Macrozamia johnsonii è una grande cicadea con tronco del nord del Nuovo Galles del Sud, in Australia, confinata sui pendii boscosi dei dintorni di Dalmorton, nella valle del Clarence, a sud-ovest di Grafton. È una delle 41 specie del genere Macrozamia e la più grande tra quelle che crescono nel Nuovo Galles del Sud. È stata descritta soltanto nel 1992: prima queste piante erano classificate come Macrozamia moorei, di cui costituivano la «forma verde» del Nuovo Galles del Sud. Nonostante la fama di pianta da collezione abbastanza rustica, resta rara e minacciata in natura, e i riscontri di coltivazione pubblicati sono pochi.
In sintesi: Macrozamia johnsonii
- Nome accettato: Macrozamia johnsonii D.L.Jones & K.D.Hill (1992), pubblicato su Telopea 5(1): 31 (The World List of Cycads; POWO non consultato direttamente)
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo formale; prima del 1992 le piante erano attribuite a Macrozamia moorei F.Muell. («pro parte», secondo la flora del Nuovo Galles del Sud)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in inglese «Giant Burrawang» (Flora of Australia) e «Johnson’s Cycad» (Atlas of Living Australia)
- Distribuzione naturale: Australia, nord del Nuovo Galles del Sud, distretto di Dalmorton (bacino del Clarence), a sud-ovest di Grafton; assente dal Queensland
- Stato IUCN: vulnerabile (VU B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads; Lista Rossa non consultata direttamente)
- CITES e altre tutele: appendice II (annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; in Australia «in pericolo» ai sensi della legge federale EPBC (dal 5 ottobre 2022) e della legge del Nuovo Galles del Sud sulla biodiversità
- Rusticità documentata: un solo riscontro europeo datato, sotto tessuto di svernamento: fogliame ingiallito ma pianta ripartita dopo una notte verso −10 °C nel febbraio 2012 vicino a Nantes (Francia); negli Stati Uniti, nessun danno verso −7 °C secondo un estratto di forum (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura foresta sclerofilla da umida a secca, su suoli superficiali, rocciosi e poveri, in forte pendenza; in coltivazione suolo drenante (esposizione ideale non documentata da una fonte pubblicata)
- Portamento e dimensioni adulte: tronco aereo massiccio di 0,3-3 m secondo la Flora of Australia (2-5 m secondo la flora del Nuovo Galles del Sud), 50-90 cm di diametro; corona di 70-150 foglie di 1,5-3 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; semi germinati a Ravenna nel 2009 (vedi Moltiplicazione)
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; semi e foglie giovani tossici in tutto il genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia johnsonii?
Lo si riconosce dal tronco spesso, dalle foglie molto numerose, piatte (non carenate), verde medio e molto lucide, e dalle foglioline inferiori ridotte a spine quasi fino al punto di attacco della foglia. Le misure qui sotto vengono dalla Flora of Australia (Hill, 1998), salvo diversa indicazione.
- Tronco: aereo, massiccio, alto 0,3-3 m e largo 50-90 cm. La flora del Nuovo Galles del Sud (PlantNET) indica «per lo più 2-5 m» e 30-70 cm; il comitato scientifico del Nuovo Galles del Sud (2012) parla di un tronco corto, fino a 1,5 m a maturità; la PACSOA, fino a 3 m. Secondo la PACSOA la pianta attraversa tre stadi: ceppaia sotterranea, prolungamento aereo della ceppaia, poi vero tronco colonnare.
- Foglie: da 70 a 120 nella corona (fino a 150 secondo PlantNET e la PACSOA), lunghe 1,5-3 m, piatte in sezione, verde medio, molto lucide, con il rachide non ritorto. Le foglie giovani si alzano quasi verticali prima di inarcarsi con l’età; alcuni esemplari conservano una «gonna» di foglie morte (PACSOA).
- Picciolo: molto corto, di 2-8 cm, largo 25-28 mm alla prima fogliolina; PlantNET indica che la parte del picciolo senza spine misura 0-10 cm, perché una quarantina di foglioline inferiori si riducono progressivamente a spine.
- Foglioline: da 150 a 250 per foglia, semplici, di 20-40 cm per 5-11 mm, con l’apice pungente; la PACSOA nota calli biancastri ben visibili nel punto di inserzione.
- Coni maschili: fusiformi, di 25-40 cm per 8-10 cm; la PACSOA ne ha contati fino a dieci o più per pianta.
- Coni femminili: ovoidi, di 35-65 cm per 13-18 cm (40-90 cm secondo PlantNET), con spine terminali che possono raggiungere 5 cm (6-7 cm secondo la PACSOA). Secondo la PACSOA una pianta ne porta fino a sei, spesso tre o quattro; un cono maturo può pesare 12-14 kg e contenere oltre 200 semi.
- Semi: ovoidi e appiattiti, di 40-55 mm per 25-30 mm, con polpa (sarcotesta) rossa. Sono i più grossi tra i Macrozamia del Nuovo Galles del Sud secondo la PACSOA, che però indica misure minori (fino a 4 cm per 2,5 cm).
Le plantule differiscono nettamente da quelle di Macrozamia moorei per diversi caratteri, descritti nella descrizione originale (Jones & Hill, 1992, citati dal comitato scientifico del Nuovo Galles del Sud).
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo, che coinvolga Macrozamia johnsonii. Secondo la PACSOA anche i polloni sono molto rari: gli autori non hanno mai visto in natura un tronco ramificato.
Possibili confusioni
La confusione più frequente è quella con Macrozamia moorei, la specie da cui è stato separato.
- Macrozamia moorei: le due specie hanno in comune piccioli larghi e spinosi. Macrozamia moorei si distingue per il tronco alto e massiccio e le foglie grigio-verdi, mentre Macrozamia johnsonii ha foglie piatte e lucide e dimensioni più contenute (Flora of Australia; comitato scientifico del Nuovo Galles del Sud). Anche l’origine aiuta: Macrozamia moorei è una specie del Queensland, Macrozamia johnsonii del Nuovo Galles del Sud.
- Macrozamia communis: secondo la PACSOA i giovani Macrozamia johnsonii senza tronco somigliano ai grandi Macrozamia communis della costa meridionale del Nuovo Galles del Sud, ma hanno foglie più lunghe, di un verde più chiaro e più erette. Il picciolo di Macrozamia communis misura 10-40 cm (PACSOA), molto più di quello di Macrozamia johnsonii.
- Macrozamia lucida: vecchie raccolte del Nuovo Galles del Sud attribuite a Macrozamia lucida corrispondevano in realtà a giovani Macrozamia johnsonii, secondo la Flora of Australia. La scheda di PlantNET si contraddice su questo punto, parlando ora di giovani Macrozamia moorei, ora di giovani Macrozamia johnsonii.
In commercio la confusione persiste: sul forum francese Fous de palmiers alcuni coltivatori segnalano nel 2010 grandi esemplari importati dall’Australia venduti come «Macrozamia moorei o Macrozamia johnsonii», senza certezza sulla loro identità.
Tassonomia
Macrozamia johnsonii è accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu descritta nel 1992 da David L. Jones e Ken D. Hill sulla rivista Telopea (5(1): 31-34), in un articolo intitolato «Macrozamia johnsonii, a new species of Macrozamia section Macrozamia (Zamiaceae) from northern New South Wales». Il tipo (olotipo nell’erbario nazionale di Canberra, CANB) fu raccolto il 18 ottobre 1990 da D. Jones e C.H. Broers (n. 6748) sulla riva del Nymboida, a est di Dalmorton.
Non si tratta di un cambiamento di nome ma di una separazione: prima del 1992 le popolazioni del Nuovo Galles del Sud erano trattate come una forma di Macrozamia moorei, la «forma verde» degli amatori secondo la PACSOA. La flora del Nuovo Galles del Sud di Harden (1990) la illustra ancora con quel nome, e PlantNET cita «Macrozamia moorei F.Muell. p.p.» come sinonimo parziale. In pratica, una pianta o un documento del Nuovo Galles del Sud anteriore al 1992 etichettato Macrozamia moorei può riguardare Macrozamia johnsonii.
Come ricorda il titolo, la descrizione originale colloca la specie nella sezione Macrozamia, quella delle grandi specie con foglioline inferiori spinose. Lo studio filogenomico di Habib et al. (2022), basato su 4740 geni nucleari di 39 specie, conclude che questa tradizionale divisione in sezioni non corrisponde alla storia evolutiva del genere; la posizione precisa di Macrozamia johnsonii in questo studio non ha potuto essere verificata, perché il testo integrale non era accessibile.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Lawrence Alexander Sydney Johnson (1925-1997), botanico australiano, già direttore del giardino botanico reale di Sydney e specialista dei Macrozamia negli anni Cinquanta (Haynes, 2022, tramite The World List of Cycads). La Flora of Australia ricorda che è l’autore della grande revisione delle cicadee australiane del 1959.
La PACSOA (articolo di Craig Thompson e Paul Kennedy, versione rivista di un testo uscito nel 1992 su Palms & Cycads) descrive grandi esemplari coltivati in giardini di Grafton e, a Nimbin, due piante «enormi» che sovrastano la casa del proprietario. Riferisce anche che un esemplare nato da seme, piantato in un giardino di Manly West, a Brisbane, ha prodotto diversi polloni; quando fu spostato, nel settembre 2005, servirono tre adulti per sollevarne la ceppaia.
In Europa semi della specie circolavano tra gli amatori almeno dal 2009: in Italia un coltivatore di Ravenna ne seminava quell’anno semi acquistati presso un vivaio specializzato in semi (vedi Moltiplicazione); in Francia la banca dei semi del forum Fous de palmiers ne proponeva semi nel 2012, e nel 2013 una rivendita della Gironda vendeva giovani piante in contenitori da 2 litri, secondo i messaggi del forum.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano attestato: si usa il nome scientifico. In inglese la Flora of Australia riporta «Giant Burrawang», e l’Atlas of Living Australia adotta «Johnson’s Cycad» come nome d’uso. La parola «burrawang» indica anzitutto Macrozamia communis e, più in generale, diversi Macrozamia del Nuovo Galles del Sud: si presta quindi a confusione.
In natura
Macrozamia johnsonii vive soltanto nel Nuovo Galles del Sud, in un piccolo settore del distretto di Dalmorton, sulla costa settentrionale dello Stato (Flora of Australia). Non esiste nel Queensland. La flora del Nuovo Galles del Sud lo colloca nella valle del Clarence, ai piedi delle catene, in foresta sclerofilla umida d’alto fusto e ai margini della foresta pluviale, generalmente su pendii ripidi; la Flora of Australia parla di foresta sclerofilla da umida a secca, su suoli superficiali, rocciosi e poveri. Secondo la PACSOA la specie cresce sulle catene tra Grafton e Glen Innes, sotto una copertura di eucalipti, soprattutto sulla riva nord di un fiume rapido, ma anche sulla riva sud.
Il comitato scientifico del Nuovo Galles del Sud (2012), sulla base di Binns e Meek (2008), censisce almeno 287 siti, un’estensione di presenza di 22 200 ettari e un’area di occupazione di almeno 10 100 ettari. Circa il 59 % della popolazione si troverebbe in foreste demaniali sfruttate, il 30 % in parchi nazionali e l’11 % su terreni privati. Le piante adulte e i giovani più vecchi sopravvivono agli incendi: la loro corona ricaccia.
Per il clima la PACSOA fa riferimento a Glen Innes, a 1062 m di quota: 849 mm di pioggia all’anno, minime invernali di −3,9 °C e massime estive di 30,0 °C raggiunte almeno una volta alla settimana in luglio e in gennaio, 71 giorni di gelo all’anno. Questa stazione di altopiano è più alta della valle dove vive la specie: questi valori sono soltanto un riferimento.
Stato di conservazione e normativa
Macrozamia johnsonii è minacciato. La Lista Rossa della IUCN lo classifica vulnerabile (VU B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 e ripresa da The World List of Cycads: l’areale è ridotto e sia l’habitat sia il numero di individui sono in calo.
In Australia la specie è iscritta «in pericolo» ai sensi della legge federale EPBC del 1999 dal 5 ottobre 2022, e «in pericolo» ai sensi della legge del Nuovo Galles del Sud sulla biodiversità del 2016 (Flora of Australia, PlantNET). Nel 2012 il comitato scientifico del Nuovo Galles del Sud ha respinto una proposta di toglierla dall’elenco delle specie in pericolo: ha riconosciuto un declino continuo dovuto allo sfruttamento forestale, con modelli che prevedono che tra il 21 e il 32 % del suo habitat in foresta demaniale sarà sfruttato nei prossimi cento anni. Segnala anche minacce non quantificate: modifica del regime degli incendi e marciume radicale dovuto a Phytophthora cinnamomi, di cui il suolo trasportato dalle macchine è un vettore.
Per il commercio internazionale la specie rientra nell’appendice II della CITES, con l’annotazione #4 che esenta in particolare i semi (iscrizione in vigore al 5 marzo 2026), e nell’Unione europea, e quindi in Italia, nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono oggi fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026, secondo Species+, consultato il 2 ottobre 2026. Le piante vendute in Europa devono provenire da semina o da coltivazioni legali. La normativa cambia: verificatela prima di qualsiasi acquisto o importazione.
Coltivazione
Macrozamia johnsonii si coltiva in vaso da giovane e in piena terra nei giardini più miti, ma nessuna fonte pubblicata ne descrive in dettaglio la coltivazione: le indicazioni qui sotto vengono dall’habitat naturale, da società specializzate e da forum.
- Suolo: molto drenante. In natura la specie vive su suoli poveri, rocciosi e in pendenza, che non trattengono l’acqua.
- Luce: non documentata per la specie in coltivazione. In natura cresce sotto una copertura di eucalipti.
- Annaffiatura: al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, l’esperienza acquisita con il genere Macrozamia (non con questa specie, che il giardino non coltiva) indica che d’estate, se non piove, un’annaffiatura alla settimana è il minimo e due sono l’optimum; un gelo che arriva su un suolo impregnato d’acqua è più pericoloso di un gelo secco. Il clima del Var è vicino a quello di molte regioni italiane, come le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia: questi riferimenti, pur restando un’esperienza francese, valgono anche per il coltivatore italiano.
- Crescita: lenta all’inizio. Sul forum PalmTalk un coltivatore di Modesto (California) spiega, secondo un estratto di ricerca, che il suo esemplare nato da seme, di 20-25 anni, è rimasto a lungo quasi immobile a livello del suolo prima di crescere vigorosamente.
- Spazio: va previsto. La corona di un adulto, con foglie di 1,5-3 m e spine alla base delle foglie, ne sconsiglia l’impianto vicino a un passaggio.
In Italia
Negli orti botanici. Nessuna presenza di Macrozamia johnsonii è documentata negli orti botanici italiani: la specie, descritta nel 1992, non figura negli elenchi pubblicati consultati nell’ottobre 2026. L’Orto Botanico di Napoli elencava nel 1984 Macrozamia moorei tra le cicadee coltivate in serra; secondo la tassonomia attuale, piante del Nuovo Galles del Sud chiamate allora Macrozamia moorei potrebbero appartenere a Macrozamia johnsonii, ma nessuna fonte indica la provenienza di quelle di Napoli.
Riscontri di coltivazione. Sul forum italiano Tropicamente, riletto nell’ottobre 2026, la specie compare a proposito della semina (vedi Moltiplicazione) e in un messaggio sulla rusticità senza dati di freddo (vedi Rusticità). Non è stato trovato alcun esemplare in piena terra né alcun inverno documentato per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico, la Sicilia o la Sardegna.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme; i polloni sono eccezionali. I semi si puliscono con i guanti, perché la polpa è tossica, poi si seminano in un substrato drenante e caldo. Due riscontri descrivono una germinazione rapida:
- Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) riferisce sul forum Tropicamente, nell’ottobre 2009, che i semi di Macrozamia johnsonii acquistati da un vivaio specializzato in semi avevano la mandorla che «ballava» nel guscio all’arrivo e che, dopo qualche giorno in ammollo, aveva smesso di muoversi; ne ha messi due sopra il modem-router sempre acceso, per dar loro un po’ di calore dal basso; secondo la sua stima, non misurata, il router scaldava verso 35 °C. Cinque giorni dopo uno dei due era già spuntato, e due settimane più tardi parlava di un «successo».
- Un coltivatore francese segnala sul forum Fous de palmiers, nel gennaio 2013, che due dei tre semi ricevuti dalla banca dei semi del forum sono germinati meno di una settimana dopo la semina in vermiculite.
Come negli altri Macrozamia, servono una pianta maschile e una femminile, e un’impollinazione manuale fuori dall’Australia. La PACSOA cita il caso di un esemplare coltivato a Brisbane che ha prodotto diversi polloni, forse in seguito a ferite.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita proprio della specie. Il comitato scientifico del Nuovo Galles del Sud segnala che alcune cicadee sono sensibili al marciume radicale dovuto a Phytophthora cinnamomi, senza che la sensibilità di Macrozamia johnsonii sia nota. In coltivazione un suolo mal drenato resta la prima causa di marciume nel genere, e le cocciniglie sono il parassita citato più spesso sui forum per i Macrozamia.
Rusticità
I dati sono scarsi: un solo riscontro europeo datato, ottenuto sotto protezione, e due riscontri americani noti soltanto da estratti di ricerca. Nessun valore è stato misurato da un orto botanico o da un’istituzione.
In Italia e nel sud della Francia
In Italia non è stato trovato alcun inverno documentato per questa specie. Nel 2012 lo stesso coltivatore di Ravenna citava sul forum Tropicamente Macrozamia communis, Macrozamia johnsonii e Macrozamia moorei tra i Macrozamia «piuttosto resistenti al freddo», rinviando alla lista di un vivaio americano; precisava però di non aver mai coltivato con successo all’aperto alcuna cicadea a Ravenna, e un altro partecipante giudicava quella lista molto ottimistica e dettata da motivi commerciali. È un parere, non un riscontro.
Il clima del sud-est della Francia (Var, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Linguadoca, Corsica) è vicino a quello di molte regioni italiane, come le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano, pur restando esperienze francesi. Per Macrozamia johnsonii, però, l’unico riscontro francese datato viene dalla costa atlantica:
- Un coltivatore di Héric (Loira Atlantica, Francia) riferisce sul forum Fous de palmiers che la sua pianta di Macrozamia johnsonii, in giardino sotto tessuto di svernamento o vaso capovolto, è sopravvissuta nel febbraio 2012 a una notte verso −10 °C, con le altre notti verso −8 °C e tre giorni senza disgelo: a metà febbraio le foglie erano gialle e brune, e la pianta ha emesso la prima foglia nuova a fine maggio 2012. Si chiedeva se l’umidità accumulata sotto le protezioni non avesse fatto più danni del freddo.
Non è stato trovato alcun riscontro datato per il litorale mediterraneo francese, né per l’ondata di freddo del gennaio 1985. Nel 2014 un membro del forum Fous de palmiers ha riferito la classifica di uno specialista australiano delle cicadee, Bruce Ironmonger, che colloca Macrozamia johnsonii tra le specie «relativamente rustiche» della costa del Nuovo Galles del Sud, dopo quelle dell’interno; questa classifica non indica alcuna temperatura. Il sito consiglia quindi prudenza: protezione all’asciutto durante le gelate e suolo perfettamente drenato.
Tre messaggi francesi sono stati scartati: un grande esemplare della Côte Bleue, venduto come Macrozamia moorei e soltanto «sospettato» di essere un Macrozamia johnsonii, protetto e riscaldato nel 2009-2010; un piccolo esemplare piantato a Parigi nel 2011, senza risultato noto; e giovani piante morte nel primo inverno, senza luogo né valore.
Riferimenti internazionali
Un coltivatore di Gainesville (Florida, Stati Uniti) riferisce sul forum PalmTalk, secondo un estratto di ricerca, che la sua pianta di Macrozamia johnsonii ha passato senza danni un inverno a circa −7 °C (20 °F), forse un po’ meno, e che in una gelata severa precedente aveva avuto soltanto le punte delle foglioline brunite; gli anni non sono precisati.
Un coltivatore di Modesto (California, Stati Uniti) riferisce sullo stesso forum, secondo un estratto, di coltivare da 20-25 anni un esemplare nato da seme, in una località i cui record sono −7 °C (19 °F, il 20 dicembre 1990) e +43 °C (111 °F, il 23 luglio 2006); l’estratto non precisa come la pianta abbia superato questi estremi.
Un altro messaggio di PalmTalk secondo cui la specie riparte dopo −11 °C (12-13 °F) è stato scartato, in mancanza di luogo e di data.
Tossicità e precauzioni
Sì, va considerato tossico, anche se per questa specie in particolare non è stato pubblicato alcun dato. Nei Macrozamia i semi contengono azossiglicosidi, tra cui la macrozamina, che nell’intestino liberano una potente tossina del fegato; le foglie, soprattutto quelle giovani, provocano nei bovini un danno nervoso irreversibile degli arti posteriori (Healy, 1967). Tenete la pianta e i semi fuori dalla portata di bambini, cani e gatti, usate guanti per pulire i semi e, in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è stato trovato alcun uso proprio di Macrozamia johnsonii. Le fonti storiche raccolte da Asmussen (2011) mostrano che i semi dei Macrozamia venivano consumati nel Nuovo Galles del Sud dopo un lungo trattamento, ma non distinguono questa specie, descritta soltanto nel 1992.
Domande frequenti
Macrozamia johnsonii cresce nel Queensland?
No. Macrozamia johnsonii è endemico del nord del Nuovo Galles del Sud, nel distretto di Dalmorton, a sud-ovest di Grafton. Alcune schede lo collocano per errore sugli altopiani del Queensland. È il suo stretto parente Macrozamia moorei a vivere nel Queensland.
Come distinguerlo da Macrozamia moorei?
Dalle foglie. Quelle di Macrozamia johnsonii sono piatte in sezione, verde medio e molto lucide; quelle di Macrozamia moorei sono grigio-verdi, e la pianta forma un tronco più alto e massiccio. Anche le plantule sono diverse. In mancanza di un’etichetta affidabile, l’origine geografica del lotto di semi resta l’indizio migliore.
Macrozamia johnsonii resiste al gelo?
In parte. L’unico riscontro europeo datato riferisce la sopravvivenza a una notte verso −10 °C nel febbraio 2012, sotto tessuto, al prezzo di un fogliame danneggiato e di una ripresa in maggio. Un riscontro americano parla di circa −7 °C senza danni. Queste osservazioni isolate non sono una garanzia: proteggete la pianta all’asciutto appena è annunciato il gelo.
I semi germinano facilmente?
Sì, secondo i due riscontri trovati: a Ravenna un seme tenuto al caldo è spuntato in meno di una settimana nel 2009, e in Francia due semi su tre sono germinati in meno di una settimana in vermiculite nel 2013. Servono semi freschi, un substrato drenante e un po’ di calore.
Quanto diventa grande?
È uno dei grandi Macrozamia. Il tronco misura fino a 3 m secondo la Flora of Australia, di più secondo altre fonti, con 50-90 cm di diametro, e le foglie raggiungono 3 m. La crescita è lenta, soprattutto nei primi anni.
La specie è minacciata?
Sì. È classificata vulnerabile dalla IUCN (2022) e «in pericolo» in Australia, a livello federale come nel Nuovo Galles del Sud. Il suo areale copre soltanto qualche migliaio di ettari, in gran parte in foreste sfruttate.
Macrozamia johnsonii è tossico?
Sì, come tutti i Macrozamia. I semi e le foglie giovani sono le parti più pericolose, per l’uomo come per gli animali. Maneggiate i semi con i guanti e teneteli fuori dalla portata di bambini e animali.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia johnsonii: https://cycadlist.org/scientific_name/396 — nome accettato, pubblicazione originale, tipo, distribuzione, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN 2022 e criteri. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia johnsonii, di K.D. Hill: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20johnsonii — descrizione con misure, distribuzione, habitat, nome «Giant Burrawang», stati EPBC e del Nuovo Galles del Sud, affinità. Flora ufficiale australiana; consultata direttamente.
- PlantNET, flora del Nuovo Galles del Sud, Macrozamia johnsonii: https://plantnet.rbgsyd.nsw.gov.au/cgi-bin/NSWfl.pl?page=nswfl&lvl=sp&name=Macrozamia~johnsonii — descrizione, habitat, sinonimia parziale con Macrozamia moorei, stato nel Nuovo Galles del Sud. Flora istituzionale (giardino botanico reale di Sydney); consultata direttamente.
- NSW Threatened Species Scientific Committee, decisione finale del 2012: https://www.environment.nsw.gov.au/topics/animals-and-plants/threatened-species/nsw-threatened-species-scientific-committee/determinations/final-determinations/2011-2012/macrozamia-johnsonii-reject-delisting-of-endangered-species — effettivi, areale, ripartizione per regime fondiario, minacce, rifiuto della cancellazione dall’elenco. Fonte ufficiale; consultata direttamente.
- PACSOA Wiki, Macrozamia johnsonii: https://www.pacsoa.org.au/wiki/index.php/Macrozamia_johnsonii — storia della separazione, habitat, clima di Glen Innes, coni, semi, esemplari coltivati a Grafton, Nimbin e Brisbane. Società specializzata, affidabile per le osservazioni di campo; consultata direttamente.
- Atlas of Living Australia, Macrozamia johnsonii: https://bie.ala.org.au/species/https://id.biodiversity.org.au/node/apni/2897563 — nome d’uso «Johnson’s Cycad», stati di conservazione federale e del Nuovo Galles del Sud. Banca dati istituzionale; consultata direttamente (servizio web).
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia johnsonii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/29157/legal — appendice II della CITES (annotazione #4), allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- EUR-Lex, regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R0338 — quadro giuridico dell’allegato B nell’Unione europea. Testo ufficiale.
- Tropicamente, discussioni «semi macrozamia moorei» (2009), «Cycas cinesi» (2009) e «Cicadee rustiche» (2012): https://www.tropicamente.it/forums/topic/semi-macrozamia-moorei/, https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-cinesi/ e https://www.tropicamente.it/forums/topic/cicadee-rustiche/ — semina e germinazione a Ravenna (#post-42899, #post-42910, #post-39083), parere sulla rusticità e risposte (#post-50516, #post-50518, #post-50520). Forum italiano di coltivatori, a valore indicativo; messaggi letti l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «FEVRIER 2012», «Bilan de l’Hiver 2011/2012» e «Le coin des bonnes nouvelles…»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=168376, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=170445 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=189679 — riscontro di Héric nel febbraio 2012 e ripresa in maggio. Forum francese di coltivatori, a valore indicativo; messaggi letti.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «Notes concernant la rusticité des Macrozamia», «Est ce que quelqu’un cultive Macrozamia johnsonii», «CYCADALES EN EUROPE» e «Germination des graines de Zamia envoyées par Sim01»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17538, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=8069, https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=8451 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14274 — classifica di rusticità riferita, riscontri scartati, confusioni in commercio, germinazione. Forum francese di coltivatori, a valore indicativo; messaggi letti.
- PalmTalk, discussioni «Macrozamia» e «Macrozamia giants»: https://www.palmtalk.org/forum/topic/27537-macrozamia e https://www.palmtalk.org/forum/topic/77409-macrozamia-giants — riscontri di Gainesville e di Modesto. Forum internazionale di coltivatori; rilevati per estratti di ricerca, sito bloccato.
Bibliografia
- Jones, D.L. & Hill, K.D. (1992). Macrozamia johnsonii, a new species of Macrozamia section Macrozamia (Zamiaceae) from northern New South Wales. Telopea 5(1): 31-34. doi:10.7751/telopea19924957 [Protologo; riferimento verificato tramite Crossref, testo non consultato.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadophyta. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-661. CSIRO Publishing, Melbourne. [Trattamento di riferimento; consultato nella versione online.]
- Binns, D.L. & Meek, P. (2008). Population size, habitat and conservation status of an Endangered species, Macrozamia johnsonii (Zamiaceae). Cunninghamia 10: 373-380. [Effettivi e areale; noti tramite la decisione del comitato scientifico del 2012.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia johnsonii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42008A48779711. [Valutazione IUCN; rilevata tramite The World List of Cycads, non consultata direttamente.]
- Habib, S. et al. (2022). Phylotranscriptomics reveal the spatio-temporal distribution and morphological evolution of Macrozamia, an Australian endemic genus of Cycadales. Annals of Botany 130(5): 671-685. doi:10.1093/aob/mcac117 [Articolo con revisione paritaria; riassunto letto.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia; rilevata tramite The World List of Cycads.]
- Healy, P.J. (1967). Macrozamia poisoning. Flock & Herd. [Tossicità del genere per il bestiame; letto durante la preparazione della pagina del genere.]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» A comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. doi:10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Usi aborigeni del genere; letto per intero.]