Encephalartos aplanatus

Encephalartos aplanatus è una cicadea senza tronco aereo dell’eSwatini (l’antico Swaziland), segnalata anche in Mozambico, che vive all’ombra di alberi a foglia caduca in burroni boscosi piuttosto secchi. Questa specie del genere Encephalartos porta poche foglie, di solito da due a sei, che possono però raggiungere 3,5 m. Il nome, «non piatto», indica le foglioline dai margini ondulati, che escono dal piano della foglia. A lungo confusa con Encephalartos villosus, con il cui nome fu illustrata già nel 1947, è stata descritta soltanto nel 1996. È classificata vulnerabile nella Lista rossa della IUCN.

In sintesi: Encephalartos aplanatus

  • Nome accettato: Encephalartos aplanatus Vorster (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO consultato soltanto tramite un estratto di ricerca
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo formale; illustrato nel 1947 con il nome di Encephalartos villosus (nel senso di Dyer)
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: nord-est dell’eSwatini, e Mozambico secondo The World List of Cycads; Species+ aggiunge il Sudafrica
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU), criteri A2cd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v), Lista rossa 2022 (valutazione datata 2020)
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES; Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
  • Rusticità documentata: nessun dato, né in natura né in coltivazione (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: ombra piuttosto densa di alberi a foglia caduca, in una foresta di burrone piuttosto secca; ombra o luce filtrata in coltivazione
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo, con l’apice spesso visibile sopra il suolo, pianta di solito solitaria; da 2 a 6 foglie (fino a 8) lunghe al massimo 3,5 m
  • Tossicità: non documentata per la specie; tossine note nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Encephalartos aplanatus?

Encephalartos aplanatus si riconosce dalle foglie lunghissime e arcuate, poco numerose, e dalle grandi foglioline verde scuro lucido, i cui margini dentati e ondulati si torcono fuori dal piano della foglia. La descrizione originale di Vorster (1996) indica questi caratteri:

  • Portamento: pianta senza tronco aereo, con l’apice del fusto di solito visibile sopra il suolo, per lo più solitaria;
  • Foglie: da 2 a 6, talvolta 8, erette poi arcuate, quasi orizzontali con l’età nei luoghi molto ombreggiati; lunghe fino a 3,5 m; picciolo fino a 20 cm; picciolo e parte bassa del rachide coperti da una peluria irsuta bianco sporco;
  • Foglioline: inserite a circa 75° sul rachide, con le due file quasi nello stesso piano; quelle basali si riducono a poco a poco a spine; quelle mediane, strettamente ovate, raggiungono 30 cm per 4 cm; l’apice è acuto ma non pungente, i due margini portano alcuni denti (molto raramente nessuno) e sono un po’ ondulati; sono piuttosto flessibili, striate ma non pieghettate di sotto, verde scuro lucido;
  • Coni maschili: fino a 3, lunghi al massimo 65 cm e larghi 8-10 cm, su un peduncolo che può raggiungere 22 cm; verdi alla comparsa, poi giallo pallido a maturità;
  • Coni femminili: fino a 2, lunghi circa 40 cm e larghi al massimo 12 cm, su un peduncolo corto e spesso (al massimo 6 cm); verde scuro alla comparsa, poi giallo arancio vivo;
  • Semi: ellissoidali, con le estremità quasi tronche, di circa 25 mm per 13-15 mm, con involucro carnoso rosso vivo.

Le squame dei coni dei due sessi hanno una faccia esposta piatta, liscia e glabra, con faccette poco marcate; la cresta inferiore delle squame femminili non è frangiata, il che le distingue da quelle di Encephalartos villosus secondo Vorster.

Ibridi

Non è stato segnalato alcun ibrido di Encephalartos aplanatus. Vorster ha esaminato l’ipotesi di un’origine ibrida con Encephalartos villosus e l’ha scartata: le località note si trovano a un centinaio di chilometri dalla popolazione più vicina di questa specie.

Possibili confusioni

La confusione più frequente è con Encephalartos villosus, che ha coni quasi identici. Secondo Vorster (1996), le due specie hanno in comune l’assenza di tronco aereo, un piccolo numero di foglie lunghe e arcuate (meno di dieci) e le foglioline basali ridotte a spine. Encephalartos aplanatus se ne distingue per:

  • una pianta più grande in tutte le sue parti, con foglie fino a 3,5 m invece di 2,5 m;
  • foglie spesso munite di un corto picciolo, invece di foglie sessili;
  • foglioline più grandi (fino a 30 per 4 cm invece di 25 per 2 cm), più dentate, con i margini ritorti o ondulati invece che piani;
  • un apice del fusto spesso visibile sopra il suolo, mentre resta interamente interrato in Encephalartos villosus;
  • piante tutte solitarie, mentre Encephalartos villosus forma spesso cespi grazie ai polloni.

La specie non cresce insieme a nessuna delle due specie vicine dell’eSwatini: né con Encephalartos villosus, né con Encephalartos umbeluziensis, da cui la separa una netta discontinuità geografica.

Tassonomia

Encephalartos aplanatus è un nome accettato, senza sinonimi. Il botanico P. Vorster, dell’Università di Stellenbosch, lo ha descritto nel South African Journal of Botany (62(1): 57-60), in un articolo ricevuto nel settembre 1995 e pubblicato nel 1996. Il tipo, Vorster 2963b, è conservato all’erbario nazionale di Pretoria (PRE); come per altre cicadee molto ricercate, la località precisa non è stata pubblicata.

La specie non aveva ricevuto in precedenza un altro nome, ma era stata identificata male. Vorster riferisce infatti a Encephalartos aplanatus le tavole 1001 e 1002 del volume 26 dei Flowering Plants of South Africa (1947), pubblicate da R.A. Dyer con il nome di Encephalartos villosus. Si tratta di un errore di identificazione, e non di un sinonimo in senso stretto: Encephalartos villosus resta una specie distinta.

Vorster discute anche il rango del taxon. Il suo principio era di fondare la distinzione delle specie sugli organi riproduttivi, mentre questa poggia soltanto su caratteri vegetativi. Ritiene tuttavia la discontinuità abbastanza netta da farne una specie, perché il rango di sottospecie presupporrebbe una stretta parentela di cui non esiste alcuna prova. The World List of Cycads accetta la specie nella versione del 15 agosto 2026.

Etimologia e storia

Il nome viene dal latino planatus, «spianato», preceduto dal prefisso privativo a-: «non piatto». Si riferisce alle foglioline ritorte e ondulate (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads), un carattere che Vorster descrive come margini «ritorti fuori dal piano o un po’ ondulati».

La specie era coltivata ben prima della descrizione. Vorster nota che, qualche anno prima del 1996, un numero piuttosto elevato di piante era comparso nei giardini, probabilmente in seguito a prelievi illegali. Le sue osservazioni sulla fenologia riguardano del resto piante coltivate in eSwatini, a Nelspruit, a Pretoria e a Stellenbosch. Segnala esemplari nelle collezioni pubbliche del giardino botanico nazionale di Pretoria e del giardino botanico del Lowveld, a Nelspruit, ma non a Kirstenbosch.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome comune attestato, né in italiano, né in inglese, né in una lingua dell’Africa australe: Species+ non ne riporta alcuno, e nemmeno la descrizione originale. I nomi inglesi che circolano su alcuni siti (dal nome dell’autore o dalla traduzione dell’epiteto) non sono stati confermati da una fonte di riferimento.

In natura

Encephalartos aplanatus è noto in una piccola zona del nord-est dell’eSwatini. The World List of Cycads lo segnala anche in Mozambico, e Species+ in Sudafrica, senza precisare le località. Vorster l’ha visto in natura una sola volta, in un burrone scosceso, all’ombra piuttosto densa di alberi a foglia caduca, in una foresta di burrone piuttosto secca.

Nei giardini dell’eSwatini, di Nelspruit, di Pretoria e di Stellenbosch, i coni compaiono in gennaio, il polline viene liberato in aprile e i coni femminili si disgregano a fine settembre o in ottobre. Non è stato trovato alcun dato sugli impollinatori.

Stato di conservazione e normativa

Encephalartos aplanatus è classificato vulnerabile (VU) nella Lista rossa della IUCN, secondo i criteri A2cd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v): un declino passato della popolazione, legato al degrado dell’habitat e ai prelievi, in un’area molto ridotta (valutazione di J.D. Bösenberg, datata maggio 2020 e pubblicata nel 2022, secondo The World List of Cycads; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente).

Il bilancio di Vorster nel 1996 è severo. Durante una spedizione nell’areale noto ha trovato una sola località, con poche piante sparse e in cattivo stato, e non ha ritrovato la specie nei luoghi dove era stata osservata alla fine degli anni Quaranta. Ne conclude che popolazioni probabilmente mai molto numerose sono state ridotte quasi all’estinzione dalle raccolte illegali, e che la pianta difficilmente potrebbe essere protetta in modo efficace sul posto: da qui il segreto sulla località. Poiché le piante sono solitarie, senza polloni, ogni pianta prelevata è un individuo in meno per la riproduzione.

Come tutto il genere, Encephalartos aplanatus è iscritto all’Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977, senza annotazioni: piante, semi e polline sono coperti. Il commercio internazionale di piante prelevate in natura a fini commerciali è vietato; possono essere esportate solo piante riprodotte artificialmente, da vivai registrati, con i permessi richiesti. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie figura nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Per le piante riprodotte artificialmente importate dal Sudafrica, l’Unione europea ha espresso nel 2011 un parere favorevole fino a 7 cm di diametro del caudice, poi, dal 7 febbraio 2013, un parere sfavorevole oltre questa taglia. Queste informazioni vengono da Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, consultata il 2 ottobre 2026: prima di qualsiasi acquisto o importazione verificate la normativa in vigore, consultate se necessario le autorità CITES italiane (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri) ed esigete la prova che la pianta proviene da coltivazione. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Encephalartos aplanatus è una pianta da ombra: il suo ambiente naturale è un sottobosco di burrone, e le fonti di coltivazione concordano nel collocarla all’ombra o in luce filtrata. I riscontri documentati sono però pochissimi.

Un estratto della scheda del SANBI (PlantZAfrica, sito non consultabile direttamente) la descrive come facile da coltivare ma rara in coltivazione. Il vivaio californiano Jungle Music, a San Diego, la consiglia all’ombra o in luce filtrata in qualunque clima, in una terra superficiale ricca ma ben drenata; la giudica piuttosto tollerante all’acqua, senza arrivare a un suolo fradicio. Le foglie lunghe richiedono spazio: contate largamente la lunghezza delle foglie attorno al centro della pianta.

In Italia

Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos aplanatus negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 1996, non compare nelle fonti consultate: le pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli (compreso l’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate a Napoli nel 1993-94, pubblicato nel 1997, e la descrizione delle serre uscita nel 2019), gli Index Seminum, le fonti di Palermo e della Mortola e la banca dati BGCI PlantSearch.

Riscontri di coltivazione. Sul forum italiano Tropicamente la specie compare una sola volta, nel 2012, a proposito della foto di una pianta di collezione che un partecipante attribuisce, con dubbio, a Encephalartos villosus oppure a Encephalartos aplanatus: l’identificazione è troppo incerta per essere utilizzata. Non esiste quindi alcun dato per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole.

Esperienze in Francia, utili per l’Italia

Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le riviere ligure e tirrenica, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano. Per questa specie, però, non ce ne sono: sul forum Fous de palmiers non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione, ma solo un parere non verificato sulla sua resistenza al freddo (vedi Rusticità).

Moltiplicazione

Encephalartos aplanatus si moltiplica in pratica solo per seme: tutte le piante osservate da Vorster erano solitarie, e Jungle Music indica che non producono quasi mai polloni. In coltivazione la produzione di semi richiede una pianta maschile e una femminile con coni nello stesso momento, e in genere un’impollinazione manuale. I semi, di circa 25 mm, devono essere freschi e fecondati.

Malattie e parassiti

Nessuna malattia e nessun parassita propri di Encephalartos aplanatus sono documentati. I rischi abituali degli Encephalartos in coltivazione sono il marciume delle radici in un suolo mal drenato e le cocciniglie; una pianta da ombra esposta bruscamente al sole può anche bruciarsi.

Rusticità

Per Encephalartos aplanatus non esiste alcun dato di rusticità, né in natura né in coltivazione. I valori indicati da alcuni siti non poggiano su alcuna osservazione.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione, né in Italia né in Francia, per nessuna zona climatica. Sul forum francese Fous de palmiers, un collezionista di Agen afferma nel gennaio 2011, per sentito dire e senza misure, che la specie sarebbe la più resistente fra gli Encephalartos verdi; l’affermazione non è stata confermata da nessuna parte. In attesa di osservazioni, coltivate la pianta in vaso, al riparo dal gelo e dalla pioggia d’inverno.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun riscontro datato e quantificato fuori dalla Francia, né su Tropicamente, né negli estratti di PalmTalk consultati. Si sa soltanto che la specie cresce all’aperto in diversi giardini del Sudafrica, da Nelspruit a Stellenbosch, dove produce coni (Vorster, 1996). Come negli altri Encephalartos senza tronco aereo, il fusto interrato approfitta dell’inerzia termica del suolo, ma nulla permette di dedurne una temperatura limite.

Tossicità e precauzioni

Non è stato pubblicato alcun dato di tossicità proprio di Encephalartos aplanatus, ma il rischio è documentato per il genere: la tossicità di Encephalartos horridus è stata dimostrata già nel 1944 da Van der Walt, e i semi delle cicadee contengono glicosidi tossici, tra cui la cicasina, presenti in quantità minore nelle altre parti della pianta. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala per le cicadee vomito, diarrea, lesioni al fegato e casi mortali.

Considerate quindi la pianta tossica: usate i guanti per pulire i semi, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata dei bambini e degli animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Encephalartos aplanatus. L’unico uso noto è ornamentale, ed è la domanda dei giardini e delle collezioni ad aver svuotato le sue popolazioni selvatiche.

Domande frequenti

Che cosa significa il nome aplanatus?

«Non piatto». L’epiteto, formato dal prefisso a- e dal latino planatus, indica le foglioline i cui margini ondulano e si torcono fuori dal piano della foglia. È il carattere più semplice per separarla da Encephalartos villosus, che ha foglioline piane.

Qual è la differenza con Encephalartos villosus?

Riguarda soprattutto le dimensioni e le foglioline. Encephalartos aplanatus ha foglie fino a 3,5 m, spesso un corto picciolo, e foglioline fino a 30 per 4 cm, dentate e ondulate; non forma cespi. I coni delle due specie sono quasi identici.

Si può coltivare al sole?

Meglio evitarlo. In natura vive all’ombra di alberi a foglia caduca, e i vivaisti lo consigliano all’ombra o in luce filtrata. Una pianta cresciuta all’ombra si brucia se viene esposta bruscamente al sole.

Encephalartos aplanatus resiste al freddo in Italia?

Non si sa. Per questa specie non è stata pubblicata alcuna osservazione sul gelo, né in Italia né altrove. Coltivatelo in vaso e ricoveratelo al riparo dal gelo d’inverno.

Produce polloni?

Quasi mai. Tutte le piante viste da Vorster erano solitarie. La moltiplicazione passa quindi per la semina, che richiede piante maschili e femminili.

Si può vedere in un orto botanico italiano?

Non risulta. La specie non compare nelle fonti consultate sugli orti botanici italiani; in Sudafrica è invece presente nelle collezioni pubbliche di Pretoria e di Nelspruit.

È protetto?

Sì. È classificato vulnerabile dalla IUCN, iscritto all’Appendice I della CITES e all’Allegato A nell’Unione europea. Si possono acquistare legalmente solo piante riprodotte in coltivazione, con i relativi documenti.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Vorster, P. (1996). Encephalartos aplanatus (Zamiaceae): a new species from Swaziland. South African Journal of Botany 62(1): 57-60. https://doi.org/10.1016/S0254-6299(15)30580-9 [Protologo; descrizione, fenologia, affinità, conservazione; testo integrale consultato.]
  • Dyer, R.A. (1947). Encephalartos villosus. The Flowering Plants of South Africa 26: tavole 1001-1002. [Tavole riferite a Encephalartos aplanatus da Vorster (1996); non consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos aplanatus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41909A50823418. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T41909A50823418.en [Valutazione VU A2cd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v), datata 15 maggio 2020; citata da The World List of Cycads, pagina della Lista rossa non consultata (sito bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Nome accettato, autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN; consultata direttamente.]
  • Van der Walt, S.J. (1944). Recent investigations into the toxicity of plants, etc., in the Union of South Africa. Onderstepoort Journal of Veterinary Science and Animal Industry 20(1). https://repository.up.ac.za/handle/2263/59542 [Tossicità di Encephalartos horridus; scheda consultata.]