Cycas nayagarhensis è una cicadea dal fusto massiccio delle colline di arenaria del distretto di Nayagarh, nello Stato indiano dell’Odisha, dove se ne conoscono soltanto tre piccole popolazioni. Questa specie del genere Cycas è stata descritta nel 2015 da Rita Singh, P. Radha e J.S. Khuraijam, nello stesso articolo che elevava Cycas orixensis al rango di specie. Si distingue per un fusto molto spesso, allargato alla base, per i grandi coni maschili e per le foglie verde bluastro. La IUCN la classifica in pericolo critico.
In sintesi: Cycas nayagarhensis
- Nome accettato: Cycas nayagarhensis Rita Singh, P.Radha & Khuraijam (2015), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in Odisha aruguna, oruguna, orguna, oranga e odissimari, nomi condivisi con Cycas orixensis
- Distribuzione naturale: India, Odisha, distretto di Nayagarh (colline di Gamein, Rukhi e Balram)
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR B1ab(iii,v)), valutazione di J.S. Khuraijam del 2020 (Lista rossa 2022-1)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; nome non ancora presente in Species+
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, colline rocciose e scoperte di arenaria, tra 135 e 180 m di quota; nessun dato di coltivazione
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 5 m, di 50-92 cm di diametro, semplice o ramificato; foglie di 1,04-2,10 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas nayagarhensis?
Il carattere più evidente è il fusto enorme, di 50-92 cm di diametro, più largo alla base e ristretto verso la cima. Vi si aggiungono grandi coni maschili ovoidi, le cui squame terminano con una spina robusta solo di rado biforcuta (Singh e colleghi 2015). Come in Cycas orixensis, i megasporofilli portano spine laterali e una lunga spina terminale «a ferro di lancia». Ecco la descrizione degli autori:
- Fusto: semplice o ramificato, fino a 5 m; nelle piante giovani la corteccia è spessa, fatta di fasce alterne di basi fogliari e di catafilli persistenti, poi diventa liscia negli esemplari vecchi.
- Foglie: lucide, verde bluastro glauco, lunghe 1,04-2,10 m, con 80-176 paia di foglioline.
- Picciolo: lungo 28-47 cm, armato di 18-29 paia di spine.
- Foglioline: quelle mediane sono lanceolate, glabre e bicolori, di 19-28 cm per 6-10 mm, con nervatura mediana sporgente.
- Coni maschili: da ovoidi a subconici, giallo-arancio, lunghi 18-43 cm per 10-20 cm di diametro; microsporofilli di 4-5 cm per 2-2,5 cm, terminati da una spina robusta e rivolta verso l’alto di 22-30 mm, in genere intera.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): lunghi 12-19 cm, pubescenti, con 1-6 ovuli glabri; lembo lanceolato di 7-8,5 cm, con 13-25 spine laterali di 4-9 mm per lato e una spina terminale di 30-46 mm.
- Semi: da sferici a largamente ellissoidi, appiattiti lateralmente, di 33-39 mm; verdi, poi giallo «mango» a maturità, con uno strato fibroso sotto l’involucro carnoso.
Ibridi
Per questa specie non è documentato alcun ibrido.
Possibili confusioni
La confusione più probabile è con Cycas orixensis, l’altra cicadea dell’Odisha. Secondo la chiave di Singh e colleghi (2015), le due specie si separano così:
- Cycas nayagarhensis: fusto massiccio (50-92 cm di diametro), grandi coni maschili (18-43 cm), microsporofilli raramente biforcuti, ovuli appiattiti lateralmente;
- Cycas orixensis: fusto slanciato (12,5-32 cm), piccoli coni maschili (11-21 cm), microsporofilli molto spesso biforcuti.
Gli autori la distinguono da Cycas circinalis per la punta biforcuta dei microsporofilli, per le spine laterali talvolta biforcute e per la lunga spina terminale dei megasporofilli. Notano infine che il suo fusto colonnare, di diametro uniforme salvo la base allargata, ricorda quello di Cycas swamyi, del Karnataka.
Tassonomia
Cycas nayagarhensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie è stata descritta nel 2015 nell’Asian Journal of Conservation Biology, nell’articolo che elevava Cycas circinalis var. orixensis al rango di specie (Cycas orixensis) e che creava per queste due cicadee dell’Odisha una nuova sottosezione, Orixenses, all’interno della sezione Cycas. La sottosezione si definisce per la spina terminale dei microsporofilli, semplice o biforcuta una o più volte, e per le lunghe spine laterali e terminale dei megasporofilli.
Non è stato trovato alcuno studio molecolare pubblicato sulla posizione di queste due specie nel genere: la sottosezione si fonda su caratteri morfologici e su un’analisi di somiglianza morfo-anatomica presentata nello stesso articolo.
Etimologia e storia
L’epiteto rimanda al distretto di Nayagarh, nell’Odisha, unico luogo in cui la specie cresce spontanea, in tre popolazioni (Singh e colleghi 2015; Haynes 2022).
Gli autori hanno scoperto queste popolazioni durante esplorazioni condotte per diversi anni nell’Odisha centrale: il portamento più robusto e i coni diversi li hanno indotti a separarle da Cycas orixensis. Il tipo è stato raccolto nel maggio 2009 da Rita Singh e J.S. Khuraijam (olotipo n. 67409, erbario dell’università GGS Indraprastha di Nuova Delhi, da depositare all’erbario nazionale di Calcutta); raccolte complementari risalgono al luglio 2010 e al settembre 2011. Non è documentata alcuna storia di introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. Singh e colleghi (2015) citano i nomi in lingua odia aruguna, oruguna, orguna, oranga e odissimari, gli stessi di Cycas orixensis: indicano le cicadee della regione in generale e non permettono di distinguere le due specie.
In natura
Cycas nayagarhensis è nota soltanto in tre popolazioni del distretto di Nayagarh: le colline di Gamein, di Rukhi e di Balram. Vi cresce su colline rocciose di arenaria, scoperte, tra 135 e 180 m di quota (Singh e colleghi 2015). I coni femminili compaiono in giugno-luglio, quelli maschili da marzo a maggio. L’impollinazione e la dispersione dei semi non sono documentate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas nayagarhensis in pericolo critico (CR, criteri B1ab(iii,v)), secondo la valutazione di J.S. Khuraijam del 2020, pubblicata nella versione 2022-1 della Lista rossa. Questi criteri indicano un areale molto ridotto, poche popolazioni e un declino continuo della qualità dell’habitat e del numero di individui adulti. Gli autori della specie proponevano già questa categoria nel 2015 (con il criterio B2), sottolineando il numero molto basso di piante adulte. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Le minacce citate sono il taglio dei fusti per riti religiosi e culturali e la trasformazione dei terreni legata all’espansione della città di Nayagarh, che ha causato un forte declino delle popolazioni (Singh e colleghi 2015).
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas nayagarhensis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, non elenca ancora questo nome, pubblicato nel 2015 (ricerche del 3 e del 12 ottobre 2026): la protezione deriva dall’iscrizione dell’intera famiglia, che copre ogni specie, nominata o no. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Nessuna istituzione consultata documenta la coltivazione di Cycas nayagarhensis, e nessun riscontro di coltivatori è stato trovato sui forum francesi o italiani; il forum francese Fous de palmiers la menziona solo all’annuncio della sua descrizione, nel 2015. Pianta di colline rocciose soleggiate in clima monsonico, andrebbe coltivata in vaso, in serra calda o al riparo dal gelo, su un substrato minerale molto drenante, con le precauzioni abituali per le Cycas: piena luce e annaffiature distanziate in inverno.
In Italia
Cycas nayagarhensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca «nayagarhensis» non restituisce alcun risultato (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. La germinazione è criptocotilare, come nelle altre Cycas, ma non è stato pubblicato alcun dato di semina proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; con tre sole popolazioni, però, ogni raccolta in natura pesa direttamente sulla sopravvivenza della specie, e in India si applicano le norme nazionali sulla raccolta e sull’esportazione.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas nayagarhensis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Le colline di Nayagarh, a bassa quota e in clima tropicale monsonico, non conoscono il gelo: nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: il forum Fous de palmiers non contiene alcun riscontro di coltivazione o di freddo per questa specie, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su di essa.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas nayagarhensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
I fusti vengono tagliati per riti religiosi e culturali, al punto da minacciare le popolazioni (Singh e colleghi 2015). I riti in questione non sono descritti nelle fonti consultate.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas nayagarhensis?
Soltanto nel distretto di Nayagarh, nell’Odisha (India), su tre colline di arenaria: Gamein, Rukhi e Balram, tra 135 e 180 m di quota.
Come si distingue da Cycas orixensis?
Dal fusto e dai coni. Cycas nayagarhensis ha un fusto massiccio di 50-92 cm di diametro e grandi coni maschili con squame raramente biforcute; Cycas orixensis è slanciata, con piccoli coni maschili dalle squame molto spesso biforcute.
Da dove viene il nome nayagarhensis?
Dal distretto di Nayagarh, nell’Odisha, l’unico luogo in cui cresce.
È minacciata?
Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico: tre sole popolazioni, fusti tagliati per riti e un habitat eroso dall’espansione della città di Nayagarh.
Si trova in coltivazione?
Nessuna pianta coltivata è documentata nelle fonti consultate, né in Italia né altrove.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo clima d’origine non conosce il gelo: andrebbe coltivata in vaso, al riparo in inverno.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas nayagarhensis: https://cycadlist.org/scientific_name/674 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (CR), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), genere Cycas: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/12839/legal — iscrizione della famiglia delle Cycadaceae nell’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977 (annotazione #4) e nell’allegato B dell’Unione europea; il nome della specie non vi figura ancora. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; interrogata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Asian Journal of Conservation Biology, Singh, Radha & Khuraijam (2015): https://www.ajcb.in/journals/full_papers_july_2015/AJCB-Vol4-No1-Singh-et-al.pdf — protologo, tipo, descrizione, località, nomi in odia, minacce, statuto proposto. Articolo con revisione paritaria (rivista indiana); testo integrale consultato.
- Lista rossa della IUCN, Cycas nayagarhensis (Khuraijam, valutazione 2020): https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T103632199A103632290.en — categoria CR B1ab(iii,v). Riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Crossref; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Singh, R., Radha, P. & Khuraijam, J.S. (2015). A new species, a new combination and a new subsection of Cycas from Odisha, northern Eastern Ghats of India. Asian Journal of Conservation Biology 4(1): 3-14. [Protologo (fig. 4-6), sottosezione Orixenses, chiave delle Cycas dell’India; testo integrale consultato.]
- Khuraijam, J.S. (2022). Cycas nayagarhensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T103632199A103632290. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T103632199A103632290.en [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]