Cycas glauca è una cicadea delle Piccole Isole della Sonda orientali, nota a Timor (sia nella parte indonesiana sia a Timor Est) e sull’isola di Sumba, dove cresce nelle foreste sempreverdi dell’interno, spesso vicino ai corsi d’acqua. Questa specie del genere Cycas fu descritta già nel 1840 dal botanico olandese Friedrich Anton Wilhelm Miquel, sulla base di piante coltivate in Europa, e deve il nome al riflesso blu e ceroso delle foglie. Rimasta un enigma per più di un secolo e mezzo, attribuita di volta in volta a Cycas circinalis, a Cycas rumphii e a Cycas thouarsii, è stata chiarita soltanto nel 2009. Oggi la IUCN la considera in pericolo critico, categoria confermata dalla rivalutazione pubblicata nel 2023.
In sintesi: Cycas glauca
- Nome accettato: Cycas glauca Hort. ex Miq. (1840), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas rumphii var. timorensis Miq. (1840); Cycas circinalis f. glauca (Miq.) J.Schust. (1932); piante attribuite in passato a Cycas rumphii e a Cycas thouarsii
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «fay» nel dialetto amarassi di Timor occidentale
- Distribuzione naturale: Indonesia (Nusa Tenggara Timur: Timor occidentale e Sumba) e Timor Est
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR, criteri A2ac+4ace), secondo The World List of Cycads; categoria attuale confermata da GBIF, rivalutazione di Anders Lindström pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: foresta sempreverde chiusa o rada dell’interno, spesso lungo i ruscelli, su argilla; resiste negli ambienti disturbati
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 3 m, di 22-35 cm di diametro, talvolta ramificato in alto; foglie di 174-220 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas glauca?
Tre caratteri la identificano: un riflesso blu glauco ben visibile sulle foglie verde scuro, soprattutto quando sono appena spuntate; foglioline larghe (12-16 mm); semi fortemente pruinosi e privi di strato spugnoso. I megasporofilli hanno un piccolo lembo appena pettinato, che termina con una spina distinta. La descrizione segue Lindström, Hill e Stanberg (2009):
- Fusto: eretto, fino a 3 m, di 22-35 cm di diametro, di solito semplice ma talvolta ramificato da due a quattro volte in alto.
- Foglie: lunghe 174-220 cm, verde scuro semilucido con riflesso blu glauco, piatte, con 69-118 foglioline; una peluria resta spesso anche sulle foglie adulte; picciolo di 42-58 cm (20-40 % della foglia), con una corta peluria arancione, pruinoso, spinoso sul 20-100 % della lunghezza.
- Foglioline mediane: lunghe 15-30 cm e larghe 12-16 mm, glabre, un po’ più chiare sotto, distanziate di 5-14 mm; margini ricurvi; nervatura mediana appena sporgente sopra, molto sporgente sotto.
- Catafilli (le squame che proteggono l’apice): stretti, allungati, morbidi, di 3-4 cm.
- Coni maschili: circa 49 cm per 10 cm, brunastri, su un peduncolo di 8 cm; microsporofilli di 38-40 mm per 18-20 mm, con una spina apicale rialzata fino a 20 mm.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): di 30-43 cm, con peluria bruno-arancio persistente, portano 4-7 ovuli glabri; lembo di 25-40 mm per 23-35 mm, brevemente pettinato o con spine rudimentali; spina terminale distinta, di 20-40 mm.
- Semi: appiattiti, di 4-5 cm per al massimo 3 cm; sarcotesta (lo strato carnoso esterno) gialla poi bruno-rosso scuro, fortemente pruinosa, senza strato fibroso; sclerotesta poco ornamentata; nessuno strato spugnoso.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
La storia del nome mostra quanto sia facile scambiarla con altre Cycas dal portamento simile:
- Cycas rumphii, cicadea costiera dell’Indonesia orientale, con cui è stata confusa: foglie senza riflesso blu e semi con uno strato spugnoso che li fa galleggiare;
- Cycas thouarsii, dell’oceano Indiano occidentale (Madagascar, Comore, Africa orientale), cui somiglia per le foglie bluastre: foglioline più strette e semi più grandi, con strato spugnoso;
- Cycas sundaica, delle vicine isole di Sumbawa, Flores e Alor: megasporofilli con spine laterali nette e semi con strato spugnoso;
- Cycas silvestris, del Queensland, probabilmente la parente più stretta a giudicare dalla larghezza delle foglioline: le foglie giovani non hanno riflesso blu.
Tassonomia
Cycas glauca è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il nome «glauca» circolava già nei giardini europei prima che Miquel lo pubblicasse nei suoi Commentarii Phytographici (1840-1841, p. 127): da qui l’autore «Hort. ex Miq.». Link (1821-1822) e Sweet (1839) lo avevano usato senza descrizione (nomina nuda). Nella stessa opera Miquel descrisse anche Cycas rumphii var. timorensis, da un campione di Timor del Museo di Parigi, oggi sinonimo.
I tipi di questi due nomi comprendono soltanto foglie sterili, e per questo era molto difficile ricondurli a una specie nota. Lo stesso Miquel collocò più tardi Cycas glauca tra le specie incerte (1861, 1868), come fecero Lemaire (1864) e de Candolle (1868); Regel la mantenne nel 1876, e Julius Schuster ne fece nel 1932 una forma di Cycas circinalis. Ken Hill la mise dapprima in sinonimia con Cycas rumphii (1995), poi con Cycas thouarsii (1998). De Laubenfels e Adema (1998), che non conoscevano il campione di Utrecht, la considerarono un nomen nudum, la posero sotto Cycas rumphii e ricondussero la varietà timorensis alla loro nuova specie Cycas edentata.
Esplorazioni condotte a Sumba e a Timor nel 2000 hanno mostrato che si tratta di una specie distinta, senza legami con il gruppo di Cycas rumphii. Lindström, Hill e Stanberg (Telopea, 2009) hanno quindi designato come lectotipo un foglio d’erbario di Utrecht proveniente dal giardino di Rotterdam e hanno collocato la specie nella sottosezione Endemicae della sezione Cycas: un gruppo soprattutto australiano, di cui è l’unica specie nota fuori dall’Australia e dalla Nuova Guinea.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal greco glaukos, latinizzato in glaucus, «verde-azzurro, coperto di una pruina bluastra», con riferimento alle foglie glauche (Lindström e colleghi 2009; Haynes 2022). È un caso raro di cicadea descritta da piante di giardini europei più di un secolo e mezzo prima che le sue popolazioni selvatiche venissero studiate.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune italiano. Lindström e colleghi (2009) riportano il nome «fay» nel dialetto amarassi di Timor occidentale. Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun nome inglese proprio della specie.
In natura
Cycas glauca è nota a Timor e a Sumba, nelle Piccole Isole della Sonda. A Timor occidentale è stata raccolta nel kabupaten di Kupang, vicino ai villaggi di Oekabiti e di Baun (verso 415 m), nella regione di Amarassi; a Sumba vicino a Paimburu (verso 274 m), nel nord di Sumba Barat, ed è coltivata a Waingapu. The World List of Cycads la indica anche a Timor Est, dove presenta fotografie di osservazioni fatte nel 2023 nel municipio di Covalima e nel 2003 in quello di Lautém.
Cresce nella foresta sempreverde dell’interno, chiusa oppure più rada e stagionalmente secca, spesso vicino ai ruscelli, su suolo argilloso, e resiste negli ambienti disturbati. Nel 2009 appariva abbastanza diffusa e localmente abbondante su entrambe le isole. Impollinatori e dispersori dei semi non sono documentati.
Stato di conservazione e normativa
Secondo The World List of Cycads, la IUCN classifica Cycas glauca in pericolo critico (CR) in base ai criteri A2ac+4ace: riduzione della popolazione osservata e prevista, legata al declino dell’habitat e allo sfruttamento. Sono citate due valutazioni: quella di John Donald Bösenberg (2010) e la rivalutazione di Anders Lindström, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref). La categoria attuale, ripresa da GBIF dai dati della IUCN (consultazione del 18 ottobre 2026), è proprio CR: è quindi quella della rivalutazione del 2023. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente, e la categoria attribuita nel 2010 non è stata verificata. Nel 2009 Lindström e colleghi raccomandavano la categoria «vulnerabile», osservando che non si sapeva se alcune popolazioni ricadessero in aree protette e che l’instabilità politica rendeva difficile ogni misura di tutela.
Gli stessi autori segnalavano che la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, era stata introdotta a Timor e si era insediata a Timor occidentale, ma che non era ancora stata trovata fuori dal capoluogo, Kupang.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas glauca rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Cycas glauca era già coltivata in Europa nell’Ottocento, visto che il suo tipo proviene dal giardino di Rotterdam, e Lindström e colleghi ne hanno studiato i coni maschili su piante coltivate al giardino botanico di Nong Nooch, in Thailandia. Tuttavia non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie, e sui forum francesi e italiani consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Poiché la specie vive su isole tropicali ed è stata raccolta fino a circa 415 m di quota, è probabile che nel nostro clima vada tenuta in serra calda; si tratta però di una deduzione, che nessuna fonte afferma esplicitamente.
In Italia
Cycas glauca non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente le ricerche su «Cycas glauca» e «glauca» restituiscono soltanto discussioni su altre piante, come Ravenea glauca o alcune Brahea (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non sono documentate malattie proprie della specie. La cocciniglia Aulacaspis yasumatsui, introdotta a Timor, è la principale minaccia sanitaria segnalata nel suo areale: in passato ha distrutto l’intera collezione di Cycas del giardino botanico di Bogor, a Giava (Lindström e colleghi 2009).
Rusticità
Per Cycas glauca non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Timor e Sumba sono isole tropicali, e le raccolte citate da Lindström e colleghi (2009) provengono da quote basse e medie (fino a circa 415 m): nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Lo stesso vale per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sul forum francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro sul freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas glauca, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie; il nome amarassi «fay» mostra soltanto che la pianta è conosciuta dagli abitanti di Timor occidentale.
Domande frequenti
Che cosa significa glauca?
«Verde-azzurro, pruinoso». Il nome descrive il riflesso blu e ceroso delle foglie, più evidente su quelle appena spuntate.
Dove cresce Cycas glauca?
A Timor, sia nella parte indonesiana sia a Timor Est, e sull’isola di Sumba. Vive nelle foreste sempreverdi dell’interno, spesso vicino ai corsi d’acqua.
È una forma di Cycas rumphii o di Cycas circinalis?
No. È stata classificata in entrambe le specie e poi in Cycas thouarsii, ma lo studio delle popolazioni selvatiche ha mostrato nel 2009 che è una specie distinta, imparentata con le Cycas australiane.
Come si distingue da Cycas thouarsii?
Dalle foglioline più larghe e dai semi più piccoli, privi di strato spugnoso. Cycas thouarsii, inoltre, vive nell’oceano Indiano occidentale.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo critico (rivalutazione pubblicata nel 2023), a causa del declino del suo habitat e dello sfruttamento delle piante.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no, anche se manca una prova diretta. Non esiste alcun dato sul freddo né alcun riscontro italiano, e la specie vive su isole tropicali: per prudenza va tenuta in serra calda.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas glauca: https://cycadlist.org/scientific_name/128 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (CR), etimologia, fotografie di Covalima (2023) e di Lautém (2003). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026, riletta il 18 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas glauca: https://api.gbif.org/v1/species/3594903/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (CR), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas glauca: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65519/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Miquel, F.A.W. (1840-1841). Commentarii Phytographici: 125-127. [Protologo di Cycas glauca e di Cycas rumphii var. timorensis; non consultato (BHL inaccessibile), citato da Lindström e colleghi (2009).]
- Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. doi:10.7751/telopea20095826 [Descrizione, storia, lectotipificazione, nome vernacolo, distribuzione e statuto (pp. 410-413); testo integrale consultato.]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie, Cycas glauca posta in sinonimia con Cycas rumphii (p. 369); non consultato direttamente, citato da The World List of Cycads e da Lindström e colleghi (2009).]
- Bösenberg, J.D. (2010). Cycas glauca. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T178874A7632756. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Lindström, A. (2023). Cycas glauca. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T178874A68901750. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T178874A68901750.en [Rivalutazione della Lista rossa (versione 2023-1); riferimento verificato su Crossref, categoria attuale CR ripresa da GBIF, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]