La famiglia Crassulaceae

Aeonium Crassulaceae

Le Crassulaceae sono la famiglia di piante succulente più diffusa al mondo e, per molti aspetti, la più familiare. Chi ha coltivato un Sedum su un muretto, ammirato una rosetta di Sempervivum in un giardino alpino o ricevuto in regalo un albero di giada (Crassula ovata) ha già incontrato questa famiglia senza necessariamente conoscerne il nome. Il termine stesso “pianta grassa” — pianta crassa — deriva dal latino crassus, “grosso, carnoso”, la stessa radice che dà il nome alla famiglia e al suo genere tipo, Crassula.

Nel sistema di classificazione APG IV, le Crassulaceae appartengono all’ordine Saxifragales. La famiglia comprende circa 34 generi e oltre 1 400 specie accettate, distribuite in tre sottofamiglie: Crassuloideae, Kalanchoöideae e Sempervivoideae. Quest’ultima, la più vasta e complessa, riunisce da sola la maggior parte dei generi coltivati in Europa, tra cui Sedum, Sempervivum, Aeonium, Echeveria e Jovibarba.

Caratteristiche generali

Le Crassulaceae sono nella stragrande maggioranza erbacee perenni o piccoli arbusti, raramente annuali o arborescenti. La succulenza è quasi sempre concentrata nelle foglie, che formano frequentemente rosette simmetriche — un tratto ornamentale immediatamente riconoscibile. Le foglie sono protette da una cuticola cerosa che limita la traspirazione e conferisce spesso un aspetto glauco o pruinoso.

Dal punto di vista fisiologico, questa famiglia ha dato il nome a un meccanismo fotosintetico fondamentale: il metabolismo acido delle Crassulaceae (CAM, dall’inglese Crassulacean Acid Metabolism). In questo sistema, la pianta apre gli stomi di notte per assorbire anidride carbonica, la immagazzina sotto forma di acido malico e la utilizza per la fotosintesi durante il giorno a stomi chiusi. Il risultato è un’efficienza idrica straordinaria, che spiega la capacità di queste piante di prosperare su rocce, muri a secco e substrati quasi privi di suolo.

I fiori sono generalmente piccoli, a simmetria raggiata, con un numero di parti florali tipicamente pari a cinque (pentameri), anche se generi come Sempervivum possono presentare un numero maggiore di petali. I colori spaziano dal bianco al giallo, dal rosa al rosso vivo. Molte specie sono monocarpiche a livello di rosetta: la singola rosetta muore dopo la fioritura, ma la pianta sopravvive grazie ai numerosi polloni laterali.

Distribuzione e centri di diversità

La distribuzione delle Crassulaceae è quasi cosmopolita, con una forte concentrazione nelle regioni temperate e subtropicali dell’emisfero settentrionale e nell’Africa australe. I quattro principali centri di diversità sono i seguenti.

L’Africa australe, in particolare il Sudafrica occidentale e il Namaqualand, è il centro d’origine probabile della famiglia e ospita la maggiore diversità di Crassula (circa 150–200 specie), oltre a Cotyledon, Tylecodon e Adromischus.

Il Messico e l’America centrale rappresentano il cuore della diversità di Echeveria (circa 140 specie), Pachyphytum, Graptopetalum, Dudleya e di numerose specie di Sedum a foglie piatte.

La Macaronesia — Isole Canarie, Madeira e Capo Verde — è il dominio esclusivo di Aeonium (circa 35–40 specie), Aichryson e Monanthes, generi che non si trovano in nessun altro luogo del mondo al di fuori dell’introduzione umana.

L’Asia temperata e l’Himalaya ospitano infine numerose specie di Rhodiola, Orostachys, Sinocrassula e Sedum a distribuzione montana.

In Europa, e in Italia in particolare, le Crassulaceae sono rappresentate da specie spontanee appartenenti soprattutto ai generi Sedum, Sempervivum, Jovibarba e Umbilicus. Sedum acre, Sedum album, Sedum dasyphyllum e Sedum sexangulare colonizzano muri, rupi e ghiaioni su tutta la penisola. Sempervivum tectorum e Sempervivum arachnoideum sono diffusi sulle Alpi e sugli Appennini, dove crescono in fessure di roccia e sui tetti delle baite — una tradizione che ha dato origine al nome comune “semprevivo dei tetti”. Umbilicus rupestris, l’ombelico di Venere, è frequente sui muri umidi e ombrosi della Toscana, della Liguria e dell’Italia meridionale.

Principali generi coltivati

La famiglia offre una ricchezza di generi orticoli che poche altre famiglie succulente possono eguagliare. Ecco i principali.

Sedum è il genere più vasto della famiglia, con 400–500 specie distribuite principalmente nell’emisfero settentrionale. Il nome significa “sedo” (calmo) in riferimento a un presunto uso medicinale antico. Le specie europee sono generalmente rustiche e tappezzanti, eccellenti per giardini rocciosi, muri a secco e tetti verdi. Le specie messicane e asiatiche, spesso a foglie piatte e colorate, sono più delicate e si coltivano in vaso.

Sempervivum, con circa 40–60 specie, è il genere alpino per eccellenza. Le rosette compatte, capaci di sopportare gelate severe, neve e vento, sono perfettamente adatte alla coltivazione all’aperto in tutta Italia, dal giardino in quota al vaso sul balcone di città. L’ibridazione tra specie è estremamente facile, il che ha generato centinaia di cultivar dai colori straordinari.

Crassula comprende circa 150–200 specie, quasi tutte originarie dell’Africa australe. La specie più nota, Crassula ovata, è una delle piante da appartamento più diffuse al mondo, apprezzata per il portamento arboreo in miniatura e la fama di “pianta portafortuna”. Il genere comprende anche specie acquatiche — un fatto sorprendente per una famiglia di succulente.

Echeveria, con circa 140 specie messicane e centroamericane, è il genere delle rosette perfette. Le foglie carnose, spesso colorate in tonalità pastello — rosa, lilla, azzurro, rame — e ricoperte di pruina, ne fanno una delle piante succulente più fotografate e collezionate. In Italia, le Echeveria si coltivano in vaso con ricovero invernale, salvo nelle zone costiere più miti del Meridione.

Aeonium, con circa 35–40 specie endemiche della Macaronesia, si distingue per il portamento arborescente, le grandi rosette terminali e il ciclo vegetativo inverso rispetto alla maggior parte delle succulente: crescita attiva in inverno, dormienza in estate. Le specie e i cultivar più diffusi, come Aeonium arboreum ‘Zwartkop’ e Aeonium haworthii ‘Kiwi’, sono divenuti elementi iconici dei giardini mediterranei.

Kalanchoe riunisce circa 125 specie originarie del Madagascar, dell’Africa tropicale e dell’Asia meridionale. Kalanchoe blossfeldiana, la kalanchoe dei fioristi, è una delle piante da interni più vendute al mondo. Alcune specie, come Kalanchoe daigremontiana, producono plantule avventizie sui margini fogliari — un meccanismo di propagazione vegetativa spettacolare.

Cotyledon e Tylecodon sono due generi sudafricani strettamente imparentati. Tylecodon è un anagramma di Cotyledon creato al momento della separazione dei due generi. Entrambi comprendono specie a caudice o a fusto succulento, interessanti per i collezionisti ma sensibili al freddo.

Adromischus, con una quarantina di specie sudafricane, è un genere di piccole dimensioni che produce foglie dalla forma spesso bizzarra — a cuneo, a clava, maculate o ondulate — molto apprezzate dai collezionisti per la facilità di coltura in vaso.

Coltivazione in Italia

Le Crassulaceae offrono soluzioni per ogni situazione climatica della penisola italiana.

Il substrato ideale è minerale e molto drenante. Una miscela di terriccio universale, pomice e ghiaia fine (o lapillo vulcanico) in parti uguali è adatta alla maggior parte dei generi. Le specie europee (Sedum, Sempervivum) tollerano suoli più poveri e rocciosi; le specie tropicali (Kalanchoe, Cotyledon) apprezzano un substrato leggermente più ricco di materia organica.

L’esposizione varia secondo il genere. Sedum e Sempervivum esigono il pieno sole. Echeveria e Aeonium prosperano in pieno sole temperato o in mezz’ombra luminosa. Kalanchoe e Adromischus tollerano bene l’ombra parziale e si adattano alla vita in appartamento.

L’irrigazione deve seguire la regola fondamentale di tutte le succulente: bagnare abbondantemente quando il substrato è completamente asciutto, poi attendere. In inverno, le specie in dormienza — come la maggior parte degli Aeonium in estate e delle Echeveria in inverno — richiedono annaffiature molto ridotte o nulle. L’errore più comune e più grave è l’eccesso idrico in periodo freddo, che provoca marciumi radicali e del colletto.

La rusticità è molto variabile. Sempervivum e Jovibarba sono perfettamente rustici fino a −20 °C e oltre. Molte specie di Sedum europee tollerano −15 °C senza difficoltà. Aeonium resiste in genere fino a −2/−3 °C in condizioni asciutte, il che consente la coltivazione in piena terra lungo le coste tirreniche, liguri, sarde e siciliane. Echeveria, Crassula e Kalanchoe sono più sensibili e necessitano di riparo quando la temperatura scende sotto i 5 °C, salvo eccezioni documentate.

La moltiplicazione è uno dei punti di forza della famiglia. Quasi tutti i generi si propagano facilmente per talea di foglia, talea di rosetta o divisione dei polloni. Alcune specie di Kalanchoe producono spontaneamente delle plantule avventizie sui margini fogliari, rendendo la propagazione letteralmente automatica. La semina è possibile ma raramente necessaria, data la facilità delle tecniche vegetative.

Problemi frequenti

Il marciume radicale è il nemico principale. È quasi sempre causato da un substrato troppo compatto, da un vaso senza foro di drenaggio o da annaffiature eccessive in periodo fresco. Il rimedio preventivo è semplice: substrato minerale ben drenante, vaso forato e irrigazione disciplinata.

Le cocciniglie — sia cotonose (farinose) sia a scudetto — sono i parassiti più frequenti. Si annidano alla base delle rosette, tra le foglie e sulle radici. Il trattamento prevede la pulizia manuale con alcol e un intervento con olio di Neem o sapone molle potassico nei casi più gravi.

Gli afidi possono attaccare le infiorescenze, soprattutto in primavera. Le lumache apprezzano le foglie carnose di Echeveria e di Aeonium, in particolare dopo le piogge.

L’eziolamento (allungamento anomalo del fusto con foglie distanziate e pallide) è il segnale di una luce insufficiente, molto comune nella coltivazione in appartamento. Il rimedio è il riposizionamento in un luogo più luminoso.

Generi trattati su succulentes.net

I profili dettagliati dei generi saranno pubblicati progressivamente. Ecco i generi già disponibili o in preparazione:

  • Aeonium — le rosette arborescenti delle Canarie
  • Crassula — dall’albero di giada alle miniature sudafricane
  • Echeveria — le rosette perfette del Messico
  • Kalanchoe — succulente tropicali fiorifere
  • Sedum — i sempreverde dei muri e dei tetti
  • Sempervivum — i semprevivi alpini
  • Adromischus — piccole foglie scultoree del Sudafrica
  • Cotyledon e Tylecodon — succulente caudiciformi