Zamia huilensis è una cicadea con tronco della Colombia, endemica delle pendici della cordigliera Orientale nel dipartimento di Huila, dove cresce tra 1000 e 1750 m di quota in piccoli lembi di foresta. Questa specie del genere Zamia è stata descritta nel 2012, dopo il ritrovamento di popolazioni che nessuno raccoglieva più dal 1945; nella regione è chiamata «palma de monte». La IUCN la classifica in pericolo.
In sintesi: Zamia huilensis
- Nome accettato: Zamia huilensis Calonje, H.E.Esquivel & D.W.Stev. (2012), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; due vecchie raccolte di Algeciras erano attribuite a Zamia poeppigiana da Stevenson (2001, 2004)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: «palma de monte» (spagnolo, comune di Hobo, Huila); nessun nome italiano
- Distribuzione naturale: Colombia, dipartimento di Huila (comuni di Algeciras, Garzón, Hobo; una raccolta anche a Pitalito)
- Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione del 2022, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v); nel 2012 gli autori proponevano CR
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esentati); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato di coltivazione; nel suo habitat temperature da 13 a 30 °C, media annua da 18 a 23 °C (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: sottobosco di foresta premontana umida, su pendii di 25-60°, suoli scuri un po’ sabbiosi su granito, coperti di humus
- Portamento e dimensioni adulte: fusto eretto alto fino a 110 cm e largo 7-12 cm, talvolta ramificato; fino a 17 foglie di 160 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia huilensis?
Secondo la descrizione originale (Calonje e collaboratori, 2012, Caldasia) è una Zamia con tronco: il fusto aereo, da globoso a cilindrico, eretto, raggiunge 110 cm di altezza per 7-12 cm di larghezza; di solito è solitario, talvolta ramificato. Porta fino a 17 foglie diritte o leggermente arcuate, lunghe al massimo 160 cm, con un picciolo di 53 cm al massimo, poco o mediamente armato di aculei di 2 mm, e un rachide di 116 cm.
Le foglioline, fino a 21 paia, sono coriacee, lineari-lanceolate, con la punta molto affusolata, diritte o leggermente falcate, verde chiaro quando spuntano e poi verde vivo e lucide. Il margine porta da 20 a 60 denti sulla metà o sui due terzi superiori; le foglioline mediane misurano 16-30 cm per 3,8-5,2 cm. I coni maschili, da 2 a 6 per fusto, raggiungono 14 cm per 3, coperti da un feltro giallo-beige. I coni femminili, uno o due, eretti e cilindrici, di 10-30 cm per 7-11 cm, passano dal beige giallastro al verde a maturità, su un peduncolo corto di 2-5 cm. I semi hanno un involucro carnoso arancione vivo e misurano 2,5-3,2 cm.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido.
Possibili confusioni
La descrizione originale la confronta con due specie colombiane:
- Zamia muricata, delle pianure orientali della Colombia (popolazioni attribuite dal 2022 a Zamia orinoquiensis), con foglioline di forma simile: ha però un fusto sotterraneo, coni femminili da bruno scuro a neri su lunghi peduncoli e sporangi delle squame maschili divisi in due gruppi (un solo gruppo in Zamia huilensis);
- Zamia tolimensis, del vicino Tolima, con organi riproduttori paragonabili: è una pianta molto più grande, con foglioline fortemente falcate, dentate solo nella metà superiore.
Zamia poeppigiana, alla quale erano state attribuite vecchie raccolte del Huila, è una specie molto più grande delle foreste amazzoniche del Perù; secondo gli autori non è presente in Colombia e difficilmente si può confondere.
Tassonomia
La specie è stata descritta nel dicembre 2012 sulla rivista colombiana Caldasia (34: 283-290) da Michael Calonje, Héctor E. Esquivel, Gustavo Morales, Yeison A. Mora-Lizcano e Dennis W. Stevenson; il nome è attribuito a Calonje, Esquivel e Stevenson. L’esemplare tipo (H.E. Esquivel e coll. 3791) fu raccolto il 16 gennaio 2012 a Garzón, tra 1100 e 1200 m; l’olotipo è conservato nell’erbario TOLI dell’Università del Tolima, con isotipi in nove erbari (COL, CUVC, FAUC, HUA, HUAZ, HUQ, JAUM, SURCO e TOLI).
Prima di questi lavori si conoscevano soltanto tre raccolte di Zamia del Huila: quella del naturalista tedesco Friedrich Carl Lehmann vicino ad Altamira nel 1896, e altre due vicino ad Algeciras, dei botanici statunitensi Francis R. Fosberg nel 1942 ed Elbert L. Little Jr. nel 1945, che cercavano alberi di china selvatici per la produzione di chinino. Stevenson (2001, 2004) aveva attribuito queste due ultime raccolte a Zamia poeppigiana. In pratica, vecchie segnalazioni di Zamia poeppigiana in Colombia riguardano in realtà questa specie o Zamia tolimensis.
Etimologia e storia
L’epiteto rimanda al dipartimento di Huila, dove la specie è endemica. Nel gennaio 2012 un gruppo dell’Università Surcolombiana di Neiva, dell’Università del Tolima, dell’orto botanico José Celestino Mutis di Bogotá e del Montgomery Botanical Center (Florida) ritrovò cinque popolazioni di questa pianta «perduta» nei comuni di Algeciras, Garzón e Hobo. Il Montgomery Botanical Center ricorda che allora non si sapeva se la specie esistesse ancora in natura: la regione era stata in gran parte disboscata per l’allevamento e l’agricoltura. Era la quarta specie di Zamia descritta in Colombia in quattro anni.
Nomi comuni
Nel comune di Hobo la specie è chiamata palma de monte («palma di montagna», in spagnolo), secondo la descrizione originale. Questo nome, che assimila la pianta a una palma, è segnalato soltanto localmente. Non esiste un nome italiano.
In natura
La specie vive nella foresta premontana umida delle pendici occidentali della cordigliera Orientale, tra 1000 e 1750 m, nel sottobosco, su pendii di 25-60°. Il suolo è scuro, un po’ sabbioso, su una base granitica coperta da uno strato di humus. Le piogge vanno da 1300 a 1700 mm all’anno, ripartite in due stagioni piovose (aprile, e da ottobre a novembre); i mesi più secchi sono agosto-settembre e dicembre-gennaio. Secondo i dati climatici WorldClim analizzati dagli autori, la temperatura varia da 13 a 30 °C, con una media annua di 18-23 °C.
Nel gennaio 2012 erano visibili coni maschili e femminili a tutti gli stadi. Nelle cinque popolazioni studiate le piante erano localmente abbondanti, la produzione di semi nei coni vicina al 100 % e le plantule numerose. A Hobo un cono maschile che liberava polline ospitava piccoli coleotteri del genere Pharaxonotha, impollinatori noti di altre Zamia. Bruchi di una farfalla del genere Eumaeus mangiavano le foglie giovani; sono state osservate anche uova, crisalidi e adulti.
Stato di conservazione e normativa
Zamia huilensis è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 di Cristina López-Gallego e Michael Calonje, in base ai criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v). Nel 2012 gli autori della descrizione raccomandavano la categoria in pericolo critico (CR): le cinque popolazioni note occupavano tutte frammenti di foresta di meno di 2 ettari circondati da pascoli, per una superficie occupata complessiva di 0,2 km² e circa 250 adulti osservati. Citavano come minacce la deforestazione per l’agricoltura e l’allevamento e il prelievo illegale di piante ornamentali, e omisero di proposito le località precise.
Sul piano normativo, Zamia huilensis è coperta dall’iscrizione del genere Zamia nell’appendice II della CITES, in vigore dal 4 febbraio 1977; una sola specie del genere, Zamia restrepoi, figura nell’appendice I. L’annotazione #4 esenta in particolare semi, polline e plantule ottenute in vitro in contenitori sterili. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, la specie figura nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (elenco aggiornato dal regolamento (UE) 2026/1383, in vigore dal 29 giugno 2026): l’importazione di piante vive richiede un permesso.
Species+ non ha una scheda propria per questa specie, coperta dall’iscrizione «Zamia spp.». Statuto CITES ed europeo verificati su Species+ il 3 ottobre 2026; statuto IUCN rilevato su The World List of Cycads, perché la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio e chiedete al venditore i documenti di provenienza.
Coltivazione
Nessuna fonte consultata documenta la coltivazione di questa specie, né in un orto botanico né presso amatori, e non è stata trovata alcuna offerta commerciale. In Italia non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch) né nei messaggi del forum Tropicamente. Il suo habitat offre qualche indicazione, da confermare in coltivazione: sottobosco di media montagna, suolo ricco di humus e ben drenato su pendio, piogge di 1300-1700 mm con due brevi stagioni secche, temperature da 13 a 30 °C. Per i consigli generali si veda la pagina del genere.
Moltiplicazione
In natura la specie si riproduce bene: secondo la descrizione originale, i coni femminili producono semi quasi al 100 % e le plantule sono frequenti. La prima foglia delle plantule porta da 2 a 4 foglioline dentate di 6 cm. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione in coltivazione.
Malattie e parassiti
In natura i bruchi di farfalle del genere Eumaeus si nutrono delle foglie giovani (osservazione del 2012). Non è documentato alcun problema proprio della coltivazione.
Rusticità
Non esiste alcun dato di coltivazione sulla resistenza di Zamia huilensis al freddo. Secondo i dati climatici citati nella sua descrizione, la temperatura del suo habitat scende fino a 13 °C e la media annua è di 18-23 °C. Questi valori descrivono un clima senza gelo, ma non dicono nulla della resistenza della pianta a temperature più basse.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stata segnalata alcuna coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna regione, e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie, così come il forum francese Fous de palmiers: non esiste quindi nemmeno un riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Una pianta di media montagna tropicale come questa, abituata a minime di circa 13 °C, va considerata non rustica finché non ci saranno prove contrarie: in Italia, coltivazione in vaso al riparo, in serra o in casa.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia huilensis. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: nelle Zamia sono stati trovati glicosidi tossici (cicasina, macrozamina, metilazossimetanolo), e l’ASPCA indica per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale. Gli autori della descrizione citano tra le minacce il prelievo di piante a scopo ornamentale.
Domande frequenti
Dove cresce Zamia huilensis?
Solo in Colombia, nel dipartimento di Huila, sulle pendici della cordigliera Orientale, tra 1000 e 1750 m.
Ha un nome comune?
Sì: «palma de monte», nel comune di Hobo. Non ha un nome italiano.
Forma un tronco?
Sì. Il suo fusto aereo raggiunge 1,10 m di altezza per 7-12 cm di larghezza, talvolta ramificato, cosa che la distingue da Zamia muricata, a fusto sotterraneo.
È minacciata?
Sì. È classificata in pericolo (EN) dalla IUCN dal 2022; i suoi descrittori proponevano addirittura la categoria in pericolo critico, con circa 250 adulti noti nel 2012.
Resiste al freddo?
Non si sa. Il suo habitat, a 1000-1750 m, conosce temperature da 13 a 30 °C, senza gelo; nessuna pianta è stata provata a temperature più basse.
Si può coltivare?
Non è documentata alcuna coltivazione. Qualsiasi pianta dovrebbe provenire da riproduzione artificiale ed essere accompagnata dai documenti CITES.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia huilensis: https://cycadlist.org/scientific_name/479 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (in pericolo, valutazione del 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente.
- Caldasia, Calonje e coll. 2012: https://revistas.unal.edu.co/index.php/cal/article/view/39144 — descrizione completa, nome comune, habitat, clima, ecologia, statuto proposto. Protologo in libero accesso (licenza CC BY); testo integrale consultato.
- Montgomery Botanical Center, «New arborescent species of Zamia discovered in Colombia» (5 dicembre 2012): https://www.montgomerybotanical.org/research/new-arborescent-species-of-zamia-discovered-in-colombia/ — contesto del ritrovamento, partner, confronto con Zamia tolimensis e Zamia muricata. Orto botanico di ricerca; consultato direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — appendice II della CITES per il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea per cani, gatti e cavalli (cicasina, BMAA), citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
- Calonje, M., Esquivel, H.E., Morales, G., Mora-Lizcano, Y.A. & Stevenson, D.W. (2012). A new arborescent species of Zamia (Cycadales, Zamiaceae) from the department of Huila, eastern cordillera of Colombia. Caldasia 34(2): 283-290. [Protologo; testo integrale consultato.]
- López-Gallego, C. & Calonje, M. (2022). Zamia huilensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T78590786A78590790. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]