Cycas conferta è una cicadea dal fogliame verde acqua, con foglioline fitte e sovrapposte, che forma piccoli popolamenti isolati su graniti e arenarie della regione di Pine Creek e del parco nazionale di Kakadu, nel Territorio del Nord, in Australia. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1993 da Sharon Chirgwin e David Wigston, dell’università del Territorio del Nord; prima di allora gli orticoltori la conoscevano come Cycas sp. ‘Pine Creek’. Il suo nome, dal latino confertus, «serrato», descrive le foglioline addossate lungo l’asse della foglia. The World List of Cycads la classifica vulnerabile.
In sintesi: Cycas conferta
- Nome accettato: Cycas conferta Chirgwin (1993), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); Species+ scrive l’autore «Chirgwin ex Chirgwin & Wigston»; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nome orticolo anteriore Cycas sp. ‘Pine Creek’; trattata come sinonimo di Cycas lane-poolei da de Laubenfels e Adema (1998), opinione non seguita
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato
- Distribuzione naturale: Australia, Territorio del Nord, dal parco nazionale di Kakadu (Twin Falls, Goodparla) all’ovest di Pine Creek
- Stato IUCN: vulnerabile (VU), rivalutazione di N.S. Nagalingum (Lista rossa 2023-1), categoria riportata da GBIF; la Flora of Australia indica quasi minacciata (NT, 2022) (vedi Stato di conservazione)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato; da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura suoli sabbiosi su granito o arenaria grossolana, affioramenti rocciosi vicino ai corsi d’acqua
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 4 m, raramente 7 m, di 9-13 cm di diametro; foglie di 60-110 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; citata nel 2012 da un coltivatore romagnolo come specie desiderata
- Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas conferta?
Tre caratteri la identificano: foglie verde pallido opaco, leggermente bluastre; foglioline corte, larghe e così fitte da sovrapporsi, dello stesso colore sulle due facce; picciolo lungo e di solito senza spine. Secondo la revisione di Ken Hill (1996), che completa la descrizione originale:
- Fusto: fino a 4 m, raramente 7 m, di 9-13 cm di diametro.
- Foglie: di 70-110 cm, piatte o appena carenate, con 160-240 foglioline, sempre terminate da una spina talvolta dentata; picciolo di 20-45 cm, con peluria bianca rada, in genere senza spine.
- Foglioline: di 70-120 mm per 6-8 mm, glabre, blu-verdi allo spuntare poi verde medio da opaco a semilucido, quasi dello stesso colore sulle due facce, piatte, distanziate di 5-8 mm e spesso sovrapposte; nervatura mediana sporgente allo stesso modo sopra e sotto; talvolta alcuni stomi sulla pagina superiore.
- Getti giovani: peluria densa bianca con qualche pelo arancione; catafilli di 6-9 cm, con fitta peluria arancione.
- Coni maschili: bruno-arancioni, ovoidi, di 11-18 cm per 8-12 cm.
- Megasporofilli: di 17-22 cm, con peluria grigia e arancione, portano 2-4 ovuli; apice sterile strettamente triangolare, di 45-75 mm, regolarmente dentato.
- Semi: ovoidi stretti, verdi poi arancioni, pruinosi, di circa 40 mm per 30 mm.
La descrizione originale di Chirgwin e Wigston (1993) differisce su diversi punti: parla di un arbusto alto al massimo 3,5 m, di foglie «verde acqua» di 60-105 cm, di foglioline larghe 3-8,5 mm con un solco al centro della nervatura, di un apice del megasporofillo con denti poco sviluppati o intero e di ovuli a forma di pera, appuntiti, bruno-violacei a maturità. Sottolinea anche la presenza di stomi sulle due facce delle foglioline, un carattere raro tra le Cycas del Territorio del Nord. Secondo de Laubenfels e Adema (1998), questa variabilità poteva indicare che la descrizione del 1993 mescolasse più taxa.
Ibridi
Hill (1996) segnala ibridi naturali apparenti con Cycas calcicola. Le popolazioni del monte Bundey e di Hayes Creek sono intermedie tra Cycas conferta e Cycas armstrongii, e quelle di Goodparla mostrano una leggera influenza di quest’ultima. Non è documentato alcun ibrido di coltivazione.
Possibili confusioni
La confusione più frequente è con Cycas armstrongii. Secondo Hill (1996), quest’ultima ha piccioli più corti, più spesso spinosi, e foglioline lucide, più chiare sotto e più distanziate (10-12 mm contro meno di 8 mm); è anche più piccola. Hill ha osservato che il picciolo è del tutto privo di spine in circa il 90% delle piante di Cycas conferta, contro il 10-15% in Cycas armstrongii. Cycas papuana, della Papua Nuova Guinea occidentale, ha anch’essa piccioli lunghi e foglioline fitte, ma coni maschili più robusti. Cycas canalis, più a ovest, ha foglioline molto più lunghe (100-205 mm) e non sovrapposte.
Tassonomia
Cycas conferta è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). La specie fu pubblicata nel 1993 da S.K. Chirgwin e D. Wigston in «A new species of Cycas from the Northern Territory», Journal of the Adelaide Botanic Gardens 15(2): 147-148, con Chirgwin unica autrice del nome; Species+ scrive l’autore «Chirgwin ex Chirgwin & Wigston». Il tipo è una pianta femminile raccolta da G. Brown il 21 aprile 1987; l’olotipo è a Darwin (DNA 29214), un isotipo a Sydney.
Ken Hill (1996) la colloca nella serie Armstrongianosae (sezione Cycas, sottosezione Endemicae), con Cycas armstrongii, Cycas canalis, Cycas orientis, Cycas lane-poolei e Cycas xipholepis: specie a foglioline piatte, senza strato protettivo sotto l’epidermide e con una cuticola molto sottile. De Laubenfels e Adema (1998) l’hanno posta, insieme a Cycas canalis, in sinonimia di Cycas lane-poolei, dell’Australia Occidentale; The World List of Cycads non segue questa opinione.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino confertus, «serrato, fitto», e si riferisce alle foglioline addossate sull’asse della foglia (Chirgwin e Wigston, 1993; Haynes, 2022). Gli autori ricordano che la pianta era riconosciuta come diversa dai botanici locali già diversi anni prima della descrizione, che proseguiva la revisione delle Cycas del Territorio del Nord avviata da J.R. Maconochie, morto in un incidente prima di poterla completare. Prima del 1993 circolava nelle opere orticole con il nome di Cycas sp. ‘Pine Creek’ (de Laubenfels e Adema, 1998; PACSOA).
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano attestato, e nessun nome vernacolo inglese o aborigeno ha potuto essere verificato. L’unico altro nome incontrato è quello orticolo ‘Pine Creek’.
In natura
Cycas conferta è endemica del Territorio del Nord. Secondo Hill (1996) cresce soprattutto su suoli sabbiosi sopra granito o arenaria grossolana, in popolamenti isolati, piccoli ma densi, dal parco nazionale di Kakadu (vicino a Twin Falls e alla stazione di Goodparla) fino all’ovest di Pine Creek. Chirgwin e Wigston (1993) la descrivono in piccoli gruppi lungo i corsi d’acqua della regione di Pine Creek, separati dalle altre Cycas. Una scheda di campo ripresa dalla Palm and Cycad Society of Australia (PACSOA) la colloca a nord-est di Pine Creek, su colline boscose e affioramenti di granito, con circa 1.000 mm di pioggia all’anno; i fusti misurano in media 1,25 m e fino a 4,30 m, alcuni ramificati o con polloni, con 40-60 foglie per corona.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas conferta vulnerabile (VU): la rivalutazione di N.S. Nagalingum, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), le attribuisce questa categoria secondo i dati IUCN riportati da GBIF (consultati il 21 ottobre 2026). The World List of Cycads indica la stessa categoria, con i criteri B1ab(i,ii,iv,v), citando la valutazione precedente di H. Ottley (2010). La Flora of Australia, la cui scheda è stata aggiornata nel dicembre 2025, riporta invece «Listed as Near Threatened, 2022» (quasi minacciata); le fonti consultate non spiegano questa differenza, e il sito della Lista rossa non ha potuto essere consultato direttamente.
Nel 1993 gli autori stimavano la popolazione totale in 200-300 piante, minacciate dalle miniere, dalla costruzione di strade e dai collezionisti. Hill (1996) descrive popolazioni piccole e localizzate, minacciate dai collezionisti, la cui rinnovazione soffre degli incendi troppo frequenti e, in misura minore, della raccolta dei semi, anche se alcuni popolamenti sono protetti nel parco nazionale di Kakadu.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas conferta rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.
Coltivazione
Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla coltivazione di Cycas conferta. La PACSOA la definisce «il sogno di un orticoltore» per il suo fogliame morbido e verde acqua, senza dare consigli di coltivazione. Il suo habitat fa pensare a una coltivazione in serra calda o in veranda, al sole, in un substrato sabbioso molto drenante; è una deduzione dall’habitat, non un dato documentato per la specie.
In Italia
Cycas conferta non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente compare una sola volta: nel settembre 2012 un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna), dopo aver perso diversi semenzali di Cycas cairnsiana, la cita insieme a Cycas couttsiana e Cycas calcicola tra le «cicadee blu australiane interessanti», temendo però che non amino l’umidità della sua zona. Non è un riscontro di coltivazione: non è documentata alcuna pianta di Cycas conferta coltivata in Italia.
Moltiplicazione
Come tutte le Cycas, Cycas conferta è dioica e si moltiplica per seme; secondo la scheda ripresa dalla PACSOA, alcune piante in natura producono anche polloni. Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione o sul radicamento dei polloni. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.
Malattie e parassiti
Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume delle radici in un substrato troppo bagnato. In natura gli incendi troppo frequenti ostacolano la rinnovazione (Hill 1996).
Rusticità
Per Cycas conferta non esiste alcun dato di resistenza al freddo. La specie vive nel nord tropicale dell’Australia, sotto un clima monsonico, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers la specie compare solo in fotografia, nel resoconto di una visita all’orto botanico di Darwin (2016), e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. La coltivazione si fa quindi in vaso, al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, né è stato trovato alcun riscontro datato di coltivazione all’aperto.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas conferta, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di tutto. Il composto principale in causa è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali.
Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas conferta.
Domande frequenti
Che cosa significa «conferta»?
Viene dal latino confertus, «serrato»: descrive le foglioline fitte, che si sovrappongono sull’asse della foglia.
Come distinguere Cycas conferta da Cycas armstrongii?
Soprattutto dal picciolo e dalle foglioline. Cycas conferta ha un picciolo lungo quasi sempre senza spine e foglioline fitte, opache, dello stesso colore sulle due facce; Cycas armstrongii ha un picciolo più corto e spesso spinoso, e foglioline lucide e distanziate.
Dove si può vedere in natura?
Nel Territorio del Nord, in Australia, intorno a Pine Creek e nel parco nazionale di Kakadu, dove alcuni popolamenti sono protetti.
È minacciata?
Sì, almeno in modo moderato. La IUCN la classifica vulnerabile, categoria confermata dalla rivalutazione del 2023, anche se la Flora of Australia la indica quasi minacciata.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Non si sa, ma è improbabile. Non esiste alcun dato sul freddo: è una specie tropicale, da coltivare in vaso al riparo dal gelo.
È tossica?
Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas conferta: https://cycadlist.org/scientific_name/111 — autore, protologo (J. Adelaide Bot. Gard. 15(2): 147), tipo (G. Brown, 1987; olotipo DNA), distribuzione, statuto IUCN VU (Ottley, 2010), etimologia, sinonimia di de Laubenfels e Adema. Lista di riferimento delle cicadee, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas conferta: https://api.gbif.org/v1/species/2683242/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (VU). Infrastruttura di dati di riferimento che riporta la Lista rossa; consultata il 21 ottobre 2026.
- Flora of Australia, Cycas conferta: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Cycas%20conferta — statuto «Near Threatened, 2022», in contrasto con la categoria VU riportata da GBIF. Flora nazionale (secondo Hill 1998), affidabile; scheda aggiornata l’8 dicembre 2025, consultata il 21 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas conferta: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/24753/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 12 ottobre 2026.
- Palm and Cycad Society of Australia (PACSOA), Cycas conferta: https://pacsoa.org.au/wiki/index.php?title=Cycas_conferta — nome ‘Pine Creek’, scheda di campo (altezze, ramificazione, numero di foglie, piovosità). Società specializzata; dati di campo non datati, di seconda mano.
- Forum Tropicamente, «Cycas cairnsiana», messaggio #50663 (16 settembre 2012): https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-cairnsiana-2/ — specie citata tra le cicadee blu australiane desiderate da un coltivatore di Ravenna. Forum di coltivatori italiani; opinione senza riscontro di coltivazione.
- Forum Fous de palmiers, «[AUS] Cycas / Darwin Botanical Garden» (settembre 2016): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=413410#p413410 — fotografie della specie all’orto botanico di Darwin. Forum di coltivatori francesi; solo immagini.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Chirgwin, S.K. & Wigston, D. (1993). A new species of Cycas from the Northern Territory. Journal of the Adelaide Botanic Gardens 15(2): 147-148. [Protologo: descrizione, distribuzione, consistenza, conservazione; testo integrale consultato (archive.org).]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Descrizione emendata, distribuzione, ibridi e intermedi, conservazione, serie Armstrongianosae; testo integrale consultato.]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Sinonimia con Cycas lane-poolei, pagina 365; testo integrale consultato (archive.org).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
- Ottley, H. (2010). Cycas conferta. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T41958A10611773. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T41958A10611773.en [Valutazione precedente, VU, citata da The World List of Cycads; riferimento verificato su Crossref, pagina non consultata.]
- Nagalingum, N.S. (2023). Cycas conferta. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T41958A67340743. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41958A67340743.en [Valutazione in vigore; riferimento verificato su Crossref, categoria VU riportata da GBIF; pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]