Encephalartos equatorialis è una cicadea endemica dell’Uganda, nota in un solo sito sulla riva settentrionale del lago Vittoria, vicino alla baia di Thruston, nel distretto di Mayuge, dove cresce su affioramenti di granito e di laterite. Questa specie del genere Encephalartos fu descritta nel 1995; lo stesso anno un’altra descrizione la chiamò Encephalartos imbricans, nome oggi in sinonimia. Classificata in pericolo critico di estinzione dalla IUCN, conta da qualche decina a qualche centinaio di piante, in grande maggioranza maschili, e i semi raccolti di recente erano sterili.
In sintesi: Encephalartos equatorialis
- Nome accettato: Encephalartos equatorialis P.J.H.Hurter (1995), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non consultato (accesso bloccato)
- Nomi antichi e sinonimi: Encephalartos imbricans Vorster (1995), sinonimo
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nessun nome vernacolare verificato in altre lingue
- Distribuzione naturale: Uganda (regione Orientale), distretto di Mayuge, riva settentrionale del lago Vittoria, verso 1.000 m di quota; un solo sito noto
- Stato IUCN: in pericolo critico di estinzione (CR), criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v), Lista rossa 2010
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1977); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; parere sfavorevole dell’UE alle importazioni dal Sudafrica di piante riprodotte artificialmente; la maggior parte della popolazione è fuori da qualsiasi area protetta
- Rusticità documentata: non documentata; clima equatoriale senza gelo nell’habitat (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura affioramenti di granito e di laterite con suolo sottile, nella prateria, nella prateria alberata o nella boscaglia; nel 1995 piante allo scoperto sul versante ovest di una collina granitica (Hurter e Glen); in coltivazione non documentati
- Portamento e dimensioni adulte: fusto alto fino a 3,5 m (raramente 4,2 m) e largo 35-45 cm, con polloni alla base; foglie erette, verdi e rigide, di 3,1-3,4 m (fino a 4,1 m); coni verde scuro (descrizione originale, Hurter e Glen 1995)
- Tossicità: non documentata per la specie; semi tossici in altri Encephalartos (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Encephalartos equatorialis?
Encephalartos equatorialis si riconosce dalle foglie verdi, rigide e pungenti, con foglioline dure e dentate che salgono verso l’apice della foglia e verso la cima si sovrappongono sempre di più, come tegole. La descrizione originale di Hurter e Glen (1995) ne dà i caratteri seguenti:
- Fusto: arborescente, alto fino a 3,5 m (raramente 4,2 m) e largo 35-45 cm, rivestito dalle basi delle vecchie foglie; la pianta emette polloni alla base;
- Foglie: numerose, erette in una corona fitta, verdi e rigide, con l’apice leggermente ricurvo, lunghe 3,1-3,4 m (fino a 4,1 m) e larghe 34,5-35 cm (fino a 43 cm); picciolo quasi assente (al massimo 13 mm), ingrossato alla base, prima coperto da una peluria fulva e poi glabro; rachide pubescente, glabra con l’età;
- Foglioline: dure, rigide, ascendenti, con un angolo di circa 30° rispetto alla rachide, con 3-6 denti su ogni margine e una sola spina terminale; quelle mediane sono lunghe 20-26 cm e larghe 2-2,6 cm; si sovrappongono soprattutto verso la base della foglia (disposizione detta succuba), poi fortemente e in senso inverso (disposizione incuba) verso l’apice; verso la base si riducono gradualmente a una serie di spine;
- Coni maschili: circa cinque per fusto, eretti, subconici, glabri, verde scuro, lunghi 30-40 cm e larghi 9-10 cm, su un peduncolo di 20-30 cm;
- Coni femminili: da uno a tre per fusto, eretti, ovoidi, verde scuro, lunghi 36-40 cm e larghi 18-20 cm, su un peduncolo di 25-31 cm;
- Semi: circa 200 per cono, con involucro carnoso (sarcotesta) rosso aranciato; seme interno ellissoide e liscio, lungo 35-38 mm e largo 23-30 mm.
Le dimensioni che circolano in rete (fusto di 3,5-4 m, foglie di 3-4 m, picciolo cortissimo) concordano quindi con la descrizione originale. L’epiteto latino imbricans, scelto da Vorster, indica elementi che si sovrappongono come tegole, il che richiama la sovrapposizione delle foglioline descritta da Hurter e Glen; la descrizione di Vorster, pubblicata su Novon e ospitata dalla Biodiversity Heritage Library (protetta da Cloudflare), non è stata letta.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido di Encephalartos equatorialis.
Possibili confusioni
In coltivazione una giovane pianta senza etichetta può essere confusa con altri Encephalartos a foglie verdi dell’Africa orientale e centrale, come Encephalartos whitelockii, l’altra specie ugandese studiata insieme a lei dal progetto Darwin (gole del Mpanga, nell’ovest del paese), o Encephalartos ituriensis, del nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Una pianta venduta con questo nome deve essere accompagnata da documenti d’origine.
Hurter e Glen (1995) confrontano la specie con Encephalartos hildebrandtii ed Encephalartos ituriensis, che hanno anch’essi foglie verdi, rigide, dentate e pungenti. Se ne distingue anche senza coni: in queste due specie le foglioline sono arcuate, flessibili, con la punta rivolta verso la base della foglia, e si sovrappongono nello stesso senso per tutta la lunghezza; in Encephalartos equatorialis sono diritte, dure, puntate verso l’apice, e si embricano fortemente in senso inverso verso la cima. Encephalartos hildebrandtii porta spesso due o tre spine all’apice delle foglioline, le altre due specie una sola. I coni di Encephalartos equatorialis sono verde scuro a maturità, contro il verde giallastro (talvolta rossastro in alcune popolazioni di Encephalartos hildebrandtii) delle altre due; i suoi coni maschili, eretti, misurano circa un terzo di quelli delle altre due specie, e quelli di Encephalartos ituriensis sono di solito penduli.
Tassonomia
Encephalartos equatorialis è un nome accettato. Il nome è attribuito al solo P.J.H. Hurter, in un articolo firmato con H. Glen: «Encephalartos equatorialis (Zamiaceae): a newly described species from tropical Africa» (South African Journal of Botany, 61(4): 226-229, 1995). L’olotipo (P.J.H. Hurter 94U/1, una foglia e parte di un cono maschile), conservato nell’erbario nazionale di Pretoria, fu raccolto il 22 ottobre 1994 alla baia di Thruston, verso 1.000 m di quota.
Gli autori respingono l’identificazione, pubblicata da Heenan (1977), delle cicadee dei dintorni di Jinja con Encephalartos hildebrandtii var. dentatus Melville: questa varietà della Tanzania, che Hurter aveva visto in diverse località, porta protuberanze a forma di denti sulle squame dei coni maschili e femminili, e le piante della regione non corrispondono alla sua descrizione.
Lo stesso anno Vorster descrisse Encephalartos imbricans su Novon (5(4): 388, fig. 2-5). The World List of Cycads mette questo nome in sinonimia con Encephalartos equatorialis. Le date esatte di uscita, che determinano la priorità, non sono state verificate. La posizione della specie nelle filogenesi del genere non è stata trovata nelle fonti consultate.
Etimologia e storia
Il nome equatorialis richiama l’habitat della specie, vicino all’equatore, sulla riva settentrionale del lago Vittoria (Haynes, 2022). Raccolta per la prima volta come tipo nel 1994, la specie fu descritta solo nel 1995: è una delle scoperte recenti del genere.
Una testimonianza italiana dello stesso periodo è curiosa. Nella lezione tenuta a Napoli il 31 maggio 1995, per la laurea honoris causa conferitagli dall’Università Federico II e pubblicata sulla rivista dell’Orto Botanico, Delpinoa, lo specialista francese Jean-Pierre Sclavo annunciava di voler studiare a breve, tra l’altro, alcune popolazioni di Encephalartos «della regione del lago Vittoria in Uganda», che dagli esemplari d’erbario sembravano presentare caratteri particolari. Il testo non nomina alcuna specie: che si trattasse proprio delle piante descritte quell’anno come Encephalartos equatorialis è possibile, ma nessuna fonte lo afferma esplicitamente.
Dall’aprile 2014 al marzo 2017 un progetto finanziato dalla Darwin Initiative britannica («Protecting Ugandan endemic cycads from biodiversity loss and trafficking»), coordinato dai Royal Botanic Gardens di Kew con un partner ugandese (JERA), il SANBI e l’orto botanico tropicale di Nong Nooch, in Thailandia, ha studiato la specie insieme a Encephalartos whitelockii e a Encephalartos macrostrobilus. Il giardino di Nong Nooch ha contribuito a un manuale di coltivazione delle cicadee ugandesi.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. Il nome inglese «Ugandan cycad», visto in rete, non compare in nessuna fonte affidabile consultata, e non è stato trovato alcun nome in lingua locale (lusoga).
In natura
Encephalartos equatorialis vive soltanto sulla riva settentrionale del lago Vittoria, a circa 120 km a est di Kampala. Secondo la scheda «Buwerere» del programma delle aree importanti per le piante tropicali dei giardini di Kew (TIPAs), l’unico sito noto al mondo si estende tra la riserva forestale centrale di Bukaleba e i villaggi vicini. Le cicadee vi crescono soprattutto su affioramenti di granito e di laterite con suolo sottile, nella prateria, nella prateria alberata o nella boscaglia; alcune piante isolate o in gruppi sopravvivono in appezzamenti coltivati.
La descrizione originale dà un’immagine un po’ diversa, quella del 1994-1995: la specie era allora nota su una sola collina granitica, sulla riva est della baia di Thruston, dove le piante crescevano allo scoperto sul versante ovest, in una foresta umida molto degradata dominata da Rubiaceae ed Euphorbiaceae; i dintorni della collina erano interamente coltivati (Hurter e Glen, 1995).
Il clima è equatoriale: circa 1.500 mm di pioggia all’anno, una temperatura media annua di 23,4 °C nel distretto, poche variazioni stagionali e due stagioni secche (da dicembre all’inizio di febbraio, poi dall’inizio di luglio ad agosto).
Gli effettivi variano secondo gli studi:
- già nel 1995 Hurter e Glen non avevano osservato alcuna giovane pianta, tutti i semi visti erano sterili, e la specie si manteneva solo grazie ai numerosi polloni basali;
- la scheda TIPAs cita una popolazione di circa 400 adulti, in due sottopopolazioni distanti qualche chilometro, con un rapporto di 4 femmine per 21 maschi (Kalema e Mucunguzi, 2009); questi autori non avevano visto giovani piante, e una missione del 2023 ne ha viste pochissime;
- il rapporto finale del progetto Darwin (2017) stima la popolazione a 79 individui georeferenziati, con un rapporto femmine/maschi di 0,2;
- lo stesso rapporto indica che i semi raccolti erano privi di embrione, quindi sterili, cosa che gli autori attribuiscono probabilmente a una causa genetica; nel 2016-2017 è stato raccolto polline ed è stata tentata un’impollinazione manuale, troppo tardi per ottenere piante durante il progetto.
Gli insetti impollinatori della specie non sono identificati nelle fonti consultate; nel 1995 Hurter e Glen ritenevano possibile che l’impollinatore proprio della specie fosse scomparso, senza nominarlo.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos equatorialis è classificato in pericolo critico di estinzione (CR) nella Lista rossa della IUCN (valutazione di Donaldson, 2010), secondo i criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v): un areale minuscolo, una sola località e un declino continuo della qualità dell’habitat e del numero di adulti. La valutazione ha sedici anni; la pagina della IUCN non ha potuto essere letta (accesso bloccato).
Nel 1995 Hurter e Glen citavano soprattutto i collezionisti (tracce di prelievi recenti; diversi fusti sradicati e poi abbandonati sono stati ripiantati), l’espansione umana e l’incapacità della specie di riprodursi. Secondo la scheda TIPAs, più recente, le minacce sono le seguenti:
- gli incendi appiccati intorno alle rocce per il pascolo, che raggiungono i cespi di cicadee ai margini;
- il disboscamento per l’agricoltura di sussistenza (canna da zucchero, riso), in uno dei distretti a più forte crescita demografica del paese;
- la piantagione di pini ed eucalipti nella riserva, affidata in concessione per 50 anni a una società forestale creata nel 1996;
- le piante invasive, in particolare Lantana camara, Broussonetia papyrifera e Chromolaena odorata;
- la scarsa conoscenza della pianta da parte degli abitanti; alcune foglie vengono raccolte come legna da ardere.
La maggior parte della popolazione si trova fuori dalla riserva e non ha alcuna protezione formale. Nel 2016-2017 il progetto Darwin aveva acquistato un sistema di marcatura a microdot per tutte le piante femminili, in attesa dell’autorizzazione delle autorità ugandesi.
Come tutto il genere, la specie figura nell’Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977 e nell’Allegato A del regolamento europeo (regolamento (UE) 2026/1383 per l’elenco in vigore), valido anche in Italia. Secondo Species+, il gruppo di esame scientifico dell’Unione europea ha espresso un parere sfavorevole, in vigore dal 7 febbraio 2013, sulle importazioni dal Sudafrica di piante di questa specie riprodotte artificialmente. Per un’importazione in Italia ci si rivolge alle autorità CITES nazionali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri). Banche dati consultate il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.
Coltivazione
Nessuna fonte pubblicata descrive la coltivazione di Encephalartos equatorialis. Visto il clima d’origine, caldo e umido tutto l’anno, la coltivazione al riparo e al caldo in inverno è l’unica precauzione ragionevole, ma si tratta di una deduzione e non di un risultato documentato.
In Italia
Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos equatorialis negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 1995, non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli pubblicato nel 1997 su Delpinoa (dati del 1993-94), né nelle altre fonti consultate su Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola.
Riscontri di coltivazione. Sul forum Tropicamente la specie è citata una sola volta, nel febbraio 2009, in una battuta su piante ugandesi che non sopravvivrebbero al clima italiano, senza alcuna prova di coltivazione. Non esiste quindi alcun dato per nessuna regione italiana.
Esperienze in Francia, utili per l’Italia
Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, ma per questa specie equatoriale non esiste alcuna esperienza francese: sul forum Fous de palmiers un partecipante di Agen segnalava nel novembre 2008 di disporre di qualche seme venduto con questo nome, senza alcun risultato pubblicato in seguito.
Moltiplicazione
La semina è l’unica via documentata in natura, ma la produzione di semi fertili è oggi il problema centrale della specie (vedi In natura). La pianta emette molti polloni alla base, ed è grazie a questi polloni che la popolazione si manteneva nel 1995 (Hurter e Glen); non sono stati trovati dati sullo svezzamento dei polloni in coltivazione né sulla germinazione.
Malattie e parassiti
Nessuna malattia e nessun parassita propri della specie sono documentati.
Rusticità
Per Encephalartos equatorialis non esiste alcun dato di rusticità, e il suo habitat non conosce il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione, né in Italia (forum Tropicamente) né in Francia, per nessuna zona climatica. In mancanza di dati, va considerata una pianta da ricoverare al riparo dal gelo in inverno.
Riferimenti internazionali
Non è stata pubblicata alcuna prova all’aperto fuori dai tropici. Il sito naturale ha una temperatura media annua di circa 23 °C, con poche variazioni durante l’anno (scheda TIPAs). Le zone USDA attribuite alla specie da alcuni siti non si basano su alcuna misura.
Tossicità e precauzioni
Non esistono dati pubblicati sulla tossicità di Encephalartos equatorialis, ma il rischio è documentato nel genere: i semi degli Encephalartos contengono glicosidi tipici delle cicadee, come la cicasina e la macrozamina, che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso nell’uomo e negli animali. Considerate quindi la pianta tossica e tenete i semi lontano da bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale. La scheda TIPAs segnala soltanto la raccolta occasionale di foglie come legna da ardere.
Domande frequenti
Dove cresce Encephalartos equatorialis?
Solo in Uganda, sulla riva settentrionale del lago Vittoria. Il suo unico sito noto si trova vicino alla baia di Thruston, nel distretto di Mayuge, verso 1.000 m di quota. Il nome ricorda la vicinanza dell’equatore.
Quante piante restano in natura?
Poche, ma i numeri divergono. Uno studio del 2009 parla di circa 400 adulti; il progetto Darwin ne ha georeferenziati 79 tra il 2014 e il 2017. In entrambi i casi i maschi prevalgono nettamente e le giovani piante sono quasi assenti.
Perché la specie non si riproduce più?
Non si sa con certezza. Le femmine sono pochissime, e i semi raccolti dal progetto Darwin erano privi di embrione. Già nel 1995 gli autori della descrizione non avevano visto semi fertili e sospettavano la scomparsa dell’impollinatore. Gli autori del rapporto vi vedono probabilmente una causa genetica.
Che cos’è Encephalartos imbricans?
È un sinonimo. Vorster descrisse la stessa pianta con questo nome nel 1995, lo stesso anno di Hurter. The World List of Cycads adotta Encephalartos equatorialis.
Si può coltivare in Italia?
Solo al riparo dal gelo, ed è quasi introvabile. Nessuna prova è stata pubblicata. La specie viene da un clima equatoriale e, per prudenza, deve passare l’inverno in una serra o in una veranda riscaldata.
Si può vedere in un orto botanico italiano?
Non risulta. Nessuna fonte consultata la segnala negli orti botanici italiani.
È tossico?
Va considerato tale. Nessuno studio riguarda questa specie, ma i semi degli Encephalartos contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads, Encephalartos equatorialis: https://cycadlist.org/scientific_name/289 — nome accettato, autore, pubblicazione, tipo (Hurter 94U/1, baia di Thruston, 1994), sinonimo imbricans, stato IUCN, etimologia (Haynes 2022). Lista di riferimento delle cicadee (versione 2026.08.15), affidabile; consultata direttamente.
- Kew, Tropical Important Plant Areas, Buwerere (Uganda): https://tipas.kew.org/?p=3318 — habitat, clima, effettivi (Kalema e Mucunguzi 2009), rapporto tra i sessi, minacce. Programma scientifico dei Royal Botanic Gardens di Kew, affidabile; consultato direttamente.
- Darwin Initiative, progetto 21-003, rapporto finale (2017): https://www.darwininitiative.org.uk/documents/DAR21003/24276/21-003%20FR%20-%20Edited.pdf — effettivo georeferenziato, rapporto tra i sessi, semi senza embrione, impollinazione manuale, microdot. Rapporto ufficiale di un progetto coordinato da Kew, affidabile; consultato direttamente.
- Species+, Encephalartos: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13006/legal — Appendice I della CITES, Allegato A dell’UE, pareri del gruppo di esame scientifico. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata direttamente.
- De Luca P., Moretti A., «Conferimento della Laurea Honoris Causa in Scienze Naturali al botanico francese Jean-Pierre Sclavo», Delpinoa 33-34 (1996): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_33-34_1991-92_%5B1996%5D/Delpinoa_33-34_1991-92_%5B1996%5D_253-265.pdf — progetto di studio delle popolazioni di Encephalartos della regione del lago Vittoria (1995). Rivista dell’Orto botanico di Napoli, affidabile; testo letto direttamente.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36 (1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli nel 1993-94, senza Encephalartos equatorialis. Rivista dell’Orto botanico, fonte datata; tabella letta direttamente.
Bibliografia
- Hurter, P.J.H. & Glen, H. (1995). Encephalartos equatorialis (Zamiaceae): a newly described species from tropical Africa. South African Journal of Botany 61(4): 226-229. [Protologo; testo integrale letto: descrizione e dimensioni, tipo, confronto con Encephalartos hildebrandtii ed Encephalartos ituriensis, habitat e stato della popolazione nel 1994-1995. Letteratura primaria.]
- Vorster, P. (1995). Descrizione di Encephalartos imbricans. Novon 5(4): 388. [Sinonimo; riferimento ripreso da The World List of Cycads, non consultato.]
- Donaldson, J.S. (2010). Encephalartos equatorialis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T41887A10569026. [Categoria CR; riferimento ripreso da The World List of Cycads, pagina non consultata.]
- Kalema, J. & Mucunguzi, P. (2009). Studio della popolazione di Encephalartos equatorialis, citato dalla scheda TIPAs di Buwerere. [Effettivi, rapporto tra i sessi, assenza di giovani piante; non consultato direttamente.]
- Pritchard, H.W., Seal, C. et al. (2017). Protecting Ugandan endemic cycads from biodiversity loss and trafficking. Darwin Initiative, rapporto finale del progetto 21-003. Royal Botanic Gardens, Kew. [Popolazione, riproduzione, conservazione; consultato direttamente.]
- De Luca, P. & Moretti, A. (1996). Conferimento della Laurea Honoris Causa in Scienze Naturali al botanico francese Jean-Pierre Sclavo. Delpinoa n.s. 33-34 (1991-1992): 253-265. [Lezione di Sclavo, progetti di studio nell’Africa centrale e orientale; testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]