Cycas elephantipes è una cicadea della Thailandia, nota soltanto su alcuni altopiani di arenaria della provincia di Chaiyaphum, nel nord-est del paese. Specie del genere Cycas descritta nel 2003 da Anders Lindström e Ken Hill, deve il nome alla base molto rigonfia del fusto, con una corteccia spessa e profondamente screpolata che ricorda la zampa di un elefante. Non ha un nome scientifico precedente. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022), perché la popolazione è stata fortemente ridotta dalla raccolta di piante in natura per il commercio.
In sintesi: Cycas elephantipes
- Nome accettato: Cycas elephantipes A.Lindstr. & K.D.Hill (pubblicato nel 2003), secondo The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nessun nome thailandese verificato in una fonte di riferimento
- Distribuzione naturale: Thailandia, provincia di Chaiyaphum (distretto di Nong Bua Rawe)
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri A2d; B1ab(v)), valutazione del 2022 (Lindstrom, 2022), secondo The World List of Cycads
- CITES e altre protezioni: appendice II (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, boschi da radi a chiusi, secchi per una parte dell’anno, sulla sommità di altopiani di arenaria; esigenze in coltivazione non documentate
- Portamento e dimensioni adulte: fusto di 1-3 m, largo 15-20 cm, con base rigonfia; 40-70 foglie lunghe 1-1,6 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; nome citato una sola volta su un forum, con identificazione incerta
- Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas elephantipes?
Cycas elephantipes si riconosce dalla base rigonfia del fusto, rivestita da una corteccia sugherosa, spessa, scura e profondamente screpolata, e dalla corona fitta di foglie grigio-verdi. Il protologo (Lindström e Hill, Brittonia, 2003) non ha potuto essere consultato; i caratteri che seguono provengono dalla descrizione di Ken Hill pubblicata su The Cycad Pages e ripresa dall’enciclopedia llifle:
- Fusto: aereo, alto 1-3 m, largo 15-20 cm, ruvido, rigonfio alla base;
- Corona: 40-70 foglie grigio-verdi, semilucide;
- Foglie: 100-160 cm, piatte in sezione, con 75-300 foglioline; peluria bianca sulle foglie giovani, che cade quando si aprono; rachide che termina con una spina di 6-22 mm; picciolo di 20-45 cm, in parte spinoso;
- Foglioline mediane: lunghe 15-25 cm e larghe 6-10 mm, leggermente carenate, con margini un po’ ricurvi e punta pungente;
- Coni maschili: ovoidi, arancioni o bruni, lunghi 30-55 cm e larghi 12-16 cm; squame rigide di 4-4,5 cm, terminate da una punta rivolta verso l’alto di 1,5-3 cm;
- Megasporofilli: circa 20 cm, coperti da una peluria grigia, con 2-4 ovuli; lamina di circa 12 cm per 8, profondamente pettinata (una ventina di spine molli);
- Semi: ovoidi appiattiti, con sarcotesta gialla.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è noto alcun ibrido di Cycas elephantipes.
Possibili confusioni
La specie più vicina è Cycas pachypoda, del sud del Vietnam, anch’essa con la base del fusto rigonfia. Secondo la descrizione di Ken Hill pubblicata su The Cycad Pages e ripresa da llifle, Cycas elephantipes è più grande, con foglie e foglioline più grandi e soprattutto coni maschili molto più grossi, con squame e punte più lunghe. Può essere confusa anche con Cycas siamensis, un’altra cicadea thailandese con fusto rigonfio, presente nella stessa provincia secondo The World List of Cycads. Nel 2010, sul forum francese Fous de palmiers, alcuni appassionati hanno cercato di identificare una cicadea thailandese a fusto rigonfio acquistata in Europa con il nome di Cycas elephantipes, concludendo che si trattava probabilmente di un’altra specie del gruppo (discussione «Cycas Elephantipes ?»). Senza una provenienza documentata, un’etichetta del genere resta dubbia.
Tassonomia
Cycas elephantipes è accettata da The World List of Cycads; POWO, l’autorità nomenclaturale seguita dal sito, non ha potuto essere consultato (sito bloccato). La specie è stata descritta da Anders Lindström e Ken Hill nell’articolo «New species and a new record of Cycas (Cycadaceae) from Thailand», uscito su Brittonia 54(4) (pagina 301, figura 3), datato 2002 ma pubblicato nel 2003. Lo stesso articolo descrive Cycas petraea, delle province di Loei (Thailandia) e di Vientiane (Laos). Il tipo fu raccolto da Ken Hill nel 2000 (numero 5089) a Nong Bua Raheo ed è conservato nell’erbario forestale di Bangkok (BKF).
Nessuna delle fonti consultate precisa in modo esplicito la sezione della specie; l’attribuzione alla sezione Stangerioides che si legge in rete non è accompagnata da riferimenti e non è ripresa qui. Secondo The Cycad Pages, la specie è molto vicina a Cycas pachypoda, descritta nel 2004 in Vietnam; nel 2010 un appassionato si chiedeva sul forum Fous de palmiers se le due non formassero un’unica specie, domanda a cui nessuna pubblicazione consultata risponde.
Etimologia e storia
L’epiteto unisce il greco elephas, «elefante», e il suffisso latino -pes, «piede», in riferimento alla grande base rigonfia del fusto, che ricorda la zampa di un elefante (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). La specie è stata scoperta e raccolta per la descrizione nel 2000, durante le esplorazioni condotte in Thailandia da Ken Hill. Nel dicembre 2010 un coltivatore francese ha riferito sul forum Fous de palmiers la germinazione di semi della specie, senza precisarne l’origine. Non è stata trovata nessun’altra informazione sulla sua introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano attestato, e nessun nome vernacolare ha potuto essere verificato in una fonte di riferimento. I nomi thailandesi che circolano su internet e il nome inglese «elephant-foot cycad» non sono confermati né da Species+ né da The World List of Cycads. Attenzione a non confonderla con Yucca elephantipes, la comune «yucca da appartamento», che porta lo stesso epiteto ma non ha nulla a che vedere con le cicadee.
In natura
Cycas elephantipes è nota soltanto nella provincia di Chaiyaphum, nel nord-est della Thailandia (The World List of Cycads; Species+). Secondo la descrizione di Ken Hill pubblicata su The Cycad Pages e ripresa da llifle, vive su alcuni alti altopiani di arenaria della zona di Nong Bua Raheo, in boschi da radi a chiusi, secchi e decidui per una parte dell’anno, con un sottobosco soprattutto erbaceo, intorno alla sommità dei rilievi, principalmente vicino al ciglio dei pendii ripidi e delle rupi. Vi è localmente abbondante. La quota di queste stazioni non è documentata nelle fonti consultate.
Stato di conservazione e normativa
Cycas elephantipes è classificata in pericolo (EN, criteri A2d; B1ab(v)) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di Lindstrom (2022) citata da The World List of Cycads; una valutazione precedente di Ken Hill risaliva al 2010. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Secondo The Cycad Pages, la popolazione è stata fortemente ridotta dalla raccolta di piante in natura per la vendita, e il proseguimento di questa pratica minaccerebbe la sopravvivenza della specie. Il sistema informativo thailandese sulla biodiversità (TH-BIF) conferma l’iscrizione all’appendice II della CITES a livello nazionale.
Come tutte le specie della famiglia delle Cycadaceae, Cycas elephantipes è iscritta nell’appendice II della CITES; Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, la indica come iscrizione a livello di famiglia, con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026). Questa annotazione esenta in particolare semi, polline e plantule o colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili; le piante vive restano soggette ai permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie figura nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.
Coltivazione
Non è stato trovato alcun dato di coltivazione pubblicato e proprio di Cycas elephantipes. I consigli dell’enciclopedia llifle (clima tropicale con inverno secco, suolo drenante, luce intensa) compaiono identici in diverse schede di Cycas diverse e non possono essere considerati specifici. Visto il suo habitat di altopiani di arenaria secchi per una parte dell’anno, un substrato molto drenante e un periodo più asciutto sembrano logici, ma nessuna prova di coltivazione lo conferma. Con ogni probabilità, in Italia come in Francia, va coltivata in serra o in veranda al riparo dal gelo.
In Italia
Cycas elephantipes non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente quasi tutti i risultati della ricerca riguardano Yucca elephantipes. L’unica menzione della cicadea risale al novembre 2009: per grandi Cycas a base rigonfia acquistate in un vivaio, un partecipante ipotizzava «Cycas pachypoda o elephantipes», ma un altro rispondeva che il nome di queste piante, importate dalla Cina o dal Sud-est asiatico, era «alquanto ipotetico» e che la base allargata del fusto è comune a molte specie, soprattutto in vaso. Non è quindi documentata con certezza alcuna pianta di questa specie coltivata in Italia.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per semina, come per le altre Cycas; non è stato pubblicato alcun dato proprio della specie. Acquistate soltanto piante nate da seme in coltivazione: gli esemplari prelevati in natura hanno contribuito al declino della specie.
Malattie e parassiti
Non è stato trovato alcun dato proprio di Cycas elephantipes. Come tutte le Cycas, può essere attaccata dalla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, originaria della Thailandia, e soffrire di marciumi in un substrato fradicio.
Rusticità
Per Cycas elephantipes non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, né esiste alcun riscontro di coltivazione in piena terra.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), né alcun episodio di gelo datato. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers i messaggi che citano la specie riguardano una semina in casa e un’identificazione incerta, mentre la maggior parte degli altri risultati riguarda Yucca elephantipes; il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. Nessuna zona italiana può essere consigliata per la piena terra.
Riferimenti internazionali
Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo. Le classi USDA (9b-10a) e le temperature dell’habitat che circolano in rete non sono accompagnate da fonti e non sono riprese.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato di tossicità proprio di Cycas elephantipes, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi lo sono di più. Il veleno principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta con sangue, ittero, lesioni al fegato e casi mortali; il Pet Poison Helpline aggiunge disturbi nervosi.
Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è stato trovato alcun uso tradizionale proprio di Cycas elephantipes. L’unico uso documentato è ornamentale: è proprio questo a motivare i prelievi in natura.
Domande frequenti
Da dove viene il nome elephantipes?
Dal greco e dal latino: «piede d’elefante». Si riferisce alla base molto rigonfia del fusto e alla sua corteccia screpolata.
Dove cresce Cycas elephantipes?
Soltanto in Thailandia, su alcuni altopiani di arenaria della provincia di Chaiyaphum, nel nord-est del paese. È uno degli areali più ristretti del genere.
Che differenza c’è con Cycas pachypoda?
Cycas elephantipes è più grande. Ha foglie e foglioline più grandi e coni maschili molto più grossi; Cycas pachypoda vive inoltre nel sud del Vietnam.
Ha qualcosa a che fare con Yucca elephantipes?
No. Le due piante condividono soltanto l’epiteto: la yucca è una pianta da fiore, senza alcuna parentela con le cicadee.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Non si sa. Non esiste alcun dato di resistenza al freddo; in Francia si coltiva al riparo dal gelo.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022), a causa del suo areale minuscolo e dei prelievi per il commercio.
È tossica?
Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.
Leggi anche su Succulentes
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas elephantipes: https://cycadlist.org/scientific_name/121 — autori, protologo (Brittonia 54(4): 301), tipo (Hill 5089, Nong Bua Raheo, 2000), distribuzione, statuto IUCN EN A2d; B1ab(v) (Lindstrom, 2022), etimologia. Lista di riferimento delle cicadee, affidabile; consultata il 2 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas elephantipes: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/15795/legal — appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Cycadaceae, annotazione #4, versione del 5 marzo 2026) e allegato B dell’Unione europea (regolamento (UE) 2026/1383). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- llifle, Encyclopedia of Palms and Cycads, Cycas elephantipes: https://llifle.com/Encyclopedia/PALMS_AND_CYCADS/Family/Cycadaceae/31993/Cycas_elephantipes — descrizione, habitat e minacce ripresi da The Cycad Pages (Ken Hill, Royal Botanic Garden di Sydney). Enciclopedia di appassionati che riprende una fonte specializzata non più accessibile; affidabilità media.
- TH-BIF (Office of Natural Resources and Environmental Policy and Planning, Thailandia), Cycas elephantipes: https://thbif.onep.go.th/taxons/detail/11766 — distribuzione (Chaiyaphum) e iscrizione CITES in Thailandia. Banca dati governativa, affidabile.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «Cycas Elephantipes ?» (t=6476) e «Joyeuses fêtes aux fous de Cycadales» (t=8636): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/ — identificazione incerta di una pianta del commercio (2010), semina in casa (2010). Forum francese di coltivatori, a valore indicativo.
- Tropicamente, discussione «Riconoscimento Cycas» (novembre 2009): https://www.tropicamente.it/forums/topic/riconoscimento-cycas/ — ipotesi di identificazione non verificata di grandi Cycas a base rigonfia acquistate in vivaio. Forum italiano di coltivatori; identificazione dichiarata incerta dagli stessi partecipanti. Gli altri risultati della ricerca «elephantipes» riguardano Yucca elephantipes (ricerca del 12 ottobre 2026).
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli, cicasina, sintomi. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
- Pet Poison Helpline, Sago Palm: https://www.petpoisonhelpline.com/poison/sago-palm/ — sintomi digestivi, nervosi ed epatici negli animali. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2003). New species and a new record of Cycas (Cycadaceae) from Thailand. Brittonia 54(4): 298-304 (datato 2002). doi:10.1663/0007-196X(2003)54[298:NSAANR]2.0.CO;2 [Protologo (pagina 301, figura 3); riferimento verificato tramite Crossref, testo non consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, autori, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]