Cycas chenii è una cicadea senza fusto aereo endemica del medio corso del Fiume Rosso (Yuanjiang), nello Yunnan centro-meridionale, in Cina, dove cresce all’ombra di foreste subtropicali sempreverdi di latifoglie su pendii ripidi. Questa specie del genere Cycas, descritta solo nel 2015 da botanici dell’Istituto di botanica di Kunming, porta il nome del botanico cinese Chia-Jui Chen e si distingue dalla sua specie sorella, Cycas guizhouensis, per il fusto sotterraneo. Conta meno di 500 individui noti e la IUCN la classifica in pericolo (2023).
In sintesi: Cycas chenii
- Nome accettato: Cycas chenii X.Gong & Wei Zhou (2015), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese 陈氏苏铁 (chen shi su tie, «cicadea di Chen»)
- Distribuzione naturale: Cina, Yunnan, bacino superiore del Fiume Rosso (prefetture di Chuxiong e Honghe)
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criterio B1ab(iii,v)), valutazione di W. Zhou e X. Gong pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea; in Cina, pianta selvatica protetta di prima classe, come tutte le Cycas del paese
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foreste subtropicali sempreverdi su pendii ripidi, su substrati che vanno dal calcare agli scisti; 500-1300 m di quota (fino a circa 1600 m secondo un campionamento successivo)
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo (acaule); le misure di foglie e coni della descrizione originale non hanno potuto essere verificate
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani
- Tossicità: nessuna analisi specifica; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas chenii?
Il carattere decisivo è il fusto: Cycas chenii è acaule, cioè il suo fusto resta sotto terra e dal suolo spuntano solo le foglie. Secondo gli autori della descrizione (Zhou, Guan e Gong, 2015), è proprio questo il tratto che la separa a colpo d’occhio dalla specie più vicina, Cycas guizhouensis. Come tutte le specie della sezione Stangerioides, ha coni maschili morbidi, megasporofilli dal lembo pettinato, ovuli glabri e semi gialli dalla sarcotesta non fibrosa (Hill, 2008, per la definizione della sezione).
La descrizione originale, pubblicata nel Journal of Systematics and Evolution, comprende una descrizione completa illustrata e un confronto morfologico e cariologico con le specie affini, ma il testo integrale non ha potuto essere consultato: per questo questa pagina non riporta le misure di foglie, foglioline, coni e semi. Chi deve identificare una pianta dovrebbe riferirsi direttamente a quell’articolo.
Ibridi
Nessun ibrido, né naturale né di coltivazione, è documentato. Gli studi genetici indicano anzi una separazione netta dalla specie sorella: secondo Wang e colleghi (American Journal of Botany, 2026), Cycas chenii e Cycas guizhouensis sono lignaggi geneticamente distinti, separatisi all’inizio del Miocene, e la loro divergenza sarebbe dovuta soprattutto all’isolamento geografico in bacini fluviali diversi, forse in seguito a spostamenti del corso dei fiumi, più che a differenze ecologiche: le loro nicchie ambientali sono infatti risultate statisticamente indistinguibili.
Possibili confusioni
La confusione più probabile è con Cycas guizhouensis, la specie sorella, che vive nelle valli dei fiumi Nanpan e Qingshui, tra il sud-ovest del Guizhou, lo Yunnan orientale e il nord-ovest del Guangxi, su pendii calcarei con boscaglie basse (Hill, 2008). Secondo Zhou e colleghi (2015), Cycas chenii se ne distingue subito per il fusto sotterraneo. Va però notato che Hill (2008) descrive il fusto di Cycas guizhouensis come «da arborescente ad acaule», alto fino a 1 m: sulle piante giovani il criterio va quindi usato con prudenza, insieme alla provenienza geografica.
Nella stessa regione del Fiume Rosso vivono altre Cycas della sezione Stangerioides; gli autori della specie ne hanno confrontato i caratteri morfologici e i cariotipi, ma i dettagli di questo confronto non hanno potuto essere verificati.
Tassonomia
Cycas chenii è accettata da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Wei Zhou, Meng-Meng Guan e Xun Gong, dell’Istituto di botanica di Kunming (Accademia cinese delle scienze), l’hanno descritta nel 2015 nell’articolo «Cycas chenii (Cycadaceae), a new species from China, and its phylogenetic position», Journal of Systematics and Evolution 53(6): 489-498; il nome è attribuito a X. Gong e Wei Zhou. Il tipo è la raccolta W. Zhou 201235, fatta nel 2012 a Dutian, nella contea di Shuangbai (Yunnan), a 1100 m di quota; l’olotipo è conservato nell’erbario dell’Istituto di botanica di Kunming (KUN).
Gli autori hanno collocato la specie con l’aiuto di sequenze di DNA di due regioni plastidiali, degli spaziatori ribosomiali nucleari (ITS) e di due regioni nucleari, confrontandola con 16 specie di Cycas: Cycas chenii forma un gruppo distinto, affine a Cycas guizhouensis, all’interno della sezione Stangerioides. Il nome non è mai cambiato da quando è stato pubblicato.
Etimologia e storia
L’epiteto chenii onora il professor Chia-Jui Chen (Chen Jiarui), botanico dell’Istituto di botanica, per il suo lavoro sulle Cycas della Cina (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads). Con D.W. Stevenson ha firmato il trattamento delle Cycadaceae della Flora of China (1999), e nel 1975 aveva descritto Cycas hainanensis (Hill, 2008).
La specie è stata descritta tardi, nel 2015, a partire da piante raccolte nel 2012. Già in quell’anno il gruppo di Kunming aveva campionato tutte le popolazioni allora conosciute per uno studio genetico, pubblicato nel 2017; un secondo studio, pubblicato nel 2024, ne ha esaminate dieci.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. In cinese la specie si chiama 陈氏苏铁, chen shi su tie, letteralmente «cicadea di Chen», nome usato nella rassegna delle Cycas cinesi pubblicata nel 2022 sulla rivista Biodiversity Science. Non è stato trovato alcun nome comune inglese.
In natura
Cycas chenii vive solo nello Yunnan, lungo il corso superiore del Fiume Rosso, chiamato in Cina Yuanjiang, nelle prefetture di Chuxiong e Honghe. Secondo la descrizione originale, ripresa da Yang e colleghi (2017), cresce su pendii ripidi tra 500 e 1300 m di quota, su substrati che vanno dal calcare agli scisti, all’ombra di foreste subtropicali sempreverdi di latifoglie; queste valli calde e secche del sud-ovest della Cina avrebbero fatto da rifugio durante le oscillazioni climatiche del Quaternario. Le località citate dalla descrizione comprendono Dutian e Qingshuihe (contea di Shuangbai) e Menglong e Lianhua (contea di Honghe); la rassegna del 2022 elenca le contee di Eshan, Honghe, Shiping, Shuangbai, Xinping e Yuanjiang. Le popolazioni campionate nel 2012 si trovavano tra circa 490 e 1600 m.
Il fiume ha avuto un ruolo nella storia della specie. Nel 2017 erano note sei popolazioni, quattro sulla riva nord-orientale del Fiume Rosso e due su quella sud-occidentale: il DNA dei cloroplasti le divide proprio in due gruppi corrispondenti alle due rive, e il fiume sembra quindi agire da barriera al flusso genico. Lo studio del 2024 (Wu e colleghi, Conservation Genetics) su dieci popolazioni ha distinto tre gruppi genetici, allineati sui rispettivi fiumi, e ha rilevato tre «colli di bottiglia» demografici negli ultimi cinque milioni di anni; la diversità genetica della specie è risultata più alta di quella di altre Cycas.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas chenii in pericolo (EN, criterio B1ab(iii,v)), cioè con un areale piccolo e un declino della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi. La valutazione, firmata da W. Zhou e X. Gong, è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref, dove la scheda è datata 23 aprile 2020); la categoria EN è confermata da The World List of Cycads e dai dati della IUCN ripresi da GBIF (consultazione del 18 ottobre 2026). La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Gli autori della specie stimavano una popolazione totale inferiore a 500 individui, con tutte le popolazioni note lontane da qualsiasi area protetta; ogni popolazione campionata nel 2012 contava meno di 100 piante. Le minacce citate sono il disboscamento per l’agricoltura e la raccolta eccessiva (Yang e colleghi, 2017). Lo studio del 2017 la definisce «in pericolo critico», una formulazione degli autori e non una valutazione della Lista rossa, e propone almeno due aree protette, una per riva del fiume, oltre alla raccolta di semi in tutte le popolazioni per la conservazione fuori dall’habitat; quello del 2024 propone strategie distinte per ciascuno dei tre gruppi genetici.
In Cina tutte le specie del genere Cycas sono iscritte tra le piante selvatiche protette di prima classe nell’elenco nazionale (Xi e colleghi, 2022). A livello internazionale, come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, rientra nell’appendice II della CITES, attraverso l’iscrizione dell’intera famiglia delle Cycadaceae, con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES, mentre le piante vive richiedono un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati della CITES, non ha una scheda propria per questa specie descritta di recente (consultazione del 12 ottobre 2026): lo statuto deriva dall’iscrizione della famiglia.
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Fuori dalla Cina Cycas chenii non risulta coltivata in nessuna collezione documentata. In Cina è presente nella collezione di conservazione dell’orto botanico di Kunming, dove nel 2023 sono state studiate le sue radici coralloidi, insieme a quelle di altre nove Cycas (Wang e colleghi, Microorganisms).
Non sono state pubblicate raccomandazioni di coltivazione. L’ambiente naturale dà qualche indicazione: una pianta di sottobosco, quindi da tenere a luce filtrata più che in pieno sole, in un substrato ben drenato, con un fusto sotterraneo da proteggere dai ristagni d’acqua. Queste indicazioni sono dedotte dall’habitat e non da prove di coltivazione.
In Italia
Cycas chenii non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Le ricerche sui forum Tropicamente, in Italia, e Fous de palmiers, in Francia, non hanno dato alcun risultato: non è documentata alcuna coltivazione in Italia.
Moltiplicazione
Come tutte le Cycas, Cycas chenii è dioica e si moltiplica per seme: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. Yang e colleghi (2017) raccomandano di raccogliere semi rappresentativi in tutte le popolazioni esistenti, in particolare in quelle più ricche di diversità genetica, per la conservazione in collezione. Data la rarità della specie e la sua protezione in Cina, solo semi di provenienza legale e documentata sono accettabili.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume del fusto e delle radici in un substrato troppo bagnato, rischio accresciuto per un fusto sotterraneo.
Rusticità
Per Cycas chenii non esiste alcun dato di resistenza al freddo: nessuna misura, nessuna classificazione di vivaio, nessun riscontro di coltivazione all’aperto. È una specie descritta di recente e quasi assente dalle collezioni.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Neppure nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, esiste un riscontro: la specie non è citata sul forum Fous de palmiers, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. In mancanza di dati, la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Non esiste alcun riferimento internazionale. Il solo indizio è l’habitat: valli calde e secche dello Yunnan, tra 500 e 1300 m (fino a circa 1600 m), dove nessuna fonte consultata indica le temperature minime. Il fusto sotterraneo può proteggere la pianta grazie all’inerzia termica del suolo, soprattutto da giovane, ma non protegge le foglie e non è una prova di rusticità.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas chenii, ma il rischio è ben documentato nel genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di ogni altra. Il composto principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli e segnala vomito, diarrea talvolta con sangue, ittero e lesioni del fegato che possono essere mortali.
Usate i guanti per maneggiare i semi e la loro polpa, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Le fonti consultate non descrivono alcun uso tradizionale proprio di Cycas chenii. La raccolta eccessiva citata tra le minacce (Yang e colleghi, 2017) non è precisata; date le tossine del genere, nessuna parte della pianta va consumata.
Domande frequenti
Come si distingue da Cycas guizhouensis?
Soprattutto dal fusto, sotterraneo in Cycas chenii, e dalla provenienza: Cycas chenii vive lungo il Fiume Rosso nello Yunnan centro-meridionale, Cycas guizhouensis nelle valli dei fiumi Nanpan e Qingshui. Geneticamente sono due lignaggi distinti, separati da milioni di anni.
Dove cresce in natura?
Solo nello Yunnan, lungo il corso superiore del Fiume Rosso, nelle prefetture di Chuxiong e Honghe, all’ombra di foreste subtropicali su pendii ripidi, tra 500 e 1300 m circa.
A chi è dedicata?
Al botanico cinese Chia-Jui Chen, per i suoi studi sulle Cycas della Cina.
È minacciata?
Sì. Conta meno di 500 individui noti, in popolazioni piccole e fuori dalle aree protette, minacciate dal disboscamento e dalla raccolta. La IUCN la classifica in pericolo (EN, versione 2023-1 della Lista rossa); in Cina è protetta di prima classe.
Si trova in commercio?
Non risulta. Nessun vivaio né forum consultato la propone, e l’unica collezione documentata è quella dell’orto botanico di Kunming.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Non è documentato. Non esiste alcun dato di resistenza al freddo; in mancanza di prove, la prudenza consiglia il vaso e il riparo dal gelo.
È tossica?
Sì, bisogna considerarla tale. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose per l’uomo e gli animali, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas chenii: https://cycadlist.org/scientific_name/665 — autori, protologo, tipo (W. Zhou 201235, Dutian, 2012, olotipo KUN), etimologia, distribuzione, statuto IUCN (EN B1ab(iii,v)). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata il 12 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas chenii: https://api.gbif.org/v1/species/10330730/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (EN), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
- Journal of Systematics and Evolution, pagina dell’articolo di Zhou, Guan e Gong (2015): https://www.jse.ac.cn/EN/10.1111/jse.12153 — riassunto della descrizione originale (fusto acaule, posizione filogenetica nella sezione Stangerioides). Rivista scientifica; solo il riassunto è stato consultato.
- PubMed Central, Yang e colleghi (2017), Plant Diversity: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6112254/ — distribuzione, quote, substrati, popolazioni, minacce, struttura genetica, proposte di conservazione. Articolo scientifico ad accesso aperto; testo integrale consultato.
- Biodiversity Science, Xi e colleghi (2022), «Resources and protection of Cycas plants in China»: https://www.biodiversity-science.net/CN/Y2022/V30/I7/21495 — nome cinese, contee di presenza, protezione nazionale di prima classe di tutte le Cycas cinesi. Rassegna scientifica; riassunto e tabelle consultati.
- PubMed Central, Wang e colleghi (2023), Microorganisms: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10537389/ — presenza della specie nella collezione di conservazione dell’orto botanico di Kunming. Articolo scientifico ad accesso aperto; testo integrale consultato.
- Wikipedia (inglese), Cycas chenii: https://en.wikipedia.org/wiki/Cycas_chenii — elenco delle località della descrizione originale. Fonte secondaria, usata solo per le località.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Definizione della sezione Stangerioides e descrizione di Cycas guizhouensis; testo integrale consultato.]
- Yang, R., Feng, X.-Y. & Gong, X. (2017). Genetic structure and demographic history of Cycas chenii (Cycadaceae), an endangered species with extremely small populations. Plant Diversity 39(1): 44-51. doi:10.1016/j.pld.2016.11.003 [Popolazioni, habitat, minacce, struttura genetica; testo integrale consultato.]
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- Wang, Y.-Q., Liu, J., Xiao, S.-Y., Xi, H.-H., Gong, X. & Feng, X.-Y. (2026). Geographic isolation promoted species divergence of two closely related Cycas species in distinct river basins. American Journal of Botany. doi:10.1002/ajb2.70270 [Divergenza da Cycas guizhouensis; riassunto consultato.]
- Xi, H.-H., Wang, Y.-Q., Pan, Y.-Z., Xu, T., Zhan, Q.-Q., Liu, J., Feng, X.-Y. & Gong, X. (2022). Resources and protection of Cycas plants in China. Biodiversity Science 30(7): 21495. doi:10.17520/biods.2021495 [Rassegna in cinese con riassunto inglese; tabelle consultate.]
- Wang, Z., Liu, J., Xu, H., Liu, J., Zhao, Z. & Gong, X. (2023). Core microbiome and microbial community structure in coralloid roots of Cycas in ex situ collection of Kunming Botanical Garden in China. Microorganisms 11(9): 2144. doi:10.3390/microorganisms11092144 [Specie presente nella collezione di Kunming; testo integrale consultato.]
- Zhou, W. & Gong, X. (2023). Cycas chenii. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T103632155A103632285. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T103632155A103632285.en [Valutazione in vigore, EN B1ab(iii,v); riferimento verificato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF e The World List of Cycads, testo non consultato (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; ripresa tramite The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]