Cycas micholitzii

Cycas micholitzii è una cicadea senza fusto visibile degli altopiani del Vietnam centrale (province di Kon Tum, Gia Lai e Dak Lak) e del Laos meridionale (Champasak, Saravan), riconoscibile dalle foglioline divise per dicotomia due o tre volte. Descritta nel 1905 da William Thiselton-Dyer e dedicata al raccoglitore Wilhelm Micholitz, questa specie del genere Cycas è la specie tipo della sezione Stangerioides. Il suo nome è stato a lungo applicato anche alle piante del Guangxi, oggi attribuite a Cycas bifida, ed è stata collocata per un periodo nei generi Epicycas e Dyerocycas. L’IUCN la classifica vulnerabile (2022).

In sintesi: Cycas micholitzii

  • Nome accettato: Cycas micholitzii Dyer (1905), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Dyerocycas micholitzii (Dyer) Nakai (1943), Epicycas micholitzii (Dyer) de Laub. (1998); nome applicato in passato alle piante del Guangxi (oggi Cycas bifida) e a una varietà thailandese (oggi Cycas simplicipinna)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; specie tipo della sezione Stangerioides
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: Vietnam (Kon Tum, Gia Lai, Dak Lak) e Laos (Champasak, Saravan)
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU A2cd+4cd), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: habitat della specie in senso stretto non descritto; nessun dato colturale
  • Portamento e dimensioni: fusto sotterraneo; specie più piccola di Cycas bifida (Hill 2008); misure dettagliate non consultate (vedi Come riconoscere)
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né riscontri di coltivazione sui forum
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas micholitzii?

La si riconosce anzitutto dalle foglioline divise per dicotomia due o tre volte, un carattere raro nelle Cycas, unito a microsporofilli molli con punta corta che, secondo Smitinand (1971), avvicinano la pianta al genere africano Stangeria. Come le altre specie della sezione Stangerioides, ha fusto sotterraneo, coni maschili molli, ovuli glabri, macrosporofilli a lamina pettinata e semi gialli con sarcotesta lassa, senza strato fibroso, su un guscio verrucoso (Hill 2008).

La descrizione dettagliata della specie in senso stretto si trova nella revisione delle Cycas del Vietnam di Hill, Nguyen e Loc (2004, pp. 160-161), che non è stato possibile consultare. Hill (2008) indica però le differenze con la parente più stretta, Cycas bifida: Cycas micholitzii è più piccola, ha foglioline più corte, più strette, meno morbide e meno lucide, e coni maschili più piccoli; poiché i microsporofilli di Cycas bifida sono «per lo più privi di spina», quelli di Cycas micholitzii ne portano più spesso una, come il confronto lascia intendere senza quantificarlo.

L’unica descrizione con misure consultata, quella di de Laubenfels e Adema (1998), riguarda una concezione ampia della specie che include Cycas bifida; è quindi solo indicativa: base bulbosa sotterranea o sporgente di circa 30 cm, poche foglie di 190-300 cm, picciolo di 60-130 cm spinoso per tutta la lunghezza, 10-26 foglioline per lato, divise due o tre volte, segmenti di 20-30 × 2-2,5 cm, cono maschile fino a circa 40 × 6 cm, macrosporofilli con 1-4 ovuli, semi gialli di almeno 20 × 18 mm.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido naturale di Cycas micholitzii. In coltivazione circolano invece ibridi: sul forum francese Fous de palmiers alcuni coltivatori citano, nel 2012 e nel 2013, semenzali di Cycas revoluta × Cycas micholitzii e di un incrocio di questo ibrido con Cycas tropophylla, dalla crescita molto lenta. Queste piante non dicono nulla sulla specie pura.

Possibili confusioni

Cycas bifida, del Guangxi meridionale e del Vietnam nord-orientale, ha portato a lungo il nome di Cycas micholitzii, anche nella Flora of China (Chen e Stevenson 1999); se ne distingue per la taglia maggiore, le foglioline più lunghe, più larghe, più morbide e più lucide e i coni maschili più grandi, con microsporofilli per lo più privi di spina (Hill 2008). Cycas simplicipinna, descritta da Smitinand (1971) come varietà di Cycas micholitzii, ha foglioline intere. Per deduzione da questa storia, piante o semi venduti come Cycas micholitzii possono appartenere a Cycas bifida o essere ibridi: solo una provenienza documentata dal Vietnam centrale o dal Laos meridionale garantisce la specie in senso stretto.

Va distinta anche da Cycas multipinnata, le cui foglioline sono a loro volta divise in modo pennato e non solo per dicotomia (chiave di Hill 2008), come Cycas debaoensis. La tabella riassume i dati verificati per le due specie.

CarattereCycas micholitziiCycas multipinnata
Divisione delle fogliolinePer dicotomia, due o tre volte (Smitinand 1971)Foglioline a loro volta divise in modo pennato (chiave di Hill 2008)
Lunghezza delle foglieNon documentata per la specie in senso stretto2–7 m (2–6 m secondo Hill 2008, 3–7 m secondo la Flora of China)
Lunghezza dei piccioliNon documentata per la specie in senso stretto1–3,5 m secondo Hill 2008, 1,5–2,5 m secondo la Flora of China
DistribuzioneVietnam (Kon Tum, Gia Lai, Dak Lak) e Laos (Champasak, Saravan) secondo The World List of CycadsYunnan (Cina) e provincia di Yen Bai (nord del Vietnam) secondo The World List of Cycads; anche Guangxi occidentale, ma soltanto secondo Hill (2008)
AltitudineNon documentata200–1000 m secondo la Flora of China; tipo raccolto a 1100 m (Hill 2008)
Stato IUCNVulnerabile (VU) secondo The World List of Cycads (valutazione di Bösenberg, 2022)In pericolo critico (CR) secondo The World List of Cycads (valutazione di Nguyen, 2010)

Tassonomia

Cycas micholitzii è una specie accettata da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. È la specie tipo della sezione Stangerioides, istituita da Smitinand nel 1971. Schuster (1932) l’aveva collocata, insieme a Cycas siamensis, nella sezione Indosinenses; Smitinand la spostò, e Hill (2008) segue questa scelta, definendo la sezione per i coni maschili molli, i macrosporofilli pettinati, gli ovuli glabri e i semi gialli con guscio verrucoso.

Il nome ha conosciuto diversi inquadramenti generici: Nakai lo trasferì nel genere Dyerocycas nel 1943, e de Laubenfels (de Laubenfels e Adema 1998) ne fece la specie tipo del genere Epicycas, definito da una base rigonfia sotterranea, includendovi Cycas rumphii var. bifida. Questi generi non sono stati accolti. Hill, Nguyen e Loc (2004), nella revisione delle Cycas del Vietnam, hanno limitato Cycas micholitzii alle piante del Vietnam centrale e del Laos ed elevato quelle del Guangxi e del Vietnam settentrionale al rango di specie come Cycas bifida. Per il lettore questo significa che la letteratura anteriore al 2004, Flora of China compresa, può parlare di Cycas micholitzii riferendosi a Cycas bifida.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Wilhelm Micholitz (1854-1932), che scoprì la specie e raccoglieva piante per Sander and Sons, vivaio inglese dell’inizio del Novecento che per primo la introdusse in coltivazione (The World List of Cycads, secondo Haynes 2022). Secondo Hill (2008), nel 1905 Thiselton-Dyer ricevette da Sander and Sons materiale apparentemente raccolto da Micholitz nell’Annam (Vietnam centrale) e, più o meno nello stesso periodo, altro materiale da Henry Ridley, dell’orto botanico di Singapore. Descrisse la specie quello stesso anno sul Gardeners’ Chronicle (serie 3, 38: 142-144, figg. 48-49), notando la somiglianza con Cycas rumphii var. bifida, da lui descritta nel 1902, senza però riunire i due taxa. Il tipo è conservato a Kew; de Laubenfels e Adema (1998) lo indicano come una raccolta di Micholitz coltivata a Kew e citano una tavola del Botanical Magazine del 1909 dedicata alla specie.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. Species+, la banca dati della CITES, riporta un nome cinese, chaye sutie; è il nome che Hill (2008) attribuisce a Cycas bifida (cha-ye su-tie, «cicadea dalle foglie forcute»), probabile eredità della vecchia concezione ampia di Cycas micholitzii, dato che la specie in senso stretto non cresce in Cina.

In natura

The World List of Cycads limita la specie alle province vietnamite di Kon Tum, Gia Lai e Dak Lak, sugli altopiani centrali, e alle province laotiane di Champasak e Saravan, nel sud del Laos. L’habitat della specie in senso stretto non è descritto; de Laubenfels e Adema (1998), per la loro concezione ampia, indicano solo piante sparse in ambienti di foresta umida. Le quote e il clima riportati dalle vecchie versioni di questa scheda non sono risultati verificabili.

Stato di conservazione e normativa

L’IUCN classifica Cycas micholitzii come vulnerabile (VU A2cd+4cd), nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 e svolta nel novembre 2020 (categoria verificata tramite GBIF; la Lista rossa non ha potuto essere consultata); una valutazione precedente, di Nguyen Tien Hiep, risale al 2010. I criteri A2cd e A4cd indicano un declino delle popolazioni, passato e previsto, legato alla riduzione dell’habitat e allo sfruttamento; il dettaglio delle minacce non è stato possibile leggerlo.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas micholitzii è inclusa nell’Appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie figura nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ conferma questo status e indica Laos e Vietnam come paesi di distribuzione (consultazione del 19 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas micholitzii è una pianta da collezione rara; nessuna istituzione ha pubblicato indicazioni colturali proprie della specie, e non è documentato alcun riscontro affidabile di coltivazione della specie pura. La sua distribuzione, su altopiani tropicali del Vietnam centrale e del Laos meridionale, fa pensare a una pianta da serra calda o temperata, in vaso, con substrato molto drenante: è una deduzione, non il risultato di prove.

Le indicazioni colturali dettagliate della vecchia versione di questa scheda (substrato, irrigazione, manganese, zone d’Italia adatte alla piena terra, zone USDA) non si basavano su fonti verificabili e sono state eliminate.

In Italia

Cycas micholitzii non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente c’è solo una domanda del 2013 rimasta senza risposta, e il nome compare in elenchi di catalogo. Nemmeno nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, sono state pubblicate esperienze sulla specie pura: il forum Fous de palmiers parla solo di ibridi e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas micholitzii è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Nelle fonti pubblicate non ci sono dati di germinazione propri della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; verificatene la provenienza, perché semi venduti con questo nome possono essere di Cycas bifida o ibridi (vedi Possibili confusioni).

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie, tra cui Aulacaspis yasumatsui, minacciano tutte le Cycas coltivate, ma nelle fonti pubblicate non sono stati segnalati attacchi su questa specie in particolare.

Rusticità

Per Cycas micholitzii non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il valore di −2 °C e la zona USDA 9b della vecchia versione di questa scheda non avevano fonte e sono stati eliminati. Il suo areale, su altopiani tropicali, non permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione della specie pura, né in Italia né nel sud della Francia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. In mancanza di dati, coltivatela al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Nessun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato è stato trovato altrove.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas micholitzii. Il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso per questa specie.

Domande frequenti

Da dove viene il nome micholitzii?

Dal raccoglitore Wilhelm Micholitz (1854-1932), che scoprì la specie raccogliendo piante per il vivaio inglese Sander and Sons, il quale la introdusse in coltivazione.

Dove cresce Cycas micholitzii?

Solo sugli altopiani del Vietnam centrale (Kon Tum, Gia Lai, Dak Lak) e nel Laos meridionale (Champasak, Saravan), secondo The World List of Cycads. Non cresce in Cina: le piante cinesi chiamate un tempo così sono Cycas bifida.

Come distinguerla da Cycas bifida?

È più piccola, con foglioline più corte, più strette, più rigide e meno lucide e coni maschili più piccoli (Hill 2008). Entrambe hanno foglioline divise per dicotomia e hanno portato a lungo lo stesso nome.

E da Cycas multipinnata?

Le foglioline di Cycas multipinnata sono a loro volta divise in modo pennato, non solo forcute; la specie cresce nello Yunnan e nel nord del Vietnam ed è in pericolo critico, mentre Cycas micholitzii è vulnerabile.

È minacciata?

Sì. L’IUCN la classifica vulnerabile (2022), per un declino delle popolazioni passato e previsto.

È rustica in Italia?

Nulla permette di dirlo. Non esiste alcun dato sul freddo per questa specie di altopiani tropicali; coltivatela al riparo dal gelo.

È velenosa?

Va considerata tale. Non esistono analisi su questa specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Thiselton-Dyer, W.T. (1905). Cycas micholitzii. Gardeners’ Chronicle, serie 3, 38: 142-144, figg. 48-49. [Protologo; non consultato direttamente (Biodiversity Heritage Library inaccessibile), riferimento tratto da The World List of Cycads e da Hill (2008).]
  • Smitinand, T. (1971). The genus Cycas Linn. (Cycadaceae) in Thailand. Natural History Bulletin of the Siam Society 24(1-2) (varietà p. 164, sezione p. 168). [Istituzione della sezione Stangerioides (tipo Cycas micholitzii), foglioline divise due o tre volte, microsporofilli molli, varietà simplicipinna; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Genere Epicycas, descrizione di una concezione ampia che include Cycas bifida, tipo; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Loc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Descrizione della specie in senso stretto (pp. 160-161); riferimento verificato su Crossref, testo non consultato (accesso protetto).]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Storia del nome, differenze con Cycas bifida, sezione Stangerioides, chiave, dati su Cycas multipinnata; testo integrale consultato.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino e Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Trattamento di Cycas micholitzii in senso ampio (= Cycas bifida in Cina) e dati su Cycas multipinnata (foglie, picciolo, quota).]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas micholitzii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42058A68905807. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42058A68905807.en [Valutazione attuale (VU A2cd+4cd), svolta il 19 novembre 2020 secondo Crossref; categoria verificata tramite GBIF, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas micholitzii. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42058A10614855. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42058A10614855.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]