Cycas canalis

Cycas canalis è una cicadea dei boschi radi di eucalipti del nord-ovest del Territorio del Nord, in Australia, nota sulla costa intorno a Channel Point e, più all’interno, tra Douglas Hot Springs e Dorisvale. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1994 da Ken Hill, che la chiamò così da Channel Point. Le foglie giovani spuntano di un blu ceroso prima di diventare verde lucido, e la corona è guarnita da una spessa lana arancione. Localmente molto abbondante, è classificata dalla IUCN a minor preoccupazione.

In sintesi: Cycas canalis

  • Nome accettato: Cycas canalis K.D.Hill (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas canalis subsp. carinata K.D.Hill (1994), oggi inclusa nella specie; trattata come sinonimo di Cycas lane-poolei da de Laubenfels e Adema (1998), opinione non seguita
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; due nomi in lingue aborigene, condivisi con un’altra specie (vedi Nomi comuni)
  • Distribuzione naturale: Australia, Territorio del Nord: costa di Channel Point, a nord della foce del Daly, e interno tra Douglas Hot Springs e Dorisvale
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione di J.D. Bösenberg (2022), secondo The World List of Cycads
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato; da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: boschi radi o boschi a Eucalyptus miniata, su suoli ben drenati, spesso lateritici
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 3 m, raramente 5 m, di 7-14 cm di diametro; foglie di 60-105 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né nelle collezioni dei forum
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas canalis?

Tre caratteri la identificano: foglie nuove fortemente glauche, quasi blu, che diventano poi verde lucido; foglioline lunghe e piatte, a margini non ricurvi; catafilli lunghi, coperti di una spessa lana arancione. Secondo la descrizione di Ken Hill (1994):

  • Fusto: fino a 3 m, raramente 5 m, di 7-14 cm di diametro.
  • Foglie: di 60-105 cm, piatte o leggermente carenate (angolo di 130-180° tra le foglioline opposte), con 100-170 foglioline, di solito terminate da una spina; picciolo di 15-25 cm, glabro o con peluria arancione rada, in genere spinoso per tutta la lunghezza.
  • Foglioline: di 100-205 mm per 4,5-8 mm, glabre, molto glauche allo spuntare poi da verde medio a verde scuro lucido, piatte, ristrette a 3-5 mm alla base, ad apice affusolato; nervatura mediana poco sporgente sopra, nettamente sotto.
  • Getti giovani: peluria densa e lanosa, arancione e grigia; catafilli di 7-9 cm, coperti di una spessa lana arancione.
  • Coni maschili: arancioni, ovoidi, di 15-22 cm per 8-12 cm; spina terminale dei microsporofilli sottile, rivolta verso l’alto, di 11-18 mm.
  • Megasporofilli: di 16-25 cm, con peluria grigia e arancione, portano 2-4 ovuli; apice sterile triangolare di 40-60 mm per 22-32 mm, regolarmente dentato (12-20 denti per lato), spina terminale di 10-30 mm.
  • Semi: ovoidi appiattiti, verdi poi arancioni, non pruinosi, lunghi 34-40 mm.

Hill (1994) distingueva due sottospecie. Le piante della costa (subsp. canalis) hanno foglie piatte di 60-90 cm e foglioline inserite a 50-90°; quelle dell’interno (subsp. carinata) hanno foglie più lunghe (70-105 cm), apertamente carenate, con foglioline più lunghe (fino a 205 mm) inserite a soli 40-50°. The World List of Cycads non mantiene più questa sottospecie e la include nella specie.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.

Possibili confusioni

Cycas canalis appartiene al gruppo di Cycas armstrongii, le Cycas del Territorio del Nord a foglioline piatte. Cycas armstrongii, più piccola, ha foglioline con la nervatura mediana sporgente allo stesso modo sopra e sotto e foglie giovani verde lucido. Cycas conferta, della regione di Pine Creek, ha foglioline più corte (70-120 mm), fitte e sovrapposte, e un picciolo di solito senza spine. Hill (1996) osserva infine che il fitto tomento arancione avvicina Cycas canalis a Cycas lane-poolei, dell’Australia Occidentale, e a Cycas maconochiei.

Tassonomia

Cycas canalis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Ken Hill la descrisse nel 1994 nell’articolo «Three new species of Cycas (Cycadaceae) from the Northern Territory, Australia», Telopea 5(4): 698-700, in cui descrisse anche Cycas arnhemica e Cycas orientis. Il tipo fu raccolto l’8 settembre 1991 da Hill e Stanberg sulla pista che porta dalla stazione di Labelle Downs a Channel Point; l’olotipo è a Sydney (NSW), isotipi a Canberra e a Darwin. The World List of Cycads segnala che il numero di raccolta e l’elenco dei duplicati differiscono tra le pubblicazioni del 1994 e del 1996.

Nella revisione del 1996 Hill la colloca nella serie Armstrongianosae (sezione Cycas, sottosezione Endemicae), con Cycas armstrongii, Cycas conferta, Cycas orientis, Cycas lane-poolei e Cycas xipholepis, tra le altre. Queste specie hanno foglioline piatte, senza strato protettivo sotto l’epidermide, stomi poco infossati e una cuticola molto sottile, e crescono su suoli sabbiosi lateritizzati di savane boscose. De Laubenfels e Adema (1998), fautori di specie molto ampie, hanno posto Cycas canalis in sinonimia di Cycas lane-poolei; The World List of Cycads non li segue. La sottospecie carinata, descritta insieme alla specie, è oggi trattata come semplice sinonimo; lo studio all’origine di questo cambiamento non è stato identificato nelle fonti consultate.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino canalis, «canale», e si riferisce a Channel Point, dove la specie fu trovata (Hill 1994; Haynes 2022). Hill spiegava di aver pubblicato in fretta diverse specie del Territorio del Nord perché i loro nomi circolavano già tra gli orticoltori e perché i servizi per la conservazione della natura avevano bisogno di nomi legittimi per rilasciare i permessi. Sul forum francese Fous de palmiers, un coltivatore segnalava nel gennaio 2013 la rara messa in vendita di semi della specie da parte di un commerciante specializzato.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano o inglese attestato. Il compendio dei nomi vernacoli delle cicadee di Mark Bonta e Roy Osborne riporta per Cycas canalis due nomi aborigeni del Territorio del Nord, walangkirrik in malakmalak e turtur in matngala, tratti da una pubblicazione etnobotanica del 2001. Gli stessi nomi sono indicati anche per Cycas calcicola, che cresce nella stessa regione: probabilmente designano le cicadee in generale più che una sola specie.

In natura

Cycas canalis è endemica del Territorio del Nord. Secondo Hill (1994, 1996) è diffusa e localmente abbondante su vari suoli ben drenati, per lo più lateritici, in boschi radi o boschi dominati da Eucalyptus miniata. È nota vicino alla costa intorno a Channel Point, a nord della foce del fiume Daly, dove è localmente abbondantissima, e in un settore interno apparentemente separato, dall’ovest di Dorisvale ai dintorni di Douglas Hot Springs. La sua presenza sulla costa a sud della foce del Daly è stata riferita, ma nessuna raccolta la conferma.

Stato di conservazione e normativa

Cycas canalis è classificata a minor preoccupazione (LC) nella valutazione di J.D. Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads; la valutazione precedente, di H. Ottley (2010), non è stata consultata. Hill (1994) la riteneva non minacciata a medio termine grazie alla sua abbondanza, pur segnalando due rischi: gli incendi troppo frequenti, che bloccano la riproduzione, e uno sviluppo residenziale e turistico non controllato sulla costa.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas canalis rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 3 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla coltivazione di Cycas canalis, né alcun riscontro di coltivazione sui forum francesi e italiani. Il suo habitat, suoli lateritici drenanti sotto un clima monsonico, fa pensare a una coltivazione in serra calda o in veranda, al sole, in un substrato minerale; è una deduzione dall’habitat, non documentata per la specie.

In Italia

Cycas canalis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e sul forum Tropicamente non è stato trovato alcun messaggio sulla specie. Non è documentata alcuna coltivazione in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas canalis è dioica e si moltiplica per seme; i semi sono raramente in vendita. Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione propria della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume delle radici in un substrato troppo bagnato. In natura gli incendi troppo frequenti sono la principale minaccia per la riproduzione (Hill 1994).

Rusticità

Per Cycas canalis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. La specie vive nel nord tropicale dell’Australia, sotto un clima monsonico, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers la specie è citata solo per una vendita di semi, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. La coltivazione si fa quindi in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto al di fuori dell’Australia.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas canalis, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di tutto. Il composto principale in causa è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali; la scheda riguarda Cycas revoluta, ma il rischio vale per tutto il genere.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas canalis; l’esistenza di nomi aborigeni mostra solo che le cicadee della regione sono conosciute dalle popolazioni locali.

Domande frequenti

Perché «canalis»?

Perché la specie fu trovata a Channel Point, nel Territorio del Nord: canalis significa «canale» in latino.

Cycas canalis è una cicadea blu?

In parte. Le foglie nuove spuntano molto glauche, quasi blu, poi diventano verde lucido.

Esistono più sottospecie?

No, non più. Nel 1994 Hill distingueva una sottospecie carinata a foglie carenate nell’interno; The World List of Cycads la include ora nella specie.

È minacciata?

No. La IUCN la classifica a minor preoccupazione (valutazione del 2022), perché è localmente molto abbondante; incendi troppo frequenti e urbanizzazione costiera restano rischi.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa, ma è improbabile. Non esiste alcun dato sul freddo: è una specie tropicale, da coltivare in vaso al riparo dal gelo.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hill, K.D. (1994). Three new species of Cycas (Cycadaceae) from the Northern Territory, Australia. Telopea 5(4): 693-701. doi:10.7751/telopea19944995 [Protologo: descrizione della specie e delle due sottospecie, habitat, conservazione, etimologia; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Serie Armstrongianosae, anatomia fogliare, chiave delle sottospecie; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Sinonimia con Cycas lane-poolei, pagina 365; testo integrale consultato (archive.org).]
  • Dixon, D. (2004). A review of the gymnosperms of the Northern Territory. The Beagle 20: 1-24. [Rassegna regionale; riferimento ripreso da The World List of Cycads, testo non consultato.]
  • Bonta, M. & Osborne, R. Cycads in the Vernacular: A Compendium of Local Names. The Cycad Society. http://www.cycad.org/documents/Bonta-Osborne-Cycads-Vernacular.pdf [Nomi aborigeni, da Lindsay e colleghi 2001; consultato direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]