Il genere Sedum

Poche piante succulente sono così profondamente radicate nel paesaggio italiano quanto i Sedum. Sedum acre tappezza i muri a secco della Liguria e le rocce vulcaniche dell’Etna. Sedum album colonizza le tegole dei tetti antichi dell’Appennino. Sedum dasyphyllum forma cuscinetti grigio-azzurri nelle fessure dei palazzi rinascimentali. Questi piccoli semprevivi delle rocce — chiamati “borracina” in italiano — sono autoctoni della flora italiana e costituiscono una delle presenze più familiari e discrete della nostra vegetazione. Allo stesso tempo, il genere Sedum è il più vasto dell’intera famiglia Crassulaceae, con circa 470–490 specie distribuite dall’Artico alle montagne tropicali, dall’Europa al Giappone, dal Messico all’Africa orientale. È anche, dal punto di vista tassonomico, il genere più problematico della famiglia — un caso da manuale di polifiletismo che i botanici chiamano, con un misto di affetto e di frustrazione, il “problema Sedum”.

Classificazione e il “problema Sedum”

Il genere Sedum L. appartiene alla famiglia Crassulaceae, sottofamiglia Sempervivoideae, tribù Sedeae. Fu descritto da Carlo Linneo nel 1753 nella prima edizione di Species Plantarum, con 15 specie. Il nome deriva dal latino sedere (“sedersi”), in riferimento al portamento prostrato di molte specie che “siedono” sulle rocce, oppure dal latino sedare (“calmare”), in allusione a un uso medicinale antico.

Plants of the World Online (POWO, Kew) elenca attualmente circa 488 specie accettate — un numero in costante evoluzione a causa della complessità tassonomica del genere. Il numero di specie descritte storicamente sotto il nome Sedum supera le 600, ma molte sono state trasferite in generi segregati come Hylotelephium, Rhodiola, Phedimus, Petrosedum, Prometheum, Rosularia e Orostachys.

Il cuore del “problema Sedum” è la natura altamente polifilettica del genere. Le specie attualmente incluse in Sedum non formano un gruppo naturale coerente: si distribuiscono in almeno quattro dei sei cladi principali della sottofamiglia Sempervivoideae. In altri termini, Sedum è un genere “cestino” (catch-all) che riunisce artificialmente lignaggi evolutivi distinti, separati da decine di milioni di anni di divergenza. Altri generi, come Echeveria, Sempervivum e Aeonium, sono filogeneticamente annidati tra le specie di Sedum, il che significa che Sedum è parafiletico rispetto a questi generi.

Lo studio filogenetico più ampio è quello di Messerschmid et al. (2020), che ha incluso 145 specie di Sedum e ha proposto due soluzioni radicali: restringere Sedum alla sola tribù Sedeae (circa 465 specie) e trasferire tutte le altre specie in generi già esistenti, oppure espandere Sedum per includere l’intera tribù Sedeae (circa 755 specie). Nessuna delle due soluzioni ha raggiunto il consenso della comunità scientifica. Nella pratica, POWO adotta ancora una visione ampia del genere in attesa di una revisione stabile.

Per il coltivatore e il giardiniere, questa complessità tassonomica si traduce in una confusione nomenclaturale frequente: la stessa pianta può essere venduta come Sedum spectabile, Hylotelephium spectabile o Sedum telephium subsp. spectabile a seconda del vivaio. Su succulentes.net, ci atteniamo alla nomenclatura di POWO come riferimento principale.

Descrizione generale

I Sedum sono piante erbacee succulente, annuali, biennali o perenni, più raramente subsuffruticose. Le dimensioni variano da minuscole erbacee tappezzanti alte uno o due centimetri (Sedum acre, Sedum dasyphyllum) a grandi perenni erette alte 50–80 cm (Sedum telephium, Sedum spectabile — oggi Hylotelephium). Il portamento è nella grande maggioranza dei casi prostrato o decombente, formando tappeti, cuscinetti o colonie che si espandono per stoloni o per radicazione degli steli.

Le foglie sono succulente, semplici, alterne o opposte, da cilindriche a ovate, spatolate o piatte. La superficie è liscia, cerosa o pruinosa. I colori spaziano dal verde brillante al grigio-azzurro, dal giallo dorato al rosso-porpora sotto stress luminoso — una caratteristica che rende molte specie particolarmente attraenti sui tetti verdi e nelle rocaille.

I fiori sono piccoli, stellati, generalmente pentameri (cinque petali, cinque sepali, dieci stami), con petali liberi. I colori predominanti sono il giallo (nella maggioranza delle specie europee), il bianco, il rosa e il rosso. La fioritura è generalmente estiva. I fiori sono riuniti in infiorescenze a cima corimbosa o a tirso.

Distribuzione e presenza in Italia

La distribuzione del genere Sedum è vasta: emisfero settentrionale temperato e subtropicale, con estensioni nelle montagne tropicali dell’Africa, dell’America centrale e dell’Asia meridionale. I principali centri di diversità sono il Messico (per le sezioni a foglie piatte del sottogenere Gormania), l’Asia orientale (Cina, Giappone, Corea) e la regione mediterranea.

In Italia, Sedum è il genere di Crassulaceae più ricco in specie spontanee. Secondo la checklist della flora vascolare italiana, oltre 30 specie e sottospecie sono presenti sul territorio nazionale, dalla pianura alla fascia alpina.

Le specie italiane più comuni e diffuse sono le seguenti. Sedum acre L. (borracina acre) è la specie più ubiquitaria: tappezzante a foglie minute, triangolari, verde brillante, con fioritura giallo intenso in estate. Cresce su muri, rocce, ghiaioni, tetti e pavimentazioni in tutta Italia, dalla costa alle Alpi. Sedum album L. (borracina bianca) forma cuscinetti densi di foglie cilindriche, verdi o rosse sotto stress, con fiori bianchi stellati. Comunissima su muri e rocce in tutta la penisola. Sedum dasyphyllum L. (borracina cinerea) è una delle più belle specie europee, con foglie sferiche grigio-azzurro pruinose e fiori bianco-rosati. Frequente sulle pareti rocciose e i muri antichi, dal livello del mare alla fascia montana. Sedum sexangulare L. (borracina insipida) è simile a Sedum acre ma con foglie più lunghe e cilindriche, disposte in sei file. Sedum rupestre L. (sin. Sedum reflexum) ha foglie aghiformi grigio-verdi e fiori gialli; frequente nelle zone rocciose e sabbiose. Sedum sediforme (Jacq.) Pau è una specie robusta, a foglie glauco-azzurre appuntite, molto diffusa nella macchia mediterranea costiera, dalla Liguria alla Sicilia. Sedum cepaea L. è una specie annuale o biennale a foglie piatte, frequente nei boschi luminosi. Sedum aetnense Tineo è un endemismo siculo-sardo che cresce sui terreni vulcanici dell’Etna e della Sardegna.

Nelle Alpi e nell’Appennino, diverse specie occupano nicchie montane specifiche: Sedum alpestre Vill., Sedum atratum L. (annuale delle ghiaie calcaree d’alta quota), Sedum monregalense Balb. (endemismo delle Alpi Marittime), Sedum villosum L. (specie igrofila dei prati umidi montani).

I grandi gruppi in coltivazione

Sedum tappezzanti europei (gruppo acre/album/dasyphyllum)

Sono le specie più utilizzate in giardinaggio, soprattutto per giardini rocciosi, muri a secco, bordure, coperture di suolo e tetti verdi. La loro resistenza al gelo, alla siccità, al vento e ai substrati estremi è eccezionale. Sedum acre, Sedum album, Sedum dasyphyllum, Sedum sexangulare, Sedum rupestre e Sedum lydium (tappezzante a fogliame rosso in inverno) sono i cavalli di battaglia di questo gruppo. Queste specie sono perfettamente rustiche in tutta Italia, comprese le zone alpine, e non richiedono alcuna protezione invernale.

Sedum da tetto verde

L’uso di Sedum sui tetti verdi estensivi è in forte espansione in tutta Europa. Le specie più utilizzate sono Sedum acre, Sedum album, Sedum sexangulare, Sedum rupestre, Sedum hispanicum, Sedum spurium (oggi Phedimus spurius secondo alcuni autori) e Sedum kamtschaticum (oggi Phedimus kamtschaticus). Questi sedum tollerano spessori di substrato di soli 6–10 cm, vento intenso, gelo prolungato e periodi di siccità estiva estrema. Sono disponibili in commercio sotto forma di stuoie precoltivate, talee sfuse o vassoi modulari.

Sedum a portamento eretto (gruppo telephium/spectabile)

Questo gruppo è oggi in gran parte trasferito nel genere Hylotelephium, ma resta universalmente noto come “Sedum” nel linguaggio dei giardinieri. Hylotelephium telephium (sin. Sedum telephium), l’erba di San Giovanni delle rocce, è una perenne erbacea a foglie piatte, dentate, grigio-verdi, con fiori rosa riuniti in corimbi terminali alla fine dell’estate. È spontanea in Italia, dal Nord fino alla fascia appenninica. Hylotelephium spectabile (sin. Sedum spectabile), originaria della Cina e della Corea, è una delle perenni più coltivate nei giardini d’Europa per la fioritura autunnale rosa che attira farfalle e api. I cultivar ‘Autumn Joy’ (sin. ‘Herbstfreude’), ‘Matrona’, ‘Purple Emperor’ e ‘Stardust’ sono iconici dei giardini di perenni.

Sedum messicani e subtropicali (gruppo adolphi/morganianum/rubrotinctum)

Queste specie non rustiche sono coltivate in vaso come succulente da collezione o da appartamento. Sedum morganianum E.Walther (coda d’asino, burro’s tail) è una delle piante grasse ricadenti più spettacolari: steli lunghi fino a un metro ricoperti di foglie ovoidali grigio-verdi carnose, pendenti a cascata. Sedum rubrotinctum R.T.Clausen (pianta dei fagioli di gelatina, jelly bean plant) presenta foglie cilindriche verdi che diventano rosso intenso in pieno sole. Sedum adolphi Raym.-Hamet (sedum dorato) ha foglie obovate giallo-dorate con margine arancione. Sedum nussbaumerianum Bitter è un sinonimo spesso ancora usato per Sedum adolphi. Sedum palmeri S.Watson è una specie messicana a rosette verdi con fioritura gialla primaverile, tra le più rustiche del gruppo subtropicale (tollera brevi gelate fino a −5/−6 °C).

Sedum asiatici e da collezione

Sedum sieboldii Sweet ex Hook. (oggi Hylotelephium sieboldii), originario del Giappone, è una piccola perenne decidua con foglie rotonde grigio-azzurre disposte a tre e fiori rosa autunnali. La forma variegata (‘Mediovariegatum’) è molto apprezzata. Sedum makinoi Maxim. ha foglie rotonde verde brillante e portamento tappezzante; la forma ‘Ogon’ (dorata) è molto diffusa.

Coltivazione in Italia

La coltivazione dei Sedum in Italia è in generale estremamente facile, soprattutto per le specie europee che sono autoctone o naturalizzate. Alcune attenzioni sono necessarie per le specie subtropicali.

Substrato. Le specie europee tappezzanti crescono letteralmente su quasi tutto: ghiaia, sabbia, substrato minerale puro, fessure di muri, tegole. In vaso, un substrato molto drenante (50–70 % minerale) è ideale. Le specie messicane richiedono un substrato leggermente più ricco ma comunque poroso.

Esposizione. Pieno sole per tutte le specie europee e per la grande maggioranza delle specie in coltivazione. I sedum in pieno sole sviluppano la colorazione più intensa (rossi, arancioni, porpora). Alcune specie tollerano la mezz’ombra (Sedum makinoi, Sedum spurium) ma perdono compattezza e colore.

Irrigazione. Minima per le specie europee, che in piena terra non necessitano di irrigazione artificiale nella maggior parte dell’Italia. In vaso, bagnare quando il substrato è completamente asciutto. Le specie messicane (Sedum morganianum, Sedum rubrotinctum) richiedono annaffiature leggermente più frequenti durante la crescita attiva.

Rusticità. Le specie europee sono tra le piante da giardino più rustiche in assoluto. Sedum acre, Sedum album, Sedum rupestre, Sedum sexangulare tollerano −20 °C e oltre senza problemi. Hylotelephium telephium e Hylotelephium spectabile sono perfettamente rustici in tutta Italia. Le specie messicane (Sedum morganianum, Sedum rubrotinctum, Sedum adolphi) non tollerano il gelo e necessitano di ricovero invernale nel Centro e nel Nord Italia. Fanno eccezione Sedum palmeri (rustico fino a −5/−6 °C) e Sedum confusum (rustico fino a −4/−5 °C), che possono essere tentati in piena terra nelle zone costiere e nei microclimi urbani favorevoli.

Moltiplicazione. I sedum tappezzanti si propagano con una facilità quasi imbarazzante: un frammento di stelo posato sul suolo radica in pochi giorni. Ogni foglia caduta può generare una nuova pianta. La divisione dei cespi è immediata. Le specie erette (Hylotelephium) si dividono in primavera o si moltiplicano per talea di fusto.

Problemi frequenti

Marciume. Il problema principale, come per tutte le succulente, è l’eccesso idrico in substrato mal drenato. Le specie europee sono tuttavia molto più tolleranti al freddo umido rispetto a Echeveria o Crassula. Il rischio è maggiore per le specie messicane in inverno.

Cocciniglie. Le cocciniglie farinose e le cocciniglie a scudetto attaccano le specie a foglie dense (Sedum morganianum, Sedum rubrotinctum). Trattamento classico con rimozione manuale, olio di Neem, sapone molle potassico.

Limacce. Le lumache possono devastare i sedum tappezzanti in autunno e in primavera, soprattutto nelle zone umide.

Invasività. Alcune specie europee, come Sedum acre e Sedum album, possono diventare localmente invadenti in giardino, colonizzando le fessure dei pavimenti, i vasi vicini e le aiuole non previste. È un “problema” generalmente apprezzato dai giardinieri.

Sedum e i generi segregati: nota per il coltivatore

Il coltivatore italiano incontrerà frequentemente, nei cataloghi e nei vivai, nomi di generi segregati da Sedum. I principali sono i seguenti.

Hylotelephium H.Ohba — comprende le grandi perenni erette a foglie piatte precedentemente incluse in Sedum sezione Telephium: Hylotelephium telephium, Hylotelephium spectabile, Hylotelephium sieboldii, Hylotelephium cauticola, Hylotelephium ewersii. POWO accetta attualmente Hylotelephium come genere distinto (28 specie).

Phedimus Raf. — comprende specie a foglie piatte e dentate dell’Eurasia: Phedimus spurius (sin. Sedum spurium), Phedimus kamtschaticus (sin. Sedum kamtschaticum), Phedimus aizoon. POWO accetta Phedimus (19 specie).

Petrosedum Grulich — comprende le specie europee della serie Rupestria a foglie aghiformi: Petrosedum rupestre (sin. Sedum rupestre), Petrosedum sediforme (sin. Sedum sediforme), Petrosedum amplexicaule. Accettato da alcuni autori ma non ancora da POWO, che mantiene queste specie in Sedum.

Rhodiola L. — rodiola, pianta adattogena delle montagne artiche e alpine: Rhodiola rosea è un’erba medicinale di grande valore. POWO accetta Rhodiola come genere distinto (58 specie).

Principali specie in coltivazione

Specie europee tappezzanti (rustiche, pieno sole)

  • Sedum acre L. — borracina acre; fiori gialli; tutta Italia
  • Sedum album L. — borracina bianca; fiori bianchi; tutta Italia
  • Sedum dasyphyllum L. — borracina cinerea; foglie pruinose grigio-azzurre; tutta Italia
  • Sedum sexangulare L. — borracina insipida; simile a Sedum acre, foglie in sei file
  • Sedum rupestre L. (sin. Sedum reflexum) — foglie aghiformi grigio-verdi; fiori gialli
  • Sedum sediforme (Jacq.) Pau — robusto, glauco; coste mediterranee
  • Sedum hispanicum L. — annuale o biennale, fogliame azzurro molto fine; ideale per tetti verdi
  • Sedum lydium Boiss. — tappezzante minuto; fogliame rosso in inverno
  • Sedum ochroleucum Chaix — fiori giallo pallido; Europa meridionale

Specie tappezzanti a foglie piatte (genere Phedimus secondo alcuni autori)

  • Sedum spurium M.Bieb. (sin. Phedimus spurius) — tappezzante vigoroso; foglie dentate; fiori rosa, rossi o bianchi; molto rustico
  • Sedum kamtschaticum Fisch. (sin. Phedimus kamtschaticus) — foglie dentate, fiori giallo-arancio; Siberia orientale e Giappone

Grandi perenni erette (genere Hylotelephium)

  • Hylotelephium telephium (L.) H.Ohba (sin. Sedum telephium) — erba di San Giovanni; spontanea in Italia
  • Hylotelephium spectabile (Boreau) H.Ohba (sin. Sedum spectabile) — perenni a fioritura rosa autunnale; Cina, Corea
  • Hylotelephium sieboldii (Sweet ex Hook.) H.Ohba (sin. Sedum sieboldii) — foglie tonde grigio-azzurre a tre; Giappone
  • Hylotelephium cauticola (Praeger) H.Ohba — compatto, foglie grigio-porpora; Giappone
  • Hylotelephium ewersii (Ledeb.) H.Ohba — foglie rotonde grigio-azzurre; Asia centrale

Specie messicane e subtropicali (non rustiche)

  • Sedum morganianum E.Walther — coda d’asino; ricadente; Messico
  • Sedum rubrotinctum R.T.Clausen — pianta dei fagioli di gelatina; Messico
  • Sedum adolphi Raym.-Hamet (sin. Sedum nussbaumerianum) — sedum dorato; Messico
  • Sedum palmeri S.Watson — rosette verdi, fioritura gialla; moderatamente rustico; Messico
  • Sedum confusum Hemsl. — rosette verdi; moderatamente rustico; Messico
  • Sedum burrito R.T.Clausen — simile a Sedum morganianum ma a foglie più corte e arrotondate; Messico
  • Sedum makinoi Maxim. — foglie rotonde verdi; Giappone; tappezzante da mezz’ombra

Principali cultivar e selezioni

Cultivar di Sedum tappezzanti

  • Sedum album ‘Coral Carpet’ — fogliame rosso-corallo in estate
  • Sedum spurium ‘Dragon’s Blood’ (sin. ‘Schorbuser Blut’) — foglie e fiori rosso sangue; uno dei più diffusi
  • Sedum spurium ‘Tricolor’ — foglie variegate verde, bianco e rosa
  • Sedum spurium ‘John Creech’ — tappezzante denso, fiori rosa; rusticissimo
  • Sedum rupestre ‘Angelina’ — fogliame giallo-dorato, arancione in inverno; spettacolare
  • Sedum makinoi ‘Ogon’ — fogliame dorato; tappezzante da mezz’ombra
  • Sedum dasyphyllum ‘Major’ — forma robusta a foglie grigio-azzurre più grandi

Cultivar di Hylotelephium (venduti come “Sedum”)

  • Hylotelephium ‘Herbstfreude’ (sin. ‘Autumn Joy’) — il classico assoluto; fioritura rosa-rame in settembre-ottobre ✿ (AGM-RHS)
  • Hylotelephium ‘Matrona’ — foglie porpora, fiori rosa; vigore eccezionale ✿ (AGM-RHS)
  • Hylotelephium ‘Purple Emperor’ — fogliame porpora scuro; compatto
  • Hylotelephium ‘Stardust’ — fiori bianchi (raro tra gli Hylotelephium)
  • Hylotelephium ‘Xenox’ — fogliame quasi nero; fiori rosa
  • Hylotelephium sieboldii ‘Mediovariegatum’ — foglie variegate bianco-verde-rosa; elegante

Cultivar messicani

  • Sedum rubrotinctum ‘Aurora’ — foglie rosa pallido traslucide; molto popolare
  • Sedum adolphi ‘Firestorm’ — foglie rosso-arancio intenso sotto stress
  • Sedum morganianum ‘Burrito’ — forma a foglie corte e arrotondate (talvolta considerata specie distinta)

Risorse online dedicate al genere Sedum

In italiano

  • La Casa delle Grassehttps://www.lacasadellegrasse.it — Schede dettagliate sulle Crassulaceae italiane, incluse numerose specie di Sedum spontanee e coltivate.
  • AIAS — Associazione Italiana Amatori delle piante Succulentehttps://www.cactus.it — Articoli e schede sulle succulente italiane, inclusi i Sedum autoctoni.
  • Acta Plantarumhttps://www.actaplantarum.org — Forum e database fotografico della flora italiana, con schede dettagliate per tutte le specie spontanee di Sedum presenti in Italia. Risorsa indispensabile per la determinazione delle specie autoctone.
  • Dryades / KeyToNaturehttps://dryades.units.it — Chiavi di determinazione interattive per la flora italiana, incluse le Crassulaceae.

In inglese

Riferimenti bibliografici

  • Praeger, R.L. (1921). An account of the genus Sedum as found in cultivation. Journal of the Royal Horticultural Society 46: 1–314. [La prima monografia comprensiva.]
  • Fröderström, H. (1930–1936). The genus Sedum L.: a systematic essay. Acta Horti Gothoburgensis 5–10. [Monografia classica in più parti.]
  • ‘t Hart, H. (1991). Evolution and classification of the European Sedum species (Crassulaceae). Flora Mediterranea 1: 31–61.
  • Ohba, H. (1978). Generic and infrageneric classification of the Old World Crassulaceae. Journal of the Faculty of Science, University of Tokyo, Section 3, Botany 12: 139–198.
  • Eggli, U. (ed.) (2003). Illustrated Handbook of Succulent Plants: Crassulaceae. Springer, Berlin.
  • Stephenson, R. (1994). Sedum: Cultivated Stonecrops. Timber Press, Portland. [Guida pratica di riferimento per i coltivatori.]
  • Messerschmid, T.F.E. et al. (2020). Linnaeus’s folly — phylogeny, evolution and classification of Sedum (Crassulaceae) and Crassulaceae subfamily Sempervivoideae. Taxon 69(5): 1049–1087. https://doi.org/10.1002/tax.12316 [Lo studio filogenetico più ampio.]
  • Thiede, J. & Eggli, U. (2007). Crassulaceae. In: Kubitzki, K. (ed.), The Families and Genera of Vascular Plants 9: 83–118. Springer.
  • Plants of the World Online (POWO), Royal Botanic Gardens, Kew — https://powo.science.kew.org