Cycas hongheensis

Cycas hongheensis è una cicadea a tronco del sud-est dello Yunnan, in Cina, nota soltanto in un breve tratto della valle del Fiume Rosso (Hong He), nella contea di Gejiu, dove cresce sulle rupi calcaree calde e secche. Questa specie del genere Cycas, descritta nel 1996, si riconosce dal tronco liscio e grigio e dalle foglie fortemente carenate, grigio-verdi, che conservano a lungo una peluria bianca. È l’unica rappresentante cinese endemica della sezione Indosinenses, il gruppo di Cycas pectinata, e una delle cicadee più minacciate della Cina: la IUCN la classifica in pericolo critico, perché la raccolta per il commercio ornamentale ha quasi svuotato il suo habitat.

In sintesi: Cycas hongheensis

  • Nome accettato: Cycas hongheensis S.Y.Yang & S.L.Yang ex D.Yue Wang (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas pectinata f. hongheensis (S.Y.Yang & S.L.Yang ex D.Yue Wang) Z.T.Guan, citato dalla Flora of China
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Indosinenses
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; in cinese 灰干苏铁 (hui gan su tie), hong-he su-tie e ba-he su-tie
  • Distribuzione naturale: Cina, sud-est dello Yunnan, valle del Fiume Rosso nella contea di Gejiu
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR); rivalutazione di J. Liu, A. Lindström e X. Gong pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, dopo la valutazione del 2010 (criteri A2cd+4cd; B2ab(iii,v))
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea; in Cina protezione statale di primo grado per tutte le Cycas dal 1999
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura pieno sole, su pendii calcarei taglienti, radici nelle fessure della roccia con pochissimo suolo
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di 1-3 m per 12-15 cm secondo Hill (2008), fino a 8 m per 60 cm secondo la Flora of China; foglie di 50-120 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; piante vendute con questo nome segnalate sul mercato nel 2009
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas hongheensis?

Tre caratteri la distinguono subito dalle altre Cycas cinesi: il tronco liscio e grigio, privo di peluria all’apice; le foglie fortemente carenate, con le due file di foglioline sollevate a V; il fogliame adulto grigio-verde e opaco, coperto da una peluria bianca che persiste a lungo. È proprio questa combinazione che la chiave di Hill (2008) usa per separarla dalle altre Cycas cinesi a foglie carenate, Cycas revoluta e Cycas taitungensis, che hanno l’apice del fusto densamente tomentoso, un tronco non liscio e foglie adulte verde scuro. La Flora of China ne dà questa descrizione:

  • Fusto: cilindrico, talvolta ramificato, fino a 8 m per 60 cm, con apice non tomentoso; corteccia grigia, liscia verso la base, con sottili fessure longitudinali.
  • Foglie: 20-50 (fino a 60), pennate, di 50-120 cm per 15-35 cm, con lembo nettamente a V in sezione e ricurvo, con tomento bruno chiaro da giovani; picciolo quasi cilindrico, di 10-25 cm, con 25-50 spine su ogni lato.
  • Foglioline: 50-70 paia, inserite a 45-50° sul rachide, glauche a maturità, di 8-18 cm per 6-8 mm, coriacee, densamente pubescenti da giovani, con base decorrente, margine più o meno revoluto e apice acuminato e pungente.
  • Catafilli (le squame che proteggono l’apice): lanceolati, di 3-5 cm per 1-1,5 cm, densamente coperti di tomento bruno chiaro sulla faccia superiore, con apice pungente.

Le misure di Hill (2008), basate sul materiale da lui esaminato, sono più modeste: fusto di 1-3 m per 12-15 cm, 12-25 foglie per corona, foglie grigio-verdi di 70-100 cm con 120-140 foglioline di 15-20 cm per 7-8 mm e un picciolo di circa 26 cm, peluria bianca persistente sulle due facce. La differenza con la Flora of China, soprattutto per l’altezza del tronco, non è spiegata nelle fonti consultate.

Né la Flora of China (1999) né Hill (2008) conoscevano i coni. Gli organi riproduttivi sono stati descritti solo nel 2016 da Liu, Lindström e Gong (Phytotaxa), dopo il ritrovamento di materiale fertile nella località tipo. Secondo il riassunto di questo studio, gli ovuli sono glabri e i megasporofilli hanno una spina apicale distinta, come nella sezione Indosinenses, mentre i microsporofilli hanno una spina apicale molle e rudimentale e la sarcotesta dei semi non ha strato fibroso, caratteri che ricordano altri gruppi.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

La specie più vicina è Cycas pectinata, della stessa sezione, che Hill (2008) e Zheng e colleghi (2017) indicano anche nello Yunnan; The World List of Cycads la limita oggi all’Asia meridionale, dal Nepal al Bangladesh. Secondo Hill il tronco alto e liscio di Cycas hongheensis è molto simile a quello di Cycas pectinata e delle specie affini della Thailandia, ma le foglie carenate, con una peluria bianca abbastanza persistente, la distinguono subito da tutte le specie di quel gruppo. La Flora of China cita del resto una combinazione che ne fa una forma di Cycas pectinata.

Tra le Cycas cinesi a foglie carenate, Cycas revoluta e Cycas taitungensis si riconoscono invece dall’apice del fusto densamente tomentoso, dal tronco non liscio e dalle foglie adulte verde scuro (chiave di Hill 2008).

Nella regione del Fiume Rosso vivono anche altre Cycas, ma di un’altra sezione, Stangerioides, con coni maschili morbidi e semi privi di strato fibroso: tra queste Cycas diannanensis e Cycas multipinnata, che condividono con Cycas hongheensis la riserva naturale del monte Dawei (Zheng e colleghi, 2017). Le foglie carenate e grigio-verdi e il tronco liscio bastano a distinguerla.

Tassonomia

Cycas hongheensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Proposta come specie nel 1994, senza campione tipo né descrizione latina, il che non costituiva una pubblicazione valida (Vorster 1997, citato da Wu e colleghi, 2021), è stata descritta formalmente nel 1996, nel volume Cycads in China curato da F.X. Wang e H.B. Liang (pagina 62, capitolo di D.Y. Wang), sulla sola base di materiale vegetativo (Liu e colleghi, 2016; Hill 2008). Il tipo è il campione S.Y. Yang 9301, raccolto il 17 maggio 1993 a Gejiu; l’olotipo è conservato all’Istituto di orticoltura di Panzhihua, gli isotipi negli erbari FTG, HWA e PE (Hill 2008).

Nella classificazione di Hill (2008) appartiene alla sezione Indosinenses, definita da coni maschili rigidi o legnosi, ovuli glabri, un grande lembo del megasporofillo profondamente pettinato e uno strato fibroso nella sarcotesta; in Cina la sezione conta solo due specie, Cycas pectinata e Cycas hongheensis. Le altre Cycas cinesi appartengono alle sezioni Stangerioides, Asiorientales (Cycas revoluta e Cycas taitungensis) e Panzhihuaenses (Cycas panzhihuaensis) (Zheng e colleghi, 2017).

Lo studio del 2016 ha confermato questa collocazione, ma con una sfumatura: il DNA dei cloroplasti, ereditato dalla madre, e il DNA nucleare, ereditato da entrambi i genitori, danno risultati in conflitto, che corrispondono alla combinazione insolita di caratteri della pianta. Gli autori la mantengono nella sezione Indosinenses per i caratteri del megasporofillo e dell’ovulo e per i dati nucleari, che considerano più completi (Liu e colleghi, 2016). Nel 2021 è stato sequenziato il genoma completo dei cloroplasti di una pianta di Gejiu: in questa analisi, limitata alle otto Cycas di cui allora era pubblicato il genoma dei cloroplasti, la specie risulta sorella di tutte le altre (Wu e colleghi, 2021).

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce allo Hong He, il Fiume Rosso, vicino al quale la specie cresce nel sud-est dello Yunnan, con la desinenza latina -ensis, «originario di» (Hill 2008; Haynes 2022). Secondo Hill, la pianta fu notata come taxon distinto dai botanici cinesi nel 1993 e descritta nel 1996 senza coni, anche se gli abitanti del luogo riferivano che i semi erano grandi. I coni sono stati osservati per la prima volta nel 2015 (Zheng e colleghi, 2017) e descritti l’anno successivo.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. La Flora of China riporta il nome cinese 灰干苏铁 (hui gan su tie), che si può rendere con «cicadea dal tronco grigio»; Hill (2008) cita anche hong-he su-tie («cicadea del Fiume Rosso») e ba-he su-tie, riprendendoli da fonti precedenti. Nessun nome inglese proprio della specie è stato trovato, e il vivaio britannico Trebrown non gliene conosce alcuno.

In natura

Cycas hongheensis è nota solo in un’area limitata lungo lo Hong He, nella contea di Gejiu, nel sud-est dello Yunnan (Hill 2008), sulla riva nord del fiume (Wu e colleghi, 2021). Cresce su affioramenti calcarei ripidi a quote modeste, 400-600 m secondo la Flora of China, in boschi radi, caldi, secchi e assolati. Hill la descrive in boscaglie basse e aperte di liane, spesso insieme a Euphorbia succulente, con le radici infilate nelle fessure della roccia e pochissimo suolo: una specie apparentemente legata a questi calcari stagionalmente secchi. Un campione esaminato da Hill nel 2000 fu raccolto vicino alla cittadina di Baohe, in una valle laterale secca a nord dello Hong He, su calcare «fortemente tagliato e danneggiato».

Oggi restano soltanto due popolazioni selvatiche, che insieme contano meno di 1000 individui, nella riserva naturale del monte Dawei e in una riserva della contea di Gejiu (Zheng e colleghi, 2017). Wu e colleghi (2021) indicano però la specie soltanto nel territorio di Gejiu: le fonti consultate non permettono di precisare dove si trovi la popolazione del monte Dawei.

Stato di conservazione e normativa

The World List of Cycads attribuisce a Cycas hongheensis la categoria in pericolo critico (CR), criteri A2cd+4cd; B2ab(iii,v), nella valutazione di John Donald Bösenberg per la Lista rossa del 2010; una rivalutazione di J. Liu, A. Lindström e X. Gong è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref) e la categoria è rimasta CR: è quella che GBIF riprende oggi dai dati della Lista rossa (consultazione del 18 ottobre 2026). La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. La specie era già «in pericolo» nella Lista rossa delle piante del 1997 e in pericolo critico nel piano d’azione della IUCN del 2003 (Hill 2008). La Flora of China la descriveva nel 1999 come in rapidissima scomparsa a causa della raccolta eccessiva da parte di commercianti e della distruzione dell’habitat; Hill (2008) parla di popolazioni gravemente impoverite dalla raccolta per la vendita come pianta ornamentale, e Zheng e colleghi (2017) indicano il disboscamento per l’agricoltura come la minaccia principale.

In Cina tutte le specie di Cycas hanno ricevuto la protezione statale di primo grado nel 1999, e la riserva naturale nazionale del monte Dawei protegge questa specie insieme a Cycas multipinnata e a Cycas diannanensis (Zheng e colleghi, 2017). A livello internazionale, come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultata il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.

Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e, per una specie quasi scomparsa a causa della raccolta in natura, preferite esclusivamente piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Cycas hongheensis, e sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Il suo ambiente naturale dà però indicazioni chiare: rupi calcaree esposte al sole, in una valle calda con una stagione secca marcata, e radici in fessure quasi prive di suolo (Flora of China; Hill 2008). Ne derivano, per analogia con l’habitat, un substrato minerale molto drenante, molta luce e annaffiature scarse quando la pianta non cresce. In mancanza di qualsiasi dato sul freddo, nel nostro clima va trattata come una pianta da serra o da vaso da ritirare in inverno.

In Italia

Cycas hongheensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente un coltivatore italiano riferisce nel marzo 2009 che diverse Cycas cinesi, tra cui piante vendute come Cycas hongheensis, Cycas guizhouensis e Cycas sexseminifera, si trovavano allora in commercio a prezzi accessibili; non indica se ne abbia coltivate, e l’identità delle piante non è verificabile. Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è documentato in Italia (verifica del 12 ottobre 2026).

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie; gli abitanti della valle riferivano soltanto che i semi sono grandi (Hill 2008). I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; per una specie in pericolo critico, la semina di semi di origine legale e coltivata è l’unico modo responsabile per procurarsela.

Malattie e parassiti

Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Come tutte le Cycas, può essere colpita dalla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui; per una pianta delle rupi secche, un substrato che resta bagnato a lungo è con ogni probabilità il rischio principale di marciume, ma nessuna fonte lo documenta per questa specie.

Rusticità

Per Cycas hongheensis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. L’origine cinese non va confusa con la rusticità: la specie vive a 400-600 m in una valle calda e secca del sud dello Yunnan (Flora of China), molto diversa dagli ambienti di Cycas panzhihuaensis, la Cycas cinese più nota per la resistenza al freddo. Il vivaio britannico Trebrown la classifica nella zona USDA 9b (minime medie annue da −3,9 a −1,1 °C): è una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.

Lo stesso vale per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum francese Fous de palmiers non è stato trovato alcun riscontro affidabile, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas hongheensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli, con vomito, diarrea e lesioni al fegato che possono essere mortali.

In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas hongheensis. L’unico uso riportato è ornamentale: secondo Hill (2008) e la Flora of China, la raccolta di piante selvatiche per la vendita è una delle cause del suo declino.

Domande frequenti

Che cosa significa hongheensis?

«Del Fiume Rosso». Lo Hong He è il fiume del sud-est dello Yunnan lungo il quale vive la specie, nella contea di Gejiu.

Perché è particolare tra le Cycas cinesi?

Perché è l’unica specie endemica della Cina nella sezione Indosinenses (Liu e colleghi, 2016). L’altra specie della sezione segnalata in Cina, Cycas pectinata, è diffusa soprattutto nell’Asia meridionale.

Quanto diventa alta?

Dipende dalla fonte. Hill (2008) indica un fusto di 1-3 m, la Flora of China fino a 8 m per 60 cm di diametro; la differenza non è spiegata.

È minacciata?

Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico (valutazione del 2010, categoria mantenuta dalla rivalutazione pubblicata nel 2023) e in natura restano solo due popolazioni, con meno di 1000 individui, a causa della raccolta per il commercio ornamentale e della distruzione dell’habitat.

Come si distingue da Cycas pectinata?

Soprattutto dalle foglie. Il tronco alto e liscio è simile nelle due specie, ma Cycas hongheensis ha foglie carenate, grigio-verdi, con una peluria bianca che persiste a lungo, un carattere che secondo Hill (2008) non si ritrova in nessun’altra specie del gruppo di Cycas pectinata.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato sul freddo né alcun riscontro italiano; in attesa di prove, va trattata come una pianta da serra o da vaso ritirato in inverno.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Wang, D.Y. (1996). Taxonomy of Cycas in China. In: Wang, F.X. & Liang, H.B. (a cura di), Cycads in China: 33-142 (p. 62). [Protologo; non consultato direttamente, riferimento ripreso da The World List of Cycads e da Hill (2008).]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Descrizione, nome cinese, habitat e minacce; consultata su eFloras.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Chiave, sezione Indosinenses, tipo, descrizione (pp. 114-115), storia, habitat, nomi cinesi, statuto; testo integrale consultato.]
  • Liu, J., Lindström, A.J. & Gong, X. (2016). Supplementary description of Cycas hongheensis (Cycadaceae) from Yunnan, China and its phylogenetic position. Phytotaxa 257(1). doi:10.11646/phytotaxa.257.1.5 [Prima descrizione di coni e semi, posizione filogenetica; riassunto consultato su Crossref.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 [Sezioni presenti in Cina, popolazioni residue, riserve, minacce, protezione nazionale; testo integrale consultato.]
  • Wu, L.X., Wang, Y.H. & Gong, X. (2021). Characterization of the complete chloroplast genome of Cycas hongheensis (Cycadaceae), an endemic species in the red river region of China. Mitochondrial DNA Part B 6(12): 3513-3514. doi:10.1080/23802359.2021.2005484 [Proposta non valida del 1994, riva nord del Fiume Rosso a Gejiu, posizione nel genoma dei cloroplasti; testo integrale consultato su Europe PMC il 18 ottobre 2026.]
  • Bösenberg, J.D. (2010). Cycas hongheensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42040A10635591. [Valutazione della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Liu, J., Lindström, A. & Gong, X. (2023). Cycas hongheensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42040A68902633. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42040A68902633.en [Rivalutazione, CR; riferimento verificato su Crossref, categoria attuale ripresa da GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto, ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]