Dioon vovidesii è una cicadea della Sonora centrale, nel Messico nord-occidentale: è la specie più settentrionale del genere Dioon e raggiunge, nella Sierra de Mazatán, i dintorni del 29º parallelo. Cresce tra 850 e 1 800 m di altitudine, in macchie xerofile, querceti e foreste tropicali secche, con un clima più contrastato di quello degli altri Dioon. Le sue popolazioni erano attribuite a Dioon sonorense fino al 2018, quando sono state descritte come specie distinta e dedicate al botanico Andrew P. Vovides. Alcune di esse erano state visitate già nel 1979 dai botanici dell’Orto Botanico di Napoli, che le attribuivano allora a Dioon tomasellii var. sonorense. Pianta di 0,6-1,5 m, dalle foglioline strette, non è ancora stata valutata dalla IUCN, e non è stato trovato alcun riscontro sulla sua coltivazione.
In sintesi: Dioon vovidesii
- Nome accettato: Dioon vovidesii Gut.Ortega & Pérez-Farr. (2018), secondo The World List of Cycads e IPNI; la scheda di POWO non ha potuto essere consultata
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni attribuite in precedenza a Dioon sonorense e, prima del 1998, a Dioon tomasellii var. sonorense
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome attestato proprio della specie
- Distribuzione naturale: Messico, Sonora centrale (Sierra de Mazatán, Bacanora, Soyopa, Nuri), tra 850 e 1 800 m
- Stato IUCN: non valutato (NE)
- CITES e altre tutele: appendice II per l’iscrizione di tutte le cicadee (annotazione #4: semi esenti), senza scheda propria in Species+; allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: non documentata; l’habitat ha inverni più freddi di quello di Dioon sonorense, senza valori misurati pubblicati
- Esposizione e substrato: non documentati in coltivazione; in natura, macchie xerofile, querceti e foresta tropicale decidua; presso Mazatán, piante su roccia con pochissimo humus (1979)
- Portamento e dimensioni: pianta di 0,6-1,5 m; fusto di 20-36 cm di diametro; 13-39 foglie di 61-133 cm
- In Italia: nessuna pianta documentata negli orti botanici né presso coltivatori; popolazioni della zona di Mazatán visitate da una spedizione napoletana nel 1979 (vedi In Italia)
- Tossicità: nessuna analisi specifica; tossine documentate nelle altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Dioon vovidesii?
Dioon vovidesii si riconosce dalle numerose foglie con 59-100 paia di foglioline strette, dai coni femminili con squame deltoidi e dai semi ovoidi; sul terreno, la provenienza dalla Sonora centrale è l’indizio più semplice. La revisione del genere pubblicata nel 2020 da Hernández-Tapia, Jiménez-Ramírez e Vovides ne dà la descrizione seguente:
- Portamento: pianta alta 0,6-1,5 m; fusto di 19,7-36 cm di diametro; catafilli triangolari e lanosi;
- Foglie: 13-39 per corona, lunghe 61-133 cm e larghe 11-30 cm, tomentose poi quasi glabre, con peli bruni; picciolo di 2,5-11 cm, lanoso alla base;
- Foglioline: 59-100 paia, lineari-lanceolate, acuminate, da distese a ricadenti, non embricate; quelle centrali lunghe 7,9-14,7 cm e larghe 0,3-0,66 cm; margine intero, talvolta con una o due piccole spine;
- Coni maschili: globosi, di circa 15 cm per 8-9 cm, su un peduncolo di 5 cm;
- Coni femminili: ovoidi, di 27-30 cm per 17-21 cm, peduncolati; megasporofilli deltoidi, da piatti a curvi, di 8,5-9 cm;
- Semi: ovoidi, con sarcotesta bruno-arancio.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è segnalato alcun ibrido di Dioon vovidesii.
Possibili confusioni
La confusione più probabile è con Dioon sonorense, la sua specie sorella, che vive più a sud, nella Sonora meridionale e nel Sinaloa settentrionale. Secondo la revisione del 2020, Dioon sonorense è più piccolo (fino a 60 cm di altezza), con foglioline più lunghe e più sottili, megasporofilli oblunghi a forma di cazzuola e semi sferici; Dioon vovidesii è più grande (fino a 1,5 m), con foglioline più corte e più larghe, megasporofilli deltoidi e semi ovoidi. Le due specie si distinguono anche per l’anatomia dell’epidermide delle foglioline e per la genetica (Gutiérrez-Ortega e collaboratori, 2018a).
Dioon vovidesii può essere confuso anche con Dioon tomasellii, più a sud-est, che ha megasporofilli deltoidi ma allungati e foglioline nettamente più larghe e falciformi. Le schede in rete che lo paragonano a Dioon angustifolium, del Messico nord-orientale, lo fanno sulla sola base di un habitat secco: secondo la revisione del 2020, quella specie appartiene a un altro clade del genere (Edule).
Tassonomia
Dioon vovidesii è un nome accettato da The World List of Cycads e da IPNI; la scheda di POWO, autorità nomenclaturale del sito, non ha potuto essere letta (accesso bloccato). La specie è stata descritta da José Said Gutiérrez-Ortega e Miguel Ángel Pérez-Farrera in un articolo firmato anche da Karen Jiménez-Cedillo, José F. Martínez, Francisco Molina-Freaner, Yasuyuki Watano e Tadashi Kajita, uscito in rete il 13 settembre 2018 su Phytotaxa (volume 369, numero 2, pagine 107-114; nome pubblicato a pagina 109). Il tipo fu raccolto il 17 agosto 2016 nella Sierra de Mazatán (Sonora) da Pérez-Farrera (numero 3453); l’olotipo è conservato all’erbario HEM, con duplicati a XAL e MEXU.
Le sue popolazioni furono incluse dapprima, nel 1984, in Dioon tomasellii var. sonorense, poi in Dioon sonorense, elevato al rango di specie nel 1998. L’articolo del 2018 mostra, sulla base della morfologia delle foglie e delle foglioline, dell’anatomia della cuticola e dell’epidermide e della genetica delle popolazioni, che Dioon sonorense nel senso di allora riuniva due unità biologiche: le popolazioni della Sonora meridionale e del Sinaloa settentrionale, che conservano il nome di Dioon sonorense, e le popolazioni più settentrionali, descritte come Dioon vovidesii. Uno studio genetico dello stesso anno aveva identificato queste unità come unità evolutive distinte da considerare nella conservazione (Gutiérrez-Ortega e collaboratori, 2018b).
Nel 2021 uno studio basato su migliaia di marcatori distribuiti sul genoma ha confermato la separazione delle due specie, collocato il loro confine vicino al 28º parallelo, in assenza di una barriera geografica marcata, e stimato la loro divergenza a circa 829 000 anni fa (Gutiérrez-Ortega e collaboratori, 2021). Una seconda separazione, verso 693 000 anni fa, ha dato origine a due linee all’interno di Dioon vovidesii. Queste date si basano sull’ipotesi di una generazione di 100 anni. Nella revisione del 2020, che riprende la filogenesi di Dorsey e collaboratori (2018), la specie appartiene al clade occidentale (Western), con Dioon sonorense, Dioon tomasellii e Dioon stevensonii.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Andrew P. Vovides, dell’Instituto de Ecología di Xalapa (Veracruz), per i suoi lavori sulla sistematica, l’ecologia e la conservazione delle cicadee del Messico (The World List of Cycads, sulla base di Haynes, 2022; IPNI). Vovides ha descritto o codescritto diversi Dioon, tra cui Dioon stevensonii (2009). Aldo Moretti, nel resoconto della spedizione napoletana del 1979, ricorda di averlo conosciuto a Xalapa durante quel viaggio e lo descrive come lo studioso di cicadee più assiduo e prolifico nelle pubblicazioni scientifiche. Il nome del genere viene dal greco dis, «due», e ōon, «uovo», per i due semi di ogni squama del cono femminile.
Molto prima della descrizione della specie, le sue popolazioni erano note ai botanici: la revisione del 2020 cita raccolte fatte nella regione di Rosario (Sonora) nel 1959 e nel 1960, e a Mazatán nel 1979 e nel 1980. Nel 1979 anche i botanici napoletani esaminarono piante nei pressi di Mazatán (vedi In Italia). Non è stata trovata alcuna informazione sulla sua introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune proprio di Dioon vovidesii, né in italiano né in spagnolo. Nel 2010 la norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010 dava a Dioon sonorense, che allora comprendeva queste popolazioni, i nomi di palma de la virgen (Sonora, Sinaloa) e peyote (Sonora); non si sa quali si applichino alle popolazioni della Sonora centrale.
In natura
Dioon vovidesii è endemico della Sonora centrale. Lo studio del 2021 ne ha campionato le popolazioni a Nuri, a Bacanora, a El Novillo e in tre punti della Sierra de Mazatán; la revisione del 2020 cita anche esemplari di Soyopa e di Rosario. La Sierra de Mazatán, vicino al 29º parallelo, ospita le popolazioni più settentrionali del genere: è una montagna isolata, circondata dalla vegetazione del deserto di Sonora (Gutiérrez-Ortega e collaboratori, 2021). Le coordinate delle popolazioni non sono pubblicate, per scoraggiare i prelievi illegali.
Secondo la revisione del 2020, la specie cresce tra 850 e 1 800 m, in macchie xerofile, in foresta tropicale decidua e nella transizione tra le due. Lo studio del 2021 la descrive in macchie xerofile o in querceti, di affinità nordamericana, mentre Dioon sonorense vive in foreste secche di origine tropicale. Il clima delle sue stazioni è più stagionale, più caldo e più secco, con inverni più freddi di quello di Dioon sonorense; le due specie mantengono comunque la stessa nicchia ecologica. I valori climatici dello studio figurano nei suoi allegati, non consultati.
Gli autori ritengono che l’antenato comune delle due specie si sia esteso verso nord attraverso una foresta tropicale continua, prima dell’espansione del deserto di Sonora nell’ultimo milione di anni, che avrebbe isolato le popolazioni.
Stato di conservazione e normativa
Dioon vovidesii non è ancora stato valutato dalla IUCN (non valutato, NE). Le sue popolazioni rientravano prima in Dioon sonorense, classificato in pericolo (EN) nel 2022. Lo studio del 2021 segnala che la popolazione di Nuri, al limite meridionale dell’areale, è stata decimata da prelievi illegali e che le piante rimaste sono in cattivo stato; è la sola a formare la linea meridionale della specie, con una dimensione effettiva di popolazione ridotta.
La specie non ha una scheda propria in Species+, ma è coperta dall’iscrizione dell’insieme delle cicadee all’appendice II della CITES dal 1977. L’annotazione #4, nella versione del 5 marzo 2026, esenta i semi, il polline, le colture in vitro in contenitori sterili e i fiori recisi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, queste piante figurano nell’allegato B (regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026).
In Messico l’elenco del 2010 della norma NOM-059-SEMARNAT-2010, anteriore alla descrizione, classifica Dioon sonorense «in pericolo di estinzione» (P). L’aggiornamento del 2019 non è stato consultato. Species+ è stato consultato il 2 ottobre 2026; verificate la normativa prima di qualsiasi acquisto o importazione.
Coltivazione
Per Dioon vovidesii non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Un vivaio statunitense, Ice Blue Cycads, lo propone con questo nome, con la dicitura «sonorense Bacanora», secondo il titolo della sua offerta rilevato da un estratto di ricerca (pagina non letta); Bacanora fa effettivamente parte delle località della specie. Anche piante vendute come Dioon sonorense senza provenienza potrebbero appartenervi, senza che sia possibile verificarlo. I consigli di coltivazione e i valori di rusticità pubblicati in rete per questa specie sono estrapolazioni a partire dal suo habitat. Per i principi generali, vedi la pagina del genere e la scheda di Dioon sonorense.
In Italia
Una visita napoletana nel 1979. Nel resoconto della spedizione in Messico del 1979, pubblicato nel 2022 sulla rivista Delpinoa, Aldo Moretti racconta che, dopo aver studiato una popolazione della sierra a sud di Álamos, lui e i suoi compagni si trasferirono a Mazatán, nella Sonora, dove visitarono una località con piante attribuite allora a Dioon tomasellii var. sonorense. Una fotografia pubblicata nel resoconto mostra una di queste piante cresciuta su una roccia con pochissimo humus, in un habitat molto caldo e secco. Mazatán si trova nella zona oggi attribuita a Dioon vovidesii, la cui località tipo è la vicina Sierra de Mazatán, mentre la popolazione di Álamos, più a sud, rientra in Dioon sonorense.
Orti botanici e coltivatori. Nessuna fonte consultata segnala Dioon vovidesii negli orti botanici italiani, compreso quello di Napoli, e il forum Tropicamente non cita la specie. Il resoconto di Moretti non dice se dalla visita di Mazatán siano state portate piante a Napoli.
Moltiplicazione
Non è stato trovato alcun dato di moltiplicazione specifico per Dioon vovidesii. La semina di semi freschi è la via normale nelle cicadee; i semi sono esenti dai permessi CITES.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita per Dioon vovidesii.
Rusticità
La rusticità di Dioon vovidesii non è nota. Si sa soltanto che le sue stazioni hanno inverni più freddi ed escursioni termiche più forti di quelle di Dioon sonorense (Gutiérrez-Ortega e collaboratori, 2021), ma non è stata pubblicata alcuna temperatura minima e nessuna pianta coltivata è stata seguita al freddo.
In Italia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Italia, in nessuna regione. Anche in Francia, compreso il sud-est mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, la specie non è documentata: il forum Fous de palmiers non la cita. Le osservazioni di Moretti nel 1979 (piante su roccia quasi nuda, in un ambiente molto caldo e secco) suggeriscono una pianta da substrato minerale e molto drenante, ma non dicono nulla della sua resistenza al gelo. Senza dati, la coltivazione in vaso, con ricovero al riparo dal gelo in inverno, è la scelta prudente.
Riferimenti internazionali
Sul forum statunitense PalmTalk, consultato tramite un estratto (pagina bloccata), un partecipante suppone che le piante della Sonora sopportino almeno la parte bassa della ventina di gradi Fahrenheit (circa −6 °C), senza averle provate: non è un riscontro di esperienza. I valori di «−4 / −7 °C» o di «zona USDA 9a» che circolano per questa specie non si basano su alcuna osservazione pubblicata e non vanno presi per dati.
Tossicità e precauzioni
Per Dioon vovidesii non è stata pubblicata alcuna analisi di tossicità, ma va considerato tossico. Le cicadee contengono cicasina, trasformata nell’organismo in metilazossimetanolo (MAM), una tossina del fegato e del sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Il rischio è documentato soprattutto in altre cicadee, per i cani che masticano i semi e per il bestiame. Usate i guanti per maneggiare i semi e teneteli fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun uso tradizionale di Dioon vovidesii.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra Dioon vovidesii e Dioon sonorense?
Le dimensioni, le foglioline, i coni e la provenienza. Dioon vovidesii raggiunge 1,5 m, con foglioline più corte e più larghe, megasporofilli deltoidi e semi ovoidi; Dioon sonorense non supera di molto i 60 cm, con foglioline più lunghe e più sottili, megasporofilli a forma di cazzuola e semi sferici. Il primo vive nella Sonora centrale, il secondo più a sud.
È il Dioon più settentrionale?
Sì. La revisione del 2020 e lo studio del 2021 lo presentano come la specie più settentrionale del genere, con popolazioni nella Sierra de Mazatán, vicino al 29º parallelo.
Dioon vovidesii resiste al freddo?
Non si sa. Il suo habitat ha inverni più freddi di quello degli altri Dioon del Messico occidentale, ma non è stata pubblicata alcuna temperatura e non è nota alcuna prova di coltivazione, in Italia o altrove.
Si può acquistare?
Raramente. Un vivaio statunitense lo propone con questo nome, indicando una provenienza da Bacanora, nella Sonora centrale. Una pianta venduta come Dioon sonorense senza provenienza potrebbe anche essere un Dioon vovidesii, senza che sia possibile verificarlo; l’acquisto internazionale di una pianta viva richiede permessi CITES.
Che legame ha con l’Italia?
Un legame storico. Nel 1979 i botanici dell’Orto Botanico di Napoli esaminarono piante nei pressi di Mazatán, nella zona oggi attribuita alla specie, e le classificarono come Dioon tomasellii var. sonorense. Non risulta invece alcuna pianta della specie negli orti botanici italiani.
È una specie protetta?
Sì. È coperta dall’appendice II della CITES e dall’allegato B dell’Unione europea, come tutte le cicadee non iscritte all’appendice I. Non ha ancora una categoria IUCN propria.
È tossico?
Sì, per precauzione. Non esistono analisi sulla specie, ma le cicadee studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi. In caso di ingestione chiamate un centro antiveleni o un veterinario.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Dioon vovidesii: https://cycadlist.org/scientific_name/827 — nome accettato, protologo, tipo (Pérez-Farrera 3453, Sierra de Mazatán, 17 agosto 2016), distribuzione, stato IUCN, etimologia secondo Haynes (2022). Lista del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- IPNI, Dioon vovidesii: https://www.ipni.org/n/77190168-1 — pubblicazione (Phytotaxa 369(2): 109, 13 settembre 2018) e dedica. Banca dati nomenclaturale di riferimento, affidabile; consultata direttamente.
- PubMed Central, testo integrale di Gutiérrez-Ortega e collaboratori (2021): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8207156/ — delimitazione delle due specie, popolazioni, habitat, clima, date di divergenza, popolazione di Nuri. Articolo ad accesso libero con revisione paritaria, affidabile; letto direttamente.
- Plazi TreatmentBank, trattamento di Dioon vovidesii nella revisione del 2020: https://tb.plazi.org/GgServer/summary/2107B426C90A7E1790FCFBF9FB444F64 — descrizione, altitudini, habitat, esemplari, differenze con Dioon sonorense. Testo estratto dall’articolo con revisione paritaria, affidabile; consultato direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycadales: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/12405/legal — iscrizione dell’ordine all’appendice II, annotazione #4, allegato B dell’Unione europea; nessuna scheda propria per la specie. Banca dati ufficiale, affidabile; consultata il 2 ottobre 2026.
- Diario Oficial de la Federación, NOM-059-SEMARNAT-2010: https://dof.gob.mx/normasOficiales/4254/semarnat/semarnat.htm — categoria e nomi locali di Dioon sonorense nel 2010. Testo ufficiale messicano, affidabile; versione del 2010 consultata direttamente.
- Moretti A., «Spedizioni scientifiche dell’Orto Botanico di Napoli – Messico 1979», Delpinoa 62: 7-48 (volume 2020, uscito nel 2022): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_62_2020_%5B2022%5D/Delpinoa_n_s_62_2020_%5B2022%5D_07-48.pdf — visita alle piante di Mazatán nel 1979 (fig. 37 e 38), incontro con Andrew P. Vovides a Xalapa. Resoconto di un partecipante, affidabile per i fatti narrati; letto direttamente l’11 ottobre 2026.
Bibliografia
- Gutiérrez-Ortega, J.S., Jiménez-Cedillo, K., Pérez-Farrera, M.A., Martínez, J.F., Molina-Freaner, F., Watano, Y. & Kajita, T. (2018a). Species definition of Dioon sonorense (Zamiaceae, Cycadales), and description of D. vovidesii, a new cycad species from northwestern Mexico. Phytotaxa 369(2): 107-114. doi:10.11646/phytotaxa.369.2.4 [Protologo; articolo con revisione paritaria, consultato tramite il riassunto.]
- Gutiérrez-Ortega, J.S., Jiménez-Cedillo, K., Pérez-Farrera, M.A., Vovides, A.P., Martínez, J.F., Molina-Freaner, F. et al. (2018b). Considering evolutionary processes in cycad conservation: identification of evolutionarily significant units within Dioon sonorense (Zamiaceae) in northwestern Mexico. Conservation Genetics 19(5): 1069-1081. doi:10.1007/s10592-018-1079-2 [Unità evolutive; riferimento verificato su Crossref, testo non consultato.]
- Gutiérrez-Ortega, J.S., Molina-Freaner, F., Martínez, J.F. et al. (2021). Speciation along a latitudinal gradient: the origin of the Neotropical cycad sister pair Dioon sonorense–D. vovidesii (Zamiaceae). Ecology and Evolution 11(11): 6962-6976. doi:10.1002/ece3.7545 [Delimitazione, popolazioni, clima, date di divergenza; articolo con revisione paritaria ad accesso libero, testo integrale consultato.]
- Hernández-Tapia, J.E., Jiménez-Ramírez, J. & Vovides, A.P. (2020). Taxonomic revision of the genus Dioon (Zamiaceae). Phytotaxa 442(4): 267-290. doi:10.11646/phytotaxa.442.4.2 [Descrizione, altitudini, habitat, esemplari, cladi; articolo con revisione paritaria, trattamento della specie letto su Plazi.]
- Dorsey, B.L., Gregory, T.J., Sass, C. & Specht, C.D. (2018). Pleistocene diversification in an ancient lineage: a role for glacial cycles in the evolutionary history of Dioon Lindl. (Zamiaceae). American Journal of Botany 105(9): 1512-1530. doi:10.1002/ajb2.1149 [Quattro cladi; articolo con revisione paritaria, consultato tramite il riassunto.]
- Moretti, A. (2020 [2022]). Spedizioni scientifiche dell’Orto Botanico di Napoli – Messico 1979. Delpinoa 62: 7-48. [Visita alle piante di Mazatán; testo integrale letto.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia; citata da The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]