Cycas tuckeri è una cicadea arborescente del centro della penisola di Capo York, nel Queensland (Australia), conosciuta per una sola popolazione nel distretto di Coen, su pendii granitici coperti di savana alberata. Descritta nel 1996 da Ken Hill, questa specie del genere Cycas si riconosce dai macrosporofilli cortissimi, i più corti tra le Cycas australiane. Porta il nome di Robert Tucker, naturalista di Townsville che l’aveva individuata. La IUCN la classifica come vulnerabile.
In sintesi: Cycas tuckeri
- Nome accettato: Cycas tuckeri K.D.Hill (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno; de Laubenfels e Adema (1998) l’avevano posta nella sinonimia di Cycas angulata, trattamento non seguito
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland: una popolazione nel distretto di Coen (penisola di Capo York)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU D2); The World List of Cycads cita la valutazione di K.D. Hill del 2010, Crossref una rivalutazione di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023)
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; specie vulnerabile nel Queensland
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: savana alberata rada, suoli ghiaiosi di pendii granitici sassosi
- Portamento e dimensioni: fusto fino a 4-5 m secondo le fonti, raramente 6 m, di 16-24 cm di diametro; foglie di 0,90-1,50 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né riscontri sui forum consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas tuckeri?
Dai macrosporofilli corti. Il carattere decisivo di Cycas tuckeri è la brevità dei macrosporofilli, lunghi appena 10-14 cm, con una lamina corta e larga. Anche i catafilli, corti, morbidi e coperti da una fine peluria setosa grigio-bianca, sono distintivi (Hill 1996). La descrizione che segue riprende Hill (1996) e la Flora of Australia.
- Fusto: fino a 4 m, raramente 6 m, di 16-24 cm di diametro.
- Foglie: 90-150 cm, moderatamente carenate (foglioline opposte che formano un angolo di 90-140°), verde scuro, semilucide, con 100-200 foglioline; picciolo di 20-45 cm, senza spine secondo la Flora, coperto da una peluria rada bruno-arancione.
- Foglioline mediane: 15-25 cm per 7-9 mm, ristrette a 2,5-4 mm alla base, distanziate di 10-17 mm, glabre, dai margini leggermente ricurvi; germogli con peluria rada bruno-arancione.
- Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, non pungenti, di 4-8 cm, con fine peluria setosa grigio-bianca.
- Coni maschili: ovoidi, bruni, di 20-35 cm per 7-15 cm; microsporofilli di 35-45 mm, terminati da una spina sottile, bruscamente rivolta verso l’alto, di 10-16 mm.
- Macrosporofilli: 10-14 cm, con peluria grigia, portano 2-6 ovuli; lamina da largamente triangolare a ovata, di 50-65 mm per 38-50 mm, regolarmente dentata con 22-36 denti di 1-4 mm; spina terminale di 19-30 mm.
- Semi: ovoidi appiattiti, verdi e poi arancioni, non pruinosi, di 28-34 mm per 26-32 mm; sarcotesta di 2-3 mm.
Ibridi
Per questa specie non è documentato alcun ibrido.
Possibili confusioni
- Cycas semota, dell’estremo nord di Capo York: l’unica altra specie australiana con macrosporofilli corti, ma nettamente più lunghi, con una lamina più lunga e più stretta (Hill 1996).
- Cycas yorkiana e Cycas badensis, della stessa serie: macrosporofilli molto più lunghi, catafilli coperti da una lanugine arancione.
- Cycas xipholepis, che condivide la regione di Coen: catafilli lunghi, duri e pungenti, foglie piatte.
Tassonomia
Cycas tuckeri è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. È stata descritta da Ken Hill nella sua revisione delle Cycas australiane (Telopea 7(1): 20-23, fig. 10), che la colloca nella sottosezione Endemicae e nella serie Yorkianosae: una serie tropicale di circa cinque specie di Capo York e della Nuova Guinea, dalle foglie piatte o poco carenate e dai catafilli corti e morbidi, che comprende anche Cycas yorkiana, Cycas badensis e Cycas semota.
De Laubenfels e Adema (1998), che concepivano le specie in modo molto ampio, l’avevano posta nella sinonimia di Cycas angulata, come Cycas yorkiana. The World List of Cycads, come la Flora of Australia, mantiene la specie.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Robert Tucker (1955-1992), già direttore del servizio parchi e giardini di Townsville, naturalista e appassionato orticoltore, che aveva individuato la pianta e ne aveva riconosciuto l’originalità (Hill 1996; Haynes 2022).
Il tipo è stato raccolto il 7 luglio 1994 nel distretto di Coen da Ken Hill e Leonie Stanberg (Hill & Stanberg 4683; olotipo a Sydney, isotipi a Brisbane, Canberra, Darwin, Kew, Leida, Melbourne e New York). Esiste un esemplare più antico, raccolto da J.R. Maconochie il 15 giugno 1981. Le località precise non sono pubblicate.
Nomi comuni
Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in inglese.
In natura
Cycas tuckeri è nota per una sola popolazione, quella della località tipo, nel distretto di Coen, al centro della penisola di Capo York. Vi cresce in una savana alberata rada dominata da Eucalyptus cullenii, su suoli ghiaiosi di pendii granitici sassosi (Hill 1996). Consistenza della popolazione, impollinazione e dispersione dei semi non sono documentate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas tuckeri come vulnerabile (VU) secondo il criterio D2, che riguarda le specie con una popolazione o un areale molto ristretti. The World List of Cycads cita la valutazione di K.D. Hill del 2010; secondo Crossref esiste una rivalutazione di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2023), e GBIF conferma la categoria VU; la Flora of Australia indica una valutazione «vulnerabile» del 2022. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Nel Queensland la specie è vulnerabile secondo la Nature Conservation (Plants) Regulation 2020 (elenco del novembre 2022). Già nel 1996 Hill la giudicava rara e potenzialmente minacciata e chiedeva uno studio urgente del suo stato.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas tuckeri rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie in Australia e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).
Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Cycas tuckeri, e i forum italiani e francesi consultati non ne riportano alcun riscontro datato. Il suo ambiente naturale (savana tropicale su suolo granitico ghiaioso, in un clima con una stagione secca marcata) suggerisce, nel clima italiano, la coltivazione in vaso con un riparo riscaldato d’inverno (serra o veranda), in un substrato minerale molto drenante e in piena luce: sono indicazioni di prudenza dedotte dall’habitat, non risultati di prove.
In Italia
Cycas tuckeri non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente tutti i risultati di «tuckeri» riguardano la palma Archontophoenix tuckeri, e la ricerca di «cycas tuckeri» non dà alcun risultato. Più in generale, le Cycas australiane hanno in Europa la fama di deperire sulle proprie radici, soprattutto per marciume nei periodi freddi e umidi: per questa specie, però, non esiste alcuna esperienza documentata in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie; i semi delle Cycas si seminano di solito freschi, in un substrato drenante e al caldo. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: chiedete che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri della specie.
Rusticità
Per Cycas tuckeri non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il distretto di Coen ha un clima tropicale con una stagione secca marcata: nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, sul forum Fous de palmiers tutti i risultati di «tuckeri» riguardano palme (Archontophoenix tuckeri, Licuala ramsayi var. tuckeri), e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas tuckeri. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.
Domande frequenti
Chi era Tucker?
Robert Tucker (1955-1992), direttore dei parchi e giardini di Townsville e naturalista, che aveva individuato la pianta.
Dove cresce Cycas tuckeri?
In una sola località del distretto di Coen, al centro di Capo York (Queensland), nella savana su pendii granitici.
Come riconoscerla?
Dai macrosporofilli cortissimi, di 10-14 cm, con lamina larga, e dai catafilli corti e setosi, grigio-bianchi.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica come vulnerabile: se ne conosce una sola popolazione.
È una forma di Cycas angulata?
No, secondo The World List of Cycads e la Flora of Australia; solo la revisione del 1998 l’aveva riunita a quella specie.
È rustica in Italia?
Quasi certamente no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo areale non conosce il gelo.
Si può innestare su Cycas revoluta?
Non è documentato. L’innesto su Cycas revoluta è stato sperimentato in Francia su altre Cycas australiane (vedi «Leggi anche»), ma nessuna fonte cita Cycas tuckeri.
È velenosa?
Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas tuckeri: https://cycadlist.org/scientific_name/232 — autore, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (VU D2, valutazione del 2010), sinonimia di de Laubenfels, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas tuckeri: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/24323/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, Australia. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- GBIF, statuto IUCN di Cycas tuckeri: https://api.gbif.org/v1/species/2683268/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (VU). Banca dati internazionale che riprende la Lista rossa; consultata il 13 ottobre 2026.
- Flora of Australia online (ABRS, da Hill 1998), Cycas tuckeri: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Cycas%20tuckeri — descrizione, distribuzione, habitat, statuti. Flora nazionale di riferimento; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Protologo (pp. 20-23), serie Yorkianosae; revisione di riferimento per l’Australia; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultata nella versione online aggiornata (profiles.ala.org.au).]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; sinonimia con Cycas angulata; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (2010). Cycas tuckeri. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T41976A10588927. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T41976A10588927.en [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina non consultata.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas tuckeri. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T41976A69828135. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41976A69828135.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]