Benvenuti nella sezione Piante di succulentes.net. Qui trovi un indice dei principali generi botanici trattati sul sito, con schede di coltivazione pensate per appassionati che coltivano in Europa, in particolare in clima mediterraneo e temperato.
Le piante presentate possono appartenere a famiglie molto diverse. Succulente, cactus, cicade, bromeliacee terrestri, palme o bambù condividono spesso adattamenti simili, come foglie coriacee o carnose, fusti ispessiti, caudici, spine e una forte tolleranza alla siccità. Per coltivarle bene, però, bisogna conoscere ciò che cambia davvero: origine e habitat, esigenze di luce, substrato e drenaggio, ritmo di crescita, sensibilità al freddo e soprattutto al freddo umido.
Ogni scheda di genere e di specie è costruita per essere pratica. Troverai una descrizione chiara, indicazioni su coltivazione in vaso e in piena terra, riferimenti di rusticità quando disponibili, consigli su moltiplicazione e un elenco dei problemi più frequenti, come marciumi e cocciniglie.
Agavoidi
Con il termine Agavoidi, presentiamo piante emblematiche delle regioni aride e semi-aride, particolarmente apprezzate per la loro silhouette grafica, la sobrietà nell’uso dell’acqua e la capacità di strutturare in modo duraturo gli spazi esterni. Yucca, Agave, Nolina e i generi affini sono oggi elementi imprescindibili nei giardini mediterranei e nei progetti a bassa manutenzione.
Se ben scelte e messe a dimora in suolo drenante, le Agavoidi possono diventare elementi architettonici di primo piano nel giardino, unendo valore ornamentale e grande resistenza.
Aloidi
Gli aloidi sono piante succulente a rosetta originarie quasi esclusivamente dell’Africa australe. Appartengono alla tribù Aloeae della famiglia Asphodelaceae e comprendono generi celebri come Aloe, Gasteria, Haworthia, Haworthiopsis e Tulista, oltre a generi di recente creazione come Aloidendron, Aloiampelos, Aristaloe, Gonialoe e Kumara, segregati dal vecchio genere Aloe a partire dal 2013. Le loro foglie carnose, spesso traslucide o ornate di tubercoli bianchi, li distinguono nettamente dalle agavoidi del Nuovo Mondo.
Molti generi tollerano la mezz’ombra, il che li rende ideali come piante da appartamento o da veranda — un vantaggio prezioso per i giardinieri del Centro e del Nord Italia. La coltura in piena terra è possibile nel Meridione e sulle coste tirreniche; altrove, il vaso con ricovero invernale resta la scelta più sicura. I generi si ibridano facilmente tra loro, generando una straordinaria ricchezza orticola.
Crassulaceae
Le Crassulaceae costituiscono una delle famiglie più vaste e diversificate tra le piante succulente, con oltre 1 400 specie distribuite in circa 35 generi. Il nome stesso della famiglia — dal latino crassus, “grosso, carnoso” — è all’origine del termine “pianta grassa” usato nel linguaggio comune. La succulenza è qui concentrata nelle foglie, spesso disposte in rosette simmetriche di grande valore ornamentale.
I principali centri di diversità si trovano nell’Africa australe (Crassula, Cotyledon, Tylecodon), nella regione macaronesica delle Isole Canarie (Aeonium, Monanthes) e nel Messico (Echeveria, Sedum, Pachyphytum, Graptopetalum). Numerose specie di Sedum e di Sempervivum sono native dell’Europa e colonizzano spontaneamente muri, rocce e tetti dalla Sicilia alle Alpi, il che rende le Crassulaceae la famiglia succulenta più familiare per il giardiniere italiano.
Tra i generi più coltivati figurano Echeveria, apprezzata per le rosette compatte dai colori pastello, Crassula, che comprende il celebre albero di giada (Crassula ovata), Aeonium, con le sue spettacolari rosette arborescenti, Kalanchoe, diffusissima come pianta da interni fiorita, e Sempervivum, perfettamente rustico anche nei climi montani. La facilità di ibridazione e la propagazione per talea fogliare rendono molte Crassulaceae particolarmente accessibili ai principianti.
Euphorbiaceae
Le Euphorbiaceae sono una delle più grandi famiglie di piante al mondo, ma è soprattutto il genere Euphorbia — con oltre 2 000 specie — a interessare il collezionista di succulente. Per numero di specie a fusto o foglie succulente, Euphorbia supera persino i cactus e rappresenta il più grande genere di piante succulente esistente.
La caratteristica che accomuna tutte le euforbie è la presenza di un lattice bianco e tossico, che fuoriesce alla minima ferita dei tessuti. Questa linfa irritante impone cautela nella manipolazione: guanti e protezione degli occhi sono raccomandati durante la potatura o il rinvaso. Il nome stesso della famiglia risale al medico Euphorbos, al servizio del re Giuba II di Mauretania.
La gamma morfologica è impressionante. Alcune specie africane, come Euphorbia ingens o Euphorbia candelabrum, formano alberi colonnari alti più di dieci metri che ricordano i cactus americani — un esempio classico di convergenza evolutiva tra due continenti. Altre, come Euphorbia obesa, sono piccole sfere quasi prive di spine. Euphorbia milii, la “corona di spine”, è una delle piante da appartamento più diffuse al mondo, mentre Euphorbia tirucalli è utilizzata nei giardini mediterranei per il suo portamento grafico a matita. Perfino la stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) appartiene a questo genere, benché non sia una succulenta.
In Italia, diverse euforbie succulente prosperano all’aperto nelle regioni costiere meridionali e nelle isole. Altrove, la coltura in vaso con riparo invernale consente di apprezzare la straordinaria diversità di forme di questo genere.
Fouquieraceae
Le Fouquieriaceae costituiscono una piccola famiglia di piante a fiore strettamente endemica dei deserti e delle macchie xerofile del Nord America, dal sud-ovest degli Stati Uniti fino al sud del Messico. Comprendono un solo genere accettato, Fouquieria, che riunisce undici specie.
Descritta da Augustin Pyrame de Candolle nel 1828, la famiglia si distingue per una combinazione unica di caratteri: fusti armati di spine coniche derivate da piccioli fogliari lignificati, eterofillia marcata tra foglie primarie e fascicoli secondari, fogliazione opportunistica dopo le piogge, e fotosintesi corticale assicurata da un parenchima clorofilliano sottoepidermico durante i periodi defogliati. I fiori tubolari, generalmente rossi e impollinati dai colibrì, presentano occasionalmente varianti bianche o crema impollinate dagli insetti.
Le Fouquieriaceae offrono una diversità morfologica eccezionale per un solo genere: arbusti multicauli come l’ocotillo (Fouquieria splendens), piccoli alberi arborescenti, specie caudiciformi a tronco a bottiglia (Fouquieria fasciculata, Fouquieria purpusii), e l’iconico albero boojum colonnare (Fouquieria columnaris) della Bassa California, i cui esemplari centenari possono raggiungere venti metri di altezza.
Lignaggio antico la cui separazione dalle Polemoniaceae risale al Cretaceo superiore, la famiglia ha visto diversificarsi le sue specie attuali nel Mio-Pliocene. La filogenesi molecolare moderna (APG IV, 2016) la colloca nell’ordine delle Ericales.
Cycadales (cicade)
Le Cycadales sono un gruppo affascinante e altamente ornamentale. La specie più conosciuta è Cycas revoluta, ma molte altre possono essere coltivate sia in vaso sia in piena terra. Se coltivate correttamente, possono vivere per diversi decenni e diventare vere e proprie piante strutturali in giardino.
Altri gruppi (in preparazione)
Questa sezione verrà ampliata progressivamente con:
- Cactus e Cactaceae
- Succulente e xerofite (Aizoaceae,…)
- Bromeliaceae terrestri (Hechtia, Puya, Ochagavia…)
- Palme (Arecaceae)
- Bambù e graminacee ornamentali (Poaceae)
- e, in futuro, anche alberi ornamentali e piante acquatiche
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Nota
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