Cycas terryana è una cicadea arborescente del Queensland centro-orientale, in Australia, nota per cinque popolazioni nelle catene di Broadsound e di Connors, tra Marlborough e St Lawrence, su colline di granito. Descritta nel 2011 da Paul Forster, questa specie del genere Cycas era stata a lungo considerata uno sciame di ibridi tra Cycas media e Cycas ophiolitica. Si riconosce dalle foglie molto fragili e dalla peluria fulva chiara dei germogli. La IUCN la classifica come vulnerabile.
In sintesi: Cycas terryana
- Nome accettato: Cycas terryana P.I.Forst. (2011), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni trattate in precedenza come ibridi o intermedi tra Cycas media e Cycas ophiolitica (Hill 1992, 1996)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland: catene di Broadsound e di Connors, a nord-ovest di Marlborough e a sud-ovest di St Lawrence
- Stato IUCN: vulnerabile (VU B1ab(ii,iii,v)), valutazione di P.I. Forster (2020, pubblicata nel 2023)
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4), come tutta la famiglia; allegato B nell’Unione europea; nome non ancora registrato da Species+
- Rusticità documentata: nessun valore misurato; un venditore di semi la dice tollerante alle gelate leggere (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: boschi radi di eucalipti e di Corymbia, su basse colline dai suoli sassosi derivati da granito porfirico
- Portamento e dimensioni: fusto fino a 3 m, di 12-22 cm di diametro; foglie di 0,80-1,90 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né riscontri di coltivazione sui forum consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas terryana?
Dalle foglie fragili e dalla peluria chiara. Paul Forster (2011) la distingue dalle due specie vicine per le foglie e il rachide molto fragili, che si spezzano facilmente, per una peluria da fulvo chiaro a grigio-fulva su germogli, catafilli e macrosporofilli (bruno-arancione nelle specie vicine) e per macrosporofilli in genere più larghi. La descrizione che segue è quella del protologo.
- Fusto: fino a 3 m, raramente con più teste, di 12-22 cm di spessore.
- Foglie: 80-190 cm, diritte e poi ondulate verso l’apice, da poco a molto carenate, da verde chiaro a verde-grigio un po’ glauco; rachide peloso, di solito terminato da una coppia di foglioline; picciolo di 17-30 cm, grigio-verde oliva, con 4-40 dentini di 1,5-2 mm, talvolta inerme.
- Foglioline: 184-320 per foglia, distanziate di 7-10 mm, fragili, dai margini ricurvi; foglioline mediane di 105-230 mm per 5-7 mm, verde-grigie con una pruina fulva da giovani. Germogli densamente coperti da una peluria crema-fulvo chiaro, che poi cade.
- Catafilli: lineari, pungenti, di 8-12 cm, interamente coperti di peluria fulva chiara.
- Coni maschili: ovoidi allungati, di 21-28 cm per 6,5-8 cm, con fitta peluria bruno-rossiccia; microsporofilli di 28-40 mm, con spina apicale ricurva di 4-10 mm.
- Macrosporofilli: 20-33 cm, con fitta peluria fulva da giovani, poi grigi e infine glabri e verde oliva; 4-6 ovuli; lamina largamente triangolare, di 50-70 mm per 30-38 mm, fortemente dentata (denti di 4-7 mm); spina terminale di 17-33 mm.
- Semi: ovoidi, di 37-40 mm per 30-35 mm; sarcotesta di circa 5 mm, leggermente pruinosa, verde oliva sotto la cera, arancione a maturità.
Ibridi
La questione degli ibridi è al centro della storia della specie. Ken Hill (1992, 1996) vedeva in queste popolazioni degli intermedi nati dall’incrocio tra Cycas media e Cycas ophiolitica, con la grande variabilità che ci si aspetta da generazioni ibride successive. Paul Forster (2011) contesta questa lettura: nessuna popolazione dei presunti genitori cresce nelle vicinanze (la più vicina di Cycas media si trova a circa 9 km, su un’altra geologia, la più vicina di Cycas ophiolitica a circa 45 km), e le piante formano popolazioni sane e distinte, su un substrato tutto loro. Forster ammette che un’antica mescolanza delle linee possa aver preceduto una speciazione per isolamento, ma considera la specie ben differenziata. Nessuno studio genetico pubblicato ha risolto la questione.
Possibili confusioni
- Cycas ophiolitica, delle serpentiniti della regione di Marlborough: foglie flessibili (non fragili), più carenate e glauche fin da giovani, peluria bruno-arancione.
- Cycas media (sottospecie media): foglie poco fragili, da piatte a leggermente carenate, glabre a maturità, catafilli con peluria bruno-arancione.
Tassonomia
Cycas terryana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. È stata descritta nel 2011 da Paul I. Forster, del Queensland Herbarium (Austrobaileya 8(3): 356-363, tav. 1, fig. 1-4). Nell’articolo Forster critica la tendenza di Hill a vedere ibridi in molte popolazioni di Cycas, un’ipotesi che secondo lui andrebbe verificata con marcatori molecolari. Giudica poco utili anche le serie di Hill, dato che Cycas media e Cycas ophiolitica, collocate in serie diverse, avrebbero un possibile discendente comune. The World List of Cycads ricorda in una nota che Hill (1992) considerava queste popolazioni uno sciame ibrido.
Etimologia e storia
La specie onora L. Irene Terry, dell’Università dello Utah, per i suoi studi pionieristici sull’impollinazione delle cicadee in Australia e a Guam (Forster 2011; Haynes 2022).
La pianta sembra essere stata raccolta per la prima volta nel marzo 1964 da Selwyn Everist nella catena di Broadsound; quell’esemplare è stato attribuito ora a Cycas media, ora a un intermedio tra Cycas media e Cycas ophiolitica (determinazione di K.D. Hill). Il tipo è stato raccolto il 9 marzo 2005 nella catena di Broadsound da P.I. Forster e P.J. Machin (Forster & Machin PIF30618; olotipo a Brisbane).
Nomi comuni
Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in inglese.
In natura
Cycas terryana è limitata alle catene di Broadsound e di Connors, a nord-ovest di Marlborough e a sud-ovest di St Lawrence. Cresce su basse colline ondulate, dai suoli sassosi derivati da granito porfirico molto alterato, in boschi radi dominati, a seconda dei luoghi, da Corymbia clarksoniana, Corymbia dallachiana, Eucalyptus crebra, Eucalyptus drepanophylla e Petalostigma pubescens. Sono note cinque popolazioni, su un’area di presenza di circa 800 km², in una regione ancora poco esplorata dai botanici (Forster 2011).
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas terryana come vulnerabile (VU) secondo i criteri B1ab(ii,iii,v): areale ridotto, con un declino della superficie occupata, della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi. The World List of Cycads non indica l’anno della valutazione: secondo Crossref si tratta della valutazione di P.I. Forster del 2020, pubblicata nel 2023, e GBIF conferma la categoria; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Già nel 2011 Forster raccomandava lo statuto di vulnerabile (criterio D2): nessuna popolazione è protetta in una riserva, e una di esse è stata ridotta a un numero di piante non vitale.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas terryana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, non registra ancora questo nome, pubblicato nel 2011 (ricerca del 13 ottobre 2026): la tutela deriva dall’iscrizione dell’intera famiglia, che copre ogni specie, nominata o no.
Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Un grande venditore di semi presenta Cycas terryana come una pianta per giardini da temperato-caldi a tropicali, tollerante alla siccità e alle gelate leggere; questa affermazione, letta solo in un estratto di ricerca, non è accompagnata da alcun valore né da alcuna prova datata. Non è stata trovata nessuna raccomandazione pubblicata da un’istituzione e nessun riscontro di coltivazione sui forum italiani o francesi. In Italia la prudenza suggerisce la coltivazione in vaso, riparata dal gelo d’inverno, in un substrato minerale molto drenante e in pieno sole: sono indicazioni dedotte dall’habitat, non risultati di prove.
In Italia
Cycas terryana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca di «terryana» non dà alcun risultato. Più in generale, le Cycas australiane hanno in Europa la fama di deperire sulle proprie radici, soprattutto per marciume nei periodi freddi e umidi: per questa specie, però, non esiste alcuna esperienza documentata in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie; i semi delle Cycas si seminano di solito freschi, in un substrato drenante e al caldo. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: chiedete che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri della specie.
Rusticità
Per Cycas terryana non è stato misurato né riportato alcun valore di resistenza al freddo. La menzione «gelate leggere» di un venditore di semi non è né quantificata né datata e non permette di fissare una soglia.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, la ricerca sul forum Fous de palmiers non dà alcun risultato, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas terryana. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.
Domande frequenti
Chi era Terry?
L. Irene Terry, ricercatrice dell’Università dello Utah, specialista dell’impollinazione delle cicadee in Australia e a Guam.
Dove cresce Cycas terryana?
Nelle catene di Broadsound e di Connors, nel Queensland centro-orientale, su colline di granito, nel bosco rado.
È un ibrido?
No, secondo il suo autore e The World List of Cycads. Ken Hill vi vedeva ibridi di Cycas media e Cycas ophiolitica; Paul Forster ne ha fatto una specie nel 2011.
Come riconoscerla?
Dalle foglie molto fragili e dalla peluria fulva chiara di germogli e catafilli.
È minacciata?
Sì. È classificata vulnerabile: cinque popolazioni, nessuna in una riserva.
È rustica in Italia?
Nulla lo dimostra. Non è stato pubblicato alcun valore di freddo; solo una fonte commerciale parla di gelate leggere.
Si può innestare su Cycas revoluta?
Non è documentato. L’innesto su Cycas revoluta è stato sperimentato in Francia su altre Cycas australiane (vedi «Leggi anche»), ma nessuna fonte cita Cycas terryana.
È velenosa?
Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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- Il metodo Simon Lavaud: innestare le cicadali su Cycas revoluta per coltivare specie impossibili: perché le Cycas australiane deperiscono spesso in Europa sulle proprie radici, e come il vivaista francese Simon Lavaud le innesta su Cycas revoluta, con Cycas couttsiana e Cycas siamensis «Silver» come esempi. Cycas terryana non vi è citata, ma vi compaiono, tra i candidati a futuri innesti, Cycas ophiolitica e Cycas media, le due specie da cui era ritenuta un ibrido.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas terryana: https://cycadlist.org/scientific_name/227 — autore, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (VU, anno non indicato), nota sull’interpretazione ibrida, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), genere Cycas: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/12839/legal — iscrizione della famiglia delle Cycadaceae all’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977 (annotazione #4) e all’allegato B dell’Unione europea; il nome della specie non vi figura ancora. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- GBIF, statuto IUCN di Cycas terryana: https://api.gbif.org/v1/species/8411905/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa (VU). Banca dati internazionale che riprende la Lista rossa; consultata il 13 ottobre 2026.
- Rare Palm Seeds, Cycas terryana: https://www.rarepalmseeds.com/cycas-terryana — descrizione commerciale (tolleranza alla siccità e alle gelate leggere). Sito commerciale, letto solo tramite un estratto di ricerca (pagina inaccessibile da questa postazione); informazione non confermata.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Forster, P.I. (2011). Cycas terryana P.I.Forst. (Cycadaceae), a new species from central Queensland. Austrobaileya 8(3): 356-363. doi:10.5962/p.299813 [Protologo; testo integrale consultato (BioStor, archive.org).]
- Hill, K.D. (1992). A preliminary account of Cycas (Cycadaceae) in Queensland. Telopea 5(1): 177-206. doi:10.7751/telopea19924964 [Popolazioni trattate come intermedi media × ophiolitica; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Revisione di riferimento per l’Australia; testo integrale consultato.]
- Forster, P. (2023). Cycas terryana. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T66910064A66910102. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T66910064A66910102.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]