La Dracaena tamaranae è il drago di Gran Canaria, una delle piante più rare e minacciate d’Europa. Appartiene al Genere Dracaena, famiglia Asparagaceae. Per oltre vent’anni i pochi draghi selvatici dell’isola furono attribuiti a Dracaena draco. Solo nel 1998 tre botanici canari, Águedo Marrero, Rafael S. Almeida e Manuel González-Martín, li descrissero come specie nuova. Secondo il censimento del 2023 sopravvivono in natura appena 61 individui, di cui soltanto 13 adulti, aggrappati alle rupi inaccessibili del sud-ovest dell’isola.
Come riconoscerla
Secondo la descrizione originale, la Dracaena tamaranae è un albero robusto alto 6–10 metri. La corteccia è grigio-giallastra, leggermente lucida e quasi priva di cicatrici fogliari. Il carattere più originale è la ramificazione: dopo la prima fioritura il fusto si divide in tre rami, raramente in quattro. Le ramificazioni successive sono invece dicotomiche o semplici. Nel drago canario, al contrario, i rami si dividono normalmente in due.
Le foglie misurano 40–80 cm di lunghezza, eccezionalmente 110, e 3–4,5 cm di larghezza. Sono subulate, canalicolate, leggermente falcate, di colore glauco e finemente striate sulla pagina inferiore. Il margine è intero, bianco-ialino. La base è ingrossata, con una pseudoguaina bruno-rossastra.
Le giovani piante sono riconoscibili fin dai primi mesi. Hanno foglie ripiegate lungo la nervatura (conduplicate) invece che piatte, e radici secondarie carnose a forma di rapa.
L’infiorescenza è una pannocchia slanciata e glabra, lunga 80–100 cm, ramificata tre volte (tripinnata) lungo tutto l’asse. I fiori sono riuniti in gruppi di 2–5, su pedicelli di 2–3 mm articolati vicino all’apice. Il periantio, di 9,5–11 mm, è bianco-verdastro brillante, con antere giallo-verdastre. I frutti sono sferici, di 10–11,5 mm, verde-glauchi e poi arancioni a maturità, e contengono di solito un solo seme di 6–7 mm.
Ibridi
Nelle fonti consultate non risultano ibridi documentati. La questione è però presa sul serio dalla conservazione. Dracaena draco è piantata ovunque a Gran Canaria come albero ornamentale, e si raccomanda di non introdurla nelle aree che ospitano o potrebbero ospitare la specie endemica. Gli autori della descrizione indicavano già nel 1998 la necessità di preservarne l’integrità genetica.
Possibili confusioni
La confusione principale è con Dracaena draco, con cui la Dracaena tamaranae è stata a lungo scambiata. Secondo Marrero e colleghi, il drago canario si distingue per sei caratteri:
- foglie piatte, a forma di spada, meno glauche e spesso con margine rossastro;
- infiorescenza più robusta, ramificata due volte e a partire dalla base;
- pedicelli articolati a metà;
- periantio bianco-rosato con tubo più lungo;
- frutti più grandi, di circa 14 mm;
- portamento più denso e massiccio.
La forma delle foglie e dell’infiorescenza e il portamento poco ramificato avvicinano invece la Dracaena tamaranae alle dracene arboree del Corno d’Africa e dell’Arabia, come Dracaena ombet e Dracaena serrulata. Queste ultime hanno però infiorescenze e fiori più piccoli, foglie con margine seghettato e pedicelli articolati a metà.
Tassonomia
La specie è stata pubblicata come Dracaena tamaranae A.Marrero, R.S.Almeida & M.González-Martín nel Botanical Journal of the Linnean Society 128: 291–314 (1998). L’olotipo fu raccolto il 31 luglio 1997 nel «barranquillo Andrés», a 825 m di quota. È conservato nell’erbario del Real Jardín Botánico di Madrid (MA), con isotipi a Las Palmas (LPA), Tenerife (TFC) e Kew (K). L’epiteto richiama Tamarán, nome aborigeno attribuito a Gran Canaria.
I draghi selvatici di Gran Canaria erano stati segnalati per la prima volta da Günther Kunkel all’inizio degli anni Settanta, nei monti di Tauro e nel Barranco de Arguineguín, e identificati come Dracaena draco. I dubbi nacquero nel 1994, quando i ricercatori riuscirono a raccogliere frutti maturi e a coltivare le plantule, che si rivelarono diverse fin dai primi stadi.
La posizione evolutiva della specie è stata ridiscussa. Sulla base della morfologia, gli autori del 1998 la avvicinavano alle specie est-africane e arabiche e ipotizzavano due colonizzazioni indipendenti della Macaronesia. Le analisi del DNA plastidiale pubblicate nel 2020 da Durán e colleghi indicano invece che i draghi macaronesici, Dracaena tamaranae compresa, formano un gruppo monofiletico diversificatosi nel Pleistocene.
In natura
La Dracaena tamaranae è endemica di Gran Canaria. La descrizione originale la colloca tra 400 e 900 metri di quota, lungo un arco che va dalla valle di Fataga, a sud, alla valle di La Aldea, a ovest. Oggi i nuclei principali si trovano nelle zone di Rampa de Tauro e Fataga-Vicentillos, su rupi di difficile accesso e con una distribuzione frammentata.
Rispetto a Dracaena draco, vive in ambienti più caldi e aridi, con precipitazioni medie annue di circa 200–350 mm. Predilige pareti e pendii spesso ombreggiati e relativamente umidi, in un mosaico di boscaglia aperta di ginepro fenicio canario (Juniperus turbinata subsp. canariensis) e di macchia a cisti.
Tra le specie associate figurano:
- l’olivastro canario (Olea europaea subsp. cerasiformis);
- Teline rosmarinifolia e Globularia salicina;
- alcune piante tipiche dei versanti umidi settentrionali, come la felce Davallia canariensis e Hypericum canariense.
Più in alto la specie raggiunge la pineta secca a pino canario.
La specie è classificata In pericolo critico (CR) nella Lista rossa IUCN (valutazione del 2017). Figura inoltre come «in pericolo di estinzione» nel Catalogo canario e nel Catalogo spagnolo delle specie minacciate. Secondo il censimento del 2023 restano 61 individui selvatici, di cui 13 adulti e 48 giovani, e la popolazione è diminuita di circa il 20% negli ultimi vent’anni.
A marzo 2026 il Governo delle Canarie ha approvato il Piano di recupero della specie, con un bilancio di circa 1,1 milioni di euro. Il piano prevede diverse misure:
- portare la popolazione ad almeno 300 individui;
- piantare almeno 240 esemplari prodotti in vivaio;
- creare quattro nuovi nuclei di almeno 15 piante ciascuno;
- delimitare oltre 1700 ettari di aree critiche per la conservazione;
- conservare il materiale genetico in banche del germoplasma.
Nel frattempo Dracaena draco si è estinta allo stato selvatico sull’isola: secondo la stampa locale, l’ultimo individuo spontaneo è morto nel 2009 a causa della siccità.
Coltivazione
La Dracaena tamaranae non è praticamente disponibile in commercio. La sua coltivazione è limitata finora all’ambito scientifico e ai vivai del programma di recupero. Il Jardín Botánico Canario «Viera y Clavijo» ne coltiva esemplari fin dagli anni Novanta: da quelle plantule nacque la scoperta della specie.
In mancanza di esperienze documentate, si può solo supporre che le esigenze siano simili a quelle delle altre dracene arboree: pieno sole, substrato minerale molto drenante e annaffiature scarse. La specie proviene però da un ambiente più arido del drago canario. Data la rarità della pianta, chi volesse coltivarla dovrebbe rivolgersi solo a fonti legali e documentate. Le piante di provenienza incerta rischiano infatti di alimentare la raccolta illegale.
Moltiplicazione
La via principale è il seme, come dimostra la stessa storia della scoperta. Il Piano di recupero si basa su piante prodotte in vivaio e sulla conservazione dei semi in banche del germoplasma. Non abbiamo trovato studi pubblicati sulla germinazione specifica della Dracaena tamaranae. In natura la rinnovazione è limitata dal numero molto ridotto di adulti in grado di fruttificare.
Malattie e parassiti
Non esistono dati pubblicati su malattie o parassiti specifici. Le cause di mortalità indicate per la popolazione selvatica sono soprattutto fattori ambientali, in particolare la siccità. Per le dracene arboree in coltivazione, il rischio principale resta il marciume causato dai ristagni d’acqua.
Rusticità
Nelle fonti consultate non abbiamo trovato alcuna esperienza documentata di coltivazione con temperature inferiori allo zero. Nell’areale naturale, tra 400 e 900 metri nel sud-ovest di Gran Canaria, le gelate sono sconosciute o eccezionali. In assenza di dati, la specie va considerata non rustica e protetta da qualsiasi gelata.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non abbiamo trovato usi tradizionali documentati specificamente per la Dracaena tamaranae. La sua rarità e l’identificazione tardiva spiegano perché la letteratura etnobotanica sui draghi delle Canarie riguardi soprattutto Dracaena draco.
Domande frequenti (FAQ)
Perché è stata scoperta così tardi?
Perché i pochi alberi crescono su rupi inaccessibili e fino al 1998 venivano attribuiti al drago canario. Solo la coltivazione delle plantule, dal 1994, ha rivelato differenze evidenti già nelle piante giovani.
Quanti ne restano in natura?
Secondo il censimento del 2023, 61 individui selvatici, di cui solo 13 adulti.
Come si distingue da Dracaena draco?
Per le foglie glauche e canalicolate, la ramificazione principale in tre rami, l’infiorescenza slanciata ramificata tre volte, i pedicelli articolati vicino all’apice e i frutti più piccoli.
Si può acquistare?
In pratica no. La specie è in pericolo critico e la sua propagazione è riservata ai programmi di conservazione.
Siti di riferimento
Plants of the World Online (Kew), genere Dracaena – https://powo.science.kew.org/…
[Elenco delle specie accettate del genere, tra cui Dracaena tamaranae. Autorità nomenclaturale di riferimento.]
Endémicas Canarias, PDF della descrizione originale – https://endemicascanarias.com/…
[Testo integrale dell’articolo del 1998: descrizione, tipo, confronti, habitat ed ecologia. Fonte primaria principale di questo articolo.]
Gobierno de Canarias, approvazione del Piano di recupero – https://www3.gobiernodecanarias.org/…
[Comunicato ufficiale: censimento 2023, stato giuridico di protezione, obiettivi, bilancio e località principali. Fonte istituzionale affidabile.]
Canarias7, Il Governo regionale approva il piano di recupero – https://www.canarias7.es/…
[Data di approvazione (marzo 2026) e misure del piano. Fonte giornalistica coerente con il comunicato ufficiale.]
Canarias7, La popolazione si riduce a 61 esemplari – https://www.canarias7.es/…
[Calo del 20% in vent’anni secondo il rapporto di monitoraggio del 2023. Fonte giornalistica basata sul documento del piano.]
elDiario.es, Il drago di Gran Canaria cerca «in extremis» la sopravvivenza – https://www.eldiario.es/…
[Estinzione allo stato selvatico di Dracaena draco a Gran Canaria nel 2009. Fonte giornalistica.]
Wikipedia (EN), Dracaena tamaranae – https://en.wikipedia.org/wiki/Dracaena_tamaranae
[Etimologia e raccomandazione di non introdurre Dracaena draco nelle aree della specie. Fonte secondaria.]
Bibliografia
Durán, I. et al. (2020). Iconic, threatened, but largely unknown: biogeography of the Macaronesian dragon trees (Dracaena spp.) as inferred from plastid DNA markers. Taxon.
[Monofilia dei draghi macaronesici, Dracaena tamaranae compresa. Citato qui tramite Cartereau et al. (2023): non abbiamo consultato il testo completo.]
Kunkel, G. (1972). Sobre el hallazgo del drago (Dracaena draco) en Gran Canaria. Cuadernos de Botánica Canaria 14–15: 39–42.
[Prima segnalazione dei draghi selvatici di Gran Canaria, allora attribuiti a Dracaena draco. Citato qui tramite Marrero et al. (1998).]
Marrero, Á., Almeida, R.S. & González-Martín, M. (1998). A new species of the wild dragon tree, Dracaena (Dracaenaceae) from Gran Canaria and its taxonomic and biogeographic implications. Botanical Journal of the Linnean Society 128: 291–314.
[Descrizione originale: morfologia di adulti e plantule, tipo, confronti con le altre dracene arboree, habitat, ecologia e ipotesi biogeografiche. Fonte primaria principale.]
Marrero Rodríguez, Á., Almeida Pérez, R.S., Beech, E. & Rivers, M.C. (2017). Dracaena tamaranae. The IUCN Red List of Threatened Species 2017: e.T79726923A79726929.
[Valutazione In pericolo critico (CR). Riferimento ufficiale per lo stato di conservazione globale.]