Cycas curranii

Cycas curranii è una grande cicadea di sottobosco, endemica dell’isola di Palawan, nelle Filippine, dove cresce nelle foreste fitte sui suoli ultrabasici delle colline di Puerto Princesa, Aborlan e Narra. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1932 come semplice varietà di Cycas circinalis, con il nome di Cycas circinalis var. curranii, prima di essere elevata al rango di specie da K.D. Hill nel 1995. I suoi semi, tra i più grandi del genere, hanno un guscio segnato da coste longitudinali, un carattere che condivide soltanto con altre due cicadee filippine. La Lista rossa della IUCN la classifica in pericolo critico.

In sintesi: Cycas curranii

  • Nome accettato: Cycas curranii (J.Schust.) K.D.Hill (1995), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas circinalis var. curranii J.Schust. (1932), basionimo, pubblicato nella forma Cycas circinalis subsp. riuminiana var. curranii; incluso in Cycas silvestris da de Laubenfels e Adema (1998), opinione non seguita
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nelle Filippine pitogo, nome locale delle cicadee a foglioline larghe; etichetta «Curran’s Pitago» al Royal Botanic Garden di Sydney
  • Distribuzione naturale: Filippine, isola di Palawan (municipi di Puerto Princesa, Aborlan e Narra); una presenza a Mindoro, segnalata da fonti secondarie, è contraddetta dalle fonti primarie
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR), rivalutazione di J.D. Bösenberg (Lista rossa 2023-1), categoria riportata da GBIF; valutazione precedente di E.M.G. Agoo e collaboratori (2014), criteri A2acd+4acd
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato; specie tropicale di sottobosco, da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura sottobosco di foreste fitte, su pendii ripidi di rocce ultrabasiche; in coltivazione mezz’ombra o sole, terreno fresco e drenante (PACSOA)
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di 1-8 m, di 14-25 cm di diametro; foglie di 180-260 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas curranii?

La riconosce la combinazione di due caratteri: foglioline larghe (10-14 mm) su foglie lunghissime e lucide, e grossi semi gialli il cui guscio porta coste longitudinali regolari. Secondo la revisione delle Cycas delle Filippine di Lindström, Hill e Stanberg (2008):

  • Fusto: di 1-8 m, di 14-25 cm di diametro, con la base poco ingrossata e la corteccia spessa e sugherosa; da 30 a 120 foglie nella corona.
  • Foglie: verde scuro o grigio-verdi, da molto lucide a semilucide, di 180-260 cm, piatte o appena carenate, con 150-360 foglioline; peluria bianca o arancione che cade presto; asse terminato da una coppia di foglioline; picciolo di 35-55 cm, glabro, spinoso per il 70-100% della lunghezza.
  • Foglioline: di 210-310 mm per 10-14 mm, più chiare sotto, piatte, molto ristrette alla base (2,5-3 mm), con apice acuto non pungente; nervatura mediana sporgente sopra, piatta sotto.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, pelosi, di 100-130 mm.
  • Coni maschili: fusiformi, verdi o color crema; microsporofilli morbidi, senza spina apicale o con una spina rudimentale rivolta verso il basso.
  • Organi femminili: corona chiusa sia all’impollinazione sia alla maturazione dei semi; megasporofilli di circa 21 cm, con peluria grigia, che portano 2-6 ovuli; lamina arrotondata di circa 100 mm per 70 mm, profondamente pettinata, con una trentina di spine laterali morbide di circa 20 mm.
  • Semi: da quasi sferici a ovoidi, di circa 48 mm per 40 mm; involucro carnoso giallo, non pruinoso, senza strato fibroso; guscio con coste longitudinali.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.

Possibili confusioni

Solo altre due cicadee, entrambe filippine, hanno il guscio del seme con coste longitudinali. Cycas wadei, dell’isola di Culion, ha semi grandi la metà e foglioline due volte più strette (3-8 mm), e cresce in praterie secche spesso percorse dal fuoco. Cycas saxatilis, anch’essa di Palawan, vive appesa alle falesie calcaree della baia di Saint Paul e ha coni maschili più stretti e allungati (Lindström e collaboratori, 2008). Le altre cicadee delle Filippine, come Cycas riuminiana o Cycas edentata, hanno coni maschili sodi e un guscio del seme liscio. Le vecchie segnalazioni di Cycas circinalis o di Cycas rumphii nelle Filippine riguardavano altre specie.

Tassonomia

Cycas curranii è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Il botanico tedesco Julius Schuster la descrisse nel 1932 nel Pflanzenreich (volume 99, pagina 69) come varietà di Cycas circinalis, collegata alla sottospecie riuminiana. K.D. Hill la elevò al rango di specie nel 1995, negli atti della terza conferenza internazionale sulla biologia delle cicadee (pagina 150). Il tipo fu raccolto nel marzo 1906 da H.M. Curran (numero 3842) lungo il fiume Molinao, a Palawan; l’olotipo di Manila (PNH) è andato perduto, probabilmente distrutto durante la seconda guerra mondiale, e duplicati sono conservati a Kew e a Parigi.

Lindström, Hill e Stanberg (2008) hanno creato per questa specie, Cycas wadei e Cycas saxatilis la sezione Wadeae, definita da coni maschili morbidi e cerosi, megasporofilli pettinati, ovuli glabri e semi gialli con guscio fortemente costolato. Vi vedono un gruppo relitto isolato, imparentato con i gruppi del continente asiatico e probabilmente separato da essi dalla deriva di frammenti di crosta terrestre all’inizio del Terziario. Secondo loro la collocazione di Schuster sotto Cycas circinalis non riflette alcuna parentela reale. De Laubenfels e Adema (1998) avevano invece incluso queste piante in una concezione ampia di Cycas silvestris, specie che The World List of Cycads considera endemica dell’Australia.

Etimologia e storia

L’epiteto onora il raccoglitore del tipo, il forestale statunitense Hugh McCullom Curran (1875-1960), che lavorava all’Ufficio delle foreste di Manila (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). Lindström e collaboratori (2008) lo chiamano «Hugo M. Curran».

Il botanico statunitense E.D. Merrill fu il primo a segnalare, nel 1911 e poi nel 1923, una cicadea senza nome di Palawan, sulla base della raccolta di Curran. Dopo la descrizione di Schuster la pianta fu in gran parte ignorata fino al 1995; nel 1986 Zamora e Co collocavano ancora le piante di Palawan sotto Cycas wadei. All’inizio degli anni Novanta grandi quantità di semi raccolti in natura furono distribuite, e le piante che ne derivano sono oggi molto presenti in coltivazione (Lindström e collaboratori, 2008).

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato. La Palm and Cycad Society of Australia (PACSOA) indica che pitogo è il nome locale dato alle cicadee a foglioline larghe; la stessa parola indica in tagalog i semi di Cycas wadei (Lindström e collaboratori, 2008). Il Royal Botanic Garden di Sydney etichetta le sue piante «Curran’s Pitago»: si tratta di un’etichetta di giardino, non di un nome vernacolare attestato.

In natura

Secondo Lindström e collaboratori (2008), Cycas curranii è nota solo dell’isola di Palawan, dove sembra legata alle rocce ultrabasiche: cresce soprattutto su pendii ripidi di queste rocce, a volte sui loro conoidi alluvionali, nel sottobosco di foreste miste fitte e ricche. È stata raccolta nei municipi di Puerto Princesa, Aborlan e Narra, in particolare ai piedi del monte Victoria. Alcune fonti secondarie, probabilmente derivate dalla valutazione della IUCN, segnalano anche una sottopopolazione a Bongabon e Mansalay, nella provincia di Mindoro Orientale; le fonti primarie la contraddicono: Lindström e collaboratori (2008) attribuiscono la segnalazione di Mansalay a Cycas wadei, e nessun campione d’erbario la sostiene. La presenza della specie a Mindoro non è quindi accertata.

Stato di conservazione e normativa

Cycas curranii è classificata in pericolo critico (CR, criteri A2acd+4acd) secondo la valutazione di E.M.G. Agoo, D.A. Madulid, V.C. Linis ed E. Sambale (2014), citata da The World List of Cycads. Questi criteri indicano un declino stimato di almeno l’80% delle popolazioni, passato e futuro, dovuto alla perdita di habitat e ai prelievi. Una rivalutazione, di J.D. Bösenberg, è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref): conferma la categoria in pericolo critico (CR), secondo i dati IUCN riportati da GBIF (consultati il 21 ottobre 2026); il sito della Lista rossa non ha potuto essere consultato direttamente.

Questo statuto contrasta con il parere di Lindström e collaboratori (2008), che descrivevano una specie sparsa su un’ampia area, a basse densità, con una foresta degradata a bassa quota e vicino alla pianura costiera ma più intatta verso l’interno; raccomandavano allora la categoria quasi minacciata. La differenza tra le due valutazioni non ha potuto essere spiegata con le fonti consultate.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas curranii rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Cycas curranii è abbastanza diffusa nelle collezioni tropicali, grazie ai semi distribuiti all’inizio degli anni Novanta. La PACSOA la descrive come una cicadea decorativa di circa 3 m in coltivazione, con foglie verde scuro lucide, da piantare in un terreno fresco e ben drenato, a mezz’ombra o al sole. Questi consigli corrispondono al suo habitat di sottobosco forestale, più umido di quello della maggior parte delle Cycas. Fuori dai tropici la coltivazione si fa in serra calda o in veranda, in un grande vaso.

In Italia

Cycas curranii non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca del nome non dà alcun risultato, e nessun riscontro di coltivazione è stato trovato nemmeno sui forum francesi, dove la specie è citata una sola volta, senza dati di coltivazione. Non è quindi documentata alcuna pianta coltivata in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas curranii è dioica e si moltiplica per seme; i semi sono grossi. Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione propria della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Lindström e collaboratori (2008) osservano che a Palawan la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, sembra tenuta sotto controllo da predatori locali, mentre devasta le Cycas coltivate a Luzon, Negros e Panay. Resta una minaccia seria per le cicadee filippine se raggiunge popolazioni selvatiche prive di predatori. In coltivazione la specie è esposta a questa cocciniglia e al marciume delle radici in un substrato fradicio.

Rusticità

Per Cycas curranii non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una specie di foresta tropicale, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: nessuna temperatura sopportata è documentata, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. Nessuna zona italiana può quindi essere consigliata per la piena terra: la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, né è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto fuori dai tropici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas curranii, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di tutto. Il composto principale in causa è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas curranii.

Domande frequenti

Da dove viene Cycas curranii?

Dall’isola di Palawan, nelle Filippine, dove cresce nel sottobosco su rocce ultrabasiche; la sua presenza a Mindoro, segnalata da fonti secondarie, non è confermata dalle fonti primarie.

È una varietà di Cycas circinalis?

No. Fu descritta nel 1932 come varietà di Cycas circinalis, ma ne è lontana: appartiene alla sezione Wadeae, propria delle Filippine, ed è stata elevata al rango di specie nel 1995.

Che cos’hanno di particolare i suoi semi?

Sono grossi, circa 48 mm, e il loro guscio porta coste longitudinali, un carattere condiviso soltanto con Cycas wadei e Cycas saxatilis.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo critico (valutazione del 2014), anche se una revisione del 2008 la riteneva soltanto quasi minacciata.

Sopporta l’ombra?

Sì, in parte. È una cicadea di sottobosco forestale, e la PACSOA la consiglia dalla mezz’ombra al pieno sole.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No, con ogni probabilità, anche se non è stato pubblicato alcun dato sul freddo: è una specie tropicale, da tenere in vaso al riparo dal gelo.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Schuster, J. (1932). Cycadaceae. In A. Engler (a cura di), Das Pflanzenreich, fascicolo 99. [Basionimo Cycas circinalis var. curranii, pagina 69; riferimento ripreso da Lindström e collaboratori (2008), non consultato.]
  • Hill, K.D. (1995). Infrageneric relationships, phylogeny, and biogeography of the genus Cycas (Cycadaceae). Proceedings of the Third International Conference on Cycad Biology: 139-162. [Combinazione al rango di specie, pagina 150; riferimento ripreso da The World List of Cycads, non consultato.]
  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in The Philippines. Telopea 12(1): 119-145. doi:10.7751/telopea20085805 [Descrizione, sezione Wadeae, storia, distribuzione, conservazione, cocciniglia; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Inclusione in Cycas silvestris; revisione a concezione ampia delle specie; testo integrale consultato (archive.org).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas curranii. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42090A67341354. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42090A67341354.en [Valutazione in vigore; riferimento verificato su Crossref, categoria CR riportata da GBIF; pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]