Macrozamia montana

Macrozamia montana è una cicadea per lo più senza tronco del nord-est del Nuovo Galles del Sud, in Australia, che cresce sulle creste e sui pendii ripidi delle catene della scarpata orientale, tra i bacini dei fiumi Macleay e Manning. Appartiene al genere Macrozamia ed è stata riconosciuta come specie soltanto nel 1998: fino ad allora veniva confusa con Macrozamia communis, a cui resta molto vicina. Il suo nome ricorda l’habitat montano, più alto e più fresco di quello del parente costiero. È ancora pochissimo coltivata, in Italia come altrove.

In sintesi: Macrozamia montana

  • Nome accettato: Macrozamia montana K.D.Hill (1998), pubblicato nella Flora of Australia 48: 717 (The World List of Cycads; POWO non consultato direttamente)
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; piante un tempo attribuite a Macrozamia communis (PACSOA)
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in inglese «Mountain Burrawang» (Flora of Australia)
  • Distribuzione naturale: Australia, nord-est del Nuovo Galles del Sud, bacini del Macleay e del Manning, fino a Big Hill, a sud-est di Wollomombi
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads; Lista Rossa non consultata direttamente)
  • CITES e altre protezioni: appendice II (annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; nessuna iscrizione trovata nelle liste australiane delle specie minacciate
  • Rusticità documentata: nessun valore misurato e nessun riscontro di coltivazione trovato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura foresta sclerofilla umida, sotto copertura di eucalipti, su suoli ben drenati, da 200 m a oltre 750 m di quota (PACSOA); in coltivazione non documentato
  • Portamento e dimensioni adulte: ceppaia sotterranea, talvolta un corto tronco fino a 0,6 m, di 25-45 cm di diametro; da 20 a 70 foglie di 1-2 m (fino a 2,4 m osservati)
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sul forum Tropicamente
  • Tossicità: nessun dato proprio; semi e foglie giovani tossici in tutto il genere (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Macrozamia montana?

Somiglia a un Macrozamia communis, ma il picciolo è corto e largo, guarnito di foglioline ridotte a spine quasi fino alla base, e i coni femminili, portati da un lungo peduncolo, finiscono spesso coricati. Salvo indicazione contraria, le misure vengono dalla Flora of Australia (Hill, 1998):

  • Ceppaia: di solito sotterranea, talvolta prolungata da un corto tronco di 0-0,6 m, di 25-45 cm di diametro
  • Foglie: da 20 a 70 per corona, lunghe 100-205 cm, piatte in sezione, verde scuro, da semilucide a molto lucide, con rachide non attorcigliato. Secondo PACSOA le foglie giovani sono verde vivo, dapprima erette in obliquo e poi arcuate; nella regione del monte George sono state misurate foglie di 2,4 m
  • Picciolo: corto e largo, lungo 6-15 cm e largo 10-20 mm alla prima fogliolina; le foglioline in basso sono ridotte a spine, talvolta quasi fino al punto in cui il picciolo esce dalla corona (PACSOA)
  • Foglioline: da 70 a 140 per foglia, semplici, di 20-35 cm × 7-10 mm, nettamente più chiare sotto, con punta pungente, inserite a 45-60° sul rachide con un callo biancastro alla base (PACSOA)
  • Coni maschili: fusiformi, di 35-40 cm × 6-8 cm; fino a quattro per pianta (PACSOA)
  • Coni femminili: ovoidi, di 24-34 cm × 12-14 cm, con spine terminali lunghe 20-110 mm; uno o due per pianta. PACSOA ha osservato coni fino a 28 × 16 cm, su un peduncolo che può raggiungere 24 cm: maturando, passano da una posizione quasi verticale a una quasi orizzontale e a volte poggiano a terra
  • Semi: oblunghi, di 33-42 mm × 25-30 mm, con polpa rossa

Ibridi

Non si conosce alcun ibrido. Secondo PACSOA, Macrozamia montana è isolato geograficamente dagli altri Macrozamia e in natura non esistono ibridi. Non è documentato nemmeno alcun ibrido orticolo.

Possibili confusioni

L’unica confusione frequente è con Macrozamia communis, la specie da cui è stato separato.

  • Macrozamia communis: la Flora of Australia distingue Macrozamia montana per i piccioli più corti e più larghi, guarniti di foglioline più ridotte, un po’ più lucide e a forma di spina, e per le spine spesso più lunghe delle squame dei coni. PACSOA quantifica la differenza: picciolo di 10-40 cm in Macrozamia communis, di 6-15 cm in Macrozamia montana. Aiuta anche l’habitat: stazioni costiere per il primo, creste dell’interno per il secondo.

Sul forum francese Fous de palmiers, uno specialista ricordava nel 2010 che Macrozamia montana, come Macrozamia reducta e Macrozamia mountperriensis, fa parte delle specie vicine a Macrozamia communis, il che complica l’identificazione delle piante in commercio.

Tassonomia

Macrozamia montana è accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta nel 1998 da Ken D. Hill nel volume 48 della Flora of Australia (p. 717). Il tipo (olotipo all’erbario di Sydney, NSW; isotipi a Kew, Canberra e Brisbane) fu raccolto il 10 marzo 1995 da K.D. Hill e L.C. Stanberg (n. 4766) a Big Hill, circa 24 km a sud-est di Wollomombi, sulla strada da Armidale a Kempsey.

Non si tratta di un cambio di nome ma di una separazione: secondo PACSOA queste piante erano prima classificate in Macrozamia communis. Lo stesso anno Hill e Jones descrivevano anche Macrozamia reducta, un’altra specie staccata da questo gruppo. PACSOA colloca Macrozamia montana nella sezione Macrozamia, quella delle grandi specie con foglioline inferiori spinose; lo studio filogenomico di Habib e colleghi (2022) mostra però che la tradizionale divisione del genere in sezioni non rispecchia la sua storia evolutiva. Secondo PACSOA la specie è vicina soprattutto ai grandi Macrozamia communis della costa meridionale del Nuovo Galles del Sud, più che alle piante più piccole del nord di Newcastle.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino montanus, «dei monti», con riferimento alle sue stazioni su creste alte e scoscese (Haynes, 2022, tramite The World List of Cycads). La Flora of Australia precisa che il nome lo contrappone a Macrozamia communis, in genere costiero.

La storia della specie in coltivazione non è documentata. Le prime raccolte citate dalla Flora of Australia sono antiche: una fu fatta a Moona Plains, a East Cunderang, il 17 luglio 1906, molto prima della descrizione della specie.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato: si usa il nome scientifico. In inglese la Flora of Australia riporta «Mountain Burrawang», in contrapposizione al «burrawang» della costa, Macrozamia communis. La parola «burrawang» si applica a diversi Macrozamia del Nuovo Galles del Sud e si presta a confusione.

In natura

Macrozamia montana vive nei bacini del Macleay e del Manning, nel nord-est del Nuovo Galles del Sud; è localmente abbondante nelle foreste sclerofille umide delle creste della scarpata orientale dei Northern Tablelands (Flora of Australia), fino a Big Hill, a sud-est di Wollomombi (PlantNET). PACSOA colloca le stazioni tra il sud della valle del Manning e il nord della valle del Macleay, dalla regione del monte George, a sud, ai dintorni della strada da Armidale a Kempsey, a nord. Cresce sotto copertura di eucalipti, su suoli ben drenati, verso 200 m di quota al monte George e talvolta oltre 750 m nel nord. Al monte George è abbondante, spesso in cima a scarpate stradali invase da Lantana camara. Secondo PACSOA le piante del sud sono più robuste di quelle del nord.

Nessuna stazione meteorologica si trova vicino alle popolazioni. PACSOA si riferisce a due stazioni lontane: Armidale, sull’altopiano a 980 m, dove il minimo assoluto è di −9,3 °C, con in media 34 giorni all’anno sotto 0 °C; e Taree, vicino alla costa, a 18 m, dove il record è di −5,0 °C (1970) e di 45,3 °C (2004), con 1 177 mm di pioggia all’anno. Il monte George si trova a una trentina di chilometri da Taree. Questi valori delimitano il clima dell’areale senza misurarlo.

PACSOA riporta un’osservazione originale: mentre nella maggior parte dei Macrozamia i marsupiali aspettano che i coni si disgreghino per mangiare la polpa dei semi, in Macrozamia montana strappano talvolta le squame della base di coni ancora intatti.

Stato di conservazione e normativa

Macrozamia montana non è minacciato. La Lista Rossa della IUCN lo classifica a minor preoccupazione (LC), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 e riportata da The World List of Cycads. Nell’Atlas of Living Australia non compare alcuna iscrizione nelle liste australiane delle specie minacciate.

Per il commercio internazionale rientra, come gli altri Macrozamia, nell’appendice II della CITES, con l’annotazione #4 che esenta in particolare i semi (iscrizione in vigore al 5 marzo 2026), e nell’allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia (regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026), secondo Species+, consultato il 2 ottobre 2026. Le piante in vendita devono provenire da semina o da coltivazioni legali; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o importazione.

Coltivazione

Nessuna fonte pubblicata descrive la coltivazione di Macrozamia montana, e nessun coltivatore ne parla sui forum consultati, né italiani né francesi. Ci si può basare soltanto sul suo habitat e sulla coltivazione del suo stretto parente Macrozamia communis.

  • Suolo: ben drenato, come nelle sue stazioni di cresta.
  • Luce: in natura sotto copertura di eucalipti, in foresta umida; in coltivazione non documentata.
  • Spazio: prevedete posto per foglie di 1-2 m ed evitate i luoghi di passaggio, per via delle spine alla base delle foglie.

In Italia

Nessun orto botanico italiano ne segnala la presenza nelle fonti esaminate, e sul forum italiano Tropicamente non è stato trovato alcun messaggio su questa specie.

Esperienze in Francia, utili per l’Italia

Il Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato dati su Macrozamia montana, ma la sua esperienza con il genere Macrozamia fornisce due indicazioni. Il clima del giardino è vicino a quello di molte regioni italiane, in particolare delle coste liguri e tirreniche, della Sicilia, della Sardegna e della Puglia: questi consigli possono quindi essere applicati in Italia, pur restando un’esperienza francese, senza equivalenza precisa di temperatura con una località italiana.

  • Annaffiatura estiva: in estate, se non piove, un’annaffiatura alla settimana è il minimo e due sono l’optimum.
  • Gelo e pioggia: un gelo che arriva su un suolo zuppo d’acqua è più pericoloso di un gelo secco; il drenaggio conta quindi quanto la temperatura.

Moltiplicazione

Si moltiplica per seme, l’unico metodo documentato per il genere. Servono una pianta maschile, una femminile e, fuori dall’Australia, un’impollinazione manuale. Pulite i semi con i guanti, perché la polpa è tossica, e seminate in un vaso profondo, perché la radice fittonante è fragile.

Malattie e parassiti

Nessun parassita né malattia propri della specie sono documentati. Per i Macrozamia i forum citano soprattutto le cocciniglie, e un suolo zuppo in inverno favorisce il marciume.

Rusticità

Non si conosce la resistenza al freddo di Macrozamia montana: non è stato pubblicato alcun valore misurato e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stata trovata alcuna prova, in nessuna regione italiana né francese, sul forum italiano Tropicamente né sul forum francese Fous de palmiers, riletti nell’ottobre 2026. Nel 2014 un membro di quest’ultimo ha riportato la classificazione di uno specialista australiano delle cicadee, che colloca Macrozamia montana tra le specie «relativamente rustiche» del Nuovo Galles del Sud, insieme a Macrozamia communis, dietro le specie dell’interno; la classificazione non indica alcuna temperatura. In mancanza di meglio, ci si può riferire all’esperienza con Macrozamia communis, che in Francia perde le foglie verso −7 / −9 °C prima di ripartire (vedi la pagina del genere), senza garanzia che Macrozamia montana si comporti allo stesso modo.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun riscontro. La scheda inglese del sito presenta la specie come «forse la più rustica del genere», basandosi sul minimo di −9,3 °C di Armidale; ma questa stazione d’altopiano è più alta della maggior parte delle stazioni della specie, e nulla dimostra che le piante subiscano tali temperature. L’affermazione non viene ripresa.

Tossicità e precauzioni

Va considerato tossico, anche se per questa specie non è pubblicato alcun dato. Nei Macrozamia i semi contengono azossiglicosidi, tra cui la macrozamina, tossici per il fegato, e le foglie, soprattutto quelle giovani, provocano nei bovini un danno nervoso irreversibile (Healy, 1967). Tenete la pianta e i semi lontano da bambini, cani e gatti, usate i guanti per pulire i semi e, in caso di ingestione, rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è stato trovato alcun uso proprio di Macrozamia montana. Le fonti storiche raccolte da Asmussen (2011) sul consumo dei semi di Macrozamia nel Nuovo Galles del Sud sono anteriori alla descrizione della specie e non la distinguono.

Domande frequenti

Come distinguere Macrozamia montana da Macrozamia communis?

Dal picciolo. Quello di Macrozamia montana è corto (6-15 cm) e largo, guarnito di spine quasi fino alla base; quello di Macrozamia communis misura 10-40 cm. I coni femminili di Macrozamia montana, dal lungo peduncolo, finiscono spesso coricati.

Macrozamia montana è più rustico di Macrozamia communis?

Non si sa. Il suo habitat è più elevato, ma non è stata pubblicata alcuna misura né prova di coltivazione. Uno specialista australiano lo colloca nello stesso gruppo di rusticità di Macrozamia communis.

Forma un tronco?

Raramente. La ceppaia è di solito sotterranea; talvolta forma un corto tronco che non supera i 60 cm secondo la Flora of Australia.

Quanta acqua serve in estate?

Per la specie non ci sono dati, ma per i Macrozamia l’esperienza del Jardin zoologique tropical, nel Var, indica un’annaffiatura alla settimana come minimo in estate se non piove, e due come optimum. In inverno il terreno deve restare ben drenato.

La specie è minacciata?

No. La IUCN la classifica a minor preoccupazione (2022) ed è localmente abbondante. Come tutte le cicadee rientra comunque nella CITES.

Dove trovare Macrozamia montana?

Con difficoltà. Sui forum consultati non è stata rilevata alcuna offerta. Pretendete una pianta nata da seme e i documenti CITES necessari per qualsiasi acquisto fuori dall’Unione europea.

Macrozamia montana è tossico?

Sì, come tutti i Macrozamia. I semi e le foglie giovani sono le parti più pericolose: tenetelo lontano da bambini e animali e maneggiate i semi con i guanti.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hill, K.D. (1998). Cycadophyta. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-661, 717-719. CSIRO Publishing, Melbourne. [Protologo di Macrozamia montana, p. 717; consultato nella versione online.]
  • Habib, S. et al. (2022). Phylotranscriptomics reveal the spatio-temporal distribution and morphological evolution of Macrozamia, an Australian endemic genus of Cycadales. Annals of Botany 130(5): 671-685. https://doi.org/10.1093/aob/mcac117 [Letto il riassunto.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia; rilevata tramite The World List of Cycads.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia montana. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42013A48869072. [Rilevato tramite The World List of Cycads.]
  • Healy, P.J. (1967). Macrozamia poisoning. Flock & Herd. [Tossicità del genere per il bestiame; letto durante la preparazione della pagina del genere.]
  • Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» A comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. https://doi.org/10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Letto per intero.]