Dioon rzedowskii

Dioon rzedowskii è una grande cicadea endemica dell’Oaxaca settentrionale, in Messico, dove cresce in piccoli gruppi su pareti e pendii calcarei della valle del río Santo Domingo, intorno al villaggio di San Bartolomé Ayautla: in foresta tropicale semidecidua secondo la descrizione originale, in foresta tropicale umida secondo la revisione del genere del 2020. Questa specie del genere Dioon forma con il tempo un fusto di 5-7 m e porta foglie di quasi 2 m, con foglioline lisce nella pianta adulta. Ha un forte legame con l’Italia: fu riconosciuta come nuova specie dopo la spedizione in Messico dell’Orto Botanico di Napoli del 1979 e descritta nel 1980 da tre botanici napoletani con un collega messicano, che la dedicarono al botanico Jerzy Rzedowski. Insieme a Dioon spinulosum e a Dioon mejiae forma il gruppo delle specie più imponenti del genere. Classificata in pericolo dalla IUCN dal 2022 e iscritta all’appendice II della CITES, è rara in coltivazione, e la sua resistenza al freddo non è mai stata misurata.

In sintesi: Dioon rzedowskii

  • Nome accettato: Dioon rzedowskii De Luca, A.Moretti, Sabato & Vázq.Torres (1980), secondo The World List of Cycads; la scheda di POWO non ha potuto essere consultata
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo registrato da The World List of Cycads
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; tush-kju in lingua mazateca (norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010)
  • Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca settentrionale (valle del río Santo Domingo, intorno a San Bartolomé Ayautla), tra 400 e 1 300 m secondo la revisione del 2020 (650-850 m secondo la descrizione originale)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri A2ac+4ac; B1ab(i,iii,iv,v), valutazione del 2022
  • CITES e altre tutele: appendice II (iscrizione delle cicadee, annotazione #4: semi esenti); allegato B nell’Unione europea; «in pericolo di estinzione» (P) in Messico secondo la NOM-059-SEMARNAT-2010
  • Rusticità documentata: nessuna misura né riscontro datato con esito noto; un vivaio californiano la stima a circa −2 / −4 °C (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: non documentati in coltivazione; in natura, pareti e pendii calcarei scoscesi, molto drenanti, in punti piuttosto aperti secondo gli autori del 1980
  • Portamento e dimensioni: fusto di 5-7 m per 25-40 cm di diametro; 10-20 foglie di 160-200 cm
  • In Italia: studiata in natura da una spedizione napoletana nel 1979 e descritta da botanici napoletani; doppi del tipo a Napoli (NAP) e a Firenze (FI); coltivata nelle Serre Califano di Napoli (pubblicazione del 2019); segnalata da visitatori a Palermo e da coltivatori a Ravenna e sulla costa laziale (vedi In Italia)
  • Tossicità: nessuna analisi specifica; tossine documentate nelle altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Dioon rzedowskii?

Dioon rzedowskii si riconosce dalle grandi dimensioni, dalle lunghe foglie piatte con 60-80 paia di foglioline larghe a margine liscio e dal picciolo nudo, privo delle spine che sostituiscono le foglioline basali nella specie vicina Dioon spinulosum. La revisione del genere pubblicata nel 2020 da Hernández-Tapia, Jiménez-Ramírez e Vovides ne dà la descrizione seguente:

  • Portamento: pianta arborescente alta 5-7 m; fusto di 25-40 cm di diametro, coperto da catafilli triangolari, molto lanosi, lunghi 10-18 cm;
  • Foglie: 10-20 per corona, lunghe 160-200 cm, quasi glabre a maturità, con peli bruno-biancastri; picciolo di 13-20 cm, lanoso alla base;
  • Foglioline: 60-80 paia, falciformi, acute, non embricate (raramente un po’), opposte o subopposte; quelle centrali lunghe 13,2-19,1 cm, larghe 0,5-2,4 cm secondo la loro posizione sulla foglia; una dozzina di nervature;
  • Margine delle foglioline: intero nella pianta adulta; nelle piante giovani porta da 1 a 16 piccole spine lungo tutta la lunghezza, che scompaiono con l’età;
  • Coni maschili: cilindrici, di 30-35 cm per 8-12,5 cm, su un breve peduncolo;
  • Coni femminili: da ovoidi a cilindrici, di 60-75 cm per 20-25 cm, su un peduncolo allungato; megasporofilli piatti, di 11-15 cm;
  • Semi: da ovoidi a cilindrici, di 5-6 cm per 3 cm, con sarcotesta gialla.

Il carattere più utile è quindi l’evoluzione del margine delle foglioline: spinoso nella plantula, liscio nell’adulto. Una pianta giovane può così somigliare ad altre specie spinose del genere, e senza conoscerne la provenienza l’identificazione dei semenzali resta delicata.

La descrizione originale (De Luca e collaboratori, 1980) fornisce misure vicine: fusto cilindrico, eretto o coricato, di 5 m o più e 25-40 cm di diametro, spesso coricato negli esemplari vecchi; catafilli densamente lanosi di 16-18 cm per 2 cm; foglie piane, numerose, coriacee, pubescenti da giovani poi glabre, di 160 cm o più, su un picciolo di 10-15 cm, largo 3-4 cm alla base; più di 80 foglioline per lato, quasi opposte, allungato-lanceolate ma assottigliate in modo asimmetrico verso la punta, pungenti, con il margine leggermente arrotolato, intero nell’adulto, ricurve verso il basso vicino all’apice, le basali più distanziate e le superiori più ravvicinate; foglioline centrali di 14-19 cm per 1,8-2,1 cm, con circa 30-35 nervature; cono femminile ovoide-cilindrico di 60-75 cm per 20-25 cm, ad apice ottuso, con squame deltoidi-ovali di 10 cm per 5 cm, densamente lanose; semi ovoidi-cilindrici di 5-6 cm per 3 cm; cono maschile cilindrico di 30-50 cm o più, con microsporofilli di circa 3 cm per 1,5 cm. Il numero di nervature è nettamente diverso da quello della revisione del 2020 (una dozzina), senza spiegazioni nelle fonti consultate.

Per i suoi autori, i caratteri propri della specie sono le foglioline larghe più di 1 cm al centro della foglia, lanceolate ma assottigliate in modo asimmetrico verso la punta, intere e ricurve all’estremità. La distinguono così da Dioon spinulosum, spinoso per tutta la vita, e da Dioon mejiae, le cui foglioline centrali non si assottigliano in modo asimmetrico e le cui foglioline basali non sono nettamente distanziate.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun ibrido naturale od orticolo di Dioon rzedowskii.

Possibili confusioni

La confusione più probabile è con Dioon spinulosum, che vive nelle foreste umide di bassa quota della stessa regione dell’Oaxaca settentrionale. Secondo la revisione del 2020, Dioon spinulosum conserva foglioline molto spinose per tutta la vita e ha le foglioline basali ridotte a spine lungo il picciolo, mentre Dioon rzedowskii perde le spine invecchiando e non presenta queste spine basali. Secondo Skelley, Tang e Pérez-Farrera (2022), i coleotteri che vivono nei coni di Dioon spinulosum potrebbero frequentare anche Dioon rzedowskii, che cresce più in alto, su pendii calcarei scoscesi.

Il terzo membro del gruppo, Dioon mejiae, vive in Honduras: di solito la provenienza basta a escluderlo. Per una pianta di origine sconosciuta, solo l’esame di una foglia adulta e, se possibile, dei coni permette di decidere.

Tassonomia

Dioon rzedowskii è un nome accettato da The World List of Cycads, la lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; la scheda di POWO, autorità nomenclaturale del sito, non ha potuto essere letta (accesso bloccato). La specie fu descritta nel 1980 da Paolo De Luca, Aldo Moretti, Sergio Sabato e Mario Vázquez Torres sulla rivista Brittonia (volume 32, numero 2, pagine 225-229), con il titolo «Dioon rzedowskii (Zamiaceae), a new species from Mexico». Il tipo fu raccolto da Mario Vázquez Torres (numero 2300) il 22 maggio 1979, sotto San Bartolomé Ayautla, nel distretto di Teotitlán (Oaxaca). L’olotipo è conservato all’erbario dell’Università Veracruzana (XALU, sigla scritta XALUV nella descrizione originale), con duplicati a ENCB, FI, MEXU, NAP e NY: due di questi erbari sono italiani, quello di Firenze (FI) e quello di Napoli (NAP).

Il nome non è mai cambiato: non è registrato alcun sinonimo. Nella revisione del 2020, che riprende la filogenesi di Dorsey e collaboratori (2018), Dioon rzedowskii appartiene al clade Spinulosum, con Dioon spinulosum e Dioon mejiae, cioè il gruppo dei grandi Dioon a fusto alto delle foreste umide. Le altre specie del genere si ripartiscono in tre cladi (Edule, Western e Southern); l’ultimo riunisce la maggior parte delle specie dell’Oaxaca. Secondo Dorsey e collaboratori, questi quattro cladi e le specie attuali risalgono al Pleistocene.

Etimologia e storia

L’epiteto rzedowskii onora Jerzy Rzedowski, botanico di origine polacca e specialista della flora messicana (The World List of Cycads, sulla base di Haynes, 2022); gli autori del 1980 gliela dedicano per il suo notevole contributo alla conoscenza della flora e della vegetazione del Messico. Nato nel 1926 e morto nel 2023 a Città del Messico, scrisse tra l’altro Vegetación de México (1978), opera di riferimento sulla vegetazione del Paese. Aldo Moretti ricorda che i suoi testi erano consultati di continuo dalla spedizione per interpretare la flora e la vegetazione dei luoghi in cui crescevano i Dioon. Il nome del genere viene dal greco dis, «due», e ōon, «uovo», per i due semi portati da ogni squama del cono femminile.

Il ritrovamento delle piante è raccontato nel resoconto della spedizione del 1979 pubblicato da Moretti nel 2022 (vedi In Italia). La specie fa parte dei sei Dioon descritti tra il 1979 e il 1984 da Paolo De Luca e Sergio Sabato, per lo più con Mario Vázquez Torres. La sua storia in coltivazione è poco nota: non è stata trovata alcuna data di introduzione.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano per Dioon rzedowskii. La descrizione originale riferisce che i Mazatechi la chiamano comunemente tush-kju; la norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010 riprende questo nome, e la revisione del 2020 cita lo stesso nome sulla base di Bonta e Osborne (2007). I nomi inglesi che circolano in rete, come «Rzedowski’s dioon», non sono stati trovati in alcuna fonte di riferimento.

In natura

Dioon rzedowskii vive in una piccola regione dell’Oaxaca settentrionale, nel bacino del río Santo Domingo. Gli esemplari d’erbario citati dalla revisione del 2020 provengono tutti da San Bartolomé Ayautla, tra 416 e 650 m di altitudine, e lo stesso studio indica per la specie un intervallo di 400-1 300 m. La descrizione originale conferma una seconda stazione, segnalata da Steven R. Hill vicino a San Pedro Teutila, sul versante opposto del canyon, a breve distanza dalla località tipo.

Gli autori del 1980 osservarono la specie in piccoli gruppi su pareti calcaree del canyon del río Santo Domingo, a un’ora di cammino da San Bartolomé Ayautla, nelle basse montagne della Sierra de Oaxaca, tra 650 e 850 m. Collegano l’habitat alla foresta tropicale subcaducifoglia (semidecidua) nel senso di Rzedowski (1978), con le piante associate più frequenti: una Beaucarnea, Luehea speciosa, Plumeria alba, Pseudobombax ellipticum e una Randia. Dioon spinulosum, il cui areale è contiguo, vive invece in pianura e sulle colline ai piedi della sierra (0-300 m), nel sottobosco della foresta tropicale sempreverde, mentre Dioon rzedowskii preferisce secondo loro luoghi più aperti.

Secondo la revisione, è una delle due specie del genere che vivono in foresta tropicale umida nell’Oaxaca, in regioni molto piovose. Skelley, Tang e Pérez-Farrera (2022) la collocano nelle foreste umide dell’Oaxaca nord-orientale, su pendii calcarei scoscesi, più in alto di Dioon spinulosum. Questa qualificazione differisce da quella della descrizione originale (foresta semidecidua), senza che le fonti consultate spieghino lo scarto. Non è stato trovato alcun dato numerico verificabile sulle precipitazioni o sulle temperature del suo habitat.

Come gli altri Dioon, Dioon rzedowskii è dioico: ogni pianta porta soltanto coni maschili o soltanto coni femminili. Non è stato trovato alcuno studio sulla sua impollinazione; in altri Dioon i coni ospitano coleotteri specializzati del genere Pharaxonotha, con l’intestino pieno di polline di cicadee, e curculionidi (Skelley e collaboratori, 2022).

Stato di conservazione e normativa

Dioon rzedowskii è classificato in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri A2ac+4ac e B1ab(i,iii,iv,v): declino passato e previsto delle popolazioni, areale ridotto e frammentato. La valutazione, firmata da Andrew P. Vovides, Jeffrey Chemnick e Timothy J. Gregory, risale al 2022 (riferimento e.T42148A69830460); è stata rilevata su The World List of Cycads, perché la Lista Rossa non ha potuto essere consultata. Il dettaglio delle minacce non è stato quindi verificato.

A livello internazionale la specie rientra nell’appendice II della CITES, per l’iscrizione dell’insieme delle cicadee (Cycadales spp.) dal 1977. L’annotazione #4, nella versione del 5 marzo 2026, esenta i semi, il polline, le colture in vitro in contenitori sterili e i fiori recisi: le piante vive restano soggette ai permessi CITES, i semi no. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie figura nell’allegato B, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026 (Species+, scheda 18395).

In Messico la norma NOM-059-SEMARNAT-2010 classifica la specie «in pericolo di estinzione» (categoria P), la più alta per una specie ancora presente in natura. È stata verificata la versione del 2010 dell’elenco; l’aggiornamento del 2019 non è stato consultato.

Per un acquisto sono accettabili soltanto piante provenienti da coltivazione, accompagnate dai documenti CITES richiesti, o semi di provenienza nota. Species+ è stato consultato il 2 ottobre 2026; la normativa cambia, verificatela prima di qualsiasi acquisto o importazione.

Coltivazione

Per Dioon rzedowskii non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione dettagliato, in Italia come altrove, e i consigli che seguono vanno letti come indicazioni. Il vivaio californiano Jungle Music, specializzato in cicadee, la descrive come una pianta a crescita da lenta a moderata, che in coltivazione raggiunge circa 2-2,5 m di altezza e sopporta il sole meglio di Dioon spinulosum e di Dioon mejiae.

L’habitat su pareti e pendii calcarei, in foresta semidecidua o umida secondo le fonti, fa pensare a una pianta che ama un suolo molto drenato e acqua durante la stagione di crescita, ma nessuna fonte lo conferma per la specie. Aldo Moretti, che la vide in natura nel 1979, osserva che la posizione delle piante, su una parete a picco, confermava la necessità dei Dioon di evitare i ristagni d’acqua. I suoi descrittori notano anche che cerca luoghi più aperti di Dioon spinulosum, il che concorda con la migliore tolleranza al sole segnalata da Jungle Music. Per i principi generali di coltivazione dei Dioon (substrato drenante, annaffiature, coltivazione in vaso), vedi la pagina del genere.

In Italia

Una specie nata dalla spedizione napoletana del 1979. Nel resoconto della spedizione in Messico del 1979, pubblicato nel 2022 sulla rivista Delpinoa, Aldo Moretti racconta che San Bartolomé Ayautla era raggiungibile allora soltanto a piedi, percorrendo circa 24 km di strada sterrata, e che i botanici furono guidati da un contadino che parlava solo mazateco. La popolazione di Dioon si trovava in fondo a un profondo canyon percorso dal río Santo Domingo, su una parete così ripida che anche la guida faticò ad arrampicarsi per raccogliere alcune foglie e un enorme cono femminile. Al primo esame, quelle piante non sembravano riferibili ad alcuna specie nota; dopo gli studi condotti al ritorno in Italia, i botanici napoletani istituirono la nuova specie. Una fotografia pubblicata nel 2019 mostra lo stesso Moretti con foglie di Dioon rzedowskii in Messico.

Napoli e Firenze. Oltre ai duplicati del tipo conservati negli erbari di Napoli (NAP) e di Firenze (FI), la specie è coltivata nelle Serre Califano dell’Orto Botanico di Napoli: la descrizione delle serre pubblicata nel 2019 (volume 2014-2015 di Delpinoa) la cita tra le specie descritte dai botanici napoletani a partire da piante raccolte in Messico e trasferite a Napoli, e ne pubblica una fotografia. Le Serre Califano sono destinate alla conservazione e non sempre visitabili.

Palermo. Sul forum Tropicamente, un visitatore dell’Orto Botanico di Palermo elencava nel dicembre 2010 un «diion rzedowskii» tra le cicadee viste quel giorno. È un’identificazione di un visitatore, non un’etichetta verificata; un altro partecipante osservava che molte cicadee di Palermo crescono in luce molto filtrata, che allunga e fa ricadere le foglie.

Riscontri di coltivatori italiani. Sono rari e incompleti, ma unici per questa specie:

  • Un coltivatore della costa laziale (Lazio) indica sul forum Tropicamente, alla fine del dicembre 2010, di aver piantato un Dioon rzedowskii in piena terra, proprio all’ingresso del giardino. Il giardino si trova su un arenile di sabbia finissima, in seconda fila rispetto al mare, riparato da case e grandi pini, con una pineta alle spalle che lo protegge dalla tramontana; le cicadee sono su una collinetta rialzata di quasi 50 cm di substrato molto drenante, con una buona parte di humus. Nei giorni precedenti la minima era scesa a −4,5 °C per poche ore, con danni a ficus, euforbie e agavi, mentre le Macrozamia avevano resistito. Il messaggio non dice come abbia reagito il Dioon. La località precisa non è indicata: la collocazione sulla costa laziale viene dalla risposta di un altro partecipante.
  • Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona USDA 8a/8b secondo la sua firma) mostra sul forum Tropicamente, nel luglio 2012, le foglie nuove del suo Dioon rzedowskii, senza precisare se la pianta sia in vaso o in piena terra né come passi l’inverno.

Nessun riscontro datato con esito noto dopo un episodio di gelo è stato trovato per le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna, la Puglia o i laghi prealpini.

Moltiplicazione

Non è stato trovato alcun dato di moltiplicazione specifico per Dioon rzedowskii. Come per le altre cicadee, la via normale è la semina di semi freschi, ottenuti dall’impollinazione tra una pianta maschile e una femminile. I semi non sono soggetti ai permessi CITES (annotazione #4), il che ne fa il modo più semplice per procurarsi legalmente la specie. Il tempo di germinazione e la percentuale di riuscita non sono documentati per la specie.

Malattie e parassiti

Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita specifico di Dioon rzedowskii. I coleotteri che vivono nei coni dei Dioon si nutrono di polline e non sono descritti come parassiti. In coltivazione valgono probabilmente i rischi generali delle cicadee, come il marciume delle radici in un suolo fradicio, ma non sono stati descritti per questa specie.

Rusticità

La rusticità di Dioon rzedowskii non è nota: non è stata trovata alcuna misura né alcun riscontro datato di una pianta che abbia subito il gelo, con esito noto. La specie proviene da foreste tropicali di bassa e media quota del Messico meridionale, e nulla permette di supporre che sopporti freddi intensi.

In Italia

L’unico riscontro italiano che associ la specie a un episodio di freddo è quello della costa laziale descritto sopra: una pianta in piena terra, su un rialzo molto drenante vicino al mare, in un giardino in cui la minima era scesa a −4,5 °C per poche ore nel dicembre 2010; il messaggio non dice se il Dioon abbia subito danni. Il coltivatore di Ravenna, che nel dicembre 2009 aveva perso un Dioon edule in vaso dopo −7 °C (vedi la pagina del genere), non dice come protegga il suo Dioon rzedowskii. Nessun dato esiste per le regioni più fredde del Nord. In attesa di riscontri migliori, la coltivazione in vaso, ricoverata al riparo dal gelo in inverno, resta la scelta prudente.

Esperienze in Francia, utili per l’Italia

Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, e i riscontri francesi sono spesso utili al coltivatore italiano. Per questa specie, però, non ne esiste alcuno: sul forum Fous de palmiers la specie compare soltanto in una discussione di identificazione del 2010 su una pianta di un parco della Nuova Caledonia, senza alcun legame con il freddo. Per i risultati ottenuti in Francia con altre specie del genere, in particolare Dioon edule, vedi la pagina del genere.

Riferimenti internazionali

L’unica indicazione trovata viene da un vivaio: Jungle Music, nella California meridionale, scrive che la specie «non è molto rustica» ma sopporta minime comprese tra la metà e la parte alta della ventina di gradi Fahrenheit, cioè circa −4 / −2 °C. È una stima di vivaista, senza data, senza luogo di misura e senza precisazioni sull’età delle piante o sul modo di coltivazione. I valori di «−2 / −4 °C» e di «zona USDA 9b» ripresi da alcune schede in rete non hanno altra fonte nota.

Tossicità e precauzioni

Per Dioon rzedowskii non è stata pubblicata alcuna analisi di tossicità, ma va considerato tossico. Le cicadee contengono cicasina, trasformata nell’organismo in metilazossimetanolo (MAM), una tossina del fegato e del sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Il rischio è documentato soprattutto in altre cicadee, per i cani che masticano i semi e per il bestiame che mangia le foglie. Usate i guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Secondo la revisione del 2020, Dioon rzedowskii non ha altri usi noti oltre a quello ornamentale. Non è stato trovato alcun uso alimentare o rituale specifico della specie, a differenza di altri Dioon i cui semi sono consumati in Messico e in Honduras.

Domande frequenti

Dioon rzedowskii resiste al freddo in Italia?

Non si sa. Il solo riscontro italiano, sulla costa laziale nel dicembre 2010, riguarda una pianta in piena terra in un giardino sceso a −4,5 °C per poche ore, ma senza indicare l’esito. L’unica stima disponibile, quella di un vivaio californiano, colloca il limite verso −2 / −4 °C. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, ricoverata al riparo dal gelo in inverno, resta la scelta prudente.

Come distinguerlo da Dioon spinulosum?

Dal margine delle foglioline e dal picciolo. Nel Dioon rzedowskii adulto le foglioline hanno il margine liscio e il picciolo non porta spine; nel Dioon spinulosum le foglioline restano spinose per tutta la vita e quelle basali sono ridotte a spine. Le piante giovani delle due specie sono spinose e difficili da distinguere.

Che legame ha Dioon rzedowskii con l’Italia?

Un legame stretto: è stata descritta da botanici dell’Orto Botanico di Napoli. Paolo De Luca, Aldo Moretti e Sergio Sabato la studiarono in natura nel 1979, con il messicano Mario Vázquez Torres, nel canyon del río Santo Domingo, e la pubblicarono nel 1980. Duplicati del tipo sono conservati a Napoli e a Firenze, e piante vive crescono nelle Serre Califano.

Quanto diventa grande?

Molto. In natura il fusto raggiunge 5-7 m per 25-40 cm di diametro, con foglie di 1,6-2 m. In coltivazione un vivaio californiano parla di circa 2-2,5 m, un’altezza che richiede molti decenni vista la crescita lenta.

È una specie protetta?

Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN (2022), iscritta all’appendice II della CITES e all’allegato B nell’Unione europea, e «in pericolo di estinzione» in Messico. I semi sono esenti dai permessi CITES, le piante vive no.

È tossico?

Sì, per precauzione. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le cicadee studiate contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali, soprattutto nei semi. In caso di ingestione chiamate un centro antiveleni o un veterinario.

Che cosa significa il suo nome?

È un omaggio. L’epiteto rzedowskii onora Jerzy Rzedowski (1926-2023), botanico di origine polacca che ha dedicato la carriera alla flora e alla vegetazione del Messico.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • De Luca, P., Moretti, A., Sabato, S. & Vázquez Torres, M. (1980). Dioon rzedowskii (Zamiaceae), a new species from Mexico. Brittonia 32(2): 225-229. doi:10.2307/2806794 [Protologo; testo integrale letto: descrizione, habitat, altitudine, piante associate, nome mazateco, stazione di San Pedro Teutila. Fonte primaria.]
  • Hernández-Tapia, J.E., Jiménez-Ramírez, J. & Vovides, A.P. (2020). Taxonomic revision of the genus Dioon (Zamiaceae). Phytotaxa 442(4): 267-290. doi:10.11646/phytotaxa.442.4.2 [Descrizione, habitat, altitudini, cladi secondo Dorsey e collaboratori; articolo con revisione paritaria, trattamento della specie letto su Plazi.]
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  • Skelley, P.E., Tang, W. & Pérez-Farrera, M.A. (2022). Review of Pharaxonotha Reitter (Coleoptera: Erotylidae: Pharaxonothinae) inhabiting the cycad genus Dioon Lindl. (Cycadales), with descriptions of nine new species and comments on Pharaxonotha kirschii Reitter. Insecta Mundi 917: 1-41. zenodo.org/records/6391973 [Habitat su pendii calcarei, coleotteri dei coni; articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
  • Moretti, A. (2020 [2022]). Spedizioni scientifiche dell’Orto Botanico di Napoli – Messico 1979. Delpinoa 62: 7-48. [Racconto del ritrovamento delle piante; testo integrale letto.]
  • Sibilio, G. (2014-2015 [2019]). The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy. Delpinoa 56-57: 69-103. [Specie coltivata nelle Serre Califano; testo integrale letto.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia dell’epiteto; citata da The World List of Cycads, testo non consultato.]
  • Vovides, A.P., Chemnick, J. & Gregory, T.J. (2022). Dioon rzedowskii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42148A69830460. [Categoria EN e criteri; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata.]
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