Tripide dell’aloe (Hercinothrips dimidiatus)

Hercinothrips dimidiatus (Hood, 1937) è un tripide originario dell’Africa che, negli ultimi anni, è diventato un problema concreto per gli aloe ornamentali in diverse aree del Mediterraneo. In Italia è considerato presente ma a distribuzione ancora “ristretta” nelle valutazioni ufficiali, con primo ritrovamento confermato nel 2021 in Sicilia su Aloe arborescens (due piante in un giardino privato).

Le specie che sembrano colpite più spesso, quando coltivate in massa in giardini e parchi, sono Aloe arborescens (molto comune in Italia) e, in generale, altre Aloe ornamentali.

I tripidi sono insetti molto piccoli che pungono le foglie per nutrirsi della linfa. Fonte fotografica: Ian Jacobs (Flickr, CC BY-NC 2.0).

Storico: arrivo in Europa e in Italia

Questo è il punto chiave per capire perché oggi lo vediamo sempre più spesso:

  • Portogallo: danni osservati già nel 2012 a Lisbona; infestazioni importanti documentate nel 2014–2015 (primi dati europei).
  • Paesi Bassi: primo report nel 2016 (contesto da serra).
  • Francia (Corsica): primo segnalamento nel 2018 su Aloe arborescens.
  • Italia (Sicilia): primo ritrovamento nel 2021, formalizzato in letteratura scientifica (Zootaxa) e ripreso da EPPO.
  • Italia (Liguria): bollettini tecnici regionali attribuiscono gravi deperimenti di Aloe arborescens (costa ligure) a H. dimidiatus nel 2024 e segnalano recidive nel 2025, con impatto su vivai e verde ornamentale.

Come riconoscere i sintomi su Aloe arborescens

I tripidi non “mangiano” a pezzi: raschiano e succhiano le cellule superficiali. Il risultato tipico è:

  • aree argentate (aspetto “lucido/metallico”), spesso irregolari;
  • evoluzione verso bronzatura e bruno, come foglia “bruciata”;
  • puntini neri (deiezioni) in superficie;
  • peggioramento progressivo con foglie che collassano, pianta che rallenta, ciuffi che perdono valore ornamentale e, nei casi pesanti, moria di molte piante in una stessa zona.

Dove si nasconde

Controllate soprattutto:

  • la pagina superiore e i margini delle foglie mature (zone riparate);
  • le rosette più dense dove l’aria circola poco;
  • a volte anche fiori e infiorescenze.

Una lente 10× aiuta: i tripidi sono minuscoli e si muovono rapidamente.

Ciclo biologico: quello che sappiamo

Il ciclo “standard” dei tripidi

Nella maggior parte dei tripidi fitofagi, le fasi sono 6:
uovo → larva I → larva II → prepupa → pupa → adulto. Le femmine depongono spesso uova inserite nel tessuto vegetale; in molte specie le fasi di prepupa e pupa avvengono nel suolo o nella lettiera; con caldo favorevole il ciclo può essere molto rapido (anche ~2 settimane) e ripetersi per più generazioni all’anno.

Specificità osservate per Hercinothrips dimidiatus su aloe

Nella prima descrizione europea su Aloe arborescens, gli autori sottolineano che le informazioni biologiche specifiche sono limitate, ma riportano un’osservazione importante: le larve si alimentano e completano lo sviluppo sulla superficie superiore delle foglie mature, mentre prepuppe e pupe sono state viste raramente sulle foglie (quindi possono finire in zone molto nascoste o al suolo). Gli adulti possono trovarsi anche nei fiori.

Riproduzione: un dettaglio “pericoloso”

In alcuni ritrovamenti europei (Portogallo e Paesi Bassi) sono state segnalate solo femmine (adulti e larve), un dato compatibile con la possibilità di riproduzione partenogenetica: in pratica, anche poche fondatrici possono avviare una popolazione.

Perché esplode soprattutto in estate

  • temperature alte = ciclo più veloce e più generazioni;
  • aria secca + piante stressate = maggiore sensibilità;
  • masse di Aloe arborescens in siepi/aiuole = “autostrada” per la diffusione.

È il motivo per cui i bollettini liguri lo trattano come rischio serio per vivai e verde pubblico.

Monitoraggio pratico

  1. Ispezione settimanale nei mesi caldi: foglie esterne + rosette interne.
  2. Scuotere una foglia sopra un foglio bianco: gli adulti si vedono meglio.
  3. Se siete un vivaio: isolate e controllate le nuove piante (quarantena breve ma reale).

Controllo: strategia integrata

1) Misure immediate (riduzione della pressione)

  • Isolare le piante più colpite (se in vaso) o “separare” le aree (se in piena terra).
  • Rimuovere foglie molto danneggiate e smaltirle in sacco chiuso.
  • Lavaggi del fogliame: l’acqua può ridurre la popolazione (soprattutto se ripetuta).

2) Trattamenti “soft” da hobbista (quando l’infestazione è all’inizio)

  • Sapone molle / sapone potassico / sapone nero: utile se applicato bene (bagnare davvero fessure e rosette).
  • La regola è la ripetizione: un solo passaggio quasi mai basta, perché le nuove schiuse ripartono.

(Per i prodotti fitosanitari veri e propri: attenersi sempre all’etichetta e alle autorizzazioni in Italia; qui conviene evitare ricette “universali” perché cambiano le registrazioni.)

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3) Quando la pianta è “persa” esteticamente

Su Aloe arborescens molto rovinati, spesso la scelta più efficace è potare forte (anche drasticamente), eliminare il materiale infestato e poi proteggere le nuove emissioni con controlli ravvicinati: la pianta può ripartire bene se la pressione cala.

Bibliografia