Zamia stricta

Zamia stricta è una piccola cicadea endemica di Cuba orientale, nota nella provincia di Santiago de Cuba, dove cresce nella foresta sempreverde microfilla, a bassa quota. Questa specie del genere Zamia ha foglie rigide, obliquamente erette, con numerose foglioline strettissime, larghe circa 2 mm: è questo portamento «molto dritto» che ricorda il nome latino. Il botanico olandese Friedrich Anton Wilhelm Miquel la descrisse nel 1851 su una pianta coltivata nell’orto botanico di Amsterdam. A lungo riunita a Zamia angustifolia, come varietà o come semplice sinonimo, è oggi una specie accettata del complesso di Zamia pumila. La IUCN la classifica vulnerabile.

In sintesi: Zamia stricta

  • Nome accettato: Zamia stricta Miq. (1851), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla Flora de la República de Cuba; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Zamia angustifolia var. stricta (Miq.) Regel (1878); Palmifolium strictum (Miq.) Kuntze (1891); trattata come sinonimo di Zamia angustifolia da Stevenson (1987)
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; a Cuba «guáyara», «yuca cimarrona», «yuquilla», «yuquilla de paredón» e «yuquilla de ratón», nomi condivisi con altre Zamia dell’isola
  • Distribuzione naturale: Cuba orientale, provincia di Santiago de Cuba: altopiano di Santa María de Loreto secondo la Flora de la República de Cuba, comune di Songo-La Maya secondo The World List of Cycads
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU), criterio D2, valutazione pubblicata nel 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessuna misura propria della specie (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foresta sempreverde microfilla di bassa quota (flora di Cuba); in coltivazione, secondo un vivaio specializzato francese, substrato minerale e drenante, leggermente calcareo, inverno fresco con terriccio piuttosto asciutto
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di circa 6 cm di diametro; 4-10 foglie obliquamente erette, lunghe 40-140 cm; 7-30 foglioline per lato, di 10-30 cm per circa 2 mm (flora di Cuba)
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia stricta?

Dalle foglioline lineari strettissime, larghe circa 2 mm, rigide, verde-giallastre, portate da foglie rigide e obliquamente erette, e dal picciolo privo di aculei. Tra le Zamia cubane solo Zamia angustifolia e, in misura minore, Zamia integrifolia hanno foglioline così sottili; la chiave della Flora de la República de Cuba le separa in base al numero di foglioline e alle dimensioni dei coni (vedi Possibili confusioni). La descrizione di riferimento è quella della flora di Cuba (González Géigel, 2003):

  • Fusto: di circa 6 cm di diametro.
  • Foglie: da 4 a 10, obliquamente erette, lunghe 40-140 cm, rigide e piane; quelle giovani portano una peluria bruno-rossiccia che scompare con l’età; picciolo inerme, più o meno semicilindrico, piatto sulla faccia superiore, lungo 20-60 cm.
  • Foglioline: da alterne a quasi opposte, 7-30 per lato del rachide, strettamente lineari, lunghe 10-30 cm e larghe di solito 2 mm (da 1 a 5 mm), rigide, da cartacee a coriacee, verde-giallastre, ottuse, con la base ristretta e giallastra e il margine leggermente revoluto, munito di 1-3 (raramente 5) dentini vicino all’apice.
  • Catafilli: numerosi, soprattutto alla base dei coni, triangolari, bruno-rossicci.
  • Coni maschili: cilindrici, di 6-10 cm per 2-3 cm, un po’ assottigliati verso l’apice, su un peduncolo di 3-7 cm; scaglie coperte di peli grigio scuro o nerastri, con il bordo più chiaro.
  • Coni femminili: da cilindrico-ovoidi a cilindrici, di 8-12 cm per 2-3 cm, terminati da una corta punta conica, su un peduncolo di 5-10 cm; scaglie con una peluria da grigia a nerastra che scompare con l’età.
  • Semi: ovoidi, di 1,5-2 cm per 1-2 cm, con sarcotesta (l’involucro carnoso) da arancione a rosso-arancio.
  • Fioritura e fruttificazione: epoca sconosciuta.

La descrizione originale di Miquel (1851), scritta in latino su una piccola pianta coltivata ad Amsterdam di cui non conosceva i coni, dà misure molto più modeste: un fusto da ovoide a quasi sferico, alto e largo circa 2 pollici (circa 5 cm); un picciolo di 2-5 pollici (circa 5-13 cm), spesso come una penna di piccione; 14-24 foglioline per lato, fitte, quasi tutte della stessa lunghezza, di solito di 3-4 pollici (circa 8-10 cm) per una linea di larghezza (circa 2 mm), coriacee, verde scuro e un po’ lucide sopra, più chiare sotto, intere o con uno o due dentini sotto l’apice, con tre nervature visibili a occhio nudo e cinque alla lente. Miquel sottolinea l’aspetto rigido e irto (strictae et squarrosae) delle foglie, dovuto alla loro brevità e alle foglioline fitte. La conversione dei pollici e delle linee in centimetri e millimetri è nostra e approssimativa.

La differenza tra le due descrizioni dipende almeno in parte dall’origine della pianta tipo, un esemplare di collezione forse giovane; nessuna fonte consultata la spiega.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione. Lindstrom e collaboratori (2024) attribuiscono alcuni conflitti nella filogenesi del genere a ibridazioni antiche o recenti, ma nessun dato riguarda precisamente Zamia stricta.

Possibili confusioni

La confusione storica è con Zamia angustifolia, l’altra Zamia dalle foglioline strettissime, presente alle Bahamas (Eleuthera) e anch’essa a Cuba orientale (province di Granma, Santiago de Cuba e Guantánamo), nella foresta semidecidua. Lo stesso Miquel, nel 1848, aveva riferito la pianta di Amsterdam a Zamia angustifolia, prima di descriverla come specie nuova. La chiave della Flora de la República de Cuba (2003) usa questi caratteri:

  • Zamia angustifolia: circa 60 foglioline per lato del rachide, larghe 2-6 mm; coni piccoli, di meno di 6 cm;
  • Zamia stricta: 7-30 foglioline per lato, larghe di solito 2 mm (da 1 a 5 mm); coni maschili di 6-8 cm e femminili di 8-12 cm nella chiave; cono femminile terminato da una corta punta conica;
  • Zamia integrifolia, presente anch’essa a Cuba: stesso numero di foglioline e coni delle stesse dimensioni, ma foglioline più larghe, di circa 5 mm (fino a 7 mm), e cono femminile bruscamente troncato all’apice.

Le altre Zamia di Cuba hanno foglioline nettamente più larghe (oltre 8 mm) e dentate almeno nel terzo superiore: Zamia pumila, con meno di 10 foglioline per lato, Zamia pygmaea e Zamia ottonis, oppure Zamia erosa, che la flora del 2003 tratta con il sinonimo Zamia amblyphyllidia. In mancanza di una revisione moderna dell’insieme delle Zamia cubane, una pianta venduta come Zamia stricta senza provenienza documentata va identificata con prudenza.

Nello stesso articolo del 1851 Miquel descriveva Zamia angustissima e Zamia yatesii, altre due piante coltivate ad Amsterdam; la flora di Cuba le riferisce oggi a Zamia angustifolia.

Tassonomia

Zamia stricta Miq. è un nome accettato da The World List of Cycads e dalla Flora de la República de Cuba; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu pubblicata da Miquel nel 1851 nelle Nieuwe Verhandelingen der Eerste Klasse van het Koninklijk-Nederlandsch Instituut di Amsterdam (serie 3, volume 4, pagina 183), in un articolo intitolato «Cycadeae quaedam americanae, partim novae». La descrizione si basa su una pianta coltivata nell’orto botanico di Amsterdam («Colitur in Horto Amstelodamensi»), di cui Miquel indica soltanto che veniva dall’«America più calda».

Secondo The World List of Cycads l’olotipo è conservato nell’erbario di Utrecht (U); la Flora de la República de Cuba, che ne ha visto una fotografia, lo descrive come l’esemplare di una pianta coltivata ad Amsterdam e proveniente da Cuba. La flora non precisa su quale base sia stata stabilita l’origine cubana.

La storia del nome è fatta di accorpamenti successivi a Zamia angustifolia. Eduard Regel ne fece nel 1878 una varietà (Zamia angustifolia var. stricta, Gartenflora 27: 13); Otto Kuntze la trasferì nel 1891 nel genere Palmifolium, oggi abbandonato (Palmifolium strictum); Dennis Stevenson, nel 1987, la trattò come semplice sinonimo di Zamia angustifolia (The World List of Cycads). La Flora de la República de Cuba del 2003 la riconosce di nuovo come specie, endemica dell’est dell’isola, e The World List of Cycads fa lo stesso.

Zamia stricta appartiene alle Zamia delle Antille e della Florida, spesso riunite sotto il nome di complesso di Zamia pumila. Il vivaio Cycadales.eu ne conta «ufficialmente» otto (Zamia angustifolia, Zamia erosa, Zamia integrifolia, Zamia lucayana, Zamia portoricensis, Zamia pumila, Zamia pygmaea e Zamia stricta) e ricorda che le Zamia di Cuba restano mal delimitate. Lo studio basato sui trascrittomi di Lindstrom e collaboratori (2024) ha campionato una pianta della provincia di Santiago de Cuba: colloca le specie dei Caraibi, insieme a Zamia integrifolia della Florida, in uno stesso clade (clade I), la cui diversificazione sarebbe cominciata circa 8 milioni di anni fa, alla fine del Miocene. Il testo dell’articolo non precisa la posizione di Zamia stricta all’interno di questo clade.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino strictus, «molto dritto», e si riferisce alle foglie sottili e dritte (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). Miquel lo spiega nella descrizione: viste nell’insieme, le foglie hanno un aspetto rigido e irto.

Friedrich Anton Wilhelm Miquel (1811-1871), botanico olandese, dedicò numerosi lavori alle cicadee, spesso descritte a partire da piante coltivate nei giardini dei Paesi Bassi. Nell’articolo del 1851 descrive di seguito Zamia yatesii, Zamia stricta, Zamia angustissima e Zamia ottonis; parecchie di queste piante erano arrivate ad Amsterdam da giardini belgi.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. A Cuba la Flora de la República de Cuba cita per Zamia stricta, sulla base di Roig (1963), i nomi «guáyara», «yuca cimarrona», «yuquilla», «yuquilla de paredón» e «yuquilla de ratón». Non le sono propri: la stessa flora li riporta anche per Zamia integrifolia, e i primi tre per l’insieme delle Zamia dell’isola.

In natura

Zamia stricta è endemica di Cuba orientale. La Flora de la República de Cuba la indica nella provincia di Santiago de Cuba, sull’altopiano di Santa María de Loreto, nella foresta sempreverde microfilla (a foglie piccole), a bassa quota; The World List of Cycads la colloca nel comune di Songo-La Maya, nella stessa provincia, e lo studio di Lindstrom e collaboratori (2024) ha utilizzato una pianta di questa provincia. L’epoca della fioritura e della fruttificazione è sconosciuta.

Le fonti consultate non indicano né l’estensione dell’areale, né il numero di piante, né il dettaglio delle minacce. A livello di genere, la flora di Cuba segnala un’impollinazione da parte di piccoli curculionidi dei generi Rhopalotria e Pharaxonotha, ma nessuna osservazione riguarda questa specie.

Stato di conservazione e normativa

Zamia stricta è classificata vulnerabile (VU) nella Lista Rossa della IUCN secondo il criterio D2, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Questo criterio si applica alle specie note da un’area molto ristretta o da pochissime località, esposte a una minaccia plausibile che potrebbe aggravarne rapidamente la situazione; il dettaglio delle minacce non ha potuto essere letto.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia stricta rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. L’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e quindi comprende la specie.

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione propria di Zamia stricta, e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, la colloca nel gruppo delle Zamia della Florida e dei Caraibi, che giudica di coltivazione «facile»: specie che sopportano temperature vicine allo zero, tollerano bene gli inverni di tipo mediterraneo e la siccità e vengono quasi tutte da ambienti calcarei (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:

  • un substrato minerale e drenante, con circa l’80 % di materiale minerale, da leggermente a molto calcareo (un minimo di calcare gli sembra indispensabile); acqua di ogni tipo;
  • in inverno, 1-10 °C con risalite diurne a 15-20 °C, tenendo il substrato piuttosto asciutto ma mai del tutto secco;
  • in estate, 15-20 °C di notte e 25-30 °C di giorno, fino a 40 °C con annaffiature abbondanti;
  • almeno quattro-sei mesi all’anno di temperature estive: coltivate tutto l’anno a temperature «invernali», queste piante deperiscono a medio termine.

Sono consigli d’esperienza per un gruppo di specie, non risultati ottenuti con Zamia stricta; la flora di Cuba, del resto, non precisa la natura del suolo della foresta in cui cresce. Formulati da un vivaio di Montpellier per un clima mediterraneo, si applicano anche alle regioni italiane dal clima simile, con la stessa riserva.

In Italia

La specie non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici italiani che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca «zamia stricta» sul forum Tropicamente non dà alcun risultato (verificato l’11 e il 17 ottobre 2026). Sul forum francese Fous de palmiers la stessa ricerca porta soltanto a messaggi su Agave stricta e Cordyline stricta.

Moltiplicazione

Non esistono dati propri della specie. Come tutte le Zamia, ha piante maschili e piante femminili distinte e si moltiplica per seme fresco, dopo impollinazione, in genere manuale in coltivazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Per le Zamia dei Caraibi, Cycadales.eu insiste sul rischio di marciume delle radici in un substrato freddo e zuppo d’acqua, che una miscela molto minerale e annaffiature ridotte d’inverno permettono di evitare; le cocciniglie sono, come per tutte le cicadee, il parassita più comune in coltivazione.

Rusticità

Non esiste alcuna misura della resistenza al freddo di Zamia stricta. L’unica indicazione è quella di Cycadales.eu per l’insieme delle Zamia dei Caraibi, che «tollerano tutte temperature vicine allo zero»; soltanto a Zamia integrifolia il vivaio attribuisce la resistenza a temperature negative, con danni alle foglie a partire da −5 °C.

In Italia e nel sud della Francia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane.

Nel complesso di Zamia pumila l’unico dato di freddo del Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, riguarda Zamia integrifolia, della Florida: una pianta è sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012, con danni alle foglie, un’esperienza francese trasferibile a molte regioni italiane dal clima simile. Nulla permette però di estendere questo risultato a Zamia stricta, che vive in un’altra regione e non è mai stata provata al freddo.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia stricta. Il rischio è però documentato nella famiglia: la Flora de la República de Cuba segnala nelle Zamiaceae glucosidi tossici (cicasina, neocicasina, macrozamina) e un amminoacido neurotossico, la BMAA, e l’ASPCA cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato in cani, gatti e cavalli; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso proprio di Zamia stricta. A livello di genere, la Flora de la República de Cuba riferisce, sulla base di Roig (1963), che in alcune zone del centro e dell’est dell’isola si estrae l’amido del fusto sotterraneo per nutrire i bambini piccoli, e che lo si usa anche come veleno per topi; non precisa le specie interessate.

Domande frequenti

Che cosa significa «stricta»?

«Molto dritta», dal latino strictus. Miquel si riferiva alle foglie sottili, rigide e diritte, dall’aspetto irto.

Da dove viene?

Da Cuba orientale, nella provincia di Santiago de Cuba. La pianta descritta nel 1851 era coltivata ad Amsterdam; l’erbario la indica come proveniente da Cuba, e la flora del 2003 la colloca sull’altopiano di Santa María de Loreto.

È la stessa specie di Zamia angustifolia?

No, secondo la classificazione attuale. Le due specie sono state a lungo riunite, ma la flora di Cuba e The World List of Cycads le separano: Zamia angustifolia ha circa 60 foglioline per lato e coni di meno di 6 cm, Zamia stricta 7-30 foglioline e coni più grandi.

Come distinguerla da Zamia integrifolia?

Dalla larghezza delle foglioline e dalla forma del cono femminile. Zamia stricta ha foglioline di circa 2 mm e un cono femminile con una punta conica; Zamia integrifolia foglioline di circa 5 mm e un cono femminile troncato.

Quanto è grande?

Le foglie misurano 40-140 cm secondo la flora di Cuba, su un fusto di circa 6 cm di diametro. La pianta di Amsterdam descritta nel 1851 era molto più piccola, con foglioline di 8-10 cm.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica vulnerabile (2022) secondo il criterio D2, che riguarda specie note da un’area molto ristretta o da pochissime località.

Si può coltivare in Italia?

In vaso e al riparo dal gelo, secondo le indicazioni disponibili. Un vivaio specializzato la colloca tra le Zamia facili dei Caraibi, ma in Italia non è documentata alcuna coltivazione e per la specie non esiste alcuna misura di freddo.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Miquel, F.A.W. (1851). Cycadeae quaedam americanae, partim novae. Nieuwe Verhandelingen der Eerste Klasse van het Koninklijk-Nederlandsch Instituut van Wetenschappen, Letterkunde en Schoone Kunsten te Amsterdam, serie 3, 4: 183. [Protologo; testo latino letto nella scansione di The World List of Cycads.]
  • González Géigel, L. (2003). Zamiaceae. In: Greuter, W. & Rankin Rodríguez, R. (a cura di), Flora de la República de Cuba, serie A, fascicolo 8(4). Edizione in linea, Orto botanico di Berlino, 2024. doi:10.3372/frc.8.4 [Flora nazionale; testo letto.]
  • Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Testo integrale consultato su PubMed Central.]
  • Stevenson, D.W. (1987). Again the West Indian zamias. Fairchild Tropical Garden Bulletin 42(3): 23-27. [Trattamento come sinonimo di Zamia angustifolia; riferimento rilevato su The World List of Cycads, non consultato.]
  • Regel, E. (1878). Gartenflora 27: 13. [Combinazione Zamia angustifolia var. stricta; riferimento rilevato su The World List of Cycads, non consultato.]
  • Roig y Mesa, J.T. (1963). Diccionario botánico de nombres vulgares cubanos, 3ª ed. [Nomi locali e usi citati dalla Flora de la República de Cuba; non consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia stricta. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T178859A69836807. [Valutazione in vigore, VU D2; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu, 6 gennaio 2023. [Consigli di coltivazione per gruppi di specie; letto.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]