontro di coltivazione
  • Tossicità: nessun dato proprio; tossicità di tutto il genere (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Macrozamia glaucophylla?

Tra i piccoli Macrozamia con foglioline biforcate, si riconosce dalle foglie più lunghe e sempre blu o grigie (Flora of Australia, Hill, 1998). Le misure seguenti vengono da questa flora, salvo diversa indicazione.

  • Fusto: sotterraneo, di 20-40 cm di diametro.
  • Foglie: da 2 a 8 per corona, lunghe 60-120 cm, da nettamente a mediamente carenate, da grigio-verdi a blu, opache; rachide poco o mediamente ritorto. Secondo la PACSOA le foglie, fortemente ricurve verso l’apice, superano in media il suolo di 50-70 cm (al massimo circa 1,1 m); le foglie giovani salgono quasi verticali, con le foglioline ancora arrotolate, prima di aprirsi, come in Lepidozamia peroffskyana.
  • Picciolo: di 12-25 cm, senza spine: le foglioline inferiori non si riducono a spine.
  • Foglioline: da 90 a 120 per foglia, di 16-25 cm per 4-7 mm, generalmente divise una volta (segmenti larghi 3-5 mm), talvolta semplici, dello stesso colore o quasi sulle due facce, con l’apice non pungente. Secondo la PACSOA una seconda divisione, che dà tre o perfino quattro segmenti, non è rara; le foglioline si inseriscono a «V» sul rachide, con un callo rosa-rosso che con l’età diventa color crema.
  • Coni maschili: fusiformi, di circa 25 cm per 5-6 cm; fino a quattro per pianta (PACSOA).
  • Coni femminili: ovoidi, di 18-23 cm per 9-11 cm; spesso due per pianta dopo un’annata favorevole (PACSOA). Sono i coni femminili più grossi tra i piccoli Macrozamia del Nuovo Galles del Sud, secondo la PACSOA.
  • Semi: ovoidi, di 30-34 mm per 24-26 mm; quelli del nord dell’areale sono più grossi di quelli di Macrozamia diplomera e di Macrozamia heteromera (PACSOA).

La PACSOA descrive una netta variazione da nord a sud: a nord le piante sono robuste, con foglie più lunghe e numerose e foglioline fitte dall’aspetto «cespuglioso», che ricordano Macrozamia stenomera; a sud sono più piccole, più regolari e somigliano di più a Macrozamia heteromera. La causa di questa variazione non è nota.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido che coinvolga Macrozamia glaucophylla. Gli ibridi segnalati dalla PACSOA nel sud della Pilliga riguardano altre due specie del gruppo, Macrozamia diplomera e Macrozamia polymorpha.

Possibili confusioni

Macrozamia glaucophylla appartiene a un gruppo di piccole specie dell’interno del Nuovo Galles del Sud con foglioline spesso divise.

  • Macrozamia heteromera: più piccolo, con foglie verde medio e più corte. Le piante del sud dell’areale di Macrozamia glaucophylla gli si avvicinano per dimensioni.
  • Macrozamia stenomera: foglioline divise più volte, che secondo la PACSOA facilitano l’identificazione, nonostante l’aspetto cespuglioso comune alle due specie nel nord della Pilliga.
  • Macrozamia polymorpha: foglioline generalmente intere; parentela «molto lontana» secondo la PACSOA.
  • Piante giovani di altre specie: nel 2013-2014, sul forum francese Fous de palmiers, piante bluastre dapprima prese per Macrozamia glaucophylla sono state attribuite da uno specialista a Macrozamia moorei, perché le loro foglioline inferiori si riducevano a spine, cosa che in Macrozamia glaucophylla non accade mai.

Tassonomia

Macrozamia glaucophylla è accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu descritta da David L. Jones nel 1998 nel volume 48 della Flora of Australia (p. 718-719). Il tipo (olotipo nell’erbario nazionale di Canberra, CANB; isotipi a Brisbane, Melbourne e Sydney) fu raccolto il 9 giugno 1991 da D.L. e B.E. Jones (n. 7498) a circa 40 km a sud di Narrabri.

Il cambiamento di nome deriva da una revisione del complesso di Macrozamia heteromera. Nel 1884 Charles Moore aveva descritto una varietà glauca di Macrozamia heteromera, che The World List of Cycads considera oggi un sinonimo di Macrozamia glaucophylla. Secondo la PACSOA, David Jones rivide il complesso nel 1998 e ne separò due specie, Macrozamia glaucophylla e Macrozamia polymorpha. In precedenza gli amatori conoscevano la pianta come la «forma blu» di Macrozamia heteromera o con il nome provvisorio di Macrozamia sp. «Northern Pilliga». In pratica, una pianta blu acquistata come Macrozamia heteromera prima del 1998 ha buone probabilità di essere un Macrozamia glaucophylla.

La PACSOA colloca la specie nella sezione Parazamia, quella delle piccole specie senza foglioline spinose. La Flora of Australia la collega al complesso di Macrozamia heteromera, definito da foglie con stomi sulle due facce e da foglioline spesso divise. Lo studio filogenomico di Habib et al. (2022) conclude che la tradizionale divisione del genere in sezioni non rispecchia la sua storia evolutiva.

Etimologia e storia

Il nome unisce il greco glauco-, «con pruina bluastra», e phyllon, «foglia», con allusione alle foglie giovani di colore blu glauco (Haynes, 2022, tramite The World List of Cycads).

La PACSOA deve il suo racconto di campo a Craig Thompson e Paul Kennedy, sulla base di un articolo di Paul Kennedy uscito nel 1992 su Principes, prima della revisione del 1998. Gli autori raccontano la fatica di trovare le piante nella Pilliga, lungo piste insabbiate dove sbucano canguri, emù e maiali inselvatichiti.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome comune attestato, né in italiano né in inglese: si usa il nome scientifico. L’espressione «forma blu di Macrozamia heteromera», che si incontra ancora, non è un nome comune ma un vecchio uso degli amatori.

In natura

Macrozamia glaucophylla vive nell’interno del Nuovo Galles del Sud, attorno a Gunnedah e verso sud fino al nord della foresta di Pilliga; vi è localmente abbondante, ma in popolazioni sparse, in boschi secchi su sabbia profonda (Flora of Australia, PlantNET). Secondo la PACSOA, si limita al nord della foresta demaniale di Pilliga, a sud di Narrabri. Questa foresta copre circa 380 000 ettari tra Coonabarabran e Narrabri e confina con una riserva naturale di 80 000 ettari creata nel 1968.

La PACSOA descrive piante isolate o, qua e là, piccoli popolamenti fitti, sotto una copertura rada di Callitris glaucophylla o di Eucalyptus crebra, con Acacia. I coni sono irregolari, ma nelle buone annate la maggior parte delle piante di un popolamento li produce insieme. I canguri mangiano la polpa dei semi caduti al suolo; gli opossum li portano ai piedi di un albero; alcuni segni di denti sono stati attribuiti ai maiali inselvatichiti. Grandi incendi percorrono la Pilliga: 350 000 ettari nel 1951, poi oltre 100 000 ettari nel 1982, nel 1997 e nel 2006.

Per il clima la PACSOA cita Narrabri, a 212 m di quota: 660 mm di pioggia all’anno, distribuiti su 64 giorni, minime invernali di −0,8 °C e massime estive di 37,6 °C raggiunte almeno una volta alla settimana in luglio e in gennaio, e 29 giorni di gelo all’anno.

Stato di conservazione e normativa

Macrozamia glaucophylla non è minacciato. La Lista Rossa della IUCN lo classifica a minor preoccupazione (LC), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 e ripresa da The World List of Cycads. Nell’Atlas of Living Australia non compare alcuna iscrizione negli elenchi australiani delle specie minacciate.

Per il commercio internazionale rientra, come gli altri Macrozamia, nell’appendice II della CITES, con l’annotazione #4 che esenta in particolare i semi (iscrizione in vigore al 5 marzo 2026), e nell’Unione europea, e quindi in Italia, nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono oggi fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026, secondo Species+, consultato il 2 ottobre 2026. Esigete una pianta nata da seme e verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o importazione.

Coltivazione

Nessuna fonte pubblicata descrive la coltivazione di Macrozamia glaucophylla, e nessun coltivatore ne racconta l’esperienza sui forum consultati. Le indicazioni seguenti si basano sul suo habitat e sull’esperienza acquisita con il genere.

  • Suolo: sabbioso, profondo e molto drenante, come la sabbia della Pilliga; un vaso profondo è adatto alla radice fittonante.
  • Luce: non documentata in coltivazione. In natura la pianta vive sotto una copertura rada di alberi (PACSOA): un’esposizione luminosa sembra adatta.
  • Annaffiatura: al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, l’esperienza acquisita con il genere Macrozamia (non con questa specie, che il giardino non coltiva) indica che d’estate, se non piove, un’annaffiatura alla settimana è il minimo e due sono l’optimum; un gelo che arriva su un suolo impregnato d’acqua è più pericoloso di un gelo secco. Il clima del Var è vicino a quello di molte regioni italiane, come le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia: questi riferimenti, pur restando un’esperienza francese, valgono anche per il coltivatore italiano.
  • Crescita: molto lenta. Secondo un vivaista specializzato del forum francese Fous de palmiers (2014), per questi piccoli Macrozamia servono almeno 15-20 anni per ottenere una pianta adulta.

In Italia

Nessuna presenza di Macrozamia glaucophylla è documentata negli orti botanici italiani: la specie non figura tra le nove specie di Macrozamia coltivate in serra all’Orto Botanico di Napoli secondo un articolo della rivista del giardino, Delpinoa, uscito nel 1984 (che elenca invece Macrozamia heteromera, nome sotto il quale la «forma blu» era allora conosciuta; nessuna fonte precisa però quale forma fosse coltivata a Napoli), né negli altri elenchi pubblicati consultati nell’ottobre 2026. Sul forum italiano Tropicamente la specie compare una sola volta, nel 2012, in un messaggio sulle cicadee rustiche (vedi Rusticità), senza alcuna esperienza di coltivazione. Non esiste quindi alcun dato per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico, la Sicilia o la Sardegna.

Moltiplicazione

La moltiplicazione avviene per seme. Servono una pianta maschile, una femminile e, fuori dall’Australia, un’impollinazione manuale; i coni sono irregolari. Pulite i semi con i guanti, perché la polpa è tossica.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Abituata alla sabbia, la pianta rischia soprattutto il marciume delle radici in un substrato che trattiene l’acqua.

Rusticità

La resistenza al freddo di Macrozamia glaucophylla non è nota: non è stato misurato alcun valore e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione.

In Italia e nel sud della Francia

Sul forum italiano Tropicamente e sul forum francese Fous de palmiers, riletti nell’ottobre 2026, non è stata trovata alcuna prova all’aperto, in nessuna regione. Il clima del sud-est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Linguadoca, Corsica) è vicino a quello di molte regioni italiane, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano; ma per questa specie non ne esistono. Due messaggi ne parlano soltanto per sentito dire:

  • Nel 2014 un membro del forum Fous de palmiers ha riferito la classifica di uno specialista australiano delle cicadee, Bruce Ironmonger, che colloca Macrozamia glaucophylla tra i Macrozamia «più rustici», quelli dei dintorni di Coonabarabran e della Pilliga; questa classifica non indica alcuna temperatura.
  • Nel 2012 un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna), sul forum Tropicamente, citava i Macrozamia che riteneva piuttosto resistenti al freddo e aggiungeva che «dicono» resistente anche la piccola Macrozamia glaucophylla, «se riesci a trovarla». È un semplice sentito dire, senza alcuna prova, e non viene considerato un riscontro: lo stesso coltivatore precisava di non aver mai coltivato con successo all’aperto alcuna cicadea a Ravenna, e un altro partecipante giudicava molto ottimistica la lista commerciale americana a cui rinviava.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun riscontro. Il clima di Narrabri (29 giorni di gelo all’anno, minime settimanali di −0,8 °C in luglio) dà un’idea delle condizioni dell’areale, senza dire che cosa la pianta sopporti. La scheda inglese del sito annuncia una rusticità di −5 / −8 °C e applica alla specie il clima di Coonabarabran; questi dati, non verificati, non sono ripresi. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, al riparo dall’acqua d’inverno, resta la scelta prudente.

Tossicità e precauzioni

Va considerato tossico, anche se per questa specie non è stato pubblicato alcun dato. Nei Macrozamia i semi contengono azossiglicosidi, tra cui la macrozamina, che nell’intestino liberano una potente tossina del fegato, e le foglie provocano nei bovini un danno nervoso irreversibile (Healy, 1967). Tenete la pianta e i semi fuori dalla portata di bambini, cani e gatti, usate guanti per pulire i semi e, in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun uso proprio di Macrozamia glaucophylla.

Domande frequenti

Macrozamia glaucophylla è la «forma blu» di Macrozamia heteromera?

Sì. Quella che prima del 1998 gli amatori chiamavano «forma blu» di Macrozamia heteromera, o Macrozamia heteromera var. glauca, è oggi la specie Macrozamia glaucophylla. Si distingue per le dimensioni maggiori, le foglie più lunghe e il colore blu o grigio.

Perché le sue foglioline sono biforcate?

È un carattere che condivide con alcune specie vicine dell’interno del Nuovo Galles del Sud. Le sue foglioline si dividono per lo più una volta, talvolta due. Nessuna fonte consultata ne spiega l’utilità per la pianta.

Resiste al gelo?

Non si sa. Vive in una regione dove gela una trentina di giorni all’anno, e uno specialista australiano lo colloca tra i Macrozamia più rustici, ma non è stata pubblicata alcuna prova. In Italia coltivatelo prima in vaso, all’asciutto d’inverno.

Come non confonderlo con una pianta giovane di un’altra specie?

Guardate la base delle foglie. In Macrozamia glaucophylla le foglioline inferiori non si riducono mai a spine; in Macrozamia moorei o in Macrozamia communis sì. Anche le foglioline biforcate sono un buon indizio.

Si trova in Italia?

Non risulta. Nessun orto botanico italiano lo elenca nelle fonti pubblicate consultate, e sul forum Tropicamente nessun coltivatore dice di averlo; è raro in coltivazione anche nel resto d’Europa.

La specie è minacciata?

No. La IUCN la classifica a minor preoccupazione (2022). Gli incendi ripetuti della Pilliga fanno però parte del suo ambiente e, come tutte le cicadee, rientra nella CITES.

Macrozamia glaucophylla è tossico?

Sì, come tutti i Macrozamia. I semi e le foglie giovani sono le parti più pericolose. Tenetelo fuori dalla portata di bambini e animali e maneggiate i semi con i guanti.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Jones, D.L. (1998). Macrozamia glaucophylla. In: Hill, K.D., Cycadophyta, in McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 718-719. CSIRO Publishing, Melbourne. [Protologo; consultato nella versione online della flora.]
  • Moore, C. (1884). [Descrizione di Macrozamia heteromera var. glauca]. Journal and Proceedings of the Royal Society of New South Wales 17: 122. [Rilevato tramite The World List of Cycads, testo non consultato.]
  • Ironmonger, B. & Ironmonger, S. (2003). The Macrozamia heteromera group: taxonomy, distribution, and cultivation. Cycad Newsletter 26(3): 12-14. [Citato da The World List of Cycads; non consultato.]
  • Habib, S. et al. (2022). Phylotranscriptomics reveal the spatio-temporal distribution and morphological evolution of Macrozamia, an Australian endemic genus of Cycadales. Annals of Botany 130(5): 671-685. doi:10.1093/aob/mcac117 [Riassunto letto.]
  • Healy, P.J. (1967). Macrozamia poisoning. Flock & Herd. [Tossicità del genere per il bestiame; letto durante la preparazione della pagina del genere.]
  • Moretti, A. (1984). Quinacrine fluorescence analysis of the chromosomes of Macrozamia. Delpinoa n.s. 23-24 (1981-82): 129-136. [Tabella delle cicadee australiane coltivate a Napoli; consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia; rilevata tramite The World List of Cycads.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia glaucophylla. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42006A48779147. [Rilevato tramite The World List of Cycads.]