Zamia hamannii

Zamia hamannii è una cicadea endemica dell’isola Escudo de Veraguas, al largo della costa caraibica di Panama (provincia di Bocas del Toro). Questa specie del genere Zamia, descritta nel 2008, appartiene al gruppo di Zamia skinneri, dalle grandi foglioline plissettate, e cresce nella foresta fino a ridosso della riva del mare. È classificata vulnerabile dalla IUCN, e nel 2022 vi sono stati sequestrati prelievi illegali.

L’essenziale su Zamia hamannii

  • Nome accettato: Zamia hamannii A.S.Taylor, J.L.Haynes e Holzman (2008), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni attribuite in passato a Zamia skinneri
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Panama, isola Escudo de Veraguas (Bocas del Toro), unica località nota
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU), valutazione del 2022, criteri D1+2 («in pericolo critico» proposto dagli autori della descrizione nel 2008)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato sul freddo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta tropicale umida su pendii costieri (humus acido su argillite) e spiagge di sabbia calcarea, talvolta sommerse dal mare; mezz’ombra in coltivazione secondo alcuni coltivatori
  • Portamento e dimensioni da adulta: tronco fino a 2,4 m di altezza e 7,5-20 cm di diametro, talvolta ramificato; fino a 27 foglie di 1,06-2,27 m, con 5-10 paia di foglioline (le mediane di 26-62 cm per 7-13 cm)
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia hamannii?

È una grande Zamia a tronco del gruppo di Zamia skinneri, le Zamia centroamericane a foglioline larghe e plissettate; le sue foglie giovani, bruno rosate o rosa e coperte da una peluria argentea, la distinguono. Un botanico del ministero panamense dell’Ambiente la descriveva nel 2022 come una pianta terrestre, molto attraente e di grandi dimensioni. Le misure seguenti vengono dalla descrizione originale (Taylor, Haynes e Holzman, 2008):

  • Tronco: alto fino a 2,4 m (di solito 2 m) e largo 7,5-20 cm, solitario, talvolta ramificato vicino alla base o alla cima dopo una ferita.
  • Foglie: di 1,06-2,27 m, fino a 27 per corona (12 in media), con 5-10 paia di foglioline (8 in media); spuntano bruno rosate o rosa, coperte da una peluria argentea, si distendono assumendo una tinta arancio rosata, poi diventano verde scuro lucido; picciolo di 48-110,5 cm, verde scuro quasi nero.
  • Foglioline: da ellittiche a oblungo-ellittiche, a cuneo alla base, acuminate, plissettate tra le nervature, con margine regolarmente dentato nel terzo superiore; le apicali misurano 23-51 cm per 4-14 cm, le mediane 26-62 cm per 7-13 cm, le basali 35-49 cm per 5,5-13 cm.
  • Coni maschili: solitari o da 2 a 6, conico-cilindrici, di 9-12 cm per 1,5-2 cm, con peluria da giallastra a giallo brunastra; peduncolo di 2,1-5 cm.
  • Coni femminili: solitari, cilindrico-globosi, di 11-28 cm per 7-9 cm, dapprima con peluria da giallo bruna a fulva, poi verdi o verde grigiastri, eretti o appena inclinati a maturità; peduncolo di 5-6,5 cm.
  • Semi: da ovoidi a globosi, di 2,4-2,8 cm per 1,4-1,8 cm, fino a 300 per cono, con sarcotesta rosso vivo.
  • Plantule: prime foglie con quattro foglioline piuttosto strette e acuminate.

Secondo i suoi autori, Zamia hamannii si distingue da Zamia skinneri per le foglioline più lunghe, le foglie giovani da rosa ad arancio rosato e fittamente argentate (verde vivo e glabre in Zamia skinneri) e i semi molto più globosi.

In questo gruppo il colore delle foglie giovani fa da riferimento. Secondo l’articolo del 2008, il nome Zamia skinneri si applica alle piante a foglie giovani verdi della costa di Bocas del Toro. Per un coltivatore francese che ha raccolto i semi sull’isola nel 2012, i semenzali di Zamia hamannii hanno foglioline striate verde bruno; colloca anche la specie, come Zamia imperialis, tra le Zamia la cui foglia nuova spunta bruna, mentre quella di Zamia skinneri spunta sempre verde. Lo stesso osservatore parla di foglie «mostruose» negli adulti.

Ibridi

Non è dimostrato alcun ibrido. Lo stesso coltivatore ipotizzava nel 2014 e nel 2015, sul forum Fous de palmiers, eventuali popolazioni ibride tra Zamia skinneri e Zamia hamannii, o tra Zamia hamannii e Zamia imperialis sul continente; è un’ipotesi di amatore, non pubblicata.

Possibili confusioni

  • Zamia skinneri, della costa continentale di Bocas del Toro, da cui la specie è stata separata nel 2008: foglie giovani verdi;
  • Zamia imperialis, di Panama centrale, descritta nello stesso articolo: foglie giovani da rosse a brune, come Zamia hamannii;
  • Zamia nesophila, altra specie di Bocas del Toro descritta nello stesso articolo: secondo il coltivatore citato sopra, i suoi semenzali hanno foglioline verde molto chiaro;
  • Zamia neurophyllidia, a foglioline nervate più strette, ampiamente diffusa in America centrale.

Anche semi di una Zamia continentale vicina, chiamata «Zamia sp. Punta Valiente», sono circolati tra amatori nel 2012: non vanno confusi con quelli dell’isola.

Tassonomia

La specie è stata descritta nel 2008 da Alberto S. Taylor, Jody L. Haynes e Greg Holzman sul Botanical Journal of the Linnean Society (158: 399-429), in un articolo dedicato al complesso di Zamia skinneri in America centrale. L’articolo precisa l’applicazione del nome Zamia skinneri alle piante a foglie giovani verdi della costa di Bocas del Toro e descrive nuove specie per popolazioni fino ad allora riunite sotto quel nome, tra cui Zamia imperialis, Zamia nesophila e Zamia hamannii. Gli autori hanno delimitato queste specie in base alla separazione geografica delle popolazioni e al confronto di misure su un massimo di 50 piante in una dozzina di popolazioni; hanno omesso di proposito le località precise, per ragioni di conservazione.

L’esemplare tipo (A.S. Taylor B., J.L. Haynes e G. Holzman ASTB04-ZE1) è stato raccolto il 18 settembre 2004 a Bocas del Toro, su una piccola collina a vegetazione arbustiva vicino alla riva, a 2 m di quota; l’olotipo è conservato nell’erbario dell’Università di Panama (PMA), con isotipi a MO, NY, US e XAL.

Etimologia e storia

La specie è dedicata a Gregg Hamann, di San Diego (California), che l’ha scoperta e ha finanziato la spedizione durante la quale sono stati riuniti la maggior parte dei dati e dei campioni serviti a descriverla (Taylor e colleghi, 2008; Haynes, 2022).

I suoi semi sono arrivati nelle collezioni francesi attraverso gli amatori. Nel novembre 2012 un coltivatore di ritorno da un viaggio in America centrale ha distribuito gratuitamente ai membri del forum Fous de palmiers un centinaio di semi di Zamia hamannii, raccolti sull’isola dopo aver trovato una barca per raggiungerla.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome volgare, e non esiste un nome italiano.

In natura

The World List of Cycads cita soltanto la provincia di Bocas del Toro; secondo il ministero panamense dell’Ambiente (MiAmbiente), citato dall’emittente TVN nell’aprile 2022, la specie cresce soltanto sull’isola Escudo de Veraguas, un’area protetta creata nel 2009 e amministrata dalla direzione di MiAmbiente della comarca Ngäbe-Buglé, dove vive naturalmente nelle zone costiere. Secondo la descrizione originale è una specie insulare e costiera di bassa quota, che cresce spesso su pendii ripidi nella foresta tropicale umida, vicino al mare e talvolta a strapiombo sulle onde, ma anche nella sabbia delle spiagge; i suoi tronchi sono talvolta in parte sommersi dal mar dei Caraibi, il che ne fa una delle rare Zamia arborescenti davvero tolleranti all’acqua di mare (Taylor e colleghi, 2008).

Suoli e clima. Sui pendii il suolo è uno strato di humus acido sopra un’argillite tenera; un po’ più all’interno le colline basaltiche sono coperte da un humus anch’esso acido. Le piante vi crescono tra liane, eliconie e grandi alberi, in un ambiente fresco, ombreggiato e umido. Sulle spiagge, in piccole insenature riparate ma raggiunte dalle tempeste, il «suolo» è una sabbia calcarea basica; lì le piante sono meno numerose, in pieno sole, con foglie e tronchi più corti, e si riproducono molto meno. Il clima di Bocas del Toro è tropicale, con piogge abbastanza regolari tutto l’anno; il suolo è raramente secco (Taylor e colleghi, 2008).

Riproduzione. I coni compaiono probabilmente verso maggio o giugno; il polline è liberato e i coni femminili sono ricettivi in settembre-ottobre, e i semi impiegano circa dodici mesi a maturare. Nei coni maschili sono stati trovati numerosi coleotteri del genere Pharaxonotha, senza prova diretta dell’impollinazione per questa specie. La maggior parte delle plantule cresce sotto la pianta madre o a meno di un metro; per le piante delle spiagge, gli autori ipotizzano una dispersione dei semi da parte dei granchi terrestri (Taylor e colleghi, 2008).

Popolazioni. Nel 2008 le due sottopopolazioni note contavano circa 1 000 piante di tutte le età, il 90 % sui pendii ricchi di humus, con forse qualche centinaio di adulti, su meno di 1 km² (Taylor e colleghi, 2008).

Stato di conservazione e normativa

Zamia hamannii è classificata vulnerabile (VU) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 di Alberto Taylor-Blake, Jody Haynes e Greg Holzman, per i criteri D1+2: popolazione molto piccola o limitata a una superficie o a un numero di località molto ridotti. Nel 2008 gli autori della descrizione raccomandavano la categoria «in pericolo critico» (CR B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v)), perché era nota una sola popolazione, su meno di 1 km²; non rilevavano allora alcun prelievo per il commercio, essendo la popolazione isolata e poco accessibile, ma citavano un eventuale sviluppo turistico come minaccia (Taylor e colleghi, 2008).

Il prelievo è una minaccia concreta. Nell’aprile 2022 MiAmbiente ha fermato, durante un controllo nell’area protetta Escudo de Veraguas-Degó, quattro persone, due panamensi e due statunitensi, a bordo di un’imbarcazione con sette piante di Zamia hamannii e altri vegetali prelevati senza autorizzazione; è stato avviato un procedimento amministrativo e la giustizia è stata informata. A Panama la raccolta della specie in natura è vietata senza permesso del ministero.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia hamannii rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4, che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.

Species+ non ha una scheda propria per questa specie, coperta dall’iscrizione «Zamia spp.». Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads (consultata l’11 ottobre 2026), perché la Lista rossa non è stata consultabile direttamente. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e chiedete al venditore i documenti di provenienza.

Coltivazione

La specie è coltivata in Francia dal 2013 grazie ai semi distribuiti sul forum Fous de palmiers, sempre al riparo. Il coltivatore che li aveva raccolti dava questi consigli nel 2012 e nel 2013: niente pieno sole (la specie tollera un po’ di sole, meno di Zamia nesophila), mezz’ombra o ombra, calore, forte umidità dell’aria per ottenere foglie grandi, ma con aria che circola, e un substrato drenante mantenuto umido. Troppa luce fa ingiallire il fogliame delle Zamia di questo gruppo. Lui stesso teneva le sue piante in veranda, a circa 21 °C tutto l’anno.

Sono consigli di amatore, coerenti con l’ambiente insulare e umido della specie, ma nessun dato pubblicato li conferma. Il vivaio specializzato francese Cycadales.eu colloca la specie (2023) tra le Zamia «difficili» delle foreste di bassa quota dell’America centrale, da coltivare in serra o veranda riscaldata, con notti intorno a 22 °C, giornate tra 28 e 30 °C e un’umidità dell’aria tra 70 e 90 %.

Moltiplicazione

Il seme è l’unico metodo documentato, e funziona bene. Secondo i membri del forum Fous de palmiers che hanno ricevuto semi alla fine del 2012, Zamia hamannii germina molto in fretta, come le altre Zamia a foglioline nervate, e produce presto la prima foglia, a differenza di Zamia lindenii. Un coltivatore del Gard ha visto germinare il primo seme il 7 gennaio 2013, una dozzina di giorni dopo la semina (26 dicembre 2012), a 28-29 °C. Altri membri (regione di Nantes, Dordogna) segnalavano germinazioni a metà gennaio 2013; un altro contava in marzo due semi germinati su cinque, due marciti e uno senza reazione.

Il coltivatore che li distribuiva faceva germinare i semi su vermiculite umida, sopra un’acqua riscaldata da una resistenza per acquari verso 25 °C, poi li piantava in un substrato molto sabbioso, interrati a metà in verticale, appena la radice raggiungeva circa 1 cm. Consigliava di seminare sopra i 20 °C senza lasciar seccare il substrato. I semi sono esclusi dai controlli CITES (annotazione #4).

Malattie e parassiti

L’unico problema riferito riguarda la semina: nel gennaio 2013 un coltivatore della Dordogna segnalava una muffa che invadeva la terrina di Zamia hamannii, pur sterilizzata, e la attribuiva ai resti dell’involucro carnoso rosso dei semi, non puliti. Pulire bene la sarcotesta prima della semina limita il rischio. In natura grosse formiche che pungono si riparano nelle basi delle foglie e difendono la pianta, senza danni da erbivori osservati; una macchia fogliare dovuta a un fungo vicino a Mycoleptodiscus indicus colpisce alcune piante delle spiagge esposte al sole, senza effetti notevoli, mentre in coltivazione questo fungo può distruggere rapidamente plantule e giovani piante non trattate (Taylor e colleghi, 2008).

Rusticità

Non esiste alcun dato affidabile sulla resistenza di Zamia hamannii al freddo. È una specie di bassa quota di un’isola tropicale umida, coltivata in Europa soltanto al riparo riscaldato.

In Italia

Non è stata segnalata alcuna coltivazione in Italia, in nessuna zona climatica (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole). Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).

Esperienze francesi

In Francia nessuna coltivazione in piena terra è segnalata e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. I coltivatori del forum Fous de palmiers che l’hanno seminata nel 2012-2013 (Gard, Dordogna, regione di Nantes, Ain o Hérault) la tengono in serra o in veranda riscaldata. Il clima del Sud-Est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane; queste esperienze indicano che anche in Italia la specie va coltivata al caldo e al riparo.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun riscontro verificabile. Una testimonianza di seconda mano su piante coltivate in piena terra in Grecia (forum Fous de palmiers, 2015), senza luogo né data precisi, è stata scartata.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia hamannii. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: nelle Zamia sono stati trovati glicosidi tossici (cicasina, macrozamina, metilazossimetanolo), e l’ASPCA, il centro antiveleni veterinario statunitense, cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nessun uso è documentato con certezza: nel 2008 gli autori della descrizione notavano piante tagliate dall’uomo, che avevano formato una nuova gemma, forse per un uso medicinale come quello di Zamia nesophila su altre isole di Bocas del Toro (Taylor e colleghi, 2008). L’interesse ornamentale della specie, che alimenta i prelievi illegali, è sottolineato da MiAmbiente.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia hamannii?

Soltanto sull’isola Escudo de Veraguas, al largo della costa caraibica di Panama, nella foresta e vicino alla riva, fino sulle spiagge; i suoi tronchi sopportano perfino di stare in parte nell’acqua di mare.

Quanto diventa grande?

È grande per una Zamia: il tronco raggiunge 2,4 m (di solito 2 m) per 20 cm di diametro, e le foglie superano i 2 m, con foglioline lunghe fino a 62 cm e larghe fino a 14 cm (Taylor e colleghi, 2008).

Perché «hamannii»?

In onore di Gregg Hamann, di San Diego, che ha scoperto la specie e finanziato la spedizione che ha permesso di descriverla.

Come si distingue da Zamia skinneri?

Soprattutto dalle foglie giovani: verde vivo e glabre in Zamia skinneri, da bruno rosate ad arancio rosate e coperte da una peluria argentea in Zamia hamannii, che ha anche foglioline più lunghe e semi più globosi. Anche la provenienza aiuta: un’isola per Zamia hamannii, la costa continentale di Bocas del Toro per Zamia skinneri.

È minacciata?

Sì. È classificata vulnerabile (VU) dalla IUCN dal 2022: una sola isola, popolazioni piccole e prelievi illegali (sequestro di sette piante nel 2022).

I semi germinano facilmente?

Sì, secondo gli amatori francesi: germinazione rapida a 25-29 °C e prima foglia prodotta presto. Bisogna pulire bene l’involucro rosso per evitare le muffe.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No: nessun dato sostiene una coltivazione in piena terra. Si coltiva in serra o in veranda riscaldata, a mezz’ombra e in atmosfera umida.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Taylor, A.S., Haynes, J.L. & Holzman, G. (2008). Taxonomical, nomenclatural and biogeographical revelations in the Zamia skinneri complex of Central America (Cycadales: Zamiaceae). Botanical Journal of the Linnean Society 158(3): 399-429. doi:10.1111/j.1095-8339.2008.00886.x [Descrizione originale; testo integrale letto per la scheda francese: descrizione, tipo, habitat e suoli, fenologia, impollinazione, parassiti, popolazioni, stato proposto.]
  • Taylor-Blake, A., Haynes, J. & Holzman, G. (2022). Zamia hamannii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T187836A1828804. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]