Cycas pruinosa è una cicadea delle colline rocciose del Kimberley orientale e meridionale, in Australia Occidentale, presente anche negli Spirit Hills, appena oltre il confine del Territorio del Nord. Questa specie del genere Cycas è stata descritta nel 1978 dal botanico australiano John Maconochie, che le ha dato il nome dalla pruina bianco-grigiastra dei semi. La caratterizzano le foglioline strette dai margini fortemente arrotolati, i lunghi coni maschili fusiformi e i lunghi macrosporofilli profondamente dentati; a seconda delle popolazioni, le foglie sono blu o verdi. La IUCN la classifica a rischio minimo.
In sintesi: Cycas pruinosa
- Nome accettato: Cycas pruinosa Maconochie (1978), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Australia, Kimberley orientale e meridionale (Australia Occidentale) e Spirit Hills (stazione di Bullo River, Territorio del Nord)
- Stato IUCN: a rischio minimo (LC), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun valore misurato; in Italia coltivata solo da seme, in vaso e al riparo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, pendii collinari e piedi di pareti, su suoli sabbiosi scheletrici silicei (da arenarie metamorfiche a graniti), una volta su terra rossa calcarea
- Portamento e dimensioni: fusto fino a 1,5 m, raramente 2,5 m, di 15-30 cm di diametro; foglie di 60-125 cm
- In Italia: semine documentate a Ravenna (2013-2015) sul forum Tropicamente; nessuna presenza negli orti botanici consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas pruinosa?
I caratteri decisivi sono le foglioline strette e glabre dai margini fortemente arrotolati, i coni maschili lunghi e fusiformi e i lunghi macrosporofilli con l’estremità sterile allungata e profondamente dentata (Hill 1996). I semi sono coperti da una pruina bianco-grigiastra, da cui deriva il nome. La descrizione che segue riprende Hill (1996), che ha completato il protologo di Maconochie (1978).
Il fusto raggiunge 1,5 m, di rado 2,5 m, con un diametro di 15-25 cm, raramente 30 cm. Le foglie misurano 60-125 cm; carenate a V (le foglioline opposte formano sul rachide un angolo di 45-90°), portano da 130 a 320 foglioline e terminano di solito con una coppia di foglioline. Il picciolo, lungo 8-23 cm, è glabro o coperto da una peluria bianca, e spinoso per almeno metà della lunghezza. Le foglioline mediane sono lunghe 11-17 cm e larghe 2,5-4 mm, glabre, in genere glauche, con i margini fortemente arrotolati, distanziate di 5-9 mm. I nuovi getti portano un fitto tomento bianco-grigio; i catafilli, lunghi fino a 7 cm, un tomento bruno-arancio pallido.
I coni maschili, fusiformi e bruno chiaro, sono lunghi 35-45 cm e larghi 5-7 cm; i microsporofilli terminano con una spina sottile, fortemente rivolta verso l’alto, di 6-25 mm. I macrosporofilli, lunghi 25-45 cm e coperti da un tomento grigio e bruno-arancio, portano da 2 a 6 ovuli. La loro estremità sterile, lunga 9,5-19 cm, è strettamente triangolare e profondamente dentata (14-24 denti di 5-20 mm), con una spina apicale di 10-45 mm. I semi, ovoidi e appiattiti, prima verdi poi gialli e fortemente pruinosi, misurano 32-36 mm per 28-32 mm.
Il colore del fogliame varia: la cera glauca può esserci o mancare, e le piante risultano blu o verdi. Secondo Hill (1996) questo carattere sembra genetico, perché alcune popolazioni sono interamente blu (lago Argyle, Bedford Downs), altre interamente verdi (Deception Range) e altre miste (Cycad Hill).
Ibridi
Nessun ibrido è documentato per questa specie, né in natura né in coltivazione.
Possibili confusioni
In natura le specie più vicine sono tre. Maconochie (1978) l’ha descritta insieme a Cycas calcicola, del Territorio del Nord, che se ne distingue per la peluria nei solchi della pagina inferiore delle foglioline, per le foglie piatte o arcuate in sezione e per i macrosporofilli più corti (fino a 15 cm). Cycas arenicola, della Terra di Arnhem, ha anch’essa foglioline strette dai margini ricurvi e un cono maschile stretto, ma le foglioline restano pubescenti e i coni sono molto più corti (circa 25 cm). Nel Kimberley, Cycas furfuracea, della stessa serie, ha foglioline più larghe, spesso coperte di peluria bianca, su foglie fortemente carenate (Hill 1996).
In coltivazione il nome è talvolta applicato male. Sul forum francese Fous de palmiers, un collezionista segnalava nel dicembre 2009 e nel febbraio 2010 che un venditore proponeva come Cycas pruinosa semplici Cycas siamensis, specie comune del Sud-est asiatico, e che non era ancora riuscito a identificare la pianta acquistata con quel nome. Una pianta blu venduta giovane come Cycas pruinosa merita quindi una verifica.
Tassonomia
Cycas pruinosa è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. John R. Maconochie l’ha descritta nel 1978 sul Journal of the Adelaide Botanic Gardens (1(3): 177-178), a partire da una pianta femminile raccolta da D. Symon nel giugno 1975 nella gola di Ternonis, nelle Durack Ranges (olotipo all’erbario del Territorio del Nord, DNA). La accostava a Cycas revoluta e a Cycas cairnsiana, che hanno anch’esse foglioline dai margini arrotolati.
Hill (1996) la colloca nella sottosezione Endemicae della sezione Cycas e nella serie Furfuraceosae, definita da foglioline inferiori che si riducono gradualmente fino a diventare spine e da grandi denti non pungenti sui macrosporofilli. La serie comprende anche Cycas furfuracea e Cycas basaltica, entrambe del Kimberley. De Laubenfels e Adema (1998), pur con una concezione molto ampia delle specie, l’hanno mantenuta come specie distinta. Il nome non è mai cambiato.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino pruinosus, «coperto di pruina». Maconochie (1978) lo riferisce alla superficie pruinosa dei semi; The World List of Cycads, sulla base di Haynes (2022), alle foglie glauche, di un blu biancastro. In molte piante entrambi gli organi sono effettivamente pruinosi.
La prima raccolta citata risale al luglio 1952 (R.A. Perry, The Grotto, Carr Boyd Range, vicino a Kununurra). Non è documentata alcuna storia dell’introduzione in coltivazione, ma i semi circolano tra i collezionisti europei: nell’agosto 2013 un membro del forum Fous de palmiers segnalava semi della specie in vendita presso un commerciante specializzato di semi, giudicandoli piuttosto cari, e nello stesso anno un coltivatore di Ravenna ne riferiva la semina sul forum Tropicamente.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome comune attestato per questa specie, né in italiano né in inglese né in una lingua aborigena, nelle fonti consultate.
In natura
Cycas pruinosa è diffusa ma sparsa nel Kimberley orientale e meridionale, in Australia Occidentale (Carr Boyd Range, lago Argyle, Bedford Downs, Deception Range, Elgee Jump Up), ed è presente anche negli Spirit Hills, sulla stazione di Bullo River, nel Territorio del Nord. Cresce soprattutto su suoli sabbiosi scheletrici su rocce silicee, dalle arenarie metamorfiche ai graniti; una popolazione della Napier Range, vicino a Tunnel Creek, vive invece su terra rossa su calcare (Hill 1996; Flora of Australia). Maconochie (1978) la descriveva sui pendii delle colline e ai piedi di pareti scoscese.
La regione ha un clima tropicale monsonico, con una lunga stagione secca. L’impollinazione e la fenologia non sono documentate nelle fonti consultate.
Stato di conservazione e normativa
La specie non è minacciata: la IUCN la classifica a rischio minimo (LC) secondo la valutazione di J.D. Bösenberg (2022), e già Hill (1996) non la considerava minacciata. La Flora of Australia non riporta alcuna iscrizione negli elenchi federali o statali australiani.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas pruinosa rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).
Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Si coltiva poco e con difficoltà: i rari riscontri pubblicati riguardano soprattutto le perdite di giovani piante. In Australia il giardino botanico di Darwin, nel Territorio del Nord, ne coltiva esemplari, fotografati nel 2016 da un membro del forum francese Fous de palmiers. In Europa la specie va tenuta in vaso, al riparo in inverno, in un substrato molto minerale e drenante, in pieno sole e con annaffiature distanziate: gli insuccessi riferiti dipendono dal marciume delle radici.
In Italia
L’unica esperienza documentata in Italia viene dal forum Tropicamente. Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) scriveva nell’ottobre 2013 che Cycas pruinosa ama il caldo e il sole e preferisce l’assenza di gelo, e che si era procurato alcuni semi. Nel febbraio 2014 riferiva che quattro semi su cinque erano germinati, ma che una plantula aveva una radice in parte marcita; nel maggio 2014 confermava che «diversi semi» erano nati. Nel febbraio 2015 tirava le somme: gli restava una sola pianta viva, e «le cycas australiane sono difficili»; anche della sua semina di Cycas candida rimanevano tre piante. Nella stessa discussione, nel gennaio 2015, un altro utente chiedeva notizie perché intendeva acquistare semi di Cycas pruinosa, Cycas calcicola e Cycas platyphylla. La specie non compare invece negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch).
Moltiplicazione
Per seme, l’unico metodo documentato. La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. L’esperienza di Ravenna mostra una buona germinazione (quattro semi su cinque) seguita da forti perdite nelle giovani piante, legate al marciume delle radici: un substrato drenante e annaffiature misurate sono quindi decisivi fin dalla semina. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita proprio della specie. Il problema segnalato in coltivazione è il marciume delle radici delle giovani piante. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas pruinosa non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo. Il suo areale, nel Kimberley, non conosce gelate regolari, e l’unico coltivatore europeo che ne ha parlato ritiene che preferisca l’assenza di gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Gli unici riscontri italiani, a Ravenna, riguardano semine in vaso e al riparo, senza alcun valore di temperatura. Lo stesso vale per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sul forum Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Australia non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro datato di coltivazione in piena terra, né sui forum né negli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas pruinosa. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nessun uso è documentato per questa specie.
Domande frequenti
Che cosa significa pruinosa?
«Coperta di pruina» in latino: i semi, e spesso le foglie, sono rivestiti da una cera bianco-grigiastra.
Cycas pruinosa è sempre blu?
No. A seconda delle popolazioni le piante sono blu, verdi o miste; secondo Hill (1996) il carattere sembra genetico.
Dove cresce Cycas pruinosa?
Nel Kimberley orientale e meridionale (Australia Occidentale) e negli Spirit Hills (Territorio del Nord), su pendii rocciosi e suoli sabbiosi poveri.
Come distinguerla da Cycas calcicola?
Dalle foglioline e dai macrosporofilli. Cycas calcicola ha una peluria nei solchi sotto le foglioline, foglie piatte o arcuate e macrosporofilli molto più corti.
Una Cycas pruinosa in vendita è sempre autentica?
Non necessariamente. Sono state vendute Cycas siamensis con questo nome: meglio rivolgersi a un fornitore specializzato che garantisca l’origine.
È rustica in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo, e l’unica esperienza italiana, a Ravenna, riguarda semine in vaso con forti perdite: va coltivata in vaso, al riparo in inverno.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas pruinosa: https://cycadlist.org/scientific_name/189 — autore, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (LC, 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 e il 13 ottobre 2026.
- Flora of Australia in rete (ABRS, da Hill 1998, Flora of Australia vol. 48), Cycas pruinosa: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Cycas%20pruinosa — descrizione, distribuzione, habitat, statuti. Flora nazionale di riferimento; consultata il 3 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas pruinosa: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/20537/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Forum Tropicamente, «Cycas cairnsiana» (ottobre 2013 – febbraio 2015): https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-cairnsiana-2/ — esigenze, germinazione e perdite delle semine di un coltivatore di Ravenna; richiesta di semi (gennaio 2015). Forum italiano di coltivatori; riscontri datati, coltivazione in vaso.
- Forum Tropicamente, «Macrozamia macdonnelli» (febbraio 2014): https://www.tropicamente.it/forums/topic/macrozamia-macdonnelli/page/3/#post-48456 — tasso di germinazione e marciume radicale. Forum italiano di coltivatori; riscontro datato.
- Forum Fous de palmiers, «Dioon edule : différence entre les variétés ?» (dicembre 2009): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=74345#p74345 — piante etichettate male nel commercio. Forum di collezionisti francesi; testimonianza.
- Forum Fous de palmiers (febbraio 2010): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=83019#p83019 — Cycas siamensis venduta come Cycas pruinosa. Forum di collezionisti francesi; testimonianza.
- Forum Fous de palmiers, «Cycadales: le coin des bons plans et espèces rares» (agosto 2013): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=283951#p283951 — semi della specie in vendita presso un commerciante di semi. Forum di collezionisti francesi; informazione di contesto.
- Forum Fous de palmiers, «[AUS] Cycas / Darwin Botanical Garden – Australie (NT)» (settembre 2016): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=21346 — fotografie di piante coltivate al giardino botanico di Darwin. Forum di collezionisti francesi; informazione di contesto.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Maconochie, J.R. (1978). Two new species of Cycas from Northern Australia. Journal of the Adelaide Botanic Gardens 1(3): 175-178. [Protologo; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Descrizione completa (pp. 60-62), serie Furfuraceosae, variazione del colore; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultata nella versione in rete aggiornata (profiles.ala.org.au).]
- Bösenberg, J.D. (2022). Cycas pruinosa. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T41993A69155381. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; testo consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]