Dracaena caboverdeana

La Dracaena caboverdeana è l’albero del drago delle isole di Capo Verde, il più meridionale e il meno conosciuto dei draghi atlantici. Appartiene al Genere Dracaena, famiglia Asparagaceae. Per decenni è stata considerata una semplice popolazione di Dracaena draco. Nel 2012 è stata descritta come sottospecie a sé e nel 2017 elevata al rango di specie. Si riconosce a colpo d’occhio per il fogliame nettamente blu-glauco e per la sagoma bassa e compatta. In natura è ridotta a pochi nuclei sulle scarpate di tre isole ed è valutata In pericolo critico nella Lista rossa della flora endemica capoverdiana.

Come riconoscerla

La descrizione originale di Marrero e Almeida (2012) la presenta come un albero o grande arbusto alto 4–6 metri, eccezionalmente 8. Il tronco è robusto ma proporzionalmente corto, lungo 1–2 metri, al massimo 3, fino alla prima ramificazione. La chioma è densa, larga e a ombrello, con rami esterni da eretto-patenti a patenti. Gli esemplari vecchi emettono spesso radici aeree.

Le foglie sono lineari, a forma di spada, con apice subulato. Misurano in media 67 × 3,6 cm e possono raggiungere 110 cm di lunghezza. Sono da piatte a leggermente canalicolate, poco flessibili e più o meno succulente.

Il carattere più evidente è il colore delle foglie, glauco o blu-grigio. È il tratto che, secondo gli autori, distingue a occhio nudo queste piante da quelle delle Canarie anche in coltivazione.

L’infiorescenza è una grande pannocchia bipennata di forma conico-globosa, lunga fino a 100 cm. I fiori sono riuniti in glomeruli di 2–5, talvolta fino a 7, e sono per lo più bianco-verdastri, più raramente crema. Le antere sono verdi o verde-giallastre. I frutti sono bacche carnose sferiche, leggermente appiattite, di 14–16 mm di diametro. I semi sferici misurano circa 8–10,5 mm.

Ibridi

Nelle fonti consultate non risultano ibridi documentati. A Capo Verde la specie è coltivata su tutte le isole. Non abbiamo trovato studi sull’eventuale presenza di esemplari di altra origine nelle piantagioni ornamentali, né sui rischi di incrocio che ne deriverebbero.

Possibili confusioni

La confusione principale è con Dracaena draco delle Canarie, di cui la specie capoverdiana è stata a lungo considerata parte. Marrero e Almeida hanno confrontato 92 individui provenienti dalle Canarie e da Madera, dall’Anti-Atlante marocchino e da Capo Verde. Hanno individuato un insieme coerente di differenze nella Dracaena caboverdeana:

  • foglie blu-glauche invece che da verdi a verde-glauche;
  • tronco più corto e chioma più ampia;
  • foglie proporzionalmente più larghe (rapporto lunghezza/larghezza di circa 15–20, contro 20–30);
  • un segmento distale del pedicello fruttifero proporzionalmente più corto;
  • frutti e semi in media più grandi.

Anche Dracaena ajgal del Marocco ha foglie e fiori più piccoli di quelli capoverdiani e antere gialle. Le confusioni sono frequenti anche nei giardini. Secondo il sito botanico di Bihrmann, alcuni esemplari etichettati come Dracaena draco nell’orto botanico di Lisbona sarebbero in realtà Dracaena caboverdeana. Si tratta però dell’osservazione di un singolo autore.

Tassonomia

Il basionimo è Dracaena draco subsp. caboverdeana Marrero Rodr. & R.S.Almeida, pubblicato nell’International Journal of Geobotanical Research 2(1): 36 (novembre 2012). L’olotipo fu raccolto il 9 marzo 2006 a Santo Antão, sulle scarpate di Matinho (Ribeira Grande), a 1180 m di quota. Si trattava di un vecchio individuo con 6–7 livelli di ramificazione, oggi conservato nell’erbario LPA del Jardín Botánico Canario «Viera y Clavijo» (LPA 28878).

Nel 2017 Rivas-Martínez, Lousã, Costa e Duarte, nella loro indagine geobotanica sull’arcipelago, hanno elevato il taxon al rango di specie: Dracaena caboverdeana (Marrero Rodr. & R.S.Almeida) Rivas Mart., Lousã, J.C.Costa & Maria C.Duarte, Int. J. Geobot. Res. 7: 21 (2017). POWO accetta questo nome. Buona parte della letteratura scientifica continua però a usare il rango di sottospecie, per cui i due nomi vanno considerati equivalenti nella ricerca bibliografica. L’epiteto caboverdeana si riferisce semplicemente all’arcipelago di Capo Verde.

In natura

Secondo la descrizione originale, la specie ha popolazioni naturali solo su tre isole: Santo Antão, São Nicolau e Fogo. Cresce inoltre subspontanea a Santiago e Brava ed è coltivata su tutte le isole. È considerata estinta allo stato selvatico a Santiago e São Vicente. A Santiago ne restano tracce soprattutto nei numerosi toponimi della parrocchia di São Miguel, sul versante nord della Serra da Malagueta. Rilievi sul campo più recenti hanno trovato alberi sparsi a Santiago e Brava, confermando questo quadro.

L’altitudine va da circa 50 metri fino alle cime, intorno ai 1400 metri. La specie è però confinata ai versanti esposti a nord-est, sopravento, che ricevono l’umidità degli alisei, principale apporto idrico dell’arcipelago. Cresce spesso su falesie e scarpate inaccessibili. Gli autori la definiscono una specie mesofila delle zone umide e subumide delle isole, limitata ai bioclimi tropicale xerico e tropicale pluvistagionale.

Condivide l’habitat con gran parte degli endemismi capoverdiani, tra cui Artemisia gorgonum, Euphorbia tuckeyana, Globularia amygdalifolia e Sideroxylon marginatum. Con quest’ultimo, secondo gli autori, formava le antiche formazioni sclerofille potenziali delle isole.

Nella valutazione IUCN dell’intera flora endemica di Capo Verde (Romeiras et al., 2016), il taxon è classificato In pericolo critico (CR, criterio B1ab(ii,iv)). La valutazione indica un’area di occupazione di appena 16 km², un areale di 53 km² e quattro località principali.

Le minacce più diffuse per la flora endemica dell’arcipelago sono tre:

  • la raccolta di piante per uso diretto;
  • le specie esotiche invasive, come Furcraea foetida e Lantana camara, frequenti proprio nella fascia tra 400 e 1100 metri;
  • il pascolo nomade.

Alle Azzorre crescono alcuni dragoni di origine incerta, forse introdotti dai portoghesi prima del 1500. Alcuni di questi mostrerebbero somiglianze con la forma capoverdiana, ma l’ipotesi resta da verificare.

Coltivazione

La Dracaena caboverdeana è rarissima nelle collezioni e quasi assente dalla letteratura amatoriale. Il Jardín Botánico Canario «Viera y Clavijo» di Gran Canaria coltiva piante provenienti da Santo Antão. Proprio l’osservazione di queste piante ha spinto i botanici a studiare le differenze con il drago canario.

In mancanza di esperienze documentate, conviene partire dalle esigenze delle altre dracene arboree atlantiche:

  • pieno sole;
  • substrato minerale molto drenante;
  • annaffiature moderate in estate e molto ridotte in inverno.

La specie proviene però da isole tropicali prive di gelo. Per questo è prudente considerarla più sensibile al freddo di Dracaena draco, finché non saranno disponibili dati di coltivazione. Un vivaio specializzato europeo consiglia di tenerla più asciutta in inverno, con una minima di circa 12 °C. È un’indicazione commerciale, non verificata sperimentalmente. Nei climi con inverni freschi la coltivazione in vaso, con ricovero luminoso, resta la soluzione più sicura.

Moltiplicazione

La via principale è il seme. I semi di questa specie sono in media più grandi di quelli del drago canario. Non abbiamo trovato studi di germinazione specifici per la Dracaena caboverdeana. Per il drago canario, la germinazione ottimale avviene al buio, in un substrato costantemente umido e tra circa 16 e 28 °C: sono indicazioni ragionevoli come punto di partenza. Il sito di Bihrmann indica anche la talea come metodo possibile. Come per le altre dracene arboree, la superficie di taglio va lasciata cicatrizzare prima dell’interramento.

Malattie e parassiti

Non esistono dati specifici su malattie o parassiti di questa specie. Per le dracene arboree in generale, il rischio principale in coltivazione è il marciume del colletto, delle radici o dell’apice, favorito da ristagni d’acqua e inverni umidi. In natura le minacce principali non sono patologiche ma legate all’uomo: pascolo, raccolta e concorrenza delle specie invasive.

Rusticità

Nelle fonti consultate, compresi i principali forum specializzati, non abbiamo trovato alcuna esperienza documentata di coltivazione all’aperto con temperature prossime o inferiori allo zero. Nell’areale naturale la specie non conosce il gelo. Anche i versanti più alti di Santo Antão, dove si trova l’olotipo, godono di un clima tropicale mitigato dagli alisei.

In assenza di dati, è prudente considerarla non rustica e proteggerla da qualsiasi gelata. Non vanno estese a questa specie le soglie di resistenza riportate per Dracaena draco: il drago canario è originario di un clima subtropicale mediterraneo sensibilmente più fresco.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non abbiamo trovato usi tradizionali documentati specificamente per i dragoni di Capo Verde, a differenza della resina del drago canario o di quello di Socotra. La presenza della pianta nella cultura locale è testimoniata soprattutto dai toponimi, numerosi a Santiago. A Capo Verde la specie è oggi coltivata su tutte le isole come albero ornamentale.

Domande frequenti (FAQ)

È una specie o una sottospecie di Dracaena draco?
Dipende dalla fonte. POWO la accetta come specie, Dracaena caboverdeana, seguendo Rivas-Martínez et al. (2017). Molti autori continuano a trattarla come Dracaena draco subsp. caboverdeana, secondo la descrizione originale del 2012. Il taxon è lo stesso.

Come si distingue dal drago delle Canarie?
Soprattutto dalle foglie blu-grigie, più larghe in proporzione, e dal portamento basso con tronco corto e chioma ampia. Frutti e semi sono in media più grandi.

Quanto è minacciata?
È valutata In pericolo critico (CR) nella Lista rossa della flora endemica di Capo Verde, con un’area di occupazione di circa 16 km².

Si trova in commercio?
Raramente, presso pochi vivai specializzati. Molte piante vendute o esposte come «Dracaena draco» andrebbero verificate. Quando si acquista una pianta di specie minacciata, conviene assicurarsi che i semi provengano da coltivazione e non dalla raccolta in natura.

Siti di riferimento

Plants of the World Online (Kew), genere Dracaena – https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:30010732-2
[Conferma che Dracaena caboverdeana è specie accettata nel genere. Autorità nomenclaturale di riferimento.]

IPNI, Dracaena draco subsp. caboverdeana – https://www.ipni.org/n/77137142-1
[Dati di pubblicazione del basionimo, olotipo (località, data, raccoglitori, erbario) e combinazione del 2017. Fonte nomenclaturale primaria.]

Wikipedia (EN), Dracaena caboverdeana – https://en.wikipedia.org/wiki/Dracaena_caboverdeana
[Voce sintetica su distribuzione e storia tassonomica. Fonte secondaria, qui usata solo come conferma.]

Wikipedia (EN), Dracaena draco – https://en.wikipedia.org/wiki/Dracaena_draco
[Informazioni sui dragoni delle Azzorre e sulla loro possibile affinità con la forma capoverdiana. Dato da prendere con cautela.]

Bihrmann’s Caudiciforms, Dracaena caboverdeana – https://bihrmann.com/caudiciforms/SUBS/dra-cab-sub.asp
[Osservazioni sul campo a São Nicolau, radici aeree, metodi di moltiplicazione e possibili errori di etichettatura a Lisbona. Sito amatoriale competente, non peer-reviewed.]

Rareplants.eu, Dracaena draco ssp. caboverdeana – http://www.rareplants.es/shop/product.asp?P_ID=13330
[Una delle rare indicazioni colturali disponibili (minima invernale consigliata). Fonte commerciale, da considerare con prudenza.]

Bibliografia

Byström, K. (1960). Dracaena draco L. in the Cape Verde Islands. Acta Horti Gotoburgensis 23: 179–214.
[Studio storico sulla distribuzione del drago a Capo Verde, fonte del dato sui versanti sopravento. Citato qui tramite Marrero & Almeida (2012).]

Marrero, Á. & Almeida Pérez, R.S. (2012). A new subspecies, Dracaena draco (L.) L. subsp. caboverdeana Marrero Rodr. & R. Almeida (Dracaenaceae) from Cape Verde Islands. International Journal of Geobotanical Research 2: 35–40.
[Descrizione originale: morfometria di 92 individui, caratteri diagnostici, habitat, ecologia e fitogeografia. Fonte primaria principale di questo articolo.]

Marrero, Á., Almeida, R.S. & González-Martín, M. (1998). A new species of the wild dragon tree, Dracaena (Dracaenaceae) from Gran Canaria and its taxonomic and biogeographic implications. Botanical Journal of the Linnean Society 128: 291–314.
[Quadro della distribuzione dei dragoni atlantici, comprese le isole di Capo Verde. Fonte primaria.]

Rivas-Martínez, S., Lousã, M., Costa, J.C. & Duarte, M.C. (2017). Geobotanical survey of Cabo Verde Islands (West Africa). International Journal of Geobotanical Research 7: 21.
[Pubblicazione della combinazione Dracaena caboverdeana, secondo IPNI. Non abbiamo potuto consultare il testo completo.]

Romeiras, M.M., Catarino, S., Gomes, I., Fernandes, C., Costa, J.C., Caujapé-Castells, J. & Duarte, M.C. (2016). IUCN Red List assessment of the Cape Verde endemic flora: towards a global strategy for plant conservation in Macaronesia. Botanical Journal of the Linnean Society 180(3): 413–425. https://doi.org/10.1111/boj.12370
[Categoria CR, area di occupazione e areale, principali minacce per la flora endemica, conferma delle popolazioni subspontanee di Santiago e Brava. Fonte di riferimento per la conservazione.]