Ceratozamia mixeorum

Ceratozamia mixeorum è una cicadea dell’Oaxaca nord-orientale, in Messico, che cresce nelle foreste nebulose e nei querceti della Sierra Mixe, su rocce calcaree, tra 1.170 e 2.150 m di quota: è una delle specie del genere Ceratozamia che salgono più in alto. Descritta nel 1997, deve il nome al popolo mixe e si distingue per i coni portati all’estremità di peduncoli molto lunghi. I bambini mixe giocano con i suoi coni maschili, che chiamano «carrete». La IUCN la classifica in pericolo.

L’essenziale su Ceratozamia mixeorum

  • Nome accettato: Ceratozamia mixeorum Chemnick, T.J.Greg. & Salas-Mor. (1997, pubblicato nel 1998), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del genere (2022); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «carrete» nell’Oaxaca
  • Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca nord-orientale (Sierra Norte, regione mixe), da 1.170 a 2.150 m
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione pubblicata nel 2022 (criteri A2acd+4acd; B1ab(i,ii,iii,iv,v))
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, pendii molto ripidi e ombreggiati nella foresta nebulosa, suolo argilloso e sassoso a pH 5; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto da 30 cm a 1,25 m, spesso ramificato; da 3 a 17 foglie (fino a 30) lunghe da 0,85 a 2,5 m
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia mixeorum?

Il carattere più evidente è la lunghezza dei peduncoli: il cono femminile, pendente, sta in cima a un peduncolo di 12-23,5 cm, quello maschile su un peduncolo di 10-15 cm. Le grandi foglie ricadenti hanno il picciolo irto di numerosi aculei (da 30 a 50). Descrizione secondo la monografia del 2022, integrata con il protologo:

  • Fusto: coricato, lungo da 30 a 100 cm e largo da 18 a 25 cm; il protologo misura fusti da 34 a 125 cm, mezzo interrati, e osserva che da un quinto a un quarto degli adulti sono biforcati, alcuni con un massimo di quattro rami;
  • Foglie: da 3 a 17 (fino a 30), ricadenti, lunghe da 85 a 246 cm; verde chiaro e glauche quando spuntano («verde pisello vivo» secondo il protologo), poi verde scuro. Il picciolo, lungo da 46 a 132 cm, porta da 30 a 50 aculei sottili di 2-4 mm; il rachide ha pochi aculei;
  • Foglioline: da 19 a 35 paia, lanceolate, spesso arcuate, papiracee secondo la monografia («moderatamente coriacee» secondo il protologo), verdi e glabre; quelle mediane misurano da 24 a 39 cm per 1,9-2,9 cm;
  • Coni maschili: di solito solitari, cilindrici, eretti, da 22 a 30 cm per 4,5-7 cm, verdastri con peli rossastri, poi giallo verdastri; peduncolo di 10-15 cm;
  • Coni femminili: solitari, cilindrici, da 23 a 32 cm per 12-16 cm, verdi con peli da bruni a nerastri a maturità; peduncolo pendente di 12-23,5 cm. Il protologo precisa che il cono, eretto quando è ricettivo, pende a maturità. Le squame, da 60 a 112, portano due corna diritte di circa 1 cm;
  • Semi: ovali, da 2,2 a 3 cm, con la polpa da bianco giallastra a gialla prima della maturità, bruno chiara a maturità.

Il protologo aggiunge un dettaglio curioso: da lontano i coni giovani dei due sessi sembrano arancioni, per via della peluria rosso scuro che copre le squame giallo chiaro.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

La specie più facile da confondere è una vicina dell’Oaxaca dal fogliame quasi identico; altre due condividono il cono pendente su un lungo peduncolo:

  • Ceratozamia whitelockiana, della Sierra Norte dell’Oaxaca: fogliame quasi uguale. Secondo la monografia del 2022 ha pochi aculei sul picciolo (da 3 a 22, contro più di 28) e nessuno sul rachide, e i coni femminili hanno meno file di squame (4 o 5 file verticali di 5-8 squame, contro 6-9 file di 10-14);
  • Ceratozamia matudae, del Chiapas: anche lei ha coni femminili pendenti su un lungo peduncolo, ma foglie molto più corte, foglioline più strette e coni molto più piccoli (protologo);
  • Ceratozamia zaragozae, del San Luis Potosí: piccolo cono femminile pendente su un lungo peduncolo, ma foglie piccole, spiralate e prive di aculei, in un ambiente molto più secco (protologo).

La monografia osserva inoltre che Ceratozamia whitelockiana ha un cono femminile dal peduncolo corto, di 1-4 cm: con i coni la distinzione è facile; senza coni si basa sul numero di aculei.

Tassonomia

Ceratozamia mixeorum è un nome accettato da The World List of Cycads e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta da Jeffrey Chemnick, Timothy J. Gregory e S. Salas-Morales su Phytologia (83(1): 47-52), in un numero datato luglio 1997 ma uscito nel 1998, con il titolo «Ceratozamia mixeorum (Zamiaceae), a new species from Oaxaca, Mexico with comments on distribution, habitat, and species relationships».

Il tipo

Il tipo è stato raccolto nel maggio 1997 vicino a Juquila Mixes da Chemnick e Gregory (n. 49). Il protologo collocava l’olotipo nell’erbario della Huntington (HNT), con duplicati da distribuire a FTG e XAL. Nel 2011 F. Nicolalde-Morejón e S. Avendaño hanno designato un lectotipo conservato nell’erbario XAL (Xalapa); la monografia del 2022 data la raccolta al 21 maggio 1997 e la colloca verso 1.737 m. The World List of Cycads indica «maggio 1999», una data incompatibile con la pubblicazione del 1998 e con il protologo.

Affinità

Gli autori del 1997 consideravano la specie probabilmente vicina a Ceratozamia matudae, per il lungo peduncolo dei coni, e parlavano di un «complesso matudae» esteso dal Chiapas all’Oaxaca centrale. Per il fogliame la avvicinavano anche alle forme di Ceratozamia mexicana a foglie grandi. La monografia del 2022 la confronta soprattutto con Ceratozamia whitelockiana. Nessuna filogenesi consultata chiarisce la sua posizione.

Etimologia e storia

L’epiteto latino mixeorum, «dei Mixe», onora il popolo mixe, che abita la regione in cui la specie è endemica, la Sierra Mixe dell’Oaxaca (protologo; The World List of Cycads, sulla base del compendio etimologico di Haynes, 2022).

Il protologo racconta la scoperta: la specie era nota soltanto nelle foreste nebulose che coprono la cima di due montagne vicine all’estremità orientale della Sierra Norte, tra 1.440 e 1.895 m. Durante la visita del maggio 1997 gli autori stimarono la popolazione in 500-1.000 piante, con numerose plantule e piante di tutte le età. Tacquero di proposito la località precisa, per proteggerla dai raccoglitori. All’epoca nessuna pianta era nota in collezione. Da allora la monografia cita raccolte in sette comuni, una delle quali a 2.147 m.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Il protologo riporta il nome locale «carrete» («carretto trainato da buoi»), perché i bambini giocano con i coni maschili come se fossero un piccolo carro. La monografia del 2022 riprende questo nome.

In natura

Secondo la monografia del 2022, Ceratozamia mixeorum è endemica della parte meridionale della Sierra Norte dell’Oaxaca, negli altopiani mixe, dove cresce su rocce carsiche nella foresta nebulosa e nel querceto, tra 1.170 e 2.150 m. Gli esemplari esaminati provengono dai comuni di San Juan Juquila Mixes, Santa María Tepantlali, Totontepec Villa de Morelos, San Pedro Ocotepec, Guevea de Humboldt e Santa María Guienagati. La monografia la cita tra le due specie del genere che vivono più in alto, insieme a Ceratozamia zaragozae.

Il protologo descrive l’ambiente con precisione: pendii molto ripidi e ombreggiati, esposti a est e a ovest, con lembi di foresta primaria circondati da piantagioni di caffè e da boscaglie di ricolonizzazione. Nella volta arborea figurano tra gli altri Weinmannia pinnata, Liquidambar styraciflua, Cyathea mexicana, Clethra mexicana e Quercus excelsa. Il suolo è un’argilla chiara e friabile, sassosa, a pH 5, su affioramenti di rocce sedimentarie, e piove tutto l’anno. La specie vi è l’arbusto dominante del sottobosco.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia mixeorum è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 con i criteri A2acd+4acd; B1ab(i,ii,iii,iv,v) (The World List of Cycads): declino passato e atteso della popolazione, e areale ridotto in cui tutti gli indicatori peggiorano. La monografia del 2022 indica la stessa categoria, con criteri leggermente diversi (A2cd+4cd; B1ab(ii,iii,v)).

Già nel 1997 gli autori segnalavano che la località era disboscata e coltivata quasi fino alle cime; vedevano un’opportunità per la specie in un divieto locale di disboscamento, pensato per proteggere le sorgenti.

Come tutte le specie del genere, Ceratozamia mixeorum rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.

Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio, e chiedete i documenti che attestano la provenienza.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia mixeorum, e sui forum francesi, italiani e anglofoni consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione.

Il suo ambiente (foresta nebulosa fresca e sempre umida, ombra fitta, suolo argilloso acido e sassoso) fa pensare a una coltivazione in ombra leggera, con un’umidità costante e un substrato drenante leggermente acido. Sono indicazioni dedotte dall’habitat descritto nel protologo, non verificate da prove pubblicate.

Moltiplicazione

Non esistono dati di coltivazione specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Il protologo osserva che le plantule portano di solito una prima foglia con quattro foglioline. I fusti ramificati fanno pensare che una divisione sia possibile, ma nessuna fonte la descrive.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. I rischi abituali delle Ceratozamia in coltivazione sono il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le cocciniglie.

Rusticità

Per Ceratozamia mixeorum non esiste alcun dato di resistenza al freddo. La quota a cui vive, fino a oltre 2.000 m, ne fa una specie di clima fresco rispetto al resto del genere, ma nessuna osservazione dice se sopporti il gelo.

In Italia

Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione. In attesa di prove, coltivatela al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove: né sui forum anglofoni consultati, né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia mixeorum, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

L’unico uso riportato è un gioco: secondo il protologo e la monografia del 2022, i bambini giocano con i coni maschili, da cui il nome «carrete». Non è segnalato alcun uso alimentare o medicinale.

Domande frequenti

Da dove viene il nome mixeorum?

Dal popolo mixe. L’epiteto latino significa «dei Mixe» e rende omaggio agli abitanti della Sierra Mixe, nell’Oaxaca, l’unica regione in cui cresce la specie.

Come riconoscere Ceratozamia mixeorum?

Dai coni portati da peduncoli molto lunghi, fino a 23,5 cm per il cono femminile, che pende a maturità. Le grandi foglie ricadenti hanno un picciolo molto spinoso.

Che differenza c’è con Ceratozamia whitelockiana?

Il numero di aculei e i coni. Ceratozamia whitelockiana ha pochi aculei sul picciolo, nessuno sul rachide, e un cono femminile dal peduncolo corto.

Perché si chiama «carrete»?

Perché i bambini la usano come giocattolo. Secondo gli autori della descrizione, giocano con i coni maschili come con un piccolo carro.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo dalla valutazione pubblicata nel 2022: le foreste della Sierra Mixe vengono disboscate per il caffè e le colture.

È più rustica delle altre Ceratozamia?

Non si sa. Vive più in alto della maggior parte delle specie, fino a 2.150 m, ma non è stata pubblicata alcuna prova di resistenza al freddo, né in Italia né altrove.

Si può comprare?

Sì, ma soltanto piante nate in coltivazione, con i loro documenti. Tutto il genere è iscritto all’Appendice I della CITES e all’Allegato A del regolamento europeo, applicato anche in Italia, semi compresi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Chemnick, J., Gregory, T.J. & Salas-Morales, S. (1997, pubbl. 1998). Ceratozamia mixeorum (Zamiaceae), a new species from Oaxaca, Mexico with comments on distribution, habitat, and species relationships. Phytologia 83(1): 47-52. [Protologo; facsimile letto per intero (Biodiversity Heritage Library).]
  • Nicolalde-Morejón, F. & Avendaño, S. (2011). Lectotypification of Ceratozamia mixeorum (Zamiaceae). Revista Mexicana de Biodiversidad 82: 1032-1033. [Lectotipo; riferimento ripreso da The World List of Cycads e dalla monografia, non consultato.]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere; testo integrale consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Ceratozamia mixeorum. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42183A69822673. DOI: 10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42183A69822673.en. [Valutazione pubblicata nella versione 2022-1 della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads, DOI verificato su Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]