Cycas candida

Cycas candida è una cicadea dal fogliame verde scuro e dai semi bianchi di cera, che cresce sui pendii granitici della regione di Rollingstone, a nord di Townsville, nel Queensland, in Australia. Questa specie del genere Cycas fu riconosciuta come distinta solo nel 2001 e descritta nel 2004 da Ken Hill. A prima vista ricorda Cycas media, ma i semi bianchi e pruinosi, da cui prende il nome, la legano al gruppo delle cicadee blu del Queensland. Il suo areale è piccolissimo e la IUCN la classifica in pericolo.

In sintesi: Cycas candida

  • Nome accettato: Cycas candida K.D.Hill (2004), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno; vecchie raccolte della stessa regione erano state attribuite a Cycas media
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato
  • Distribuzione naturale: Australia, Queensland, regione di Rollingstone a nord di Townsville, su pochi chilometri
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), valutazione di J.D. Bösenberg (2022), secondo The World List of Cycads
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato; da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: pieno sole; in natura, suoli sabbiosi e ghiaiosi scheletrici su ripidi pendii di massi granitici
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di 1-3 m, con corteccia spessa e sugherosa; foglie di 80-145 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; tre semenzali a Ravenna nel 2015 (vedi Coltivazione)
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas candida?

I caratteri decisivi sono le foglie verde scuro moderatamente carenate, le foglioline spesse, anch’esse carenate, a margini leggermente ricurvi, i catafilli morbidi coperti di una spessa peluria arancione e soprattutto i semi bianchi, coperti di pruina cerosa. Secondo la descrizione originale (Hill 2004):

  • Fusto: di 1-3 m, poco ingrossato alla base, con corteccia spessa e sugherosa.
  • Foglie: verde scuro, semilucide, di 80-145 cm, moderatamente carenate (le foglioline opposte formano un angolo di 90-130°), con 180-300 foglioline; peluria arancione che cade quando la foglia si distende; asse terminato di solito da una spina di 3-30 mm.
  • Picciolo: di 17-40 cm, glabro, spinoso sul 5-90 % della lunghezza; foglioline basali non ridotte a spine.
  • Foglioline: di 180-230 mm, nettamente più chiare sotto, inserite a 55-65°, ristrette a 3-4 mm alla base, leggermente carenate, a margini un po’ ricurvi; nervatura mediana piatta sopra, sporgente e larga sotto.
  • Catafilli: lineari, morbidi, coperti di peli o di una peluria fioccosa, persistenti.
  • Coni maschili: ovoidi, arancioni, di circa 40 cm per 14 cm.
  • Megasporofilli: di 22-32 cm, con peluria grigia o bruna che cade; 2-6 ovuli glabri; lembo lanceolato di 60-90 mm per 24-35 mm, regolarmente dentato, con 36-44 piccole spine laterali di 1-3 mm e una spina terminale di 15-29 mm.
  • Semi: ovoidi appiattiti, di 36-39 mm per 29-33 mm; involucro carnoso bruno-arancione, molto pruinoso, spesso 3-5 mm, senza strato fibroso né tessuto spugnoso.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.

Possibili confusioni

Hill (2004) osserva che Cycas candida ricorda a prima vista Cycas media, la grande cicadea della costa del Queensland. Ne è distinta dai catafilli morbidi e fioccosi, dalle foglioline più strette, carenate e a margini ricurvi, e dagli ovuli e semi bianchi. Questi caratteri la avvicinano a Cycas cairnsiana e al suo gruppo; al suo interno forma, con Cycas ophiolitica e Cycas megacarpa, un piccolo insieme di specie dai catafilli simili e dalle foglie carenate ma spesso verdi. Cycas cairnsiana si riconosce subito dalle foglioline di 2-3 mm, arrotolate e azzurro chiaro.

Tassonomia

Cycas candida è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Ken Hill la descrisse nel 2004 nell’articolo «Cycas candida (Cycadaceae), a new species from Queensland together with an extension of range and amended description of Cycas yorkiana», Telopea 10(2): 607-611. Il tipo fu raccolto a Rollingstone il 15 ottobre 2001 da Hill, Stanberg e Liu (numero 5671); l’olotipo è a Sydney (NSW), isotipi a Brisbane, Canberra, Canton (IBSC), Kew, New York e Pechino (PE).

Hill collega la specie al gruppo di Cycas cairnsiana, che allora chiama «sottosezione Cairnsianosae» (Hill 1998) e che nel 1996 aveva descritto come una serie della sottosezione Endemicae. Osserva anche che Cycas megacarpa, collocata in precedenza con Cycas media per le foglie verdi e le foglioline larghe e piatte, appartiene piuttosto a questo stesso insieme. Nessun cambiamento di nome ha riguardato la specie dopo la sua descrizione.

Etimologia e storia

L’epiteto candida significa «bianca» e si riferisce ai semi bianchi della specie (Hill 2004; Haynes 2022). Piante di Rollingstone erano state raccolte già nel 1981 da J.R. Maconochie e poi nel 1996 da Hill sulla strada di Paluma, ma la loro identità era rimasta incerta: la popolazione fu riconosciuta come specie distinta solo nel 2001. Hill precisa di averla descritta per fissare il nome e dare alle autorità per la conservazione un nome legittimo per il rilascio dei permessi.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato, e nessun nome vernacolo inglese o aborigeno ha potuto essere verificato.

In natura

Cycas candida è nota nella regione di Rollingstone, a nord di Townsville, e per pochi chilometri a nord e a sud. Hill (2004) la descrive localmente abbondante in boschi radi erbosi o in praterie ad alberi sparsi, su suoli sabbiosi e ghiaiosi scheletrici, su ripidi pendii coperti di massi di granito. Una parte importante della popolazione si trova nel parco nazionale di Mount Spec.

Stato di conservazione e normativa

Cycas candida è classificata in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)) nella valutazione di J.D. Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads. Questi criteri indicano un areale e una superficie occupata molto ridotti, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di adulti. Già Hill (2004) sottolineava che l’areale era piccolo e che incendi troppo frequenti potevano disturbare la riproduzione, anche nella parte protetta dal parco nazionale. La vecchia valutazione del 1994 la classificava «a basso rischio, dipendente da misure di conservazione» (LR/cd).

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas candida rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 3 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla coltivazione di Cycas candida, e i rari riscontri dei coltivatori riguardano semenzali. In Francia, un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) riferiva nel novembre 2011 sul forum Fous de palmiers di aver ordinato semi, raramente in vendita, senza indicare poi alcun risultato; nel 2012 un altro membro chiedeva notizie della specie, senza risposta. Per analogia con le altre specie del suo gruppo e con il suo habitat granitico, sono consigliabili un substrato molto drenante, il pieno sole e un inverno all’asciutto; non è documentato per la specie.

In Italia

Cycas candida non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). L’unico riscontro italiano viene dal forum Tropicamente: nel febbraio 2015 un coltivatore di Ravenna, in zona USDA 8a-8b, scriveva che di un suo semenzaio di Cycas candida gli restavano tre piante, aggiungendo che «le cycas australiane sono difficili»; nella stessa occasione riferiva che dei suoi semi di Cycas pruinosa, tutti germinati, era sopravvissuta una sola piantina. Lo stesso coltivatore aveva perso a più riprese, per marciume, i suoi semenzali di Cycas cairnsiana, specie dello stesso gruppo. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in piena terra in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas candida è dioica e si moltiplica per seme. Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione propria della specie; il riscontro di Ravenna mostra soltanto che i semenzali possono essere coltivati in Italia, con perdite. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume delle radici in un substrato troppo bagnato, la causa di perdita più spesso riferita per le Cycas australiane in Europa.

Rusticità

Per Cycas candida non esiste alcun dato di resistenza al freddo. La specie vive nel Queensland tropicale, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda: il riscontro di Ravenna non precisa le condizioni di svernamento dei semenzali. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: il forum Fous de palmiers non riporta alcun risultato di coltivazione, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. La coltivazione si fa quindi in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, e non è stato trovato alcun riscontro datato di coltivazione all’aperto al di fuori dell’Australia.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas candida, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di tutto. Il composto principale in causa è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali; la scheda riguarda Cycas revoluta, ma il rischio vale per tutto il genere.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas candida.

Domande frequenti

Perché «candida»?

Perché i semi sono bianchi. L’epiteto significa «bianca» e si riferisce alla pruina cerosa che li ricopre.

Cycas candida è una cicadea blu?

Non proprio. Il fogliame è verde scuro; solo ovuli e semi sono bianchi di cera, un carattere che la lega comunque al gruppo delle cicadee blu del Queensland.

Come distinguerla da Cycas media?

Dai catafilli morbidi e fioccosi, dalle foglioline più strette, carenate e a margini ricurvi, e dai semi bianchi e pruinosi.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022), perché occupa solo una piccolissima regione intorno a Rollingstone.

Si può coltivare in Italia?

In vaso sì, con difficoltà. A Ravenna alcuni semenzali sopravvivevano nel 2015, ma non esiste alcun dato sul freddo né alcuna prova in piena terra: va tenuta al riparo dal gelo.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hill, K.D. (2004). Cycas candida (Cycadaceae), a new species from Queensland together with an extension of range and amended description of Cycas yorkiana. Telopea 10(2): 607-611. [Protologo: descrizione, affinità, distribuzione, habitat, conservazione; testo integrale consultato (archive.org).]
  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Serie della sottosezione Endemicae; testo integrale consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]