Ceratozamia osbornei è una grande cicadea endemica del Belize, in America centrale, dove cresce su rocce calcaree nelle foreste tropicali sempreverdi dei Maya Mountains, tra 200 e 750 m di quota. Descritta nel 2022 e dedicata allo specialista di cicadee Roy Osborne, è l’unica specie del genere Ceratozamia nota in Belize: le piante di questo paese erano prima avvicinate a Ceratozamia robusta, del Messico e del Guatemala. I suoi coni si coprono di una peluria porpora color vinaccia. Non è ancora stata valutata dalla IUCN.
L’essenziale su Ceratozamia osbornei
- Nome accettato: Ceratozamia osbornei D.W.Stev., Mart.-Domínguez & Nic.-Mor. (2022), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; le popolazioni del Belize erano prima avvicinate a Ceratozamia robusta
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato
- Distribuzione naturale: Belize (distretti di Cayo e Toledo, Maya Mountains), da 200 a 750 m
- Stato IUCN: non valutata; dati insufficienti secondo gli autori
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, rocce carsiche ricche di sostanza organica nella foresta tropicale sempreverde; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto di solito coricato, da 0,3 a 2 m; da 12 a 50 foglie lunghe da 0,9 a 3 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia osbornei?
A distinguere Ceratozamia osbornei sono i coni: le squame femminili sono coperte di abbondanti peli da porpora a vinaccia, presenti in tutti gli stadi del cono; il cono femminile termina con una punta affilata e conta fino a 12 file verticali di 31 squame; le squame del cono maschile hanno una lunga parte sterile, di 6,5-8 mm. Senza coni la pianta somiglia molto a Ceratozamia robusta. Descrizione secondo la monografia del 2022, in cui la specie è stata descritta:
- Fusto: aereo, di solito coricato, lungo da 30 a 200 cm e largo da 20 a 40 cm; catafilli persistenti, triangolari, bruno rossastri. La monografia la colloca tra le quattro specie del genere dal portamento arborescente;
- Foglie: da 12 a 50, erette, lunghe da 90 a 300 cm; brune quando spuntano, coperte di peli grigio biancastri, poi glabre. Il picciolo, lungo da 75 a 100 cm, bruno verdastro o bruno scuro e poi verde, porta da 20 a 40 aculei robusti di 2-4,5 mm;
- Foglioline: da 26 a 51 paia, lanceolate, papiracee, verde scuro e glabre, con la punta affilata e simmetrica; quelle mediane misurano da 30 a 45 cm per 2,5-4 cm. L’articolazione è bruna sulle foglie giovani;
- Coni maschili: solitari, cilindrici, eretti, molto grandi, da 60 a 80 cm per 7-9 cm, verdi con peli vinaccia, poi giallo verdastri con peli da vinaccia a porpora; peduncolo di 7-11 cm;
- Coni femminili: solitari, cilindrici, eretti, da 30 a 50 cm per 9-14 cm, verdi e coperti di peli porpora scuro, con la punta affilata; peduncolo di 12-20 cm. Portano da 108 a 280 squame con corna diritte;
- Semi: ovali, grossi, da 3 a 4,5 cm, con la polpa bianco rosata prima della maturità, bruno chiara a maturità.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Secondo la monografia del 2022, Ceratozamia osbornei somiglia soprattutto a due grandi specie, da cui si distingue per i coni:
- Ceratozamia robusta, del Chiapas e del Guatemala: cono femminile verde scuro con rari peli nerastri a maturità; è la specie a cui erano avvicinate le piante del Belize;
- Ceratozamia subroseophylla, del Veracruz meridionale e del Tabasco: cono femminile con la punta corta, squame con la base rosata e peli da bruno scuro a bruno rossastri.
Senza coni, l’indizio migliore è l’origine: nessun’altra specie del genere è nota in Belize. Una pianta da collezione di origine ignota non può essere identificata con certezza.
Tassonomia
Ceratozamia osbornei è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta da D.W. Stevenson, L. Martínez-Domínguez e F. Nicolalde-Morejón nella monografia del genere, pubblicata nel 2022 su PhytoKeys (208: 68-69, figure 5, 6 e 22).
Le Ceratozamia del Belize
La monografia spiega come si è arrivati alla specie. Ceratozamia robusta è la specie più ampiamente distribuita del genere, dal Chiapas centrale al Guatemala, ma gli esemplari d’erbario del Guatemala sono sterili e poco numerosi, il che ha portato a identificazioni ambigue o contraddittorie. Coni raccolti di recente su piante del Belize hanno mostrato caratteri che le separano dalle piante del Messico e del Guatemala: da qui la descrizione di Ceratozamia osbornei. Gli autori ritengono necessari studi di popolazione per misurare la differenziazione genetica e gli scambi di geni tra le due specie.
Da allora The World List of Cycads limita Ceratozamia robusta al Chiapas e al Guatemala, senza il Belize, e accetta Ceratozamia osbornei. Nel 2023 Jody Haynes ha però contestato lo status della specie nella sua critica della monografia, pubblicata su Phytotaxa; il dettaglio dei suoi argomenti non è stato consultato.
Il tipo
L’olotipo è stato raccolto il 6 aprile 1992 da B.K. Holst (n. 4105) al campo Union, nella riserva forestale di Columbia River, a sud-ovest dei Maya Mountains (distretto di Toledo). È conservato nell’erbario dell’orto botanico di New York (NY), con un isotipo al Missouri Botanical Garden (MO). I paratipi sono stati raccolti dal 1971 al 2008 nei distretti di Cayo e di Toledo.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Roy Osborne, per il suo notevole contributo alla conoscenza della diversità delle cicadee nel mondo e in particolare per la sua partecipazione a The World List of Cycads fin dalla sua creazione (monografia del 2022, citata da The World List of Cycads). Roy Osborne è uno dei tre curatori di questa lista di riferimento.
La specie è coltivata al Fairchild Tropical Botanic Garden, in Florida: la monografia illustra il suo cono femminile, immaturo e maturo, con fotografie scattate in questo giardino, e una parte della descrizione si basa su una pianta che vi è coltivata.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in un’altra lingua: la monografia del 2022 non ne riporta nessuno.
In natura
Secondo la monografia del 2022, Ceratozamia osbornei è endemica del Belize, dove cresce nella foresta tropicale sempreverde, su rocce carsiche ricche di sostanza organica, tra 200 e 750 m di quota. The World List of Cycads la segnala nei distretti di Cayo e di Toledo. Un paratipo raccolto nel 1976 nel Toledo porta però l’indicazione «800-1.200 m», al di sopra di questo intervallo.
Secondo gli autori alcune popolazioni contano più di 100 piante. Non è stato trovato alcuno studio sull’impollinazione o sulla fenologia.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia osbornei non è stata valutata nella Lista rossa IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). I suoi autori ritengono che i dati siano insufficienti per valutarla, pur osservando che alcune popolazioni superano le 100 piante.
Come tutte le specie del genere, Ceratozamia osbornei rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.
Species+ non riporta ancora questa specie con il suo nome, perché è stata descritta dopo la lista di riferimento della CITES per le cicadee (2013); l’iscrizione riguarda però l’intero genere («Ceratozamia spp.») e quindi la comprende. Stato verificato su Species+ il 3 ottobre 2026. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia osbornei, e sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro di appassionati. La sua presenza al Fairchild Tropical Botanic Garden, nel sud della Florida, mostra che vi cresce e vi produce coni, ma non è stata trovata alcuna indicazione di coltivazione pubblicata da questo giardino.
Il suo ambiente, una foresta tropicale umida di bassa quota su calcare, fa pensare a una coltivazione al caldo, a mezz’ombra, in un substrato drenante ricco di humus. Le dimensioni, con foglie fino a 3 m, richiedono molto spazio. Sono indicazioni dedotte dall’habitat e dalla descrizione, non verificate da prove pubblicate.
Moltiplicazione
Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Maneggiate i semi con i guanti.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. I rischi abituali delle Ceratozamia in coltivazione sono il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le cocciniglie.
Rusticità
Per Ceratozamia osbornei non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una pianta di foresta tropicale di bassa quota: finché mancano prove documentate, va coltivata al riparo dal gelo.
In Italia
Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove. I valori di rusticità pubblicati per «Ceratozamia robusta» da siti commerciali non possono esserle trasferiti, perché l’origine delle piante in questione non è indicata.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia osbornei, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
La monografia del 2022 non riporta alcun uso per questa specie.
Domande frequenti
Ceratozamia osbornei è una specie riconosciuta?
Sì. The World List of Cycads la accetta come specie a sé. Jody Haynes ne ha discusso lo status nel 2023, ma la lista di riferimento non l’ha messa in sinonimia.
Ci sono altre Ceratozamia in Belize?
No. È l’unica specie del genere nota in Belize; Ceratozamia robusta, con cui veniva confusa, non vi è segnalata da The World List of Cycads.
Come distinguerla da Ceratozamia robusta?
Dai coni. Quelli di Ceratozamia osbornei sono coperti di peli da porpora a vinaccia e il cono femminile è molto affusolato; quello di Ceratozamia robusta è verde scuro, con rari peli nerastri.
Chi è Roy Osborne?
Uno specialista di cicadee, uno dei tre curatori di The World List of Cycads. La specie gli è stata dedicata nel 2022 per il suo contributo alla conoscenza delle cicadee.
È minacciata?
Non si sa. La IUCN non l’ha valutata, per mancanza di dati; alcune popolazioni superano le 100 piante. Come tutto il genere, è iscritta all’Appendice I della CITES.
Sopporta il gelo?
Niente lo dimostra. Non esiste alcuna prova; è una pianta di foresta tropicale di bassa quota, da tenere al riparo dal gelo.
Quanto diventa grande?
Molto. Il fusto, di solito coricato, arriva a 2 m e le foglie fino a 3 m; il cono maschile misura da 60 a 80 cm.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia osbornei: https://cycadlist.org/scientific_name/1022 — autori, protologo, tipo, distribuzione (Cayo, Toledo), stato IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- PubMed Central, Monograph of Ceratozamia (Martínez-Domínguez e coll., 2022): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, tipo, distribuzione, quote, habitat, nomi comuni, usi, stato, discussione della specie. Articolo sottoposto a revisione paritaria, ad accesso libero; testo integrale letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — iscrizione dell’intero genere all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985 e all’Allegato A dell’Unione europea; la specie, descritta dopo la lista di riferimento del 2013, non vi compare con il suo nome. Banca dati ufficiale; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere e protologo di Ceratozamia osbornei (pagine 68-69); testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2023). Critical review of “Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus” published in PhytoKeys 208: 1–102 (2022). Phytotaxa 612(2): 159-200. DOI: 10.11646/phytotaxa.612.2.4. [Critica della monografia; consultata tramite il riassunto e le note di The World List of Cycads.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]