Zamia multidentata

Zamia multidentata è una cicadea dell’Amazzonia occidentale, scoperta nella piana alluvionale del rio Moa, ai piedi della Serra do Divisor, nello stato brasiliano di Acre, e segnalata in seguito anche in Perù. Descritta nel 2023, questa specie del genere Zamia si distingue per un tronco aereo sottilissimo e per foglioline dal margine irto di 30-49 denti. Non è ancora stata valutata dalla IUCN; i suoi autori propongono di classificarla in pericolo.

In sintesi: Zamia multidentata

  • Nome accettato: Zamia multidentata Calonje, Segalla & R.S.Pimenta (2023), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Brasile (Acre, comune di Mâncio Lima, 200-220 m); The World List of Cycads aggiunge il Perù (Huánuco, Loreto, San Martín)
  • Stato IUCN: non valutata (NE); in pericolo (EN) proposta dagli autori nel 2023
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione del genere; semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sottobosco di foresta alluvionale con palme, suoli di piana inondabile ricchi di sabbie fini
  • Portamento e dimensioni adulte: tronco aereo alto 16-45 cm, di 4-6,2 cm di diametro; da 8 a 14 foglie lunghe 114-152 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia multidentata?

La si riconosce dalla combinazione di quattro caratteri: un tronco aereo sottile (6,2 cm al massimo), foglioline ellittiche dalla lunga punta, molto dentate e segnate da una piega in rilievo sulla pagina superiore, coni femminili con un lungo peduncolo e squame femminili piatte. Il protologo di Rosane Segalla, Ricardo Soares Pimenta e Michael Calonje (2023) precisa:

  • Tronco: aereo, cilindrico, in genere solitario, alto 16-45 cm e di 4-6,2 cm di diametro.
  • Foglie: da 8 a 14 per corona, piuttosto erette, lunghe 114-152 cm; picciolo di 35-83 cm, da moderatamente a fortemente armato di aculei di 1,7-5 mm; picciolo e rachide coperti da una peluria grigia sulle foglie giovani.
  • Foglioline: da 10 a 26, da papiracee a cartacee, da ovate a ellittiche con una lunga punta, con una piega longitudinale in rilievo sulla pagina superiore; margine fortemente dentato oltre il quarto inferiore, con 30-49 denti; 36-47 nervature; quelle mediane misurano 18,2-21,7 cm per 4,3-9,3 cm.
  • Foglie giovani: verde chiaro.
  • Plantule: prima foglia con quattro foglioline dentate.
  • Coni maschili: da 1 a 5 per fusto, conico-cilindrici, di 8,2-8,3 cm per 1,4-1,5 cm, con peluria da bruna a grigio-bruna, su un peduncolo di circa 9 cm; 13-17 sacche polliniche per squama.
  • Coni femminili: uno per fusto, cilindrici, di 16,2-18 cm per 4,7-5,6 cm, porpora-bruno scuro quando spuntano e poi bruno-arancio, su un peduncolo di 15-19 cm; squame piatte, non sporgenti.
  • Semi: ovoido-piramidali, con involucro carnoso da rosso a rosso-arancio, di 17,4-18,6 mm per 9-11 mm.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

Le specie amazzoniche che più le somigliano vivono a centinaia di chilometri di distanza, senza sovrapposizione di areale. Il protologo e la descrizione di Zamia urarinorum (2026) indicano queste differenze:

  • Zamia hymenophyllidia (Amazonas colombiano, Loreto peruviano): anch’essa ha un tronco sottile e foglioline pieghettate sulla pagina superiore, ma le sue foglioline sono membranose, con 0-11 denti e 21-28 nervature in rilievo; 10-12 sacche polliniche per squama;
  • Zamia urep (Huánuco, Perù): senza tronco aereo, foglioline piane con nervature molto rilevate, 18-29 denti, foglie giovani brune;
  • Zamia urarinorum (foreste paludose del Loreto, descritta nel 2026): soltanto 2-5 foglie, foglioline più lunghe (fino a 45,6 cm), da strettamente ellittiche a lanceolate, con denti limitati al terzo superiore.

Tassonomia

The World List of Cycads accetta il nome Zamia multidentata; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu descritta il 19 maggio 2023 su Phytotaxa (volume 598, pagine 21-31) da Rosane Segalla (Istituto federale del Mato Grosso), Ricardo Soares Pimenta (Istituto botanico R. Pimenta, San Paolo) e Michael Calonje (Montgomery Botanical Center). Non ha mai portato altri nomi.

Gli autori ricordano che le Zamia dell’Amazzonia sono il gruppo meno conosciuto del genere: quelle analizzate appartengono a uno stesso clade, ma i rapporti tra le specie restano irrisolti. La parentela di Zamia multidentata con Zamia hymenophyllidia, suggerita dalla morfologia, non è quindi dimostrata. Il loro lavoro ha anche mostrato che Zamia hymenophyllidia, ritenuta una specie a fusto sotterraneo, forma talvolta un tronco sottile: con Zamia poeppigiana e, dal 2026, Zamia urarinorum, le Zamia amazzoniche con tronco aereo salgono così a quattro.

Etimologia e storia

L’epiteto multidentata viene dal latino multi, «molti», e dentatus, «dentato»: si riferisce ai numerosi denti del margine delle foglioline.

Nel 2015 un abitante di Mâncio Lima, Francisco Assis F. Silva, segnalò a Ricardo Soares Pimenta e ai suoi colleghi una Zamia dal tronco sottile che poteva essere nuova. La specie fu ritrovata nel settembre 2020 nel parco nazionale della Serra do Divisor, durante ricerche sulle Zamia dell’Amazzonia, e poi studiata nel giugno 2021. Una ricerca negli erbari mostrò che non era mai stata raccolta prima. Il tipo fu raccolto il 26 settembre 2020 a Mâncio Lima, a 220 m, da Rosane Segalla e L.V. Lima (n. SDMR 01); l’olotipo è conservato all’orto botanico di Rio de Janeiro (RB).

Nomi comuni

Per questa specie non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in portoghese o in spagnolo.

In natura

Zamia multidentata cresce nel bacino dell’alto Juruá, nell’ecoregione delle foreste umide dell’Amazzonia sud-occidentale. È stata osservata soltanto in una foresta ombrofila alluvionale aperta con palme, sui suoli della piana inondabile del rio Moa, ai piedi della Serra do Divisor, una catena isolata dalle creste molto frastagliate che segna il confine tra Brasile e Perù. Questi suoli, formati da sedimenti recenti, sono ricchi di sabbie fini e più fertili di quelli della serra.

Il clima è caldo e molto umido: 2500-2750 mm di pioggia all’anno, oltre 60 mm anche nei mesi più secchi (da giugno a settembre), una temperatura media annua di 25 °C, una minima media di 20,8 °C nel mese più fresco e una massima media di 28,6 °C nel più caldo.

Nella zona studiata la specie era rara, con individui sparsi nel sottobosco, su terreno piano o in leggero pendio, e pochissime plantule e piante giovani. I coni compaiono da aprile a giugno; l’impollinazione avviene tra maggio e giugno, poi i coni femminili maturano per circa un anno e i semi cadono da maggio a luglio dell’anno successivo. Le foglie nuove spuntano da ottobre a dicembre. Impollinatore e agenti di dispersione non sono noti; non è stata vista alcuna traccia dei bruchi di Eumaeus.

Il protologo conosceva soltanto due località in Brasile, a 30 km l’una dall’altra e a 20 km dal confine peruviano, e osservava che la specie poteva esistere anche in Perù. The World List of Cycads la segnala oggi nei dipartimenti peruviani di Huánuco, Loreto e San Martín, e mostra un’osservazione fotografica nel Loreto del giugno 2026; i dati su cui si basa questa estensione non sono pubblicati nelle fonti consultate.

Stato di conservazione e normativa

Zamia multidentata non è ancora stata valutata dalla IUCN (NE in The World List of Cycads). Nel 2023 i suoi autori raccomandavano di classificarla in pericolo (EN), secondo i criteri B1ab(i,ii,iii,iv,v)+2ab(i,ii,iii,iv,v); C2(i): due località note, un areale di 25 km², una superficie occupata di 8 km² e un declino dell’habitat. La località tipo è protetta dal parco nazionale; l’altra, fuori dal parco, subisce un disboscamento continuo da 40 anni. Guide locali hanno riferito che piante selvatiche erano state prelevate nella regione per il mercato orticolo. Questa proposta è anteriore alle segnalazioni peruviane.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia multidentata rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ non cita ancora la specie per nome, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e dunque la copre (consultazione del 3 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione propria di Zamia multidentata, e il protologo non cita alcuna pianta coltivata. I prelievi segnalati per il mercato orticolo fanno pensare che la specie circoli senza un’origine nota: diffidate di qualsiasi offerta di piante selvatiche.

In Italia non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca del suo nome sul forum Tropicamente non dà alcun risultato. Lo stesso vale per il forum francese Fous de palmiers.

Il suo habitat indica una pianta di sottobosco tropicale, caldo e umido tutto l’anno, su suolo alluvionale sabbioso; non è stata pubblicata alcuna prova di coltivazione.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato sulla germinazione proprio della specie; si sa solo che la prima foglia delle plantule porta quattro foglioline dentate. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; bisogna comunque assicurarsi che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia; in natura non è stato osservato alcun danno da bruchi di Eumaeus.

Rusticità

Per Zamia multidentata non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Nel suo areale la minima media del mese più fresco è di 20,8 °C: nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. La pianta va tenuta in serra calda.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun dato sul freddo né alcun riscontro di coltivazione fuori dall’Italia e dalla Francia, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia multidentata. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso per questa specie.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia multidentata?

Nell’Amazzonia occidentale: piana alluvionale del rio Moa, ai piedi della Serra do Divisor (Acre, Brasile), tra 200 e 220 m; The World List of Cycads la segnala anche in Perù (Huánuco, Loreto, San Martín).

Da dove viene il nome?

Dal latino multi, «molti», e dentatus, «dentato»: le sue foglioline portano 30-49 denti, più di quelle delle specie vicine.

Ha un tronco?

Sì. A differenza della maggior parte delle Zamia amazzoniche forma un tronco aereo, ma sottilissimo: alto 16-45 cm per 4-6,2 cm di diametro.

Come si distingue da Zamia hymenophyllidia?

Dalle foglioline da papiracee a cartacee, molto dentate (30-49 denti) e con nervature poco rilevate, mentre quelle di Zamia hymenophyllidia sono membranose, poco dentate e con nervature marcate.

È minacciata?

Non è stata valutata dalla IUCN. Nel 2023 i suoi autori proponevano di classificarla in pericolo: due località note in Brasile, di cui una disboscata, e prelievi per il mercato orticolo.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Quasi certamente no. Non esiste alcun dato sul freddo e le minime medie del suo areale non scendono sotto i 20 °C: la scelta prudente è la serra calda.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia multidentata: https://cycadlist.org/scientific_name/898 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
  • Phytotaxa, Zamia multidentata (Cycadales, Zamiaceae), a new arborescent species of Zamia from Acre, Brazil (2023): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.598.1.2 — descrizione, tipo, habitat, suoli, clima, fenologia, conservazione, confronto con Zamia hymenophyllidia e Zamia urep. Articolo con revisione paritaria (CC BY-NC); testo integrale consultato.
  • Phytotaxa, Zamia urarinorum, a new cycad species from wetland forests of Loreto, Peru (2026): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.741.1.1 — confronto con Zamia multidentata, Zamia amazzoniche con tronco. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — appendice II della CITES per tutto il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • Tropicamente, ricerca nel forum: https://www.tropicamente.it/forums/search/multidentata/ — nessun messaggio su questa specie (consultata l’11 ottobre 2026).

Bibliografia

  • Segalla, R., Pimenta, R.S. & Calonje, M. (2023). Zamia multidentata (Cycadales, Zamiaceae), a new arborescent species of Zamia from Acre, Brazil. Phytotaxa 598(1): 21-31. doi:10.11646/phytotaxa.598.1.2 [Protologo; testo integrale consultato.]
  • Calonje, M., Zárate-Gómez, R., Jones, M.A., Segalla, R. e coll. (2026). Zamia urarinorum (Cycadales, Zamiaceae), a new cycad species from wetland forests of Loreto, Peru. Phytotaxa 741(1): 1-17. doi:10.11646/phytotaxa.741.1.1 [Testo integrale consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]