Dioon mejiae è l’unica specie del genere Dioon che vive fuori dal Messico: è una cicadea dell’Honduras nord-orientale, dove nei dipartimenti di Olancho, Yoro e Colón forma popolazioni di decine di migliaia di piante. Lì la chiamano tiusinte, e i suoi semi, preparati secondo ricette tradizionali, nutrono ancora migliaia di persone. A lungo descritta come una piccola pianta rara di un solo canyon, si è rivelata un Dioon arborescente con tronchi che superano i 10 m. Classificata in pericolo dalla IUCN dal 2022, resta rara in coltivazione e teme il gelo: in Italia si vede soprattutto negli orti botanici di Napoli e Palermo, e da privati si coltiva in vaso, al riparo d’inverno.
In sintesi: Dioon mejiae
- Nome accettato: Dioon mejiae Standl. & L.O.Williams (1950), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla revisione del genere del 2020; la World Checklist of Vascular Plants di Kew, base di POWO, adotta invece Dioon pectinatum (vedi Tassonomia)
- Nomi antichi e sinonimi: Dioon edule var. latipinnium Dyer (1884); Dioon pectinatum Mast. (1893), nome dubbio secondo The World List of Cycads, sinonimo secondo la revisione del 2020, nome accettato dalla World Checklist of Vascular Plants di Kew
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; tiusinte, teocinte o palma teosinte nello spagnolo dell’Honduras, tiñik in lingua tol
- Distribuzione naturale: Honduras (Colón, Olancho, Yoro), tra 100 e 500 m di quota secondo la revisione del 2020, tra 120 e 1000 m secondo Haynes (2007); presenza spontanea in Nicaragua non dimostrata
- Stato IUCN: in pericolo (EN A2acd+3cd+4acd; B1ab(i,ii,iii,iv,v)+2ab(i,ii,iii,iv,v)), valutazione di J. Haynes e M. Bonta pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES; Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessuna misura pubblicata in Europa; pianta da tenere al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: sole del mattino o luce filtrata intensa secondo un vivaio californiano, sole secondo PACSOA; terreno ben drenato
- Portamento e dimensioni da adulta: tronchi spesso multipli, oltre 10 m negli esemplari vecchi; foglie di 1-2 m; crescita molto lenta
- Tossicità: da considerare tossica, soprattutto i semi crudi (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Dioon mejiae?
Dioon mejiae si riconosce dalle lunghe foglie piatte, dalle foglioline larghe e numerose con margine liscio nell’adulto e dalle foglie giovani coperte da una peluria lanosa. La revisione del genere pubblicata nel 2020 da Hernández-Tapia, Jiménez-Ramírez e Vovides la descrive così:
- Portamento: piante di 1-2 m o più; tronco di circa 30 cm di diametro;
- Foglie: 11-14 per corona, lunghe 1-2 m; le foglioline basali sono ridotte a spine lungo il picciolo (pinnacanti);
- Foglioline: 100-140 paia, falcate, larghe 1,3-1,6 cm, quelle mediane lunghe 12,7-19,3 cm; margine intero, raramente con 1-3 spine;
- Coni maschili: cilindrici, lunghi 30-80 cm;
- Coni femminili: ovoidi, 30-50 cm per 20-30 cm, peduncolati;
- Semi: globosi, di 4-5 cm, con sarcotesta da crema a bianco-giallastra.
Le misure della revisione sottostimano la taglia degli esemplari vecchi. Jody Haynes, del Montgomery Botanical Center, ha visitato con Mark Bonta più di venti popolazioni nel 2003: descrive un Dioon arborescente con tronchi multipli oltre i 10 m, e numerosi esemplari di almeno 36 piedi (circa 11 m). Il vivaio Jungle Music descrive tronchi piuttosto sottili, sotto i 30 cm, e foglie di circa 1,8 m con germogli molto morbidi e lanosi.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido naturale od orticolo di Dioon mejiae.
Possibili confusioni
Con Dioon spinulosum
È la specie più simile all’aspetto, con le stesse grandi foglie piatte a foglioline larghe. Secondo la revisione del 2020, Dioon spinulosum conserva per tutta la vita 8-12 spine sul margine di ogni fogliolina, mentre le foglioline adulte di Dioon mejiae hanno margine liscio; i suoi semi sono da ovoidi a ellissoidi, con sarcotesta gialla, contro globosi e color crema in Dioon mejiae. Entrambe le specie hanno spine basali sul picciolo: questo carattere non permette di separarle. Sul forum francese Fous de palmiers alcuni coltivatori guardano anche le foglie giovani, glabre in Dioon spinulosum, lanose in Dioon mejiae (2009); su Tropicamente un appassionato ricorda che Dioon mejiae ha foglioline senza spine (2011). Le plantule di Dioon mejiae hanno però foglioline spinose, il che complica l’identificazione delle piante giovani.
Con Dioon rzedowskii
Anche Dioon rzedowskii, dell’Oaxaca settentrionale, perde con l’età le spine delle foglioline. Secondo la revisione del 2020 non ha spine basali sul picciolo, mentre Dioon mejiae le porta, e ha semi da ovoidi a cilindrici. In natura la provenienza messicana basta a distinguerlo.
Con Dioon edule
Dioon edule ha foglioline molto più strette (0,4-1,5 cm) e un tronco che in natura supera di rado 1,5 m. Il nome più antico ricondotto a Dioon mejiae è però Dioon edule var. latipinnium, «a foglioline larghe» (vedi Tassonomia).
Tassonomia
Paul C. Standley e Louis O. Williams descrissero Dioon mejiae nel 1950 sulla rivista Ceiba (1: 36-38), da una pianta coltivata nel giardino del dottor Isidoro Mejía a Danlí (El Paraíso), a 750 m di quota, raccolta il 17 febbraio 1949 (Standley 16756). La descrizione originale colloca il tipo nell’erbario del Chicago Natural History Museum (F), con un duplicato alla Escuela Agrícola Panamericana (EAP) in Honduras, come la revisione del 2020; The World List of Cycads indica un olotipo a Washington (US). Secondo Haynes (2007), questa descrizione era incompleta e in parte errata: conosceva una sola popolazione selvatica, sbagliava il nome di un paese e sottostimava la taglia della pianta (un tronco «fino a 1 m o più»). Haynes aggiunge che non descriveva gli organi riproduttivi; il testo del 1950 descrive però un cono femminile di circa 30 cm per 20, ma né il cono maschile né i semi. Haynes e Bonta ne hanno pubblicato una descrizione corretta nel 2007.
Due nomi più antichi sono ricondotti alla specie. Dioon edule var. latipinnium, pubblicato da Thiselton-Dyer nel 1884 nella Biologia Centrali-Americana, si basa su una pianta coltivata a Kew, di vaga origine messicana; The World List of Cycads e la revisione del 2020 lo trattano come sinonimo. Dioon pectinatum, pubblicato da Maxwell Masters nel 1893 nel Gardeners’ Chronicle, è noto solo da un’illustrazione, scelta come lectotipo da Stevenson e Sabato nel 1986. The World List of Cycads lo considera un nome dubbio (nomen dubium), impossibile da attribuire con certezza a una specie, e quindi Dioon mejiae resta il nome corretto. La revisione del 2020 lo pone in sinonimia con Dioon mejiae; ma, pubblicato nel 1893, avrebbe allora la priorità. La World Checklist of Vascular Plants di Kew, base di Plants of the World Online (versione di giugno 2026 pubblicata su GBIF), ne trae la conseguenza: accetta Dioon pectinatum, originario dell’Honduras, con Dioon mejiae e Dioon edule var. latipinnium come sinonimi. Questa scheda segue The World List of Cycads, lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN.
Secondo la revisione del 2020, che riprende la filogenesi di Dorsey e colleghi (2018), Dioon mejiae appartiene al clade Spinulosum, con Dioon spinulosum e Dioon rzedowskii: quello dei grandi Dioon a tronco alto e foglioline larghe.
Etimologia e storia
L’epiteto onora il dottor Isidoro Mejía H., medico di Danlí morto nel 1950, dal cui giardino fu raccolto il tipo (Haynes, 2022, secondo The World List of Cycads). Secondo la descrizione del 1950, questo medico e chirurgo aveva portato circa quarant’anni prima dei semi da un canyon secco e roccioso dell’Olancho, sulla strada tra Pueblo Nuevo e Olanchito; le piante nate da quei semi, moltiplicate per polloni («hijos»), si erano diffuse nei giardini di El Paraíso e Olancho.
La specie era nota agli honduregni molto prima della descrizione. Secondo Bonta e colleghi (2019), compare con il nome di teocinte e le sue varianti nei primi titoli fondiari conservati della regione, nel Settecento, poi in inventari, censimenti agricoli e resoconti di viaggio dell’Ottocento e del Novecento; una scultura sulla facciata settecentesca della chiesa di Gualaco la rappresenterebbe. Gli autori avanzano l’ipotesi che colonie mercantili nahua, segnalate nella regione da Hernán Cortés all’inizio del Cinquecento, abbiano portato dal Messico il nome e parte degli usi.
Secondo Haynes (2007), la descrizione del 1950 ha diffuso per oltre mezzo secolo l’immagine di una specie rara. Le esplorazioni di Mark Bonta dal 2003 e la spedizione del Montgomery Botanical Center dello stesso anno hanno censito almeno 30 popolazioni su circa 10.000 ettari e oltre 650.000 piante adulte: secondo Haynes è la cicadea più abbondante del Nuovo Mondo.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. In Honduras la specie si chiama tiusinte (Haynes, 2007; Bonta et al., 2019), teocinte nei documenti antichi e nella festa del teocinte di Gualaco, e palma teosinte secondo Species+ e la revisione del 2020. Haynes (2007) riporta tiñik in tol, la lingua dei Tolupan. Altrove la parola teosinte indica una graminacea selvatica affine al mais (allora classificata nel genere Euchlaena); già nel 1950 Standley e Williams ritenevano inutile chiedersi perché fosse stata data al Dioon.
In natura
Dioon mejiae è l’unico Dioon dell’America centrale, a oltre 700 km dalla specie più vicina secondo Haynes (2007). Vive nei dipartimenti di Olancho, Yoro e Colón. In Nicaragua Standley aveva visto già nel 1949 grandi esemplari coltivati a Managua e giovani piante provenienti da Managua in un giardino di Condega; anche Haynes (2007) cita solo piante di giardino, e la revisione del 2020 ritiene probabile ma non confermata la presenza di popolazioni selvatiche vicino al confine: la sua presenza spontanea resta da dimostrare.
Le due fonti principali non descrivono la stessa gamma di ambienti. La revisione del 2020 la colloca nella foresta tropicale decidua, in clima da caldo-umido a semiarido, tra 100 e 500 m. Haynes (2007), che ha visitato le popolazioni, descrive ambienti che vanno dalla foresta pluviale sempreverde di pianura alla foresta mista decidua e alla boscaglia spinosa arida, tra 120 e 1000 m, con 800-2000 mm di pioggia all’anno, su suoli a pH 6,3-8. Le popolazioni contano da 6 a 150.000 piante, con 10-240 piante per ettaro; due di esse superano le 100.000 piante.
La specie sembra essere l’unica pianta ospite della farfalla Eumaeus childrenae, e un curculionide del genere Rhopalotria, allora non descritto, ne sarebbe l’impollinatore (Haynes, 2007). Le piante adulte sopravvivono agli incendi, spesso appiccati per l’agricoltura e l’allevamento.
Stato di conservazione e normativa
Dioon mejiae è classificato in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN, nella valutazione di J. Haynes e M. Bonta pubblicata nel 2022, secondo i criteri A2acd+3cd+4acd e B1ab(i,ii,iii,iv,v)+2ab(i,ii,iii,iv,v): un declino delle popolazioni osservato e previsto, e un areale ristretto in cui l’habitat e il numero di piante diminuiscono (The World List of Cycads; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Questa classificazione segue altre categorie: «rara» o «vulnerabile» nel 1995, «rara» nel 1997, dati insufficienti nel 2003; nel 2007 Haynes raccomandava perfino la categoria minor preoccupazione, viste le popolazioni scoperte. La revisione del 2020 cita ancora quest’ultima categoria, ormai superata. Bonta e colleghi (2019) descrivono la minaccia principale: gli allevatori distruggono il tiusinte nei pascoli con il fuoco, il taglio e l’avvelenamento, in contrasto con i raccoglitori di semi.
La specie rientra nell’Appendice II della CITES, come tutto il genere dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli in particolare i semi e il polline. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.
Banche dati consultate il 19 ottobre 2026 (Species+, The World List of Cycads). Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Dioon mejiae è poco coltivato e i consigli pubblicati sono rari, a volte contraddittori:
- Luce: il vivaio californiano Jungle Music lo consiglia al sole del mattino o in luce filtrata intensa, pur raccomandandolo al posto di Dioon spinulosum per le posizioni in pieno sole; il wiki di PACSOA (Australia) indica una posizione soleggiata;
- Suolo: ben drenato; PACSOA lo dice tollerante alla siccità e adatto a un giardino caldo e piuttosto umido;
- Crescita: molto lenta. Al Montgomery Botanical Center, in Florida, una pianta nata da semi raccolti nel 1976 aveva circa 60 cm di tronco quando Haynes ha scritto il suo articolo, cioè circa 2 m per secolo; nei giardini di Juticalpa, in Honduras, la crescita scende a circa 70 cm per secolo (Haynes).
In Europa la specie si vede soprattutto negli orti botanici: al giardino botanico-storico La Concepción di Malaga (foto del marzo 2024 su Wikimedia Commons) e all’orto botanico di Valencia (foto del maggio 2023 sul forum Fous de palmiers). Le fonti non precisano le condizioni di svernamento. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures non è pubblicata alcuna osservazione su questa specie.
In Italia
In Italia Dioon mejiae resta una rarità da collezione. All’Orto Botanico di Napoli è coltivato nelle Serre Califano: l’Index Seminum del giardino lo ha proposto nel 2012-13 e l’articolo di Sibilio (Delpinoa, 2019) lo elenca tra i Dioon delle serre. A Palermo, nel 2018, il curatore dell’Orto Botanico lo presentava tra le rarità dei giardini del Palazzo Reale, durante la manifestazione Real Verde (la Repubblica). Sul forum Tropicamente un appassionato mostrava nel 2009 una pianta nata da seme nel 1992, che proteggeva ogni inverno per la sua origine tropicale.
Moltiplicazione
Dioon mejiae si moltiplica per seme; per avere semi fertili servono una pianta maschile e una femminile. I semi, esentati dalla CITES, sono la via più semplice per ottenere piante di provenienza nota. La pianta emette anche polloni: secondo la descrizione del 1950, le piante nate dai semi di Mejía si moltiplicavano facilmente con i loro «hijos», il che ha diffuso la specie nei giardini della regione. Haynes (2007) segnala tronchi multipli negli esemplari vecchi.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia propria della specie. In natura i bruchi della farfalla Eumaeus childrenae si nutrono delle sue foglie (Haynes, 2007). In coltivazione il rischio principale è il marciume del tronco e delle radici in substrato freddo e umido.
Rusticità
Per Dioon mejiae non è stata pubblicata alcuna misura di resistenza al freddo in Europa. Il suo areale naturale, nelle terre basse dell’Honduras, non conosce il gelo, e i pareri disponibili lo collocano tra i Dioon più freddolosi.
In Italia e nel sud della Francia
- Italia: nella discussione di Tropicamente del 2009, l’appassionato che coltiva la pianta nata nel 1992 la protegge ogni inverno; un altro, di Ravenna, riporta che secondo siti californiani resisterebbe vicino a zero gradi, e altri giudicano poco credibili le resistenze di −4/−5 °C annunciate da alcuni siti.
- Sud della Francia: nessun riscontro di piena terra. Sul forum Fous de palmiers un coltivatore ritiene Dioon spinulosum e Dioon mejiae i meno rustici del genere, capaci a suo parere di sopportare −2 °C se il freddo dura poco (2015): è un’opinione, non un’osservazione datata. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures non è pubblicata alcuna osservazione.
Senza dati misurati, nelle riviere ligure e tirrenica, in Sicilia, in Sardegna e in Puglia conviene trattarlo almeno come Dioon spinulosum, cioè in vaso o in posizione protetta, ritirato in caso di gelo; nella pianura padana, sui laghi prealpini e sul versante adriatico la coltivazione in vaso, ritirata d’inverno, è d’obbligo.
Riferimenti internazionali
- Stati Uniti, California meridionale: il vivaio Jungle Music annuncia una resistenza «fino ai bassi 20 °F», cioè circa −5/−6 °C; è un’affermazione commerciale, senza condizioni né data.
- Spagna: esemplari visibili a Malaga e Valencia, senza che le fonti precisino il modo di coltivazione né le minime subite.
Tossicità e precauzioni
Dioon mejiae va considerato tossico, soprattutto per i semi crudi. Le cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo, una tossina del fegato e del sistema nervoso. In Honduras i semi si consumano solo dopo una lunga preparazione tradizionale; Bonta e colleghi (2019) non hanno raccolto alcuna testimonianza di effetti neurologici durevoli tra i consumatori, ma sottolineano che gli effetti delle cicadee sulla salute restano poco conosciuti. Queste preparazioni non vanno imitate.
Usate guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi lontano da bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Il tiusinte è una delle cicadee più consumate delle Americhe. Secondo Haynes (2007), i suoi semi sono una risorsa alimentare importante per 30.000-40.000 persone. Bonta e colleghi (2019), che hanno condotto interviste a Gualaco (Olancho), descrivono questi usi:
- Raccolta: le piante alte si scalano grazie a tacche intagliate un tempo nel tronco, e i coni femminili si staccano sul posto; i raccoglitori, i tiusinteros, vendono a volte i semi, che si trovano anche al mercato di Olanchito;
- Alimenti: dopo la detossificazione, i semi danno un impasto per tamales lunghi e cilindrici e per tortillas; a Río Grande (Gualaco), una farina sbiancata al sole serve per rosquetes e pani venduti alla festa del teocinte; essiccati, i semi si conservano e si preparano tutto l’anno;
- Valore: i consumatori meticci honduregni giudicano questi alimenti superiori perfino a quelli di mais, e il tiusinte è coltivato in consociazione con il mais;
- Religione: durante la Settimana Santa si servono piatti di tiusinte e le sue foglie ornano le stazioni della Via Crucis; a Punuare (Olancho), le piante del cimitero forniscono le foglie per le corone del giorno dei morti;
- Altri usi: giocattoli ricavati dal guscio dei semi (fischietti, giochi di destrezza); a Esquipulas del Norte il tiusinte fa parte del patrimonio locale.
La descrizione del 1950 segnalava già questi usi: gli abitanti facevano bollire e macinare i grossi semi bruni, «simili a castagne», per farne una specie di tortilla, e le foglie, ricercate per ornare altari e corone funebri, si vendevano a caro prezzo; si diceva che le piante selvatiche dell’unico canyon allora noto fossero protette dal governo. La revisione del 2020 conferma l’uso ornamentale, le foglie per le feste religiose e le corone funebri, e i semi per la farina delle tortillas.
Domande frequenti
Dioon mejiae può stare all’aperto in Italia?
Solo con molta cautela. Non è documentata alcuna coltivazione in piena terra in Italia o in Francia, e la specie viene da terre basse tropicali senza gelo. Coltivatelo in vaso e ritiratelo al riparo dal gelo, in un ambiente luminoso.
Dove si può vedere in Italia?
Nelle Serre Califano dell’Orto Botanico di Napoli e, secondo un articolo del 2018, nei giardini del Palazzo Reale di Palermo. La presenza attuale va verificata presso ciascun giardino.
Cresce in Nicaragua?
Non è dimostrato. Standley vi aveva visto piante coltivate già nel 1949, Haynes (2007) cita solo piante di giardino, e la revisione del 2020 ritiene possibili, ma non confermate, popolazioni selvatiche vicino al confine honduregno.
Quanto può diventare alto?
Oltre 10 m in natura, su tronchi spesso multipli, ma in diversi secoli. Al Montgomery Botanical Center, in Florida, cresce di circa 2 m di tronco per secolo.
Come si distingue da Dioon spinulosum?
Dal margine delle foglioline adulte, liscio in Dioon mejiae, con 8-12 spine in Dioon spinulosum. Aiutano anche le foglie giovani lanose e i semi globosi con sarcotesta color crema.
I semi si mangiano?
In Honduras sì, ma solo dopo una lunga preparazione tradizionale destinata a eliminare le tossine. Crudi sono tossici: non consumateli.
È minacciato?
Sì. Nonostante le popolazioni abbondanti, è classificato in pericolo dalla IUCN dal 2022, per il declino delle popolazioni e la distruzione delle piante nei pascoli. È tutelato dalla CITES (Appendice II).
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- Cicadee negli orti botanici italiani: Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Dioon mejiae: https://cycadlist.org/scientific_name/257 — autori, pubblicazione, tipo (Standley 16756, Danlí), etimologia, distribuzione, stato IUCN (EN), sinonimo, bibliografia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata il 19 ottobre 2026.
- The World List of Cycads, Dioon pectinatum: https://cycadlist.org/scientific_name/839 — nome dubbio (nomen dubium), lectotipo. Consultata il 19 ottobre 2026.
- Plazi TreatmentBank, Dioon mejiae (Hernández-Tapia et al. 2020): https://tb.plazi.org/GgServer/summary/DD3ECC5EC9187E039074FFDBFFE64854 — descrizione, sinonimi, distribuzione, quote, habitat, usi, nomi comuni. Revisione pubblicata su Phytotaxa; testo dei trattamenti letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Dioon mejiae: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/15698/legal — Appendice II CITES, Allegato B UE, nome spagnolo, distribuzione (Honduras). Banca dati ufficiale; consultata il 19 ottobre 2026.
- Montgomery Botanical Center, The Amazing Tree Dioons of Honduras (J. Haynes, bollettino non datato, spedizione del 2003): https://www.montgomerybotanical.org/media/expeditions/HN03-article.pdf — popolazioni, altezza, crescita in coltivazione. Istituzione specializzata; articolo divulgativo.
- Jungle Music, Best Cycads to Grow: https://www.junglemusic.net/Best_Cycads_for_Coastal_Southern_California.html — aspetto, esposizione, resistenza al freddo dichiarata. Vivaio californiano; parere commerciale.
- PACSOA Wiki, Dioon mejiae: https://pacsoa.org.au/wiki/index.php?title=Dioon_mejiae — coltivazione al sole, tolleranza alla siccità; distribuzione e taglia (circa 1 m) superate. Wiki associativo, ultima modifica agosto 2024.
- Orto Botanico di Napoli: Sibilio G., The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Delpinoa 56-57 (2019): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D_069-103.pdf ; Index Seminum: https://www.ortobotaniconapoli.it/it/ricerca-e-conservazione/index-seminum.html — presenza nelle Serre Califano (2012-13). Fonti istituzionali.
- la Repubblica Palermo, 2 giugno 2018: https://palermo.repubblica.it/societa/2018/06/02/foto/palermo_aprono_i_giardini_di_palazzo_reale-197982794/1/ — Dioon mejiae tra le rarità dei giardini del Palazzo Reale. Stampa locale.
- Wikimedia Commons, Dioon mejiae al giardino La Concepción (Malaga), 27 marzo 2024: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dioon_mejiae_kz04.jpg — presenza in coltivazione in Spagna.
- Forum Tropicamente: https://www.tropicamente.it/forums/topic/dioon-mejiae/ (2009) ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/al-montgomery-botanical-center-marzo-2011/ (2011). Riscontri datati, citati senza nomi.
- Forum Fous de palmiers (Francia): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=361647 (rusticità, parere, 2015) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=54013 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=54057 (identificazione, 2009) ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=507353 (orto botanico di Valencia, 2023). Riscontri datati, citati senza nomi.
Bibliografia
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- Haynes, J.L. (2007). Overview of the cycad flora of Honduras. In Vovides, A.P., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (a cura di), Proceedings of Cycad 2005. Memoirs of the New York Botanical Garden 97: 444-453. [Storia, popolazioni, habitat, quote, stato, nomi, usi, insetti; testo letto.]
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- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]