Cycas cantafolia è una grande cicadea delle pareti di granito dello Stato di Johor, all’estremità meridionale della penisola malese, dove cresce soltanto su una catena di colline ai piedi del Gunung Ledang, l’antico monte Ofir. Questa specie del genere Cycas è stata descritta solo nel 2010, benché il Gunung Ledang sia uno dei luoghi botanicamente più esplorati della Malaysia. Il suo nome, «foglia che canta», riprende quello di paku lagu con cui la chiamano i Temuan, un popolo indigeno della regione, per il fruscio delle foglie nel vento. La IUCN la classifica vulnerabile (valutazione pubblicata nel 2023).
In sintesi: Cycas cantafolia
- Nome accettato: Cycas cantafolia Jutta, K.L.Chew & Saw (2010), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; paku lagu e paku mas nella lingua dei Temuan (Malaysia)
- Distribuzione naturale: Malaysia peninsulare, Stato di Johor, colline a ovest dell’estremità meridionale del massiccio del Gunung Ledang
- Stato IUCN: vulnerabile (VU, criterio D2 secondo The World List of Cycads), valutazione di M. Jutta e A. Lindström (Lista rossa 2023-1), categoria ripresa da GBIF; nel 2010 gli autori della specie proponevano la categoria «in pericolo critico»
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato; specie tropicale da tenere al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, pareti di granito a picco tra 200 e 500 m di quota, con le radici infilate nelle fessure della roccia nuda
- Portamento e dimensioni adulte: fusto spesso coricato, lungo fino a 5,5 m e oltre, con base rigonfia fino a 64 cm di diametro; foglie fino a 200 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani
- Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas cantafolia?
I tratti più evidenti sono il fusto dalla base molto rigonfia, la corteccia grigia che diventa sugherosa e profondamente fessurata, le grandi foglie piatte e, nelle piante femminili, le foglie fertili serrate che formano una cupola chiusa in cima al fusto. La descrizione originale di Jutta, Chew e Saw (2010) riporta questi caratteri:
- Fusto: spesso coricato, lungo fino a 5,5 m e oltre; 25 cm di diametro nel punto più stretto, base rigonfia a bulbo che raggiunge 64 cm; anelli netti nella parte alta; corteccia grigio chiaro, che diventa sugherosa con profonde fessure poligonali.
- Foglie: 50 o più, verde scuro e semilucide di sopra, più chiare di sotto, lunghe fino a 200 cm, piatte (foglioline opposte a 180°), con fino a 330 foglioline; una peluria bianca ricopre la foglia giovane e cade quando si distende; picciolo di 45-50 cm, glabro, spinoso per il 60 % della lunghezza.
- Foglioline: lineari, diritte o appena arcuate, di 220-275 mm per 8 mm, con margini leggermente arrotolati e apice acuto; nervatura centrale in rilievo su entrambe le facce.
- Catafilli: strettamente triangolari, di 88-112 mm, pelosi, con l’estremità irsuta.
- Coni maschili: ovoidi, giallo oro o arancio, di circa 33 cm per 13 cm prima della liberazione del polline; spina terminale dei microsporofilli morbida e corta (3 mm).
- Megasporofilli: di 18-22 cm, con tomento da grigio a bruno chiaro, raccolti in una cupola bassa che racchiude la gemma; lembo ellittico di 60-65 mm per 40 mm, pettinato in modo poco profondo, con 25-30 spine laterali morbide di 10-18 mm e una spina terminale di 36-50 mm; da 1 a 4 ovuli glabri.
- Semi: quasi rotondi, appiattiti, di 35-39 mm per 35-37 mm; sarcotesta gialla, non pruinosa, con uno strato fibroso; sclerotesta liscia.
Ibridi
Nessun ibrido, né naturale né di coltivazione, è documentato nelle fonti consultate.
Possibili confusioni
Nella Malaysia peninsulare la specie più vicina è Cycas clivicola, che ha anch’essa il cono femminile chiuso e le foglie non carenate. Nella chiave di Jutta e colleghi (2010) le due specie si separano così:
- Cycas clivicola: megasporofilli profondamente pettinati, con fino a 54 spine laterali lunghe fino a 40 mm; nervatura centrale in rilievo solo sulla pagina inferiore nel secco; cresce esclusivamente su calcare, mentre Cycas cantafolia vive solo sul granito.
- Cycas litoralis, oggi sinonimo di Cycas edentata, e Cycas macrocarpa: la prima vive in riva al mare, la seconda nelle foreste di cresta; entrambe hanno coni femminili aperti.
- Cycas tansachana e Cycas chamaoensis, della Thailandia: anch’esse a cono chiuso, ma con il lembo del megasporofillo arrotondato anziché ovale; Cycas tansachana ha inoltre semi più grandi.
Tassonomia
Cycas cantafolia è una specie accettata da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). M. Jutta, K.L. Chew e L.G. Saw l’hanno descritta nel 2010 nell’articolo «A new species of Cycas (Cycadaceae) from Peninsular Malaysia», pubblicato in Blumea 55(3): 249-252. Il tipo è una pianta femminile raccolta il 10 gennaio 2009 a Bukit Belading, nel distretto di Ledang (Johor), da Jutta e Chew (numero FRI 59721); l’olotipo è conservato nell’erbario dell’Istituto di ricerca forestale della Malaysia, a Kepong (KEP).
Gli autori collocano la specie nella sezione Indosinenses, che K.D. Hill (2008) definisce per i coni maschili consistenti, gli ovuli glabri, il grande lembo del megasporofillo pettinato e la presenza di uno strato fibroso nella sarcotesta dei semi. Dalla descrizione a oggi il nome non ha subito alcun cambiamento.
Etimologia e storia
L’epiteto unisce le parole latine canto, «canto», e folium, «foglia». Traduce il nome paku lagu che la comunità temuan dà alla pianta, ispirato al rumore delle foglie mosse dal vento (Jutta e colleghi, 2010; Haynes, 2022). I Temuan la chiamano anche paku mas, «cicadea d’oro», per il colore dei coni maschili.
La scoperta è nata per caso: il secondo autore, K.L. Chew, notò alcune Cycas coltivate in un giardino del posto, e da lì si risalì a diverse popolazioni su una catena isolata di colline granitiche ai piedi del Gunung Ledang. Gli autori sottolineano che una pianta così grande e vistosa era sfuggita sia ai botanici sia ai collezionisti, in uno dei siti meglio esplorati della penisola. Era anche la prima segnalazione confermata di una Cycas dell’interno nello Stato di Johor.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. Gli unici nomi noti sono quelli in lingua temuan, riportati dalla descrizione originale e ripresi dal Sistema d’informazione sulla biodiversità della Malaysia (MyBIS): paku lagu e paku mas. La parola paku compare anche nei nomi malesi di altre Cycas della penisola, come paku laut per Cycas edentata e paku aji per Cycas clivicola (MyBIS): da sola, quindi, non basta a identificare la specie.
In natura
Cycas cantafolia è endemica di una catena di colline poco elevate, a ovest dell’estremità meridionale del massiccio del Gunung Ledang, nel Johor. Secondo Jutta e colleghi (2010) vi è localmente abbondante su pareti di granito a strapiombo, tra 200 e 500 m di quota, quasi sempre radicata direttamente nelle fessure e nelle crepe della roccia nuda.
L’impollinazione è affidata a curculionidi, piccoli coleotteri. Gli autori riferiscono che quelli raccolti sui coni maschili di Cycas cantafolia sono diversi da quelli delle altre Cycas della Malaysia peninsulare, un argomento in più a favore della distinzione della specie.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas cantafolia come vulnerabile (VU). The World List of Cycads indica il criterio D2, che segnala una popolazione o un areale molto ridotti; la valutazione di M. Jutta e A. Lindström è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), e i dati della IUCN ripresi da GBIF le attribuiscono la categoria VU (consultazione del 21 ottobre 2026). La Lista rossa stessa non ha potuto essere consultata direttamente. Nel 2010 gli autori della specie proponevano invece la categoria «in pericolo critico» (CR A3c; B2ab(iii); C1): l’intera zona era allora destinata all’apertura di cave, e temevano in futuro prelievi per il commercio ornamentale. Ricordavano inoltre che la specie cresce molto lentamente, si riproduce in modo irregolare, impiega molto tempo a maturare i semi e subisce una forte mortalità di semi e plantule. La situazione attuale delle cave non è documentata.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas cantafolia rientra nell’appendice II della CITES, attraverso l’iscrizione della famiglia delle Cycadaceae. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES, mentre le piante vive richiedono un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, è stata consultata il 3 ottobre 2026.
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione.
Coltivazione
Per Cycas cantafolia non è stato pubblicato alcun dato di coltivazione. Il fatto che la specie sia stata scoperta a partire da piante coltivate in un giardino della zona dimostra però che viene coltivata localmente, nel suo paese d’origine.
L’ambiente naturale dà le sole indicazioni disponibili: fessure di granito a bassa quota, nel sud della penisola malese, a pochi gradi dall’equatore. Ne derivano una coltivazione in serra calda, in piena luce, e un substrato molto drenante, minerale, che non trattenga l’acqua attorno alle radici. Queste indicazioni sono dedotte dall’habitat e non sono documentate da prove di coltivazione della specie.
In Italia
Cycas cantafolia non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e una ricerca sul forum italiano Tropicamente non ha dato alcun risultato. Non è quindi documentata alcuna coltivazione in Italia, né in piena terra né in serra.
Moltiplicazione
Come tutte le Cycas, Cycas cantafolia è dioica e si moltiplica per seme: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. Gli autori della descrizione segnalano in natura una forte mortalità di semi e plantule, oltre a una maturazione lenta dei semi. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene comunque chiedere che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume delle radici in un substrato troppo bagnato.
Rusticità
Per Cycas cantafolia non esiste alcun valore di resistenza al freddo: nessuna misura è stata pubblicata e nessun riscontro di coltivazione all’aperto è stato trovato fuori dal suo areale.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Nemmeno nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, è stato trovato alcun riscontro: la specie non è citata sul forum Fous de palmiers e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. In mancanza di dati, nessuna zona italiana può essere consigliata per la piena terra: la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo, idealmente in serra calda.
Riferimenti internazionali
Non esiste alcun riferimento internazionale. L’unico elemento noto è l’ambiente naturale: la specie vive sotto i 500 m di quota, nel sud della penisola malese, a pochi gradi dall’equatore.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas cantafolia, ma il rischio è ben documentato nel genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di ogni altra. Il composto principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli e segnala vomito, diarrea talvolta con sangue, ittero e lesioni del fegato che possono essere mortali.
Usate i guanti per maneggiare i semi e la loro polpa, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Le fonti consultate non descrivono alcun uso tradizionale di Cycas cantafolia. Solo i nomi temuan testimoniano il suo posto nella cultura locale.
Domande frequenti
Che cosa significa «cantafolia»?
«Foglia che canta». Il nome latino traduce il nome temuan paku lagu, che allude al fruscio delle foglie nel vento.
Dove cresce Cycas cantafolia?
Solo nella Malaysia peninsulare, nello Stato di Johor, su pareti di granito ai piedi del Gunung Ledang (monte Ofir), tra 200 e 500 m di quota.
Come si distingue da Cycas clivicola?
Dalla roccia e dai megasporofilli. Cycas cantafolia vive sul granito e ha megasporofilli poco incisi, con 25-30 spine lunghe al massimo 18 mm; Cycas clivicola vive sul calcare e porta fino a 54 spine lunghe fino a 40 mm.
Perché è stata scoperta così tardi?
Perché nessuno l’aveva notata prima del 2009, nonostante il Gunung Ledang sia ben esplorato. Uno degli autori ha ritrovato le popolazioni selvatiche partendo da piante coltivate in un giardino del posto.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica vulnerabile (valutazione pubblicata nel 2023), e nel 2010 i suoi autori la consideravano in pericolo critico a causa di un progetto di cave. È inoltre protetta dalla CITES (appendice II) e, nell’Unione europea, dall’allegato B.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Probabilmente no, ma non è documentato. Viene da una regione equatoriale di bassa quota e non esiste alcuna prova di resistenza al freddo; in Italia va tenuta in vaso, in serra calda.
È tossica?
Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas cantafolia: https://cycadlist.org/scientific_name/81 — autori, protologo (Blumea 55(3): 249-252), tipo (Jutta e Chew FRI 59721, Bukit Belading, 2009; olotipo KEP), distribuzione, statuto IUCN VU D2, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee, curata per il Montgomery Botanical Center; affidabile, consultata direttamente.
- GBIF (API), Cycas cantafolia: https://api.gbif.org/v1/species/7511589/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa della IUCN (VU). Infrastruttura di dati di riferimento che riprende la Lista rossa; consultata il 21 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas cantafolia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65517/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Malaysia Biodiversity Information System (MyBIS), Cycas clivicola K.D. Hill: https://www.mybis.gov.my/art/380 — elenco delle quattro Cycas della Malaysia peninsulare e nomi temuan di Cycas cantafolia, secondo la Flora of Peninsular Malaysia (Jutta, 2012). Portale governativo sulla biodiversità, affidabile.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Jutta, M., Chew, K.L. & Saw, L.G. (2010). A new species of Cycas (Cycadaceae) from Peninsular Malaysia. Blumea 55(3): 249-252. doi:10.3767/000651910X544438 [Protologo: descrizione, confronti, chiave delle specie della Malaysia peninsulare, habitat, conservazione; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Definizione della sezione Indosinenses; testo integrale consultato.]
- Jutta, M. (2012). Cycadaceae. In R. Kiew et al. (a cura di), Flora of Peninsular Malaysia, serie II, vol. 3: 149-160. Forest Research Institute Malaysia, Kepong. [Flora nazionale; citata da MyBIS, non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; ripresa tramite The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Jutta, M. & Lindström, A. (2023). Cycas cantafolia. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T66901446A66901459. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T66901446A66901459.en [Valutazione attuale; riferimento verificato su Crossref, categoria VU ripresa da GBIF; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN; consultata direttamente.]