Zamia lindenii è una cicadea dell’Ecuador occidentale e dell’estremo nord-ovest del Perù (Tumbes), presente in nove province ecuadoriane, dalla costa del Pacifico ai primi contrafforti delle Ande. Introdotta in Europa nell’Ottocento dall’orticoltore Jean Linden, che ne aveva ricevuto piante dal raccoglitore Benedikt Roezl, questa specie del genere Zamia è stata descritta nel 1875 e per un certo tempo collocata nel genere Aulacophyllum. Secondo osservazioni di appassionati può formare un tronco. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022).
In sintesi: Zamia lindenii
- Nome accettato: Zamia lindenii Regel ex André (1875), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Aulacophyllum lindenii (Regel ex André) Regel (1876)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, in italiano o in altre lingue
- Distribuzione naturale: Ecuador (Azuay, Bolívar, Chimborazo, El Oro, Esmeraldas, Guayas, Los Ríos, Manabí, Pichincha), Perù (Tumbes)
- Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri B2ab(iii), valutazione del 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, semi esclusi dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato sul freddo; fogliame bruciato dal sole diretto in piante cresciute all’ombra (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, spesso sotto copertura forestale; in coltivazione, mezz’ombra consigliata dai coltivatori
- Portamento e dimensioni da adulta: non documentati da una descrizione pubblicata consultata; tronchi di circa 1,5 m osservati da un appassionato in una popolazione
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia lindenii?
Nessuna descrizione botanica pubblicata di Zamia lindenii ha potuto essere consultata: la descrizione originale (tavola 195 dell’Illustration horticole, 1875) si trova sulla Biodiversity Heritage Library, non accessibile al nostro programma, e la letteratura recente è a pagamento. Gli elementi che seguono vengono da osservazioni riferite, da prendere come tali:
- Portamento: un appassionato francese che nel 2012 ha visitato diverse popolazioni in Ecuador riferisce di piante con un tronco di circa 1,5 m in una di esse; altrove ha visto piante sradicate il cui fusto sotterraneo misurava 20-30 cm, spinto in profondità negli anni dalle radici contrattili.
- Foglioline: lisce, secondo lo stesso appassionato, che le usa per distinguere le giovani Zamia lindenii dalle plantule di specie a foglioline pieghettate (striate) come Zamia hamannii o Zamia nesophila.
- Semi: secondo lui, la sarcotesta è rosa e poi rosso-arancio a maturità, come nella maggior parte delle Zamia.
Descrizioni più precise (altezza, numero e dimensioni delle foglie) circolano sui siti di vendita di semi; in mancanza di una fonte verificabile non sono riprese qui.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido nella letteratura scientifica. Lo stesso appassionato ritiene, a titolo personale, che la pianta venduta come Zamia sp. «Emerald», dai semi gialli a maturità, possa essere un ibrido tra Zamia roezlii e Zamia lindenii; nessuno studio conferma l’ipotesi.
Possibili confusioni
La confusione più frequente, nel commercio, è con Zamia poeppigiana, specie del Perù: un membro del forum francese Fous de palmiers segnalava nel 2014 che semi venduti con quel nome da un grande commerciante erano in realtà Zamia lindenii, specie molto più comune in coltivazione. The World List of Cycads cita del resto, a proposito di Zamia lindenii, l’articolo di Calonje e colleghi (2011) che discute il «complesso Zamia poeppigiana».
Allo stadio di plantula, le foglioline lisce la distinguono dalle Zamia a foglioline pieghettate dell’America centrale, spesso seminate insieme dagli appassionati.
Tassonomia
Zamia lindenii è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il nome, attribuito a Eduard Regel, è stato pubblicato nel 1875 da Édouard André nell’Illustration horticole (volume 22, pagina 23, tavola 195), la rivista dello stabilimento di Jean Linden. Nel 1876 Regel lo collocò in un genere nuovo, Aulacophyllum, con il nome di Aulacophyllum lindenii (Gartenflora 25: 141); questo genere non è più riconosciuto e The World List of Cycads lo considera un sinonimo di Zamia.
Il tipo è la tavola 195 stessa, designata lectotipo da Stevenson e Sabato (1986), completata da un epitipo conservato a Kew: una pianta di Roezl coltivata da Linden («Ecuador, ex hort Linden»), designata da Lindström nel 2009. Lo studio filogenetico di Lindstrom e colleghi (2024), basato sui trascrittomi, ha incluso una pianta della provincia di Los Ríos.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Jean Jules Linden (1817-1898), orticoltore, che ricevette piante di questa specie dal raccoglitore Benedikt Roezl e le introdusse in coltivazione (The World List of Cycads, da Haynes, 2022).
La specie è quindi conosciuta in Europa dall’Ottocento. Un membro ceco del forum Fous de palmiers, organizzatore di convegni europei sulle cicadee, affermava nel 2010 che un giardino danese possiede la più antica Zamia lindenii d’Europa; nessun’altra fonte consultata lo conferma.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in spagnolo.
In natura
The World List of Cycads colloca Zamia lindenii in nove province dell’Ecuador occidentale (Azuay, Bolívar, Chimborazo, El Oro, Esmeraldas, Guayas, Los Ríos, Manabí, Pichincha) e nel dipartimento di Tumbes, in Perù. Nessuno studio pubblicato sul suo habitat ha potuto essere consultato.
Il racconto di un appassionato francese, pubblicato nel 2012 sul forum Fous de palmiers, riporta osservazioni sul terreno, da prendere come testimonianza:
- presenta la specie come caratteristica delle foreste secche della costa pacifica dell’Ecuador; non ha ritrovato piante vicino alla località d’origine del tipo, dove la foresta ha lasciato il posto al cacao;
- una popolazione, verso 1500 m di quota, cresceva lungo un piccolo fiume, su pendii quasi desertici coperti di Tillandsia, Puya e cactus, con tronchi di circa 1,5 m; un sentiero aperto da cacciatori aveva mutilato molte piante, ed era in progetto una diga;
- un’altra, a due ore di strada e molto più in basso, occupava colline verdi e umide, anch’essa lungo un fiume; era minacciata dall’estensione dei bananeti e da frane, una delle quali aveva ucciso due vecchie piante femminili;
- la maggior parte delle piante vive all’ombra della volta forestale, con poca luce.
Stato di conservazione e normativa
Zamia lindenii è classificata in pericolo (EN) dalla IUCN, con i criteri B2ab(iii), nella valutazione di Cristina López-Gallego pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads). Questi criteri indicano una superficie occupata ridotta, una popolazione frammentata o limitata a poche località, e un declino della qualità dell’habitat. Le minacce descritte dall’appassionato nel 2012 (piantagioni di cacao e di banane, diga, frane su pendii disboscati) vanno in questa direzione, ma la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, la specie rientra nell’Appendice II della CITES, in cui il genere figura dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383; Species+ conferma questo stato per la specie. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, chiedete documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Zamia lindenii è una delle Zamia sudamericane più seminate dagli appassionati francesi. Alla fine del 2012 un membro del forum Fous de palmiers ha distribuito un centinaio di semi raccolti in Ecuador, e molti partecipanti hanno seguito le loro semine sul forum fino al 2015. I loro resoconti, tutti in coltivazione protetta (serra, veranda, interno), danno alcune indicazioni:
- Germinazione lenta: è stata la specie più lenta a germinare del lotto (insieme a Zamia encephalartoides); chi aveva distribuito i semi contava meno di dieci germinazioni su cinquanta dopo diverse settimane, benché l’embrione fosse ben formato, e il passaggio dalla germinazione alla prima foglia può essere lungo. Diversi partecipanti hanno ottenuto alla fine da due a quattro plantule; alcuni semi sono marciti.
- Metodo: germinazione su vermiculite umida verso 25 °C, poi trapianto in un substrato molto sabbioso, con il seme interrato a metà e l’apice a circa 1 cm sotto la superficie; annaffiature ridotte quando la temperatura scende sotto 20-22 °C.
- Luce: mezz’ombra consigliata all’inizio, perché la specie vive sotto copertura forestale; crescita giudicata buona in serra dal distributore, che nel 2014 la indicava come la sua Zamia più vigorosa.
- Piena terra oltremare: un coltivatore della Guyana francese ha piantato in giardino alcune Zamia lindenii nate da quella semina; una foto del 2015 ne mostra una in primo piano, davanti a una Latania.
Negli Stati Uniti la rivista della Cycad Society ha pubblicato nel 2010 un articolo sulla sua coltivazione alle Hawaii (Holzman, The Cycad Newsletter 33(4): 11), che non ha potuto essere consultato.
In Italia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (le sole occorrenze di «lindenii» riguardano un’altra pianta, Iresine lindenii; ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI). Le esperienze di semina francesi descritte sopra, fatte in serra o in casa, sono però direttamente utili a chi la coltiva in Italia.
Moltiplicazione
Zamia lindenii si moltiplica da seme, con piante maschili e piante femminili distinte. I riscontri degli appassionati insistono sulla pazienza: anche semi maturi possono impiegare mesi a germinare, e poi a emettere la prima foglia. I semi sono esclusi dalla CITES dall’annotazione #4; chiedete un’origine documentata, perché la specie è in pericolo in natura.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita proprio della specie. I seminatori segnalano soprattutto semi che ammuffiscono o marciscono durante la germinazione, e il marciume delle giovani piante in un substrato freddo e fradicio.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia lindenii al freddo. I soli insuccessi documentati riguardano il sole, non il freddo. Nessuna pianta è stata segnalata in piena terra in Europa.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia. In Francia, due riscontri del forum Fous de palmiers, trasferibili ai coltivatori italiani, riguardano la coltivazione in vaso:
- un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) riferisce che nel 2014 alcune Zamia lindenii in vaso, cresciute in serra a mezz’ombra e dimenticate un’ora in pieno sole su una terrazza durante un rinvaso, hanno avuto tutte le foglie bruciate;
- un coltivatore di Nantes (Loira Atlantica) riferisce che le sue giovani piante, passate l’estate 2013 sotto un tunnel, sono state rientrate al caldo il 13 ottobre 2013, una mattina in cui la temperatura era scesa a 6 °C.
Nessuna prova in piena terra è stata pubblicata in Francia né in Italia, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. In attesa di prove, tenetela al riparo dal gelo e dal sole diretto.
Riferimenti internazionali
Nessun dato di freddo è stato trovato fuori dalla Francia. Nella Guyana francese, a clima equatoriale, la specie è stata piantata in piena terra (foto del 2015), senza un resoconto dettagliato.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia lindenii. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Fino a prova contraria, considerate la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Uno studio del 2007 sulle piante usate dai Chayahuita, popolo dell’Amazzonia peruviana, contro le malattie della pelle e la leishmaniosi ha testato un estratto di fusti identificati come Zamia lindenii: ha mostrato solo una debole attività contro il parassita Leishmania amazonensis (Estevez e colleghi, 2007). L’identificazione è dubbia: i Chayahuita vivono in Amazzonia, lontano dall’areale noto della specie, limitato all’Ecuador occidentale e a Tumbes. Nessun altro uso è documentato.
Domande frequenti
Chi era Linden?
Jean Jules Linden (1817-1898), orticoltore, che ricevette piante della specie dal raccoglitore Benedikt Roezl e le introdusse in coltivazione nell’Ottocento.
Dove cresce?
Nell’Ecuador occidentale (nove province, dalla costa ai contrafforti andini) e a Tumbes, in Perù. Un appassionato l’ha osservata sia su colline umide sia verso 1500 m su pendii secchi.
Forma un tronco?
Sì, può. Un appassionato riferisce tronchi di circa 1,5 m in una popolazione ecuadoriana; le giovani piante tengono il fusto sotto terra, tirato verso il basso dalle radici.
I semi germinano facilmente?
Lentamente. Gli appassionati del forum Fous de palmiers hanno atteso settimane, a volte mesi, prima della germinazione e poi della prima foglia; si consigliano una temperatura di circa 25 °C e un substrato sabbioso.
Sopporta il sole?
Male, se è cresciuta all’ombra. Un coltivatore ha visto bruciare tutte le foglie delle sue giovani piante dopo un’ora di pieno sole, nel 2014. Meglio la mezz’ombra.
Resiste al freddo?
Non si sa: non esiste alcun dato. I coltivatori francesi la tengono al riparo e la rientrano già in autunno.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022); le foreste dell’Ecuador occidentale sono state in gran parte trasformate in coltivazioni.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi specifica, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia lindenii: https://cycadlist.org/scientific_name/500 — autori, protologo, tipo ed epitipo, distribuzione, stato IUCN (EN, 2022), etimologia, bibliografia. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussioni su Zamia lindenii in Ecuador (2012): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12431 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12836 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12341&start=15 — osservazioni sul terreno su habitat, portamento e minacce. Forum francese; testimonianza di un appassionato citata come tale.
- Forum Fous de palmiers, discussioni sulle semine di Zamia (2012-2015): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=13490 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=14274 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=19109&start=105 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12464&start=15 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12799 — germinazione, coltivazione, bruciature da sole, confusione commerciale con Zamia poeppigiana, piantagione nella Guyana francese. Forum francese; riscontri datati di coltivatori.
- PubMed Central, Lindstrom e colleghi (2024): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — campionamento di una pianta di Los Ríos nello studio filogenetico del genere. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Journal of Ethnopharmacology, Estevez e colleghi (2007): https://doi.org/10.1016/j.jep.2007.08.007 — prova di attività antileishmaniosi di estratti di piante chayahuita. Articolo con revisione paritaria; riassunto consultato.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia lindenii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/40911/legal — Appendice II della CITES (genere iscritto dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Forum Tropicamente, ricerca «lindenii»: https://www.tropicamente.it/forums/search/lindenii/ — nessun messaggio sulla specie (11 ottobre 2026).
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea, citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
- André, É. (1875). Zamia lindenii. L’Illustration horticole 22: 23, tav. 195. [Protologo; non consultato (Biodiversity Heritage Library non accessibile), citato secondo The World List of Cycads.]
- Stevenson, D.W. & Sabato, S. (1986). Typification of names in Zamia L. and Aulacophyllum Regel (Zamiaceae). Taxon 35(3): 134-144. [Lectotipificazione; non consultato, citato secondo The World List of Cycads.]
- Lindström, A.J. (2009). Typification of some species names in Zamia L. (Zamiaceae), with an assessment of the status of Chigua D. Stev. Taxon 58(1): 265-270. [Designazione dell’epitipo; non consultato, citato secondo The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Esquivel, H.E., Stevenson, D.W., Calonje, C. & Pava, D. (2011). A new arborescent species of Zamia from the Central Cordillera of Tolima, Colombia (Cycadales, Zamiaceae), with comments on the Z. poeppigiana species complex. Brittonia 63(4): 442-451. doi:10.1007/s12228-011-9190-4 [Non consultato (accesso a pagamento).]
- Holzman, G. (2010). Growing Zamia lindenii in Hawaii. The Cycad Newsletter 33(4): 11. [Rivista di società specializzata; non consultata, citata secondo The World List of Cycads.]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Testo integrale consultato su PubMed Central.]
- Estevez, Y., Castillo, D., Pisango, M.T., Arevalo, J., Rojas, R., Alban, J., Deharo, E., Bourdy, G. & Sauvain, M. (2007). Evaluation of the leishmanicidal activity of plants used by Peruvian Chayahuita ethnic group. Journal of Ethnopharmacology 114(2): 254-259. doi:10.1016/j.jep.2007.08.007 [Riassunto consultato.]
- López-Gallego, C. (2022). Zamia lindenii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T187839A1829121. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T187839A1829121.en [Valutazione in vigore; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia dell’epiteto, ripresa da The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]